Daniela Canessa Perez racconta la sua esperienza con la Nazionale cilena, medaglia di bronzo ai Giochi Sudamericani di pallamano

Dal 7 al 16 marzo scorsi, si sono disputati, a Vina del Mar in Cile, i Giochi Sudamericani di pallamano. La Nazionale di casa ha chiuso l’importante competizione al terzo posto, alle spalle della corazzata Brasile, che detiene il titolo iridato, e dell’Argentina, e ha così conquistato una meravigliosa medaglia di bronzo.

L’ottimo risultato ottenuto premia il lavoro e gli sforzi compiuti, in quest’ultimo periodo, dallo staff tecnico e  dalla squadra, tra le cui fila milita, con il ruolo di capitano, Daniela Canessa Perez, pivot della Sinergia, formazione in lotta per difendere il posto nella massima categoria dell’handball italiana. Ed è stata proprio la forte giocatrice, veterana della Nazionale, a raccontarci il cammino che ha portato lei e le compagne fino al podio.

Daniela, per prima cosa ci potresti dire come è iniata la vostra avventura ai Giochi Sudamericani?

Il nostro cammino, bisogna dirlo, non era iniziato bene, visto che abbiamo perso per 27 a 33 la gara di esordio con l’Uruguay. Non so se sia stata l’ansia per il debutto o l’emozione per il fatto di giocare davanti al nostro pubblico, ma non siamo riuscite a esprimerci al meglio delle nostre possibilità.  La strada verso il podio si è fatta subito in salita, ma, per nostra fortuna, la sconfitta dello stesso Uruguay con il Paraguay ci ha aperto nuove possibilità e nuove speranze. A quel punto, sarebbe stato necessario, per conquistare una medaglia, sconfiggere proprio il Paraguay, con sette reti di scarto”.

Prima, però, avete dovuto affrontare le campionesse del mondo in carica del Brasile.

“Confrontarci con una squadra così forte, è stato di fondamentale  importanza per il nostro percorso di crescita. Alla fine, loro, che sono di altissimo livello,  si sono imposte con il punteggio di 36 a 22, ma noi abbiamo fatto un’ottima figura, giocando con tranquillità, pur avendo di fronte le campionesse del mondo”.

Parlaci della sfida decisiva col Paraguay.

“L’ottima prestazione fornita contro il Brasile ci ha dato spinta e morale per giocarci, al meglio, le nostre carte nella gara decisiva con il Paraguay, formazione che fa della combattività la sua arma migliore. Abbiamo giocato con grande determinazione e abbiamo vinto per 28 a 17, conquistando così i punti necessari per  salire sul podio”

Poi avete chiuso il vostro cammino con l’Argentina.

“Ormai certe del terzo posto, abbiamo giocato la partita contro l’Argentina come se fosse una partita di fondamentale importanza. Siamo rimaste in gara fino a cinque minuti dalla conclusione, quando il punteggio era sul 16 a 16, poi loro hanno fatto valere la loro maggiore esperienza e hanno piazzato un break di 5 a 1 e hanno chiuso sul 21 a 17 “.

Il terzo posto ai Giochi Sudamericani vi è valso la qualificazione ai Giochi Panamericani, in programma nel 2015 in Canada.

“Sì, quello sarà un appuntamento importantissimo per noi, dato che ci giocheremo la qualifiicazione ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016.  Il fatto che le Olmpiadi si svolgano proprio in Brasile  potrebbe agevolate il nostro compito, visto che si libererà un posto, in quanto il Brasile verrà ammesso di diritto come Paese ospitante: la seconda classificata, quindi, si qualificherà direttamente, mentre la terza si giocherà l’ultimo posto utile  in un Torneo Preolimpico, al quale parteciperanno due squadre europee e una asiatica.

Come è stato accolto, nel vostro Paese, questo straordinario risultato?

“Nonostante i media non ci abbiano seguito con particolare attenzione, poichè hanno dato maggiore risalto alle gare che si sono disputate nella Capitale, Santiagi del Cile, la gente, a Vina del Mar, ci ha seguito con particolare affetto e ha festeggiato, con entusiasmo, un successo che premia l’impegno della squadra e di tutto lo staff. In particolare, vorrei sottolinare l’ottimo lavoro dell’allenatore, lo spagnolo, Inaki Anis.

Qual è la situazione della pallamano femminile in Cile?

Aver ottenuto questo ottimo risutato potrebbe dare una spinta importante all’intero movimento, In Cile, la pallamano, soprattutto quella femminile, è ancora uno sport povero e le vittorie della Nazionale potrebbero servire per trovare sponsor e per coinvolgere, allo stesso tempo, un maggior numero di ragazze

Per chiudere l’intervista, come è stato condividere questa esperienza con tua sorella Belen?

Poter condividere quest’esperienza con mia sorella, che gioca nel ruolo di ala, mi ha regalato emozioni straordinarie. Poi mi ha fatto piacere vedere i suoi miglioramenti. Devo ammettere che  è cresciuta moltissimo in tutti i fondamentali ed è è diventata proprio una brava giocatrice

 

 

 

 

 

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