Venticinque judoka sardi ai Campionati Cadetti

È tutto pronto a Ostia per le finali nazionali dei campionati di judo categoria cadetti, in programma nelle giornate del 19 e 20 marzo. Dalla Sardegna saranno 25 gli atleti che si confronteranno con loro pari età sui tatami allestiti all’interno del Pala Pellicone a due passi dal Lido: saranno 17 i ragazzi, di peso compreso tra i 46 e i +90 kg con cinture marroni e blu, mentre le ragazze saranno 8, comprese tra i 44 e i 63 kg e tutte cinture marroni.Sassari_Olbia_Judo Murakami_3

Ad accompagnarli saranno i loro maestri e allenatori, reduci da una intensa due giorni trascorsa al Geovillage di Olbia. Qui nei giorni scorsi si è tenuto il corso di aggiornamento obbligatorio per gli insegnanti tecnici regionali, organizzato dal comitato Sardegna Fijlkam con Efisio Mele, Paolo Scanu e Gavino Piredda. Ospite di riguardo della due giorni è stato Kiyoshi Murakami, dt della nazionale italiana di Judo.

Sui tatami allestiti al resort, situato alla periferia della città gallurese, si sono ritrovati quasi in duecento tra maestri, istruttori, allenatori e aspiranti allenatori. Il corso ha visto la partecipazione anche di nuovi 30 aspiranti allenatori e uno spazio interamente dedicato a un incontro che ha messo a confronto tra loro i maestri sul tema dei corsi dedicati ai diversamente abili. Con il supporto di una psicologa, i maestri hanno raccontato le loro esperienze con bambini e adulti con varie patologie, non vedenti, sindrome di down e autismo.

Particolarmente interessanti le lezioni tenute da Kiyoshi Murakami che ha voluto sottolineare come questi incontri siano un continuo e proficuo confronto per tutti i partecipanti. E per lui stesso perché, nonostante la sua grande esperienza lunga 61 anni, «io viaggio per incontrare i maestri – ha detto – e per imparare da loro, perché questa è la vera essenza di questo sport».

Per il dt della nazionale, dopo la prima esperienza da direttore tecnico in Giappone e poi in Francia dove ha trascorso vent’anni, non c’è differenza tra lo Judo praticato in Italia e quello degli altri paesi. «Ma se in Italia c’è una minore rigidità nella disciplina – ha detto – i giapponesi sono maggiormente votati al sacrificio e per loro lo Judo è quasi una religione». Una dedizione che inizia da bambini. E per il maestro giapponese il segreto sta proprio qui, iniziare da piccoli perché Judo, così come ha sempre insegnato Jigoro Kano, è cortesia, coraggio, amicizia, autocontrollo, sincerità, modestia, onore e rispetto. Lui stesso è un esempio visto che, ora 66enne, ha iniziato all’età di 5 anni a praticare l’arte fondata dal maestro Kano.

Esperto di kata, il dt nazionale di Judo ha un obiettivo: portare la squadra italiana alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, passando per le prossime in programma questo agosto in Brasile.

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