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La Fondazione Sef Torres si appella alle istituzioni per chiedere risposte concrete sul futuro del sodalizio rossoblù

La Fondazione S.e.f. Torres 1903, in seguito alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Torres, Domenico Capitani, si è sentita in dovere di appellarsi alla Regione Sardegna e al Comune di Sassari per chiedere chiarezza sui rapporti tra le istituzioni e il sodalizio rossoblù, il cui destino pare al momento legato al rispetto di impegni precisi, in assenza dei quali la squadra potrebbe anche non essere iscritta ad alcun campionato.IMG_0641

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera inviata alle Istituzioni:

Al di là dei compiti che si è imposta per statuto e dei valori identitari di cui si è fatta promotrice sin dalla sua costituzione, la Fondazione S.e.f. Torres 1903 ha prefissato per sé, ancor prima di nascere, un’altra missione: tutelare la Torres.
Per il modo in cui è nata, per il ruolo “politico” che idealmente gli è stato affidato sin da subito, per le stesse finalità che persegue, la Fondazione sente la responsabilità di essere garante nei confronti dei tifosi, le cui varie anime sono ampiamente rappresentate al suo interno. La Fondazione vuol contribuire a creare un rapporto di massima trasparenza e collaborazione tra tutti coloro – dalla proprietà alla dirigenza, dalle istituzioni pubbliche agli sponsor privati – che intendono contribuire allastabilità della Torres, condizione propedeutica per qualsiasi progetto di crescita serio e adeguatamente pianificato.
Questa premessa, per quanto scontata per i più, ci pare necessaria al fine di sgomberare il campo dai dubbi circa le intenzioni e lo spirito con cui ci appelliamo alla Regione Sardegna e al Comune di Sassari con la richiesta di una rapida ed esaustiva presa di posizione, che consenta di fare chiarezza una volta per tutte sulla reale condizione dei rapporti tra la
Torres e le istituzioni. Inutile nascondere che questo intervento sia stato fortemente sollecitato dalle dichiarazioni, nette, con cui il presidente Domenico Capitani – cui restiamo grati pubblicamente per l’impegno profuso
in questi due anni – ha deciso di rivolgere alle stesse istituzioni un ultimatum che non lascia né tempo né spazio a troppi fraintendimenti.

Rinunciando per una volta alle liturgie della politica – che dilatano i tempi oltremisura e li rendono incompatibili con l’esigenza di rapidità che richiede la situazione, anche in ragione delle scadenze imminenti in vista della prossima stagione agonistica – le istituzioni facciano altrettanto, mettendo tutti i torresini, che in qualche misura riteniamo di
rappresentare, nelle condizioni di valutare autonomamente chi sta operando per il bene della Torres e chi no.

Il tema è molto più semplice di quanto non appaia: il presidente Capitani vuole capire quale sia l’interesse delle istituzioni, e quindi della città e dell’isola, al progetto che lui sta portando avanti con la Torres e per la Torres. Considera la collaborazione delle istituzioni fondamentale, sulpiano economico ma non solo, al punto che ha vincolato all’esito positivo di questo confronto la stessa iscrizione della Torres a qualsiasi campionato.

Attraverso questa forzatura, il patron chiede ai suoi interlocutori di spiegare pubblicamente come mai la Torres non ha ricevuto i dovuti finanziamenti pubblici. E come mai, pur manifestando la disponibilità a investirci sopra a proprie spese, la Torres non riesce a ottenere una concessione duratura dello stadio “Vanni Sanna”.Ci piacerebbe sapere la
verità, e riteniamo inquietante che a distanza già di una settimana nessuno si sia sentito in dovere – almeno per amor proprio se non per amore della Torres, vero simbolo identitario della città e del calcio sardo – di replicare alle accuse, neanche troppo velate, rivolte dal presidente.

Stiamo con chi sta dalla parte della Torres, e non siamo prevenuti nei confronti di nessuno. Ma questa mancanza di chiarezza, questo silenzio, questa indifferenza nei confronti dei colori che amiamo e dai quali ci sentiamo rappresentati, denota un deficit di attenzione e di rispetto che la Torres, a iniziare dai suoi tifosi, non merita. Chiediamo che i dubbi
sollevati dal presidente Capitani siano chiariti nel più breve tempo possibile.
Sino a quel momento quegli stessi dubbi saranno anche i nostri. Nell’esclusivo interesse della Torres e dei torresini“.

La Fondazione Sef Torres 1903

Nasce la Fondazione Sef Torres 1903

Nella mattinata odierna, presso il giardino dell’Atelier Macciocu, sito in via Cavour a Sassari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della Fondazione Sef Torres 1903, nata dall’idea di alcuni sostenitori della gloriosa società rossoblù, i quali si pongono quali obiettivi primari quelli di  “diffondere la cultura e i valori che appartengono alla storia della Sef Torres 1903, attraverso la promozione della pratica sportiva giovanile e dilettantistica, la scoperta e la crescita di nuovi talenti, la creazione di borse di studio per i giovani meritevoli, la realizzazione di iniziative per contrastare il disagio giovanile e il degrado sociale e la crescita della comunità dei tifosi e dei sostenitori della Torres“.Fondazione Torres

Tra gli intenti della Fondazione, rientrano anche l’individuazione di uno spazio espositivo permanente dedicato all’ultracentenaria storia del sodalizio sassarese,  la raccolta, la catalogazione e la ricostruzione di un archivio storico della SEF Torres 1903.

Nello statuto della Fondazione sono previste anche la promozione di diverse iniziative – mostre, convegni, dibattiti e  altri eventi -, finalizzate alla tutela e alla diffusione dei valori sportivi e di solidarietà, che furono propri dei padri fondatori, e l’organizzazione e il patrocinio di attività che riguardino la storia della città di Sassari e la cultura sportiva, come la pubblicazione di libri, riviste ed opuscoli informativi.

I fondatori intendono, inoltre, coadiuvare la società, ponendosi come garanti degli interessi dell’intera città e dei sostenitori della squadra di calcio.

La Fondazione Sef Torres 1903, occorre ribadirlo, è la prima ed unica nell’intero territorio nazionale, che nasce da un’iniziativa dei tifosi ed è gestita dai tifosi stessi ed è tra le poche,Fondazioni Italiane legate alla storia e al nome di una società sportiva, al pari di Milan, Genoa, Torino e Taranto.

Esistono delle forti analogie tra  la storica società sportiva sassarese e la neonata  Fondazione. Entrambe sono state costituit eeufficilamente nel mese di aprile: la prima con un fondo di 50 lire, la seconda con un patrimocio iniziale di 50000 euro.

La nascita della Fondazione Sef Torres 1903 è il culmine di un percorso iniziato diversi anni fa, che ha conosciuto una straordinaria accelerazione nell’estate del 2013, quando, al termine dell’esaltante cavalcata che ha permesso alla squadra rossoblù di vincere il Campionato Nazionale Dilettanti e di conquistare conseguentemente l’accesso alla Seconda Divisione della Lega Pro, la società ha vissuto l’ennesimo momento critico della sua storia recente.

Le difficoltà manifestate dalla proprietà, impossibilitata a sostenere il peso della nuova avventura tra i professionisti, hanno rischiato di vanificare il risultato ottenuto sul campo. Di fronte a questo pericolo, che avrebbe potuto significare il fallimento della società e la ripartenza dai campionati regionali, i tifosi si sono fatti carico del momento di crisi, attraverso un “Fundraising,che ha dato il “la” al  percorso fondativo della Fondazione.

La generosità dei sostenitori della Torres ha fatto sì che la città riscoprisse l’amore e la passione per la propria squadra di calcio, che, da sempre, appartiene al patrimonio simobolico ed identitario di Sassari e dei sassaresi.

In quei giorni frenetici, gli stessi tifosi, oltre ad attivarsi per coinvolgere più persone possibile nella raccolta dei fondi necessari all’operazione, si sono fatti garanti, dinanzi a tutta la città, della trasparenza e della bontà dell’iniziativa, conquistando, in pochi giorni, una credibilità tale da raggiungere un risultato economico davvero straordinario, a testimonianza dell’attaccamento della città di Sassari per i colori rossoblù e per un pezzo fondamentale della storia cittadina, anche al di là degli aspetti strettamente sportivi e calcistici.

L’intervento di nuovi capitali e di nuovi proprietari ha scongiurato il rischio di un nuovo fallimento e la mancata iscrizione al campionato. Questo evento ha fatto venire meno il motivo fondamentale per cui i tifosi si erano attivati, ma, allo stesso tempo, ha aperto un dibattito sul da farsi con il fondo raccolto. Quell’episodio ha permesso ai sostenitori torresini di incontrarsi, dialogare e confrontarsi e mettere assieme modi diversi di essere tifosi a partire dalla stessa identica passione: la Torres.

Ed è stato così che si è fatta strada l’idea di non disperdere il patrimonio di idee in comune, i progetti, le speranze e le ambizioni condivise in quelle giornate concitate. Nelle prime fasi, il patrimonio raccolto superava i 100ooo euro. Dopo l’insediamento della nuova società e la risoluzione dei problemi di bilancio, in molti hanno deciso di non ritirare le quote versate, permettendo al progetto di partire con una base di circa 50ooo euro.

Lo stesso gruppo di tifosi, che si era fatto promotore del fundraising e che ha gestito tutta la fase successiva,  ha promosso, a quel punto, una serie di incontri tra tutti i finanziatori della raccolta fondi, al fine di decidere, tutti insieme, cosa fare di quella considerevole somma di denaro, raccolta in pochi giorni.

Dal dibattito, al quale hanno partecipato le diverse anime del tifo torresino, è emersa la proposta di utilizzare quei soldi per fare in modo che certe situazioni non si debbano più ripetere, in quanto un sodalizio, con il blasone e la storia della Torres, non può ciclicamente correre il rischio di essere cancellato da difficoltà finanziarie e da cambi di proprietà che vanificano i risultati ottenuti sul campo dalla squadra rossoblù.

In questo contesto, un gruppo di irriducibili, innamorati della Torres, ha rispolverato un vecchio progetto, atto alla costituzione di una fondazione, legata al nome della Torres, che operasse nell’ambito sportivo, sociale e culturale in noime dei valori che appartengono alla storia del sodalizio sassarese e che furono propri dei padri fondatori. Ottenuto il mandato unanime dell’assemblea, i promotori hanno avviato tutte le procedure necessarie per centrare l’obieettivo che, nella giornata odierna, è stato annunciato pubblicamente; la nascita della Fondazione Sef Torres 1903,

Il presidente della stessa è Umberto Carboni, il vicepresidente Gabriele Satta, il direttore generale è Massimilano Pedoni. Completano il Consiglio di amministrazione: Giulia Bardanzellu, Marcello Demelia, Gianluigi Fancellu, Antonio Idini, Angelo Pala e Nicola Usai. Fanno parte del Comitato dei garanti: Andrea Ena, Pierpaolo Piana e Nicola Usai. Le attività del Comitato di raccolta fanno capo ad Antonello Mrcghinotti.

Per quel che riguarda il logo, la scelta è ricaduta su quello che, in seguito a una minuziosa ricerca, risulta il più antico emblema utilizzato dalla “Società di Educazione Fisica Torres” agli inizi del Novecento. Fatta eccezione per il materiale d’archivio fotografico, l’unica testimonianza di quel logo è tuttora presente sull’antico gonfalone custodito all’interno dello stadio “Vanni Sanna”.

Si tratta di uno stemma sempice, costituito dalle iniziali delle quattro parole che danno il nome al sodalizio rossoblù: SEFT. Il logo è gia stato registrato dalla Fondazione presso l’Ufficio “marchi e brevetti2 del Ministero dello Sviluppo Economico.

Venerdì 20 giugno, la Fondazione Sef Torres 1903 verrà presentata ufficialmente alla città in occasione di un evento al quale prenderanno parte le autoritò ed una considerevole rappresentanza del tessuto economico, imprenditoriale, sociale e culturale sassarese. Sarà quella l’occasione per ringraziare pubblicamente i 139 fondatori  che hanno aderito, da subito, al progetto. Grazie alla loro generosità, la Fondazione ha potuto vedere la luce e, grazie anche a quella di chi potrà unirsi in futuro, si potrannno raggiungere gli obiettivi prefissati.

si ringrazia per la foto, Giulia Bardanzellu