Tracollo Dinamo a Pesaro: prestazione imbarazzante dei biancoblù nel giorno dell’esordio in panchina di Pasquini

Dopo la sconfitta contro Bologna, avevamo detto che la Dinamo aveva toccato il fondo. Dobbiamo ammetterlo, ci sbagliavamo, perché oggi, a Pesaro, i biancoblù sono riusciti a fare peggio, sprofondando sul campo della Vuelle Pesaro, che si è imposta con il punteggio di 86 a 65 , che lascia poco spazio alle recriminazioni.WP_20160306_018

Tre indizi, come si suol dire in ambito giurico,  fanno una prova. I problemi, come abbiamo più volte ribadito, non sono nella guida tecnica, ma nelle potenzialità di un gruppo che, come più volte ribadito, presenta carenze che non paiono sanabili. Ed è così che il terzo cambio in panchina, con il general manager Pasquini subentrato al dimissionario Calvani, non ha sortito gli effetti sperati e ora la situazione, in ottica qualificazione ai play off,  si è fatta davvero  preoccupante, perché la squadra è apparsa letteralmente allo sbando e tutti gli uomini, eccezion fatta per qualche lampo di Akognon, sono apparsi, ed è questa la cosa più grave, sfiduciati e remissivi.

La partita odierna si è così trasformata, per i biancoblù,  in un vero e proprio calvario, tra attacchi approssimativi e difese imbarazzanti. E Pesaro, favorita anche dalla scarsa o nulla reattività a rimbalzo dei biancoblù, ha preso  subito il largo, come dimostra il + 24  (45 a 21) maturato nel corso del secondo quarto, per poi gestire il vantaggio, in una seconda parte di gara che ha assunto le sembianze di un lungo garbage time, atratti umiliante per Devecchi e compagni.

Una cosa è certa: la Dinamo non sta, in alcun modo, onorando il tricolore cucito sulla canotta e, alla luce dell’atteggiamento mostrato oggi, in particolare da alcuni uomini chiave (Logan su tutti),  il futuro appare denso di nubi.

 

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