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Giusy Piredda, nuova presidentessa del Comitato Provinciale della FIPAV

Spira un vento di cambiamento nel mondo della pallavolo sassarese: le elezioni del comitato provinciale della FIPAV hanno premiato Giusy Piredda, la quale, per due soli voti, ha superato Ivana Cicu, che deteneva la carica da 16 anni.

Sportiva appassionata e attenta al sociale, le nuova presidentessa si prepara ad affrontare questa nuova avventura, tanto difficile quanto stimolante, con entusiasmo e con l’intento di mettere a disposione del movimento la sua esperienza, maturata in anni vissuti sui campi di gioco, dapprima come giocatrice poi come allenatrice e dirigente federale.giusy-piredda

Quali sensazioni hai provato al momento della tua elezione?

Tanta felicità, tanta soddisfazione. Questa vittoria, sofferta e quindi ancor più gratificante, ha rappresentato il coronamento e il giusto premio per un ottimo lavoro di squadra“.

Facendo un passo indietro nel tempo, come nasce la tua candidatura?

La mia candidatura nasce dal voler proporre nuove idee per la pallavolo del territorio, dal voler dare risposte, al voler venire incontro alle esigenze delle società, emerse girando tra le palestre nel periodo in cui ero consigliere. Lo stesso programma è stato modificato sulla base delle richieste dei vari sodalizi“.

Hai parlato di programma. A tal proposito, quali sono le tue priorità?

La priorità è avere la fiducia di tutte le società, a prescindere dal voto espresso da ciascuna. Tutti, in comitato, dovranno sentirsi come a casa.

Poi puntiamo a concludere bene questa stagione, per poi cercare di mettere in pratica il nostro programma dalla prossima annata sportiva, quando dovremo porre la nostre attenzione su tre aspetti fondamentali: sviluppo del centro di qualificazione provinciale, impianti e promozione

 

 

Asd Arcobaleno Volley, una nuova realtà sportiva nella città di Sassari

La città di Sassari si arricchisce di una nuova realtà sportiva, l’ASD Arcobaleno Volley:, la cui affiliazione alla Fipav è stata ufficializzata nel mese di aprile.arcobaleno (2)

Il progetto – che si avvale della collaborazione della Punto Volley, storica società pallavolistica sassarese, da sempre attenta alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti -, nasce da un’idea di Giusy Piredda, la quale si pone, quale obiettivo primario, la promozione della pratica del sitting e del mini volley.

Il sitting volleyball è uno sport derivato dalla pallavolo tradizionale che nasce nei Paesi Bassi, nel 1957, per favorire la pratica sportiva delle persone diversamente abili.

Quella del sitting volley è una storia fatta di importanti conquiste nel tempo: le prime competizioni internazionali risalgono al 1967; l’accettazione dell’International Sports Organisation for the Disabled agli anni settanta; l’ammissione come disciplina dimostrativa ai Giochi Paralimpici di Toronto nel 1976; l’introduzione come disciplina ufficiale alle Paralimpiadi di Arnhem del 1980; la regolamentazione dell’Organizzazione mondiale della pallavolo per disabili (WOVD) al 2008. Il sitting volley ha ottenuto visibilità a livello mondiale nel 2012, in occasione dei Giochi Paralimpici di Londra. In Italia, con l’accordo del 15 maggio 2013, il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) ha ufficialmente concesso il riconoscimento ai fini sportivi della disciplina: il sitting volley è così entrato a far parte dell’attività della Federazione Italiana Pallavolo (Fipav).

Il sitting volley consiste in una pallavolo giocata stando seduti su un campo di dimensioni inferiori rispetto a quello standard e con la rete più bassa e vede contrapposte due squadre formate da sei giocatori ciascuna.

Le fasi di gioco sono uguali nel sitting volleyball e nella pallavolo: la battuta per iniziare il gioco, la ricezione, la preparazione all’attacco, il muro e la difesa degli avversari.

Per le sue peculiarità, tale disciplina sportiva ha la caratteristica di favorire l’integrazione sociale delle persone che presentano disabilità motorie, le quali possono confrontarsi con i cosiddetti soggetti normodotati, in quanto non è previsto l’utilizzo di strumenti specifici, come la sedia a ruote. Pertanto può essere considerato uno sport “open”, in quanto nella stessa squadra possono trovare spazio soggetti normodotati e diversamente abili, dato che, in posizione seduta, non c’è alcuna differenza tra i diversi individui.

Oltre al normale lavoro in palestra, la società, che si avvarrà della collaborazione delle associazioni che si occupano di disabili, proporrà un progetto rivolto alle scuole, destinato ai bambini della IV e V classe delle elementari e ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado e dei primi due anni di istruzione della scuola secondaria di secondo grado.

Alla scuola viene, infatti, affidato il compito di sviluppare, non solo l’alfabetizzazione motoria, ma anche una cultura sportiva, che si riconoscerà nel tempo con il senso civico dello studente e con tutti i contributi che lo sport può dare, come aggregazione, integrazione e socializzazione.

Ed è proprio partendo dalla scuola che il ragazzo, disabile o normodotato, può essere indirizzato alla pratica sportiva e soprattutto alla conoscenza di attività extra scolastiche che lo possano far sentire realizzato come atleta e, soprattutto, come individuo.

Il sitting volley può essere praticato anche nelle classi formate interamente da alunni normodotati, i quali possono sperimentare e apprezzare un nuovo gioco, visto come momento di aggregazione sotto forma di gara. L’attività, benché non preveda il salto e l’utilizzo degli arti inferiori, non risulta limitante, ma favorisce lo sviluppo della capacità coordinativa speciale di orientamento spazio – temporale.

Il sitting volley può essere considerato uno sport “di situazione”, in quanto le azioni da adottare, attimo per attimo, devono essere selezionate in base alla situazione del momento e all’evoluzione del gioco. Tale attività porta gli allievi a sviluppare capacità decisionale e senso di responsabilità.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Giusy Piredda:

cell: 3494704927

 email: asd.arcobaleno.volley@gmail.com

 

 

 

L’ottima stagione delle ragazze dell’under 14 della Punto Volley Sassari

Le giocatrici della Punto Volley B, allenate da Giusy Piredda, hanno disputato un’ottima stagione nella categoria under 14, andando vicine ad aggiudicarsi il titolo di campionesse provinciali, vinto dalla Stella Maris Porto Torres che, nella gara decisiva, si è imposta al tie break.

Le stesse ragazze hanno ottenuto la qualificazione ai play off nel campionato di terza divisione, nel quale hanno ottimamente figurato, nonostante si siano scontrate con atlete molto più esperte.

Un ottimo risultato, quindi, per la società sassarese, che fa parte del  Club del Volley (progetto che unisce tre società pallavolistiche cittadine: la stessa Punto Volley, la San Giuseppe e la Silvio Pellico) e che fa un lavoro encomiabile per quel che riguarda il tentativo di promuovere la pallavolo a livello giovanile.

La stessa allenatrice, Giusy Piredda,  si è mostrata soddisfatta del lavoro svolto. “La forza del mio gruppo - dice Giusy Piredda – è stata, scusando il gioco di parole, il gruppo stesso. Le ragazze erano unite e si divertivano a giocare insieme.  Era un piacere allenarle, per questo motivo abbiamo ottenuto ottimi risultati. E’ un peccato non aver vinto il titolo provinciale“. (nella foto la formazione della Punto Volley B under 14 – nella quale non compaiono quattro ragazze che fanno parte del gruppo, Nadia Enas, Serena Fadda, Laura Molinu e Claudia Pinna – , in alto da sinistra verso destra: Claudia Gloriani, Giulia Pisanu, Alessia Perantoni, Stefania Dettori, Laura Tetti, Giulia Sassu, Simona Schintu, Laura Andrea Dore, Irene Dedola, Giusy Piredda (all.). In basso da sinistra verso destra: Anna Paola Stoccoro, Roberta Bussu, Andrea Alessia Ghisu, Gaia Maccari).