Un film per sostenere la causa degli atleti della Palestina, la lodevole iniziativa dell’Associazione Ponti Non Muri

Martedì 9 luglio 2013, alle ore 21, verrà proiettato a Palazzo Ducale, nell’ambito della Rassegna Cinematografica “Visioni Solidali - Associazioni al cinema ”, il film documentario “Inshallah, Beijing” (Se Dio vuole, Pechino).

L’opera affronta la tematica dello sport in Palestina. “Ghadir sogna che qualcuno le compri delle scarpe da corsa. Nadir si allena sperando che un missile non gli piova sulla testa. Zakia non ottiene il permesso per allenarsi in una piscina in territorio israeliano. Sono questi li atleti della squadra olimpica palestinese che si allenano a Gerico per prendere parte alle Olimpiadi di Pechino del 2008.

 Inshallah, se Dio vuole, perché molte difficoltà devono essere superate prima di arrivare in Cina. La difficoltà più grande è rappresentata dal fatto di dover gareggiare per una Nazione, la Palestina, che ancora non esiste e che non ha i mezzi per supportare i propri atleti. Inshallah Beijing è la storia della loro avventura olimpica”

Dopo aver visionato l’opera cinematografica e dopo aver preso atto della situazione in esso raccontata, l’Associazione Ponti Non Muri, nata con l’intento di creare un ponte tra culture diverse, prendendo spunto dal muro reale che circonda e chiude la città di Betlemme come un carcere a cielo aperto, ha deciso di contattare un proprio referente a Gerico, Mohammed, per avere informazioni aggiornate sulla situazione dello sport in Palestina.

Mohammed si è subito adoperato e ha incontrato uno degli atleti di Gerico che è apparso nel film, Maumun Balo, il quale ha raccontato che, nel 2008, quando fu girato il film, la nazionale palestinese di maratona era formata, per il 70%, da atleti di Gerico, dove sono attive due società sportive, che sostengono e organizzano iniziative di vario tipo. Ma restano, soprattutto per i maratoneti, le difficoltà legate al reperimento dei fondi necessari per acquistare l’attrezzatura necessaria, completino e scarpe, per poter svolgere l’attività agonistica.

Dal 2008 a oggi, la situazione per il gruppo di 14 atleti della società Nadi Shabab Arihatra i quali figurano 4 ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni, è andata via via peggiorando, come ha dichiarato l’allenatore Maumun Balo, per svariati motivi, inerenti in particolare alla sfera politica ed economica. A render ancor più difficile la situazione è sopraggiunta la morte del precedente allenatore  (presente nel film), che garantiva anche un importante sostegno dal punto di vista finanziario.

Quella appena raccontata è la situazione che vivono coloro i quali vogliono praticare dello sport in Palestina e l’intento dell’Associazione Ponti Non Muri è quello di far partecipare, alla proiezione del film, le squadre sportive della città di Sassari, in particolare quelle di atletica leggera, per coinvolgere i giovani e per fargli conoscere una realtà così vicina e, allo stesso tempo, così lontana dalla nostra.

E come non rispondere all’appello di giovani atleti che chiedono soltanto di potersi allenare in condizioni migliori per poter partecipare alle competizioni internazionali in modo più dignitoso. Questo alzerebbe il morale di questi ragazzi, nei quali dovrebbero riconoscersi tutti quelli che praticano una qualsiasi disciplina sportiva, e gli darebbe quella spinta necessaria per superare le difficoltà che presenta la vita in Palestina. (foto tratta dal sito www.perlapace.it)

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