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Siena vince il settimo scudetto consecutivo della sua storia

Aveva ragione, il coach della Dinamo, Meo Sacchetti, quando, in avvio di stagione, dichiarò che sarebbe stato difficile spodestare, dal trono del basket italiano, la Monteopaschi Siena, vista la sua abitudine a vincere.

E cosi sono andate le cose. Questa sera, infatti, la compagine toscana è passata a Roma con il punteggio di 63 a 79 e ha messo in bacheca il settimo consecutivo della sua storia: un risultato che pareva inimmaginabile questa estate, quando, con l’addio di Pianigiani e di alcuni giocatori chiave, sembrava essersi chiuso un ciclo vincente.

Onore al merito a coach Banchi e ai suoi atleti che hanno giocato, in maniera ottimale, i play off, superando, una dopo l’altra, Milano, Varese, che aveva chiuso la stagione regolare al primo posto, e, infine, la compagine capitolina, autrice di un vero e proprio miracolo sportivo, dopo che, in estate, era stata messa in dubbio la stessa partecipazione della squadra al campionato.

La partita odierna ha visto i toscani partire forte e  portarsi sul 3 a 8 per poi subire il ritorno dei padroni di casa, i quali hanno impattato sul 13 a 13. Il primo quarto si è chiuso sul 13 a 15 per Siena che, all’inizio del secondo periodo, ha piazzato un break di o a 10, portandosi sul 13 a 25 con i capitolini in totale confusione a causa dell’espulsione del loro tecnico, Calvani.

Quando, sul punteggio di 22 a 32, la situazione sembrava compromessa, Da Tome e compagni hanno avuto una reazione d’orgoglio e hanno risposto con un contro break di 11 a 1, che gli ha permesso di andare all’intervallo lungo sul risultato di parità (33 a 33). Nel terzo quarto, Siena ha preso il largo e ha tenuto in mano le redini del gioco fino al suono finale della sirena.

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Siena a un passo dallo scudetto: vittoria per 81 a 71 in gara 4

La Montepaschi Siena è a un passo dalla conquista del settimo scudetto consecutivo. In gara 4, i toscani si sono, infatti, imposti per 81 a 71 su un’Acea Roma battagliera.

Il divario finale è troppo penalizzante per i ragazzi di coach Calvani che, come accaduto nella precedente sfida, hanno ceduto solo nel finale di gara. Ora, i senesi avranno tre match point a disposizione per chiudere la serie.

Siena è partita subito forte e, con un Ortner in gran spolvero, si è portata subito sul 17 a 9. Roma, dal proprio canto, non ha mollato e ha chiuso il primo quarto con un solo punto di svantaggio, sul 20 a 19.

L’euquilibrio ha caratterizzato anche la seconda e la terza frazione di gioco, chiuse, rispettivamente, sul 39 a 37 e sul 60 a 59 a favore di Siena, che ha avuto in Hachett l’uomo faro, mentre la formazione capitolina si è affidata all’estro del solito Datome e al contributo delle cosiddette seconde linee, come i lunghi Czyz e Lorant, e Bailey, specialista della difesa, oggi preciso anche dalla lunga distanza.

Nel corso dell’ultimo quarto, un antisportivo fischiato a Jones ha fatto sì che la partita girasse definitivamente dalla parte di Siena – in quel momento in vantaggio di soli 3 punti (73 a 70) -, che ha portato a casa la vittoria, e, come detto, vede il tricolore a portata di mano.

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Siena vince contro Roma al termine di una sfida spettacolare: i toscani guidano la serie per 2 a 1

Una partita spettacolare, quella a cui hanno dato vita, nella serata odierna, Siena e Roma, rivali nell’ultimo atto dell’ intensa stagione del basket italiano.

Al termine della prima partita della serie di finake giocata in terra toscana, si sono imposti, con il punteggio di 89 a 81, i ragazzi di coach Banchi che ora conducono la serie per 2 a 1.

Nonostante la sconfitta, i capitolini hanno dimostrato di poter reggere il confronto con gli avversari e hanno ceduto solo nella parte finale di gara, quando è salito in cattedra Brown, il quale ha letteralmente trascinato la sua formazione. 

Per quanto riguarda Siena, bisogna sottolineare le ottime prove di Hackett, Janning e Carraretto. Gli ultimi due giocatori citati non hanno fatto rimpiangere Moss, carico di falli fin dalle prime battute di gioco e costretto a un minutaggio limitato.

Entrambi i quintetti sono partiti con il piede sull’acceleratore e sono rimasti, per buona parte del primo quarto, a contatto. Solo nella parte finale della frazione, i padroni di casa hanno provato ad allungare, portandosi sul 21 a 15. Un Da Tome in formato NBA ha tenuto a galla la formazione capitolina, che, all’inizio del secondo quarto, ha impattato sul 31 a 31 con una tripla di D’Ercole.

Ha fatto seguito poi una fase di gara convulsa, tra falli tecnici e antisportivi, ma  è perdurato l’equilibrio tra le due squadre, le quali sono rimaste a stretto contatto con Siena che è andata all’intervallo lungo con un vantaggio di un solo punto (44 a 43).

All’inizio del terzo periodo, i toscani hanno provato a prendere il largo, ma Roma è tornata prontamente in partita, impattando sul 55 a 55, grazie a due triple consecutive (la prima  di Taylor, la seconda di Datome), e toccando, successivamente, i cinque punti di vantaggio (59 a 64).

Carraretto, con una tripla, ha fatto sì che Siena limitasse i danni e chiudesse il terzo quarto con uno svantaggio di soli due punti (62 a 64). Nell’ultima frazione, i toscani hanno compiuto un vero e proprio capolavoro, tirando con estrema precisione dalla lunga distanza e dominando la lotta sotto le plance, e hanno portato a casa un successo importante in vista di gara 4, in programma per lunedì 17 giugno. Si giocherà ancora in Toscana.

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Finale scudetto: Roma riequilibra la serie, vittoria per 67 a 62 contro Siena

Prova di carattere dell’Acea Roma che supera, in gara 2, Siena con il punteggio di 67 a 62 e riequilibra così la serie e ritrova fiducia nei propri mezzi prima delle due partite consecutive in terra toscana. 

I ragazzi di Banchi, dal canto loro, devono recitare il mea culpa per non essere riusciti, nel finale, a difendere un vantaggio che sembrava rassicurante.

Pungolati dalle critiche del loro coach dopo la prima sfida della finale, i capitolini hanno mostrato, fin dall’avvio, un diverso atteggiamento in fase difensiva e hanno risposto colpo su colpo, trascinati da un ritrovato Da Tome, alle iniziative dei senesi, i quali, affidatisi all’estro di Ortner, sono riusciti a rimnanere in scia, chiudendo il primo quarto con un ritardo di soli 2 punti (18 a 16).

Nel secondo periodo, i romani hanno perso il filo del discorso in attacco e, dopo il canestro del 20 a 16 di Lawal, hanno subito un break di 0 a 11, che ha permesso a Siena di portarsi sul 20 a 27.

Qaundo, nel corso del terzo quarto, il tabellone segnava 36 a 48 per i toscani, la partita sembrava chiusa, ma tre triple consecutive hanno fatto sì che Roma riaprisse i giochi, arrivando fino al - 2 (46 a 48). Il periodo si è chiuso con una bomba di Ress (46 a 51).

La partita era però girata dalla parte dei ragazzi di coach Calvani, i quali, nell’ultimo quarto, hanno letteralmente dominato la scena, impedendo ai rivali di esprimere il loro gioco in attacco e trovando delle buone soluzioni in attacco con Da Tome, Lawal e Taylor.

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Siena vince gara 1 della finale scudetto

Il massimo campionato di basket è arrivato all’atto conclusivo. Questo pomeriggio, al PalaTiziano di Roma, si è giocata gara 1 della finale scudetto, tra la formazione capitolina e la Montepaschi Siena.

 La gara è terminata con la vittoria per 76 a 85 dei senesi, che hanno manifestato una netta superiorità tecnica e, a meno di clamorosi stravolgimenti, appare destinata a confermarsi al vertice della pallacanestro italiana.

Ottimo l’avvio dei ragazzi di mister Banchi, i quali, con un ottima circolazione di palla e con buone percentuali dalla lunga distanza, hanno toccato, in breve tempo, la doppia cifra di vantaggio, portandosi sul 6 a 16.

I capitolini hanno mostrato il solito grande cuore e sono rientrati in partita, chiudendo il primo quarto con uno svantaggio di soli tre punti, sul 17 a 20, e completando la rimonta (20 a 20) con una tripla di D’Ercole, uno specialista del tiro dalla lunga distanza. Lo stesso non si può dire per Bailey. Ma, come capita spesso nella vita, le eccezioni confermano la regola e il giocatore, specialista della fase difensiva, ha insaccato la bomba del vantaggio capitolino.

Per qualche minuto, Siena ha fatto fatica a trovare la via del canestro, ma è andata all’intervallo con un vantaggio di due soli punti (34 a 36).

L’equilibrio in campo è perdurato fino al 25′: Taylor ha dato l’ultimo vantaggio a Roma (45 a 44). Da quel momento in poi, i toscani hanno preso il largo, trascinati da uomini di classe assoluta, quali sono Hackett, Brown e Moss.

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Roma è la prima finalista, travolta Cantù

La settima gara della serie di semifinale tra Roma e Cantù, quella senza appello per nessuna delle due formazioni, si è chiusa con la vittoria per 89 a 70 dei capitolini che, dopo cinque anni, ritrovano la finale scudetto.

La grande determinazione, il predominio sotto le plance, la difesa e un Taylor stratosferico sono state le chiavi della vittoria di Roma che ha dominato dal primo all’ultimo minuto di gioco, mentre i ragazzi di coach Trinchieri non hanno mai trovato il bandolo della matassa, subendo fin dall’avvio le scorribande di Da Tome e compagni.

I romani sono partiti con il piede sull’acceleratore, portandosi sul 9 a 2, con due palle rubate, e costringendo il coach brianzolo a chiamare time out. I canturini hanno reagito e hanno ridotto lo svantaggio fino al – 2 (18 a 16) di fine primo quarto.

In avvio del secondo periodo, i capitolini hanno toccato, per la prima volta, la doppia cifra di vantaggio, sul 28 a 16. Cantù, con i canestri di Ragland e Aradori, ha provato a riparire i giochi, arrivando fino al - 5 (47 a 42). Quello è stato l’ultimo sussulto di orgoglio di Mazzarino e compagni. Da quel momento in poi, la partita è stata un monologo dei ragazzi di coach Calvani che ora aspettano solo di conoscere il nome della squadra che dovranno affrontare nella finalissima.

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Roma espungna Cantù, ora sarà decisiva gara 7

Al termine di gara 5, giocata al PalaTiziano, Roma pareva una squadra a corto di energie e Cantù sembrava avere la strada spianata verso la finale. Ma, siccome il basket non è una scienza esatta come la matematica, oggi le cose sono andate ben diversamente e la formazione capitolina ha compiuto una vera e propria impresa, sbancando il Pianella, grazie a una grande prova di carattere.

I ragazzi di Calvani hanno mostrato il giusto atteggiamento fin dalle battute iniziali, ma hanno perso, in modo banale, qualche pallone in attacco, permettendo a Cantù di allungare, portandosi sul 17 a 10, con le triple di Ragland, oggi limitato dai falli, e Mazzarino, e chiudendo il primo quarto sul 19 a 14.

Una tripla di Mazzarino ha aperto la seconda frazione di gioco, ma Da Tome e D’Ercole, in netta ripresa, hanno dato lo sprint alla loro squadra che ha impattato sul 24 a 24 e ha tenuto il passo della formazione brianzola sia nel prosieguo del secondo quarto, terminato sul 38 a 35, sia nel terzo, chiuso con Roma in ritardo di un solo punto, sul 51 a 50.

Nell’ultimo periodo è salito in cattedra Phli Goss che, con alcuni canestri di pregevole fattura, ha fatto sì che Roma arrivasse al vantaggio massimo di 7 punti (59 a 66), difeso con tenacia fino al suono finale della sirena.

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Cantù passa al PalaTiziano di Roma

Per la prima volta salta il fattore campo nella serie tra Roma e Cantù: nella serata odierna, i ragazzi di Trinchieri sono passati per 66 a 77 al PalaTiziano e ora potranno chiudere i conti in gara 6, che si giocherà martedì prossimo al Pianella.

Ottimo l’avvio dei canturini, che hanno infilato un parziale iniziale di 0 a 8 con un Aradori particolarmente ispirato. Roma, puntando prevalentemente sul carattere e sulla difesa, ha provato a risalire la china e ha impattato sul 19 a 19 in chiusura del primo quarto. I capitolini hanno poi trovato il primo vantaggio, all’inizio del secondo periodo, con una tripla di Taylor (24 a 21).

I canturini, con più opzioni di gioco, non si sono disuniti e si sono riportati in vantaggio, chiudendo il secondo periodo sul + 5 (33 a 38).

Alla ripresa del gioco, due triple di Luenen hanno dato il via all’allungo decisivo di Cantù, che ha toccato il vantaggio di 13 punti (37 a 50) e, a differenza delle precedenti uscite, ha controllato, senza particolari patemi d’animo, la situazione nel finale di gara.

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Cantù si impone su Roma e pareggia la serie

Come era accaduto nella sfida dei quarti di finale contro Sassari, la Lenovo Cantu fa sua anche gara 4, giocata al Pianella, e riequilibra la serie.

A meritare la palma di migliore in campo è stato l’esperto giocatore brianzolo, Mazzarino, che ha tolto le castagne dal fuoco alla sua formazione nei pochi momenti in cui i capitolini hanno provato a infastidire gli avversari.

Solita partenza sprint dei ragazzi di coach Trinchieri, che si sono portati, in un amen, sul 9 a 1, favoriti dalla scarsa precisione al tiro dei romani, i quali hanno segnato il primo canestro su azione, quello del 9 a 3, con Goss, l’attaccante più pericoloso dellasquadra capitolina .

Chiuso il primo quarto sul 23 a 14, i canturini hanno allungato nella seconda frazione di gioco, toccando i 18 punti di vantaggio  (39 a 21), e andando al riposo sul + 15 (43 a 28).

Al rientro del campo, Roma è apparsa più determinata ed è riuscita, nonostante un Da Tome in condizioni di forma non ottimali, a riaprire i giochi, con Taylor, Goss e Jone particolarmente volenterosi.

Sul 54 a 48, un tecnico fischiato proprio a Taylor ha fatto sì che Cantù potesse chiudere il terzo parziale con dieci punti di vantaggio (58 a 48).

Nell’ultimo quarto, i ragazzi di Calvani hanno cercato di rimanere in scia con grande carattere, ma, come è successo per l’intero arco della partita, hanno commesso troppi errore e Cantù ha portato a casa la vittoria con Mazzarino e Tabu che hanno messo a segno i punti decisivi.

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Cantù vince gara 3 contro Roma

Cantù respira l’aria del Pianella e vince la prima partita della serie contro Roma: i ragazzi di coach Trinchieri si sono imposti con il punteggio di 81 a 73 al termine di una sfida che gli ha visti condurre dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Determinanti, ai fini della vittoria della compagine brianzola, le prestazioni di Brooks, sia in difesa su Da Tome sia in attacco, e Tyus, che ha prontamente riscattato la prova insufficiente di gara 2.

I romani, con rotazioni limitate nel ruolo degli esterni a causa dell’assenza di D’Ercole, hanno fatto il primo canestro su azione dopo cinque minuti e Cantù ne ha approfittato per piazzare un parziale iniziale di 14 a 2.

Dopo aver chiuso il primo quarto in vantaggio di 6 punti, sul 20 a 14, Cantù, nella seconda frazione, ha sofferto la zona proposta da coach Calvani e ha visto gli avversari avvicinarsi fino al – 3 (30 a 27). Il distacco è rimasto invariato fino alla fine del periodo (35 a 32).

All’inizio del terzo periodo, Cantù ha toccato i nove punti di vantaggio (43 a 34 con una tripla di Aradori). Roma si è nuovamente affidata alla zona e si avvicinata vicino al – 5 (47 a 42) ma ha subito un parziale di 10 a 0, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, che ha incanalato la partita dalla parte dei brianzoli, che hanno fatto loro l’intera posta in palio, nonostante il consueto tentativo di regalare la vittoria nella parte finale della gara.

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