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Il Latte Dolce riparte con entusiasmo dopo la vittoria di Avezzano. Ivan Delrio: “Il gruppo è la nostra forza”

Riprende a lavorare oggi, agli ordini di mister Massimiliano Paba, un Latte Dolce, carico di energia e di entusiasmo, dopo il rotondo successo conquistato nell’ultimo turno di campionato contro un avversario difficile,  qual è l’Avezzano. I biancocelesti del presidente hanno indossato i panni da corsaro e hanno portato a casa i tre punti, grazie al gol in apertura di Ivan Delrio e alla doppietta di Paolo Palmas. Un piccolo importante passo avanti verso la conferma della categoria, vittoria che fa morale ma non distrae dal quotidiano e necessario lavoro sul campo in vista del prossimo appuntamento, in programma per il prossimo 23 ottobre,  quando il Latte Dolce a km zero, affronterà in casa la Flaminia.

Ci voleva proprio ed è ancora più importante perché arrivata in trasferta - ha detto Ivan Delrio in merito al successo della sua formazione in quel di Avezzano -, questo ci dà ancora più fiducia perché i punti fuori casa risulteranno fondamentali. Sapevamo di trovare una buonissima squadra reduce da due sconfitte, perciò avvelenata e con voglia di riscattarsi. Ma anche noi avevamo fame, soprattutto per i punti persi con un po’ di sfortuna nelle partite precedenti. Con il mister in settimana abbiamo preparato la partita nel modo giusto, lavorando sull’atteggiamento e cercando di gestire le energie sino al novantesimo. Avevamo assenze importanti, siamo stati appena più attendisti, in modo da difenderci nel migliore dei modi ed essere pronti a far male, ad essere più concreti, quando recuperavamo palla. La strategia del mister si è rivelata giusta, bravi noi a interpretarla.

Trovato il vantaggio siamo riusciti ad andare sul 2-0 grazie all’eurogol di Palmas. Subito dopo abbiamo preso il 2-1 e solo la grande parata di Garau ci ha permesso di chiudere il primo tempo in vantaggio. Sapevamo che al rientro in campo sarebbe stato necessario essere ancora più concentrati per prendere i tre punti e siamo stati bravi nel cercare e trovare il 3-1 che ha definitivamente spazzato via le speranze di rimonta avversarie.

Il mio gol – ha aggiunto Delrio -  è arrivato su calcio d’angolo,  c’è stata la spizzata di un difensore che ha prolungato la traiettoria sul secondo palo: io ho fatto il mio movimento e sono riuscito a indirizzarla in porta. Sono andato a esultare verso la nostra panchina per festeggiare con tutti i compagni, ero molto felice». Il giocatore del Latte Dolce ha voluto dire la sua sul campionati:” Per quello che si è visto sino ad ora è sicuramente un campionato tosto con squadre ben attrezzate, anche quelle che sulla carta devono salvarsi. Si può vincere o perdere con tutti, ogni domenica sarà una storia a sé: bisogna farsi trovare pronti, sempre. Ci sono team con budget altissimi rispetto ad altri, e probabilmente saranno proprio quelli a giocarsela per i primi posti. Noi dobbiamo ancora incontrare tante squadre che ancora non conosciamo, ma siamo pronti a giocarcela con tutti. La nostra squadra può e deve cercare con tutto l’impegno possibile di arrivare a una salvezza tranquilla. Siamo una squadra molto giovane e con poca esperienza, dovremo cercare di aumentare sempre più il livello di concentrazione in modo da concedere il meno possibile agli avversari e sfruttare al massimo le nostre potenzialità. La nostra forza è sempre stata l’affiatamento del gruppo: essere uniti e giocare di squadra è fondamentale. Importante sarà però anche credere fortemente nei nostri mezzi e nelle nostre qualità tecniche e mentali, perché siamo una squadra che anche negli immancabili momenti di difficoltà sa compattarsi, e anche questo sul campo può fare la differenza: dobbiamo ancor di più acquisire la consapevolezza che possiamo dire la nostra contro chiunque. Non ci possiamo allenare sei o sette volte alla settimana come le altre squadre, non giochiamo mai sul campo in cui ci alleniamo, ma questi problemi dobbiamo colmarli con il nostro affiatamento e la voglia di far vedere chi siamo. Questa vittoria ci ha dato conferma che, nonostante le assenze, tutti possiamo dare il nostro contributo. Siamo tutti titolari e pronti a dare tutto per i compagni: questo mi dà molta fiducia per il futuro, solo con questo atteggiamento potremo esprimerci al meglio per arrivare alla salvezza il prima possibile. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo facendo, perché siamo una bellissima realtà, siamo tutti giocatori sardi e già questo ci rende unici in una categoria importante come questa. Restiamo umili e continuiamo così. Sono arrivato qui quattro anni fa. Il campionato era quello di Eccellenza, con mister Scotto, l’anno in cui conquistammo la promozione in D. Da subito mi sono reso conto che sarei stato bene, parte di una società seria e di un gruppo valido e già ben coeso. Dopo l’ingiusta retrocessione, a malincuore, mi sono trasferito a Olbia ma l’anno successivo ho subito accettato la proposta di tornare biancoceleste: scendevo dalla serie D all’Eccellenza ma sapevo di tornare in un gruppo fantastico e in una società che puntava a riconquistare la quarta serie italiana. Avevo voglia di giocare per vincere: lo abbiamo fatto durante tutta una stagione spettacolare. Mi sento in dovere di ringraziare, e lo faccio con piacere, il Latte Dolce per la fiducia che mi ha sempre dimostrato, sperando di meritarla sempre di più dando il massimo sul campo”. Per chiudere, Delrio ha voluto “inviare” un messaggio al compagno Luca Scognamillo, infortunatosi nel corso della sfida contro la squadra abruzzese. “Siamo dispiaciuti per l’infortunio di Luca che stava entrando decisamente in forma. È un giocatore con grossi margini di crescita, uno che gioca per la squadra. Per fortuna l’infortunio al gomito è meno grave del previsto, ovviamente gli auguro e ci auguriamo tutti che si riprenda presto e al meglio. È un ragazzo che merita il nostro sostegno, abbiamo bisogno di lui come di tutti gli altri ragazzi che ogni giorno si allenano al top per questa squadra».

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Poca gloria per gli arcieri sardi al Trofeo CONI

E’ stato il Tanka Village di Villasimius ad ospitare, nei giorni scorsi le finali nazionali del Trofeo Coni di tiro con l’arco, organizzate dal comitato regionale della Fitarco. andrea decandia 2

Dopo le qualifiche sono partite due serie di gironi all’italiana, che hanno decretato le semifinaliste. In campo maschile gli arcieri Santo Stefano hanno vinto allo shoot of lo scontro con gli arcieri Campani, e gli arcieri della Cupa hanno battuto gli arcieri del Forte per 5-1. Nella finale gli arcieri della Cupa hanno dato il bis per 5-1 contro gli arcieri Santo Stefano conquistando l’oro, e gli arcieri del Forte hanno superato gli arcieri Campani 5-3 centrando il bronzo. Fra le donne in semifinale la compagnia d’Archi ha battuto gli arcieri Orione per 6-0, e gli arcieri del Doge si sono imposti per 6-0 sull’Arco Club Serro. Nella finale per l’oro la compagnia d’Archi ha vinto 6-2 con gli arcieri del Doge e nella finalina gli Arcieri Orione prevalso per 5-1 sull’ Arco Club Serro. Nel mixed team per regioni con scontri diretti a vincere l’oro è stato il Veneto, che ha battuto la Puglia. Bronzo alla Campania che ha superato la Basilicata.

 Nella classifica a squadre, vinta dal Veneto davanti a Emilia Romagna e Puglia, la Sardegna si è piazzata quindicesima, dietro alla Liguria e davanti alle Marche.

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Milano e Avellino si contenderanno la Supercoppa

Saranno Milano e Avellino a contendersi la Supercoppa, primo trofeo del basket italiano per la stagione 2016 – 2017. Nelle semifinali, andate in raglandscena ieri al Mediolanum Forum di Assago, meneghini e irpini hanno sconfitto, rispettivamente, Cremona e Reggio Emilia, al termine di due sfide dall’andamento differente. Netto il successo dei ragazzi di coach Repesa, i quali, dopo aver sofferto gli avversari nei primi due quarti, hanno preso il largo nella seconda parte della sfida, imponendosi con l’eloquente punteggio di 109 a 87. In precedenza, invece, Avellino aveva sconfitto in volata (74 – 72) i ragazzi di coach Menetti, grazie a una tripla allo scadere di Ragland.

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Il nuovo play della DinamoLab è Maurice Amacher

Prende forma il roster della DinamoLab, che si prepara ad affrontare la seconda stagione nella massima serie del basket in carrozzina: il club biancoblù  ha infatti raggiunto l’accordo con ill play svizzero Maurice Nicolas Amacher, il quale, classe 1990,  indossa dal 2008 la maglia rossocrociata della nazionale elvetica. A Sassari inaugurerà la sua quarta stagione da professionista: in precedenza Amacher ha giocato in Svizzera con i Pilatus Dragons e per tre  anni in Spagna con il Getafe, con cui la scorsa stagione ha conquistato la Willi Brinkmann  Eurocup, già vinta nel 2005 con il suo team svizzero.

Il giocatore elvetico, oltre ad essere un eccellente tiratore, è un play guardia dalle ottime qualità fisiche, dall’elevato quoziente intellettivo cestistico e dall’ottima visione di gioco

La sua carriera sportiva è iniziata  nel 2002 quando praticava sia il basket sia l’atletica, disciplina nella quale Amacherha ottenuto i primi importanti successi della sua attività sportiva,  vincendo  diversi titoli mondiali juniores e partecipandoai Giochi Paralimpici di Pechino nel 2008, anno in cui ha deciso di dedicarsi in maniera esclusiva al basket.

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La DinamoLab ingaggia il capitano della Nazionale svizzera, Janic Binda

La DinamoLab è al lavoro per la costruzione del roster in vista della prossima stagione, la seconda nella massima serie del campionato di basket in carrozzina. e ha messo a segno il primo colpo di mercato, mettendo a disposizione di coach Salvatore Cherchi, l’ala Janic Binda. atleta svizzero del 1990: un giocatore poliedrico, esperto nel pick&roll e di grande prestanza nel pitturato.Un elemento che potrà essere fondamentale nello scacchiere biancoblu assieme al nucleo storico degli italiani capitanati da Claudio Spanu.

Dal 2005 al 2011 Binda ha giocato  in Svizzera con i Pilatus Dragons, mettendo in bacheca numerosi titoli e coppe nazionali e un terzo posto in finale di Eurolega nel 2010.

Poi, nel 2012-2013, si è trasferito in Texas, dove ha  frequentato il college e ha giocato per gli UTA Movin’ Mavs. Ha completato il percorso universitario a Zurigo dove ha gioctoa un altro anno per i Pilatus Dragons prima di spostarmi in Germania, dove per due stagioni fa parte dei Rolling Devils a Kaiserslautern. Dal 2008 fa parte della Nazionale svizzera e dallo scorso anno ne è il capitano.

Alla sua prima esperienza sportiva in Italia, non vede l’ora di raggiungere la Sardegna e cominciare la nuova sfida: “Sassari è un nuovo club in una nuova lega e questo mi entusiasma tanto – ha affermato Binda – Quella del campionato italiano è una sfida eccitante e molto stimolante per me e ho la sensazione che stiamo creando una squadra davvero forte e competitiva. Io e mia moglie abbiamo entrambi origini italiane, ho visitato diverse volte la Toscana ma non son mai stato in Sardegna, non vedo l’ora di incontrare la ‘famiglia’ sassarese”.

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A Badesi gran successo per l’International Basketball Camp

Organizzato e diretto da Antonello Pilia, della New Basket Project ,si è svolto presso le strutture dell’Hotel Baia delle Mimose, a Badesi, un camp di basket internazionale con la partecipazione di Milan Josic, coach della Flash Belgrado, società che sviluppa talenti per tutte le società professionistiche di Europa, nonché tecnico dell’Under 14 che ha vinto il titolo nazionale e vice allenatore della nazionale serba giovanile Under 16. Alla camp badesimanifestazione hanno presenziato due sassaresi doc che hanno raccontato la loro carriera e dispensato consigli al centinaio di ragazzi iscritti: stiamo parlando di Massimo Chessa e Marco Spissu, quest’ultimo punta di diamante del settore giovanile della Dinamo che ha partecipato grazie alla disponibilità della società del presidente Stefano Sardara.

Nello staff tecnico del Camp anche Dario Dessì, coach romano ex Stella Azzurra, che ha portato un elevato tasso di organizzazione e professionalità, e il preparatore fisico Hansel Perilli, della Virtus Cassino, anch’egli proveniente dalla Stella Azzurra Roma, club che ha pochi rivali in Italia nella preparazione dei giovani. Staff completato dai tecnici che lavorano in Sardegna: Giampaolo Mazzoleni della Dinamo 2000 (ex Olimpia Milano ed ex Dinamo Sassari), Andrea Martella dell’Antonianum Quartu (ex Esperia con 11 titoli regionali in carriera) , e Fabiana Pinna (ex Fortitudo e Virtus Cagliari), Barbara Renda (giocatrice professionista), Laura Aduni e Marco Colomo (Pall. Atzara).

All’International Basketball Camp 2016 hanno partecipato anche 13 atleti provenienti dal Lazio insieme alle loro famiglie che hanno utilizzato la struttura di Mirko Stangoni, l’Hotel Baia delle Mimose, per passare le ferie estive.

La parte extra-cestistica e’ stata diretta dalla Presidente Simona Nuvoli, coadiuvata dai dirigenti Angela Casada, Roberta Mura e Gianni Dore e Daniele Nuvoli.

 

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Niente Olimpiadi per l’Italbasket!

Addio Rio! L’Italbasket perde la sfida decisiva con la Croazia, vittoriosa per 78 a 84 e vede sfumare il sogno di tornare ai Giochi Olimpici, dai quali manca dall’ormai lontano 2004. E quella odierna è una sconfitta pesante per l’intero movimento, da tempo in crisi, vittima dell’eccessiva politicizzazione, ed incapace  di trovare soluzioni valide ai problemi, anche a causa della mancanza di investimenti, fatto questo che ha  fatto sì che il massimo campionato diventasse, anno dopo anno, sempre meno interessante e competitivo. Poi il sempre più marginale utilizzo dei giocatori italiani ha fatto il resto. E il miracolo non è riuscito neanche a un mago della panchina, quale è Ettore Messina, le cui scelte, in particolare alcuni tagli, ora potrebbero pure far discutere, ma senza un asse play pivot di valore assoluto nel mondo si fa poca strada.index

Oggi gli azzurri hanno perso al termine di una battaglia lunga 45 minuti: primi canestri della serata dal sapore meneghno: alla tripla del croato Simon ha risposto Alessandro Gentile, poi, dopo una serie di errori al tiro da ambo le parti e il tecnico fischiato all’azzurro Bargnani, le due squadre, sul punteggio di 2 a 4,  sono state costrette a un break prolingato per problemi al tabellone. Alla ripresa delle ostilità il secondo canestro del capitano di Milano ha permesso agli azzurri di impattare sul 4 a 4. Lo stesso Gentile, dopo la seconda tripla di Simon, ha tenuto in scia l’Italia, sul 6 a 7,

Poi i croati sono volati sul + 3 (6 – 9), ma hanno dovuto fare i conti con il terzo fallo del cecchino Simon, mentre la difesa consentiva agli azzurri di tenere il passo e di firmare il primo vantaggio della serata con due liberi del centro Cusin per il 10 a 9. Nel finale del periodo, però, i croati sono saliti in cattedra e, grazie ad alcuni errori degli azzurri, hanno piazzato un break di 2 a 10, grazie al quale hanno iniziato il secondo periodo sul 12 a 19, per poi toccare la doppia cifra di vantaggio sul 12 a 22, grazie al gioco da tre punti di Planinic.

Risposta azzurra affidata alle mani di Da Tome e Belinelli, che hanno dimezzato lo svantaggio (17 a 22), ma i croati hanno  ristabilito le distanze, portandosi sul + 11 (17 a 28), grazie ai liberi di Bogdanovic e ai canestri di Planinic.

Per frenare la corsa dei croati e per ridestare dal torpore dei suoi uomini, coach Messina ha chiamato un minuto di sospensione, dopo il quale gli azzurri sono apparsinrigenerati e hanno risalito la china fino al  – 2 (32 a 34), poi cinque punti di uno scatenato Bogdanovic, 17 punti nei primi due quarti, hanno consentito ai croati di riallungare (32 a 39), prima che Belinelli fissasse il punteggio sul 34 a 39 al termine del secondo quarto.

Dopo l’intervallo lungo, ul gioco da tre punti di Gallinari ha riportato sul – 2 (37 a 39) gli azzurri, che poi hanno completato la rimonta (39 a 39) con un canestro di Da Tome.  Grazie a un ottimo atteggiamento difensivo, l’Italia ha poi messo la freccia, portandosi sul + 3 (42 a 39), grazie a un ispiratissimo Gallinari. Poi, come era già accaduto nel primo quarto, è salito in cattedra Simon, il quale, con una serie mortifera di bombe, ha riportato i croati sul + 6 (44 a 50) ma, a cavallo tra il terzo e l”ultimo quarto, l’energia di Melli ha tenuto vivi gli azzurri, che hanno di nuovo messo la testa avanti, sul 55 a 54. I punti di Saric, le cui giocate hanno fatto ammattire Bargnani,  hanno riportato avanti la Croazia, volata sul + 8 (55 a 63), grazie anche alla scarsa lucidità degli azzurri, rivitalizzati, come al solito, dalle giocate dei campioni Nba, Belinelli e Gallinari, che hanno messo la loro firma sui canestri che hanno riportato l’Italia sul – 1 (64 a 65). Ennesima rimonta completata (66 a 65) con un canestro di Melli, servito da un assist stellare di Gallinari, il cui quinto fallo ha complicato i piani dell’Italia che, ciò nonostante, sono riusciti, grazie al solito Melli, a prendere all’ultima chiamata il treno per il supplementare,  Che si è aperto con il canestro del 70 a 72 di Saric, poi l’ennesima tripla della serata di Simon ha regalato il + 5 (70 a 75) ai croati, ma la risposta, sempre dalla lunga distanza, di Aradori ha tenuto ancora vive le speranze dell’Italia, definitivamente spente poi dalla tripla di Bogdanovic e dagli errori di Gentile

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L’Italbasket vola in finale: domani la gara decisiva contro la Croazia

Sarà la Croazia, già affrontata nel gironcino eliminatorio e oggi vittoriosa sulla Grecia, l’ultimo ostacolo che si opporrà all’Italia verso la strada che porta a Rio de Janeiro. Oggi, nella semifinale contro il Messico, gli azzurri si sono imposti con l’eloquente punteggio di 79 a 54 , che non deve trarre in inganno perché i messicani sono rimasti in partita per i primi due quarti e per buona parte del terzo, cedendo poi di schianto contro la voglia di vincere del gruppo di coach Messina, che anche oggi ha fatto affidamento su un’ottima prova difensiva, fattore che era risultato fondamentale anche nelle precedenti sfide.

La contesa odierna si è aperta con il canestro del messicano Cruz, al quale gli azzurri hanno risposto con un controbreak di 6 a 0, firmato da Da Tome, Bargnani e Gallinari. E sono stati proprio i due campioni Nba che hanno provato a spegnere le velleità del Messico, che era risalito fino al- 1 (11 a 10), per poi essere ricacciato a sei punti di distanza (16 a 10). Un tecnico fischiato a Belinelli ha complicato i piani dei ragazzi di coach Messina, che hanno visto avvicinarsi gli avversari (- 3, sul 16 a 13). Poi, nel finale del quarto, l’Italia si è ancora una volta “rifugiata” nella difesa per chiudere il periodo in vantaggio di sei lunghezze (19 a 13).

Da Tome e compagni hanno poi provato a prendere il largo, portandosi sul + 8 (22 a 14) con una schiaccata di Melli, poi una tripla di Cruz ha rianimato i messicani, i quali non sono però riusciti a tenere il passo degli azzurri, che hanno provato ad allungare, portando per la prima volta il vantaggio in doppia cifra (34 a 23), per poi andare all’intervallo lungo sul + 10 (38 a 28).

Quando, nel corso del terzo quarto, Bargnani ha firmato il + 14 (45 a 31), il cammino sembrava in discesa per gli azzurri, che hanno però avuto un passaggio a vuoto, permettendo agli avversari di rientrare in partita (47 a 41). Ma proprio nel momento più difficile della serata, i ragazzi di coach Messina hanno trovato le energie necessarie per prendere in mano le redini dell’incontro, mettendo a segno un parziale di 11 a 0 che ha permesso loro di chiudere il terzo quarto sul 58 a 41, tramortendo definitivamente i messicani. Gli ultimi dieci minuti si sono trasformati in un proficuo allenamento in vista della decisiva sfida di domani, quando non saranno ammessi sbagli o cali di tensione.

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L’Italbasket vince 67 a 60 contro la Croazia e stacca il biglietto per le semifinali del Preolimpico

I più grandi risultati si ottengono con la difesa: è una regola, non scritta, degli sport di squadra che sembrano aver assimilato gli azzurri dell’Italbasket, che oggi hanno ottenuto il secondo successo nel Torneo Preolimpico di basket, sconfiggendo una combattiva Croazia e staccando il biglietto per le semifinali. Ad aprire le danze sono stati Gallinari e Bargnani, che hanno firmato il parziale iniziale di 4 a 0 degli azzurri, interrotto dal primo canestro della serata dei croati, messo a segno da Bogdanovic, il quale non ha fermato la corsa dell’Italbasket che, grazie a un gioco da 4 punti di Belinelli, si è portata sull’8 a 2, poi lo stesso Bogdanovic, che è stato il principale terminale offensivo dei croati nella prima parte di gara, ha riportato in linea di galleggiamento la sua formazione, che ha dapprima impattato sul 15 a 15 e poi, dopo un continuo testa a testa, ha chiuso il primo quarto in vantaggio sul 21 a 23. Hackett

Il secondo periodo si è aperto con il canestro del 23 a 23 di Belinelli, ma puntuale è arrivata la risposta del cecchino croato Bogdanovic, che ha portato nuovamente in vantaggio il suo quintetto. Parità ristabilita da Hackett (25 a 25), poi, dopo il time out chiamato dalla panchina croata, gli azzurri hanno provato ad allungare, portandosi sul 29 a 25, grazie ai canestri dello stesso Hackett e di Bargnani, ma puntuale è arrivata la risposta della Croazia che, con un controbreak di 0 a 7, ha rimesso la testa avanti, sul 29 a 32. Hackett, con quattro punti consecutivi, ha riportato in vantaggio gli azzurri (33 a 32). Poi la bomba del mortifero Bogdanovic ha riportato in vantaggio la Croazia, prima che gli azzurri fissassero il punteggio sul 35 a 35 alla fine del periodo.

Dopo l’intervallo lungo, la partita è ripresa sempre nel segno di Bogdanovic, enigma irrisolvibile per la difesa azzurra, che ha portato la sua squadra sul + 4 (35 a 39), prima della reazione italiana, firmata da Bargnani e Gallinari per l’ennesima parità della serata sul 39 a 39. E l’equilibrio, tra sorpassi e controsporpassi, è perdurato fino al 44 a 43, quando un tecnico fischiato a Petrovic ha pemesso ai ragazzi di coach Messina di piazzare il primo vero break della partita, grazie al quale si sono portati sul + 8 (51 a 43), ma un time out ha rianimato i croati, che hanno provato a risalire la china, ma gli azzurri si sono presentati sul + 7 (54 a 47) al via dell’ultimo quarto, che si è aperto con il canestro del 56 a 47, che non ha però irretito i croati, i quali hanno avuto un sussulto, portandosi di nuovo in scia (56 a 53), ma nel finale la difesa ha fatto ancora una volta la differenza a favore degli azzurri, che hanno chiuso i conti sul 67 a 60.

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Esordio positivo per l’Italbasket al Preolimpico: oggi test decisivo con la Croazia

Bene in difesa, anche se l’avversario non era dei più probanti, e malissimo in attacco, ma missione compiuta per l’Italbasket che, nella serata di ieri, ha sconfitto per 68 a 41 la Tunisia nella gara inaugurale del Torneo Preolimpico di Torino, che mette a disposizione un pass per Rio de Janeiro.

Non si puà dire che i primi due quarti siano stati uno spot per il basket italiano, visto che gli azzurri li hanno giocati a ritmi da  partitella d’oratorio. E di certo non ci si poteva attendere che fossero i tuninisini a ravvivare una prima parte di gara che si è chiusa con gli azzurri in vantaggio di sole cinque lunghezze, sul 32 a 27.

Il riposo lungo ha fatto bene ai ragazzi di coach Messina che, con un parxiale di 22 a 2 nel terzo quarto, hanno incanalato definitivamente la partita dalla loro parte, mettendo due punti in cascina prima della decisiva sfida contro la Croazia di Rok Stipcevic.

Nell’altro raggruppamento, invece, nessuna difficoltà per la Grecia, che ha sconfitto l’Iran con l’eloquente punteggio di 78 a 53

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