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Pittalis resta al Latte Dolce: “Voglio arrivare in alto dando il massimo per la squadra”

Salvatore Pittalis, confermato in biancoceleste. Portiere classe 2000, 11 presenze messe in fila lo scorso campionato alla ribalta della serie D. Talento e voglia di fare, di imparare soprattutto, che fra i giovani calciatori spesso fanno la differenze. Ha ricevuto più volte la fiducia dello staff, si prepara ad una nuova avventura in maglia biancoceleste, inserito in una rosa interamente made in Sardegna disegnata ad arte e in sinergia dalla società, dal DG Adriano Fantoni, dal DS Andrea Colombino e dal tecnico Massimiliano Paba: una nuova opportunità di crescere e migliorare ancora.il-giovane-portiere-pittalis-classe-2000-con-esordio-in-prima-squadra-foto-alessandro-sanna

Sta per cominciare una nuova stagione al Sassari calcio Latte Dolce.. «Sono molto entusiasta per la nuova stagione, e mi impegnerò per dare il massimo e imparare il più possibile».

Il ricordo più bello della scorsa stagione? «Sicuramente il momento più bello della stagione è stato quello coinciso con la salvezza aritmetica, senza dimenticare il mio esordio in campionato».

Il tuo rapporto con Sergio Pinna, tuo preparatore? E con con Pierpaolo Garau? «Il mio rapporto con Sergio Pinna è un po’ come quello tra padre e figlio. Ha sempre creduto in me, e mi ha sempre incoraggiato nel momento del bisogno. A lui devo molto. Pierpaolo per me è come un fratello maggiore, mi ha sempre aiutato e dato consigli per fare meglio, è una gran persona. Anche a lui devo tantissimo».

Quali sono i tuoi obiettivi personali?  «Voglio arrivare in alto dando il massimo».

Che squadra è il nuovo Sassari calcio Latte Dolce?  «Il nuovo Sassari calcio Latte Dolce è una squadra che può fare molto bene, abbiamo fame e siamo pronti a dare tutto il necessario».

Un messaggio al mondo biancoceleste? «Fozza Latti Dozzi».

Al via la campagna abbonamenti del Latte Dolce

Sassari, D-ivertiti con noi». Il messaggio è chiaro, lanciato in concomitanza con lo start della campagna abbonamenti biancoceleste 2017-2018, viatico ad una stagione tutta da giocare e vivere alla ribalta della quarta serie di calcio nazionale, avventura che la società del presidente Roberto Fresu sta programmando nel dettaglio disegnando un quadro a forti e dominanti tinte sassaresi. 20747603_10212537012488030_339450525_o

 Una dirigenza tutta made in Sassari, impreziosita dagli ingressi dei rappresentanti di importanti aziende locali come Abinsula e Matica, che dopo essere state sponsor del club hanno scelto di dare ulteriore linfa e sostanza al progetto. Una rosa composta interamente da giocatori sardi con una fortissima componente sassarese, elemento caratterizzante di un progetto nato a Sassari nel quartiere di Latte Dolce e sviluppatosi nel segno della valorizzazione delle risorse locali e della cura del vivaio.

 Sassari, D-ivertiti con noi” è un invito a tutta la tifoseria biancoceleste, trasformato in slogan e immagini grazie al supporto e alla proficua collaborazione attivata con l’agenzia di promozione e comunicazione Pubblicitas. Un invito rivolto a chi ama il calcio, a chi crede nel progetto biancoceleste e vuole sostenerlo con un contributo tangibile. Un invito che proprio nello slogan e nelle immagini ribadisce chiaro il suo concetto. Otto giocatori del Sassari calcio Latte Dolce, con piglio da moderni gladiatori, occupano la scena in due dei luoghi cult della città di Sassari: piazza d’Italia e la locomotiva in piazza Lago di Baratz. Il cuore pulsante del vivere cittadino e il simbolo del quartiere di Latte Dolce, binomio intriso di identità e appartenenza, scevro da campanilismi di sorta ma incentrato solo ed esclusivamente sulla ferma volontà di divertirsi – e divertire il pubblico sugli spalti – giocando a calcio.

 

Sarà possibile sottoscrivere un abbonamento al costo di 100 euro (posto unico in tribuna) o da socio sostenitore al costo di 150 euro (posto unico in tribuna). Punti vendita accreditato sono il Bar Sanna in via Kennedy 26, il Chicco Caffè in via Poligono 18, la Club House di via Leoncavallo 6 e l’agenzia UnipolSai di via Giagu 25. Per informazioni inviare una email all’indirizzo marketing@sassarilattedolce.it.

Inizierà domani la preparazione del Sassari Latte Dolce: le parole di mister Paba

Sassari calcio Latte Dolce, domani si comincia a fare sul serio. La squadra biancoceleste si prepara a dare ufficialmente il via alla sua nuova avventura calcistica alla ribalta del campionato di serie D 2017-’18. Una nuova denominazione, un nuovo logo, 15 nuovi giocatori, nuovi ingressi in dirigenza ma un punto fermo: mister Massimiliano Paba alla guida del team. Il tecnico della grande cavalcata in Eccellenza, quello della storica salvezza nella quarta serie italiana, è il timoniere riconfermato dalla società alla guida di un team profondamente rinnovato che, in attesa di fare squadra, diventare gruppo e conoscere il suo destino – destinazione girone nord quasi certa ma non ancora ufficiale – da domani inizierà a sudare sul sintetico di via Cilea nello start della preparazione.untitled

Non è la prima volta ma.. «Ma la sensazione quando si riparte è sempre particolare. C’è entusiasmo e voglia di ricominciare, il campo inizia a mancare. Fortunatamente lo scorso anno abbiamo finito senza code aggiuntive il nostro campionato, e lo abbiamo finito al meglio conquistando la salvezza. Sono tre mesi che siamo a riposo e per chi vive di calcio come me, come noi, inizia davvero a mancare. C’è voglia di ripartire, come sempre. L’obiettivo è confermare la categoria, il prima possibile. La priorità deve essere questa, unitamente al fatto che vogliamo migliorarci. Se poi, a salvezza certa e cammin facendo, saremo in corsa non ci tireremo indietro dal correre. Un passo alla volta, carichi e attenti dalla prima all’ultima gara della stagione».

Tante novità nel segno della continuità: «La continuità è data dal fatto che ancora una volta si è voluto dare la priorità, in sede campagna acquisti, al valorizzare le risorse del territorio, a provare a pescare nel territorio. La nostra è una squadra profondamente rinnovata, ha 15 giocatori nuovi, circa 70% dell’organico. Ci sarà comprensibilmente da ritrovare l’equilibrio in campo e fuori. Gli anni scorsi si partiva da una struttura di squadra già collaudata. Ci sarà da trovare la giusta complicità di squadra per fare nascere il gruppo».

La squadra? «Sono ottimista. Mi piacciono  molto i ragazzi che sono arrivati, sono stati valutati da me in sinergia con direttore sportivo, direttore generale e società. Sono felicissimo. Francamente dare adesso valutazioni su campionato e squadra non sarebbe giusto, siamo consci delle difficoltà che avremo ma carichi di entusiasmo. Abbiamo tanti nuovi elementi, tanti giovani, alcuni alla prima esperienza di serie D. Bisogna farli crescere, arrivano da campionati differenti. Bisogna saperli aiutare e aspettare. Sarà un campionato difficile, non sappiamo ancora in che girone giocheremo, probabilmente in quello nord che è più tecnico e dal livello più alto. No dobbiamo esaltarci, né fare voli pindarici. Restiamo molto umili con i piedi ben piantati a terra perché c’è tanto da lavorare. L’entusiasmo non ci manca, siamo sicuri che poi faremo bene».

 

Demartis, Cabeccia, Bianchi. E Garau, Usai, giusto per citare alcuni nomi. Il mercato in entrata e le riconferme regala diversi punti di riferimento per la giovane pattuglia sassarese: «Sono arrivati tre giocatori di esperienza e qualità, che sono certo ci daranno una mano. E sono contento del fatto che siano stati confermati alcuni dei senatori dello scorso anno. Conto molto sul loro apporto dentro e fuori dal campo. Vorrei però salutare anche chi ha fatto la nostra storia, i ragazzi che sono andati via: Delrio, Patacchiola, Santona, Mereu, Piga Ruggiu, Canalini e Cocco fra i grandi, e i fuoriquota come Pala, Carboni, Spano,  Puledda e Galante, ragazzi che sono stati spesso molto utili alla causa. Guardiamo al futuro con fiducia ma mai dimenticare».

 

Il mercato? «Guardando i numeri si vede che sono andati via 8 “grandi”, ne sono arrivati 3 di grande valore. Abbiamo come ho detto tanti ragazzi giovani di qualità che devono approcciarsi al meglio alla categoria. Il mercato ci soddisfa ma d’accordo con la società restiamo vigili e attenti a possibili nuovi inserimenti, soprattutto sul fronte giocatori di esperienza. Se dovesse capitare l’occasione giusta la società si è detta disponibile a fare mercato»

Domani partirà la stagione del Sassari Latte Dolce

Sassari calcio Latte Dolce: ci siamo. Domani, lunedì 31 agosto, la squadra biancoceleste si ritroverà sul sintetico di via Cilea per lo start ufficiale dell’avventura 2017-’18. C’è la serie D da affrontare, con un organico profondamente rinnovato ma con evidenti segni di continuità con il recente passato. La filosofia è quella diuntitled una linea verde a forti tinte sarde, che punta sull’esperienza di giocatori importanti e su un gruppo da amalgamare in fase di preparazione e da far diventare squadra. Intanto il mercato, fra acquisti e riconferme, si appresta a sparare i suoi ultimi colpi. Il club biancoceleste ha cambiato denominazione e stemma, ed è cambiato in campo con tanti nuovi innesti a disposizione di mister Massimiliano Paba. Ad aver cambiato ruolo è anche Adriano Fantoni, che dopo essere stato diesse oggi è direttore generale del Sassari calcio Latte Dolce, supervisore del mercato e perno di una società che si appresta a vivere, carica di entusiasmo ma con la guardia bel alta a sua difesa, una nuova stagione di calcio.

 

Un progetto che si innova e che in parte si rinnova alle porte della serie D 2017-’18: «Da quando abbiamo iniziato abbiamo cercato di portare ogni anno un miglioramento, qualcosa di nuovo, cercando chiaramente di fare sempre le cose per bene. Commettere degli errori ci sta, ma abbiamo avuto una crescita esponenziale sotto tutti i punti di vista, a livello tecnico e societario. Quest’estate, dopo la storica salvezza anticipata dello scorso campionato, abbiamo raggiunto un traguardo importante allargando la base societaria, portando dentro due main sponsor importanti, Abinsula e Matica, in qualità di soci e questo ha fatto si che ci fosse un cambio di passo. Step by step, ma con la consapevolezza di aver alzato l’asticella: vorremmo soffrire meno il prossimo campionato, divertirci e divertire il pubblico. Siamo un grande gruppo in società, una grande squadra che fra vecchi e nuovi vuole fare bene crescere senza mai fare il passo più lungo della gamba».

 

Come avete ragionato in fase di costruzione della squadra? «La scorsa stagione è stata una bellissima scommessa: volevamo partecipare alla quarta serie nazionale con la quasi totale intelaiatura della squadra che l’anno prima aveva stravinto l’Eccellenza. Ci piaceva premiare i nostri ragazzi, perché è grazie a loro che abbiamo raggiunto gli obiettivi importanti e oggi siamo dove siamo: grazie a chi di loro è rimasto e grazie a chi è andato via e non è detto che un giorno non possa tornare con noi. Non si dimentica quel che di buono si è fatto, mai. Abbiamo operato sul mercato in fortissima sinergia con il diesse Andrea Colombino che si sta muovendo benissimo in coordinazione con la società. La quarta serie nazionale è tosta, se vuoi giocartela in maniera più tranquilla devi ragionare sull’organico, mantenendo però i piedi bene attaccati a terra. Credo che al momento si sia riusciti ad allestire un team interessante e, aspetto fondamentale, composta al momento da tutti atleti locali o sardi. Valorizzare le risorse disponibili sul territorio è la nostra filosofia, applicabile chiaramente se le condizioni di mercato lo permettono: in alcune occasioni devi guardare oltre mare, ma vedremo. Il mercato biancoceleste non è ancora chiuso, noi siamo sempre all’erta e se capitasse una opportunità di rinforzarci non ci tireremo indietro. Già in fase di preparazione avremo con noi diversi ragazzi sardo molto interessanti che valuteremo di concerto con il nostro mister, Massimiliano Paba».

 

Grande cura per la prima squadra ma attenzione anche per il Settore Giovanile: «I nostri investimenti sono sempre bilanciati e mirati a far crescere al meglio tutte le componenti del paneta Sassari calcio Latte Dolce. Il Settore Giovanile è il nostro fiore all’occhiello. Si può ancora crescere, sicuramente migliorare, ma per essere una società dilettantistica possiamo dire che il nostri vivaio è assolutamente di alto livello ad alto livello. L’attenzione ai ragazzi è massima: se ci sono giovani sardi che fanno bene noi siamo pronti a dare loro una chance, lo dimostrano le opportunità che ci sono capitate e che noi abbiamo colto. La collaborazione con l’Atalanta? Una vetrina importante, ed era importante avere al fianco un nome che sottolineasse ancora di più la filosofia legata alla linea verde. Loro oggi fanno scuola a tanti quando si parla di Settore Giovanile, in ambito nazionale e europeo. Questo legame ci darà la possibilità di far crescere il nostro staff tecnico, e infatti l’accordo è stato fatto prettamente per far crescere e maturare nuove esperienze ai nostri tecnici. Importante avere questo tipo di contatto, garantisce innovazione».

 

Un’estate di cambiamenti per i colori biancocelesti: «Cambio denominazione punta semplicemente ad enfatizzare il nome della città da cui veniamo, in cui molti di noi sono nati, vivono e lavorano. Noi andiamo a giocare oltre mare e ci faceva piacere mettere in risalto la nostra città di appartenenza, senza mai dimenticare le  nostre radici: Latte Dolce è ciò da cui tutto è partito, ci teniamo e non sparirà, anzi. La speranza è che il pubblico si avvicini ancora di più alla nostra realtà. Abbiamo tanti giocatori di Sassari, sponsor e dirigenti sono di Sassari, sarebbe bello. E non ci sono gare o competizioni o campanili di sorta. Il tutto senza nulla togliere al blasone della Torres che spero e mi auguro possa fare bene e risollevarsi. Sono certo che chi ha preso in mano la situazione stia facendo il massimo per i rossoblù, che a stretto giro ci sarà la variazione del nome e che si ripartirà. Mi farebbe quindi piacere spegnere ogni polemica derivante da inutili chiacchiere da bar: non esiste alcun tipo di rivalità né di competizione fra noi e la Torres. Il pianeta Sassari calcio Latte Dolce non è un pianeta ostile e rivale a quello rossoblù: tutto ciò che è sport sassarese, se fatto bene,  fa bene alla città».

Nuovo logo e nuova denominazione per il Sassari Calcio Latte Dolce

L’estate del mercato sta ridefinendo, sul campo, il volto del Sassari calcio Latte Dolce, società che dopo aver ottenuto la prima storica salvezza nel campionati di serie D, ripartendo dal risultato raggiunto e dalle consapevolezze costruite in anni di pallone – soprattutto sul fronte Settore Giovanile – ha deciso di evolversi, crescere e sviluppare il suo potenziale. Nessuna contrapposizione, nessun egemonico proclama: voglia di essere, di esserci e di fare bene, tendendo la mano a chi la accoglie, facendo calcio, e provando a farlo bene: «Perché farlo bene e con serietà paga sempre».untitled

 Nuovi soci come Abinsula a Matica Srl, già in passato sostenitori del club, hanno portato nuova linfa ad un progetto che allargata la base, caricato ulteriormente di entusiasmo l’ambiente, è ripartito nel segno dell’apertura, della voglia di dare stabilità e concretezza ad un modello calcistico che è applicabile, ha funzionato. E funziona, come dimostrano i fatti, risultati compresi.

Il Latte Dolce nasce come espressione sportiva d’un quartiere della città di Sassari. Risposta all’esigenza di una piccola comunità al cospetto della città stessa. Occasione di riscatto e di crescita, opportunità offerta ai più i giovani di formarsi all’ombra dello sport, di portare speranza e sorrisi fra la gente del quartiere che, con lo scorrere del tempo, si è sempre più identificata con i colori della sua squadra di calcio.

Dopo Cagliari (serie A) e Olbia (Lega Pro) la società biancoceleste è assieme ai team sardi prossimi protagonisti della quarta serie italiana, degna rappresentante della città di Sassari: «La città di Sassari rappresenta un intero territorio, ha dato il nome alla Brigata Sassari, ha dato i natali a due Presidenti della Repubblica: una città importante, insomma. Latte Dolce è un quartiere di Sassari, Sassari è parte integrante del dna della società e sangue sassarese scorre nelle vene di dirigenti, tecnici e gran parte dei giocatori. Per questo, per un senso di reale appartenenza unito ad un sentimento di piena apertura alla città in tutte le sue espressioni, la nuova denominazione societaria è Sassari calcio Latte Dolce, fusione di tutto ciò che importa ed è importante per riconoscere l’intento e la provenienza della squadra e della società. Rappresentiamo la città nel campionato nazionale della serie D e ne siamo onorati. Siamo onorati di avere al centro del nuovo logo lo stemma della città, già presente in passato ma ora valorizzato da una nuova veste grafica. Abbiamo anche fatto un restyling ai completi gara, che rappresenteranno anch’essi i tre più importanti simboli della città».

Sul logo, rielaborazione di quello precedente, restano chiari i colori sociali – il bianco e il celeste -, il nome Sassari troneggia sullo scudo a ribadire il concetto sopra citato, permane anche la scritta Latte Dolce, chiaro e orgoglioso riferimento alle origini, mentre al centro fa bella mostra di sé e dei suoi colori lo stemma della città di Sassari, riconosciuto e riconoscibile vessillo che identifica tutti i cittadini.

 

Sanna e Scanu: altri due acquisti per il Latte Dolce

La dirigenza del Latte Dolce continua ad operare sul mercato: nelle scorse ore la società di via Cilea ha piazzato altri due colpi, aggiudicandosi le prestazioni del centrocampista Luigi Scanu, classe 1977, e del jolly Nicolò Sanna.

Daniele Bianchi è un giocatore del Latte Dolce

Latte Dolce sempre più proiettato sul mercato e sempre più..sassarese. Il club del presidente Roberto Fresu assesta un altro importante colpo e firma il da-sx-il-ds-andrea-colombino-daniele-bianchi-e-il-dg-adriano-fantonicentrocampista Daniele Bianchi, nato a Sassari e lo scorso anno in forza alla corazzata Rieti, grande protagonista nel girone che ha poi celebrato la storica salvezza biancoceleste. L’operazione, portata avanti in piena sinergia dalla dirigenza e dal direttore sportivo Andrea Colombino, regala alla rosa di mister Massimiliano Paba un giocatore di valore e qualità che partito dalla serie D e dalla Sardegna ha saputo ritagliarsi spazi importanti e fare esperienze importanti fra l’ormai ex C2 e la quarta serie italiana. Da Calangianus (2007) alla prima ribalta nazionale in maglia Cisco Roma. Poi Tavolara, due anni di C2 alla Villacidrese, Anziolavino, Porto Torres e il ritorno a Sassari in maglia Torres (2013-’14, C2). Quindi due stagioni in forza alla Nuorese e l’ultima, da primo attore sulla scena, giocata a Rieti. La firma è arrivata pochi minuti fa alla presenza del diesse Colombino e del direttore generale Adriano Fantoni.

 

Prime impressioni biancocelesti? «Banale dire positive, ma sono certamente di un ambiente sano, che ha voglia di crescere e di voler fare le cose nella maniera giusta. Si, sono decisamente molto positive».

 

Hai scelto di giocare per il Sassari calcio Latte Dolce: «Questa società, sin da quando ero ragazzino, è sempre stata molto attenta a gestire tutto in maniera oculata e con lungimiranza, tanto è vero che ha un settore giovanile. Ho sentito la voglia di migliorare e crescere con la giusta ambizione, senza frenesie ma con la politica dei piccoli passi. Molto spesso si abusa della parola progetto, ma secondo me in questo caso il termine è assolutamente appropriato: proprio applicando la politica dei piccoli passi si tenta di ritagliare uno spazio importante in questa categoria. Quel che più mi ha colpito è proprio questo: la voglia di crescere, e migliorare».

 

Che effetto fa tornare a giocare a Sassari da “padrone di casa? «Sassari è Sassari. Fa un bell’effetto, ma chi fa questo mestiero sa che giocare in casa è opportunità più unica che rara, pochi giocatori hanno questa fortuna. Ancora non mi sono mentalmente ambientato a questa situazione, ma devo farlo il prima possibile – sorride -. Bello, ma sarò più chiaro su cosa si prova quando avrò iniziato la stagione con la squadra».

 

L’anno scorso hai affrontato la tua nuova squadra da avversario: cosa ti è più rimasto impresso? «La prima squadra che è riuscita a battere il Rieti in casa. Al ritorno il risultato si è ribaltato – 2-0 per il Rieti – ma il Latte Dolce aveva appena raggiunto la salvezza. Era una squadra con uno spirito combattivo, team molto compatto e cosciente delle proprie forze, dei suoi pregi e dei limiti. Si è salvata in abbondante anticipo. Seguivo con piacere il loro campionato, hanno fatto risultati importanti: l’impressione era buona già lo scorso anno».

 

Che campionato sarà quello 2017-’18? «Dipende dall’area geografica, dal raggruppamento in cui giocheremo, al nord come si dice o in zona Lazio. Due campionati diversi, li ho fatti tutti e due. Al nord trovi meno agonismo e più organizzazione a livello di gioco e societaria, nel girone laziale prevale la componente agonistica. Prematuro parlarne, ma sono dell’opinione che soprattutto in serie D, dove la componente di ragazzi under e giovani è molto forte, è importante concentrarsi sulla propria realtà-squadra per migliorare il livello attraverso il lavoro: ci cedo fermamente».

 

Obiettivi personali? «Cercare di fare qualcosa in più, di compiere uno step in più ogni anno, parlo a livello personale naturalmente. Voglio calarmi subito nella quotidianità del Latte Dolce e non vedo l’ora di iniziare. Sarà importante improntare il percorso sulla cultura del lavoro e lavorare duro, perché ci sarà da correre e sudare. La cosa più bella per chi come noi fa il mestiere che gli piace e cercare di spingersi oltre i limiti: cercare di coltivare questo tipo di mentalità sarà davvero fondamentale».

 

Un messaggio ai tifosi? «Cercheremo di farli divertire. Nessun proclama, ma secondo me se una squadra di calcio riesce a far divertire il suo pubblico ha raggiunto un bel traguardo e dà di se una immagine molto positiva. Cercheremo di divertirci e di far divertire chi verrà a vedere le nostre partite».

 

Il Latte Dolce punta sul giovane Nicola Serra

Il Latte Dolce segue la lineaverde, scommette da anni e senza alcuna esitazione sul Settore Giovanile e vigila attento proprio sui giovani di Sassari, del territorio circostante e dell’intera Sardegna, andando alla ricerca di talenti da scegliere, coltivare e trasformare in preziosa linfa per il futuro del progetto. In questa untitleddimensione, in pieno accordo con la filosofia biancoceleste, va inquadrato l’acquisto di Nicola Serra, promettente centrocampista classe 1999 proveniente dal Carbonia che dopo Giacomo Demartis e Marco Cabeccia è il terzo innesto regalato al mosaico squadra di mister Massimiliano Paba. Il ragazzo, già protagonista con le rappresentative sarde di categoria negli ultimi quattro anni, ha le idee ben chiare in testa e la voglia di chi si appresta a fare il suo esordio nel calcio “dei grandi”, nella quarta serie del pallone italiano. Firmato il contratto alla presenza del direttore generale Adriano Fantoni e del direttore sportivo Andrea Colombino, Nicola Serra si è messo a disposizione del club e ha rilanciato una prima breve intervista per farsi conoscere dai suoi nuovi tifosi. In bocca al lupo!

Perché ha scelto di diventare un giocatore del Sassari calcio Latte Dolce? «Perché ritengo che sia una società molto seria che, fra l’altro, scommette con convinzione sui giovani. In tal senso il mister e i compagni possono aiutarmi a crescere crescere tanto. Mi daranno inoltre la possibilità di studiare, e in prospettiva anche questo è importante per noi giovani calciatori».

Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza alla ribalta della quarta serie nazionale? «So che sarà un’esperienza molto bella, certamente entusiasmante ma altrettanto difficile. È il primo anno che mi confronto con il campionato di serie D: cercherò di dare sempre il massimo per la squadra».

 

La tua storia calcistica? «Dai Primi Calci e sino agli Esordienti ho giocato nel Cortoghiana, team del mio paese dove ero allenato da Giammarco Daga e Mario Salaris, persone che stimo tantissimo. Sono passato al Carbonia perché purtroppo la società non partecipava al campionato categoria Giovanissimi: ho svolto la trafila sino agli Allievi e a 15 anni sono entrato a far parte della prima squadra, da titolare. Al Carbonia devo molto, mi hanno fatto migliorare e maturare e non smetterò mai di ringraziare la famiglia Giganti, i mister del settore giovanile, il mister Andrea Marongiu e il suo vice Manuel Contu per quanto fatto per me in questi due anni vissuti da protagonista in prima squadra. Grazie ai miei compagni di squadra che mi hanno sempre aiutato consigliandomi sempre le cose giuste e grazie Daniele Contu, caro amico che stimo a livello calcistico e a livello personale».

 

Che campionato sarà quello 2017-’18? «Sarà un campionato molto tosto e pieno di emozioni. Non vedo l’ora di affacciarmi a questo nuovo mondo e giocare in questa nuova realtà. Grazie al Sassari calcio Latte Dolce per aver avuto fiducia in me e avermi dato questa importante opportunità».

La mission del Latte Dolce: la valorizzazione dei giovani. Le parole di Mario Dore, presidente dell’Academy

Il Sassari calcio Latte Dolce segue  da sempre una mission: valorizzare i giovani, aiutarli nel loro percorso di crescita calcistica, lanciarli alla ribalta dei campionati senior, a prescindere dalla categoria, e lavorare su un progetto a lunga scadenza in cui l’impegno declinato al presente rappresenta – così dicono la storia e i numeri – l’occasione per costruire il futuro. Già nelle scorse stagioni la prima squadra biancoceleste ha potuto contare sull’apporto di giovani calciatori che, a confronto con il calcio dei grandi, non hanno demeritato. Per rafforzare il concetto, lo scorso anno è stata costituita l’Academy, ulteriore gemma regalata al forziere del Settore Giovanile, vivaio all’avanguardia con il giovane al centro del progetto e il calcio – inteso come sport e divertimento – come opportunità di formazione e crescita offerta al ragazzo. Uno dei protagonisti dei piccoli grandi successi Academy è Mario Dore, diventato oggi nuovo presidente della stessa Academy:latte-dolce

 

«Sono molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto: abbiamo avuto delle difficoltà ma insieme siamo riusciti a superarle e a centrare obiettivi importanti. Il plauso va a tutti i nostri ragazzi, il nostro orgoglio e fiore all’occhiello. L’auspicio è di migliorare ancora, perché la base c’è, l’entusiasmo è forte e l’impegno è sempre il massimo – afferma Mario Dore -. Io da parte mia ho sin da subito sposato il progetto. Quando Roberto Fresu e Adriano Fantoni mi hanno chiamato, dopo cinque anni alla Torres 2000 ho accettato la proposta, ho accettato la sfida e sono molto contento di averlo fatto. Come è partita la mia avventura biancoceleste? Con 28 ragazzi, fra cui tre classe 2004. E proprio alcuni 2004 hanno esordito in tornei Figc e Csi, rispondendo presente quando chiamati in causa. In Figc ci siamo confrontati con una categoria superiore alla nostra, i 2002, siamo arrivati quarti ma siamo soddisfatti. Nel campionato Csi abbiamo raggiunto le fasi finali nazionali a Cesenatico, abbiamo perso in finale ma non ci sono rimpianti: è stato grande – prosegue -. E poi il quarto posto alla Tim Cup contro avversari che arrivavano da Napoli, Milano e Genoa: siamo stati all’altezza senza sfigurare. Devo ringraziare i nostri bravi mister Setti, Soro, Lampis e Olivieri, Dossena riconfermato alla guida degli Allievi 2002, sicuramente Fresu e Fantoni per l’invito iniziale, grazie alla società che mi dà fiducia, grazie a Paolo Tassu e a Marco Bottegoni, a Carlo Magni che mi ha dato una grossa amano a livello di gestione e certamente Franco Manos che è stato sempre al mio fianco. Salutiamo l’ingresso di Mudadu, che ai Giovanissimi collaborerà con Olivieri. Il bilancio è positivo, vogliamo continuare sulla strada tracciata e migliorare. Resta basilare la volontà di aiutare i nostri giovani nel loro percorso di crescita. Gli ultimi stage sono andati molto bene, c’erano ragazzi da tutto il nord Sardegna. Puntiamo a rinfoltire gli organici, proveremo a vincere il campionato con i 2002 e ci divertiremo con i piccoli che dagli Esordienti approderanno ai Giovanissimi Academy. Oggi sono presidente ma non cambia nulla: mi piace lavorare al progetto, ma, soprattutto mi sto divertendo. E molto».

 
 

Al via gli stage del Latte Dolce

Il Latte Dolce è da sempre società all’avanguardia e particolarmente attenta al tema dei giovani, lo ha dimostrato negli anni, in stagioni e stagioni di calcio, non ultima quella appena mandata in archivio con la storica salvezza in serie D conquistata dalla prima squadra, tanti giovani a esordire proprio nella quarta serie del pallone italiano e un vivaio vivo, vivace e capace di dare risposte importanti alla società, certo, ma soprattutto ai ragazzi, primi indiscussi attori sulla scena.latte-dolce-sassari

In vista della stagione 2017-’18, la società bincoceleste organizza alcuni stage ad hoc, in programma sui campi di Latte Dolce con inizio a partire dalle ore 17: il 03 luglio 2017 per i ragazzi classe 2001, il 04 luglio 2017 per i ragazzi classe 2002, il 05 luglio 2017 per i ragazzi classe 2003 e il 06 luglio 2017 per i ragazzi classe 2004/05.

«Chiunque faccia calcio non può prescindere dal costruire una solida, organizzata e funzionale struttura di gestione e sviluppo del vivaio. I giovani sono i protagonisti del presente, ci auguriamo siano e possano arrivare ad essere protagonisti del futuro ed è per questo che da sempre scommettiamo sul Settore Giovanile, nostro fiore all’occhiello foriero di grandi soddisfazioni. Un inesauribile e fondamentale serbatoio di risorse, soprattutto per società che come noi fanno i conti con l’insularità senza viverla come un limite: la Sardegna offre delle opportunità importanti, noi facciamo bene il nostro lavoro e lavoriamo bene con i ragazzi, il Latte Dolce è quindi una reale opportunità per i giovani che hanno la passione e la voglia di giocare a calcio».