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Vittoria della Dinamo a Cremona, il quinto posto al termine della stagione regolare lascia un po’ di amaro in bocca. E ora i play off contro Trento

A Cremona, contro una squadra che non aveva più nulla da chiedere al campionato, la Dinamo ha ottenuto una bella vittoria per 89 a 99, ma tutto è stato vanificato dal concomitante successo, il decimo nelle ultime dodici giornate, di Trento, che sarà l’avversario dei biancoblù nella serie dei quarti dei finale dei play off.WP_20150211_002

Il quinto posto, al termine della stagione regolare, lascia un po’ di amaro in bocca in casa biancoblù, in quanto dà il vantaggio della bella ai trentini e perché, per una squadra partita con l’obiettivo di essere l’anti Milano per eccellenza, era lecito attendersi un piazzamento migliore.

La sfida odierna è stata caratterizzata da un buon avvio dei ragazzi di coach Pancotto, che hanno piazzato un break iniziale di 5 a 0. Poi, nonostante le buone risposte di Sosa e Lawal, i padroni di casa hanno toccato la doppia cifra di vantaggio per poi chiudere il quarto sul + 5 (25 – 20). Nella prima parte del secondo quarto, Cremona ha difeso il vantaggio, poi la Dinamo ha operato il sorpasso con un canestro di Sacchetti e ha preso il controllo della gara, trascinata da Brooks e Kadjj, e porta a casa un successo che rappresenta un’importante iniezione di fidicia in vista dei prossimi play off.

Tabellino

Vanoli Cremona – Dinamo Sassari 87 – 99

Vanoli Cremona: Daniel 10, Hayes, Gazzotti 2, Vitali 15, Mian 12, Campani 11, Ferguson 2, Mei 10, Clark 10, Bell 15. All. Cesare Pancotto

Dinamo Sassari: Logan 23, Sosa 10, Formenti 2, Sanders 8, Devecchi 7, Lawal 18, Chessa, Sacchetti 2, Mbodj 2, Vanuzzo, Brooks 21, Kadji 8. All. Meo Sacchetti

 

Non basta giocare cinque minuti per vincere una partita, Trento passa con merito al PalaSerradimigni

Perdere fa parte del gioco, perdere senza lottare No! Forse qualcuno, in casa biancoblù, si è illuso che, per vincere le partite, basti giocare cinque minuti e passeggiare e vivere di rendita per  il resto del tempo. Il gioco era riuscito contro Pesaro e Capo d’Orlando, due squadre mediocri, ma non è sempre festa e oggi Trento ha banchettato al PalaSerradimigni, imponendosi con il punteggio di 84 a 92.WP_20150404_027

I trentini hanno meritato il successo, perché hanno dominato i primi tre quarti e perché, nell’ultimo periodoo, sono stati capaci di riprendere il filo del discorso, trascinati da un Mitchell in versione stellare, dopo l’unica fiammata dei biancoblù, apparsi lontani parenti di quelli ammirati nelle Final Eight della Coppa Italia.

E la sconfitta odierna, tanto pesante quanto meritata, rende ancor più complicato il cammino dei ragazzi di coach Sacchetti, che rischiano di chiudere la stagione regolare in quarta posizione.

Ora bisognerà fermarsi a riflettere per capire le motivazioni di questa involuzione. Periodo sfortunato, stanchezza o appagamento dopo il trionfo? Le cause possono essere molteplici, ma la certezza è una sola: la squadra, almeno vista dall’esterno, sembra tornata al periodo in cui soffriva in Italia, vedi gara di andata contro i trentini, e collezionava sconfitte in serie in Europa.Toccherà allo staff tecnico, insieme al gruppo, troverà le risposte e le giuste comtro misure per uscire dal torpore e per potersi giocare le residue possibilità di agganciare il treno per la seconda/terza piazza.

Per quel che riguarda la partita odierna c’è poco da aggiungere, se non stendere un velo pietoso suoi primi tre quarti, giocati senza la giusta cattiveria in difesa e senza ordine in attacco, e sul suicidio finale. Ma oggi, diciamoci la verità, la vittoria sarebbe stata un premio troppo per

Tabellino:

Dinamo – Trento 84 – 92

Dinamo Sassari: Logan 23, Formenti, Sanders 8, Devecchi 6, Lawal 8, Chessa, Dyson 17, Sacchetti, Mbodj 3, Vanuzzo, Brooks 9, Kadji 10. All. Meo Sacchetti.

Trento: Mitchell 31, Sanders 8, Pascolo 12, Grant 9, Forray 12, Flaccadori 3, Owens 11, Baldi Rossi, Armwood, Spanghero 6. All. Maurizio Buscaglia.

Sarà Reggio Emilia l’avversaria della Dinamo in semifinale

A Trento l’onore delle armi, a Reggio Emilia la vittoria per 80 a 77: saranno gli emiliani, quindi, ad affrontare la Dinamo nella ssemifinale delle Final Eight di Coppa Italia. Ma quanta sofferenza, per Cinciarini e compagni, contro una compagine trentina mai doma e capace di riaprire i giochi dopo una prima parte di gara vissuta in totale sofferenza.Cinciarini

Ritmi alti e spettacolo nel primo quarto, aperto da un parziale di 0 a 4 di Trento, al quale i reggiani hanno risposto con un contro break di 9 a 0. Con Cinciarini abile tessitore di gioco, Reggio Emilila ha gestito il vantaggio fino alla fine del primo quarto, chiuso sul + 5 (26 – 21).

Nel secondo periodo, la partita è scesa di tono tra palle perse e scelte di tiro errate. Ciò nonostante Reggio Emilia ha continuato a tenere in mano il pallino del gioco, trascinata da Diener,  e ha toccato la doppia cifra di vantaggio sul 32 a 22. Nonostante le pessime percentuali nel tiro dalla lunga distanza, Trento si è rifatta sotto con i canestri di Baldi Rossi e Sanders (32 a 29), ma è stata ricacciata indietro dai ragazzi di coach Menetti, che hanno ristabilito le distanze, andando all’intervallo lungo sul + 10 (45 – 35).

Ma Trento, lo ha dimostrato in campionato, è squadrache non molla: la tripla di Forray ha dato la scossa ai suoi compagni, i quali, sfruttando al meglio il gioco interno, hanno ribaltato la situazione (52 a 54 con il libero di Mitchell).

Reggio Emilia è uscita dal tunnel con il canestro di Cervi, poi Silins ha fissato il punteggio sul 59 a 56 al termine del terzo periodo. All’inizio dell’ultimo quarto, che si è trasformato in una sorta di lungo supplementare,Trento ha impattato con un gioco da tre punti di Owens (69 – 69).  Da quel momentoin poi, la partita  è stata caratterizzata da un continuo botta e risposta, dal quale sono usciti vittoriosi i reggiani, ma Trento merita solo applausi.

La Dinamo è in crisi di gioco e di risultati, biancoblù travolti a Trento

Non ci sono scusanti, alibi o giustificazioni: la Dinamo è in crisi di risultati, di idee e di gioco. La conferma è arrivata nella serata odierna in quel di Trento, dove i biancoblù hanno subito la sesta sconfitta consecutiva tra Campionato ed Eurolega, la più umiliante da quando militano nella massima serie del basket italiano. WP_20141212_012

Il 104 a 82, maturato al termine del quaranta minuti di gioco, certifica in maniera inequivocabile le difficoltà, tecniche e mentali, del gruppo di coach Sacchetti, mascherate nelle prime giornate dal talento di alcuni singoli.

La stagione, che era iniziata con la conquista della Supercoppa, sta continuando nel modo peggiore, a dimostrazione del fatto che, con molta probabilità, il roster, non risponda alle esigenze tattiche dell’allenatore, che ha costruito, negli anni passati, molte delle sue fortune, affidandosi all’estro di un vero playmaker, quale era Travis Diener. E Dyson, purtroppo per la Dinamo, non è un regista puro. Far ricadere tutte le colpe sul giocatore ex Dinamo è sbagliato, poichè insieme a lui sta naufragando tutto il progetto.

Ora urge un cambio di rotta, un segnale di vitalita, una risposta importante da tutto l’ambiente, in particolare dalla società che, con molta probabilità, ha sopravvalutato, in estate, il valore dei giocatori messi a disposizione di coach Sacchetti.

Tornando alla partita di questa sera, bisogna ammettere, per dovere di cronaca, che, per i primi due quarti, i biancoblù, pur privi di Sanders e Brooks,  hanno tenuto bene il campo,  grazie a un ottimo atteggiamento in fase difensiva. Poi, con un terzo periodo da incubo, hanno letteralmente regalato la partita a Trento che, trascinata da Owens e Mitchell, ha portato a casa una vittoria prestigiosa e meritata.

In avvio di gara è stata uno degli uomini più discussi, Todic, a trascinare la Dinamo, che si è portata subito sul 2 a 8 con un canestro di Devecchi, uno dei più intraprendenti nella prima parte di gara. Il “ministro della difesa” ha poi messo a segno due triple consecutive, permettendo alla squadra di andare sul + 5 (9 a 14). Nel finale del periodo, Trento ha recuperato e ha impattato sul 20 a 20 con una bomba di Pascolo.

All’inizio del secondo periodo, Baldi Rossi ha regalato il primo vantaggio ai trentini (23 a 20), poi la Dinamo ha stretto le maglie in difesa e, trascinata da Logan, ha iniziato a colpire in attacco, toccando la doppia cifra di vantaggio (29 a 39). Nella parte conlusiva del secondo quarto, Grant ha tenuto a galla la sua formazione, che è risalita fino al – 1 (44 – 45). Il canestro di Sosa ha poi fissato il punteggio sul 44 a 47.

A quel punto, tutto faceva presagire una seconda parte di gara equilibrata e combatutta, invece, nel terzo periodo, in casa biancoblù si è letteralmente spenta la luce e Trento ha messo a segno un parziale di 24 a 0, grazie al quale hanno letteralmente girato la partita dalla loro parte. In quel frangente non è arrivata alcuna risposta, neanche dal punto di vista caratteriale, da parte della Dinamo. Ed è questo l’aspetto che preoccupa di più.

Omar Magliona all’attacco del Monte Bondone

In questo fine settimana, il driver sassarese, Omar Magliona, sarà impegnato sulle strade del Monte Bondone per sfidare quella che è considerata l’università delle salite e che si è rivelata, negli ultimi anni, la gara tabù per il portacolori della Scuderia Ateneo.

La prova è valida sia per il Campionato Italiano di velocità in montagna sia per il Campionato Europeo, pertanto al via saranno presenti tutti i grandi della specialità.

A Trento dobbiamo essere al 101 % – ha dichiarato Omar Magliona – perchè sul Bondone devi essere a posto con pneumatici, assetto, telaio e motore, oltre che come concentrazione e tecnica di guida. Il tracciato è il più lungo del campionato (17, 3 Km con dislivello tra partenza e arrivo di 1350 metri, ndr) e non ti concede la minima sbavatura. E’ la gara più ostica e dura a livello fisico, telaistico e motoristico. Nel 2002 ho vinto, ma negli anni successivi ho avuto tanti problemi, ad esempio ho rotto un semiasse in partenza, ho sofferto problemi di gomma e, nel 2012, mi sono dovuto ritirare per un inconveniente all’impianto frenante. Per tale motivo, questa volta dovremo essere perfetti“.

Il programma del settimo appuntamento del CIVM prevede per oggi, venerdì 5 luglio, le verifiche tecniche e sportive; per sabato 6 luglio, con inizio alle ore 9, le due manche di prove ufficiali e per domenica 7 la gara, su manche unica, alle ore 11.