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Iniziano male i play off per la Dinamo: biancoblù sconfitti a Trento per 65 a 55

Trento evoca ricordi indimenticabili nella memoria dei tifosi della Dinamo, che dal capoluogo trentino ha iniziato la sua settima avventura nei play off di basket.  E non è stato un inizio positivo per i ragazzi di coach Pasquini che, dopo aver lottato ad armi pari per due quarti di gara, hanno ceduto di schianto nella seconda parte della contesa, al termine della quale hanno ceduto col punteggio di 65 a 55, dinamo-capo-dorlando

A fare la voce grossa in casa biancoblù,  nei primi minuti della contesa, è stato il polacco Lydeka, che ha risposto con cinque punti consecutivi al canestro iniziale di Gomez. Bell ha firmato il canestro del 2 a 7, prima della reazione di Trento, abile a impattare sul 9 a 9 con un canestro di Hogue. Nuovo allungo Dinamo con Lawal e Lacey, quest’ultimo al rientro dopo un lungo infortunio, per il 9 a 14, ma Trento è tornata prontamente in scia, chiudendo il primo periodo in ritardo di una sola lunghezza, sul 15 a 16.

Leit motiv pressoché immuutato in avvio del secondo periodo, caratterizzato dal tentativo di fuga dei biancoblù, che si sono portati sul 15 a 21,  e dalla puntuale risposta dei trentini, i quali, a metà tempo, hanno impattato sul 21 a 21 con una schiacciata di Gomez. Attacchi con le polveri bagnate nella seconda parte del periodo, andato in archivio con Trento in vantaggio di un solo punto (27 a 26).

A uscire meglio dai blocchi, dopo il riposo, sono stati i ragazzi di coach Buscaglia, che hanno messo a segno un mini break di 9 a 2, grazie al quale si sono portati sul 36 a 28. La Dinamo ha provato a rimanere a galla con Stipcevic e Bell (36 a 32), ma Trento ha messo prepotentemente le mani sulla partita, toccando la doppia cifra di vantaggio, per poi presentarsi sul + 18 (52 a 34) al via dell’ultimo quarto, che si è trasformato in una cavalcata vincente per Craft e compagni, mentre la reazione finale dei biancoblù è servito solo a rendere meno pesante il passivo.  Nulla è perduto: fra due giorni si tornerà in campo, sempre a Trento, per gara 2, ricordando, con la speranza che possa essere di buon auspicio, che anche l’anno del tricolore la Dinamo iniziò il suo cammino con una sconfitta, proprio in casa dei trentini.

Vittoria della Dinamo contro Capo d’Orlando

Cremona, Brindisi, Trento e…Capo d’Orlando: nella vigilia di Pasqua la Dinamo si regala il poker di vittorie, sconfiggendo per 74 a 64 i rabberciati ma combattivi dinamo-capo-dorlandosiciliani, che hanno fatto soffrire i ragazzi di coach Pasquini molto più di quanto non dica il passivo maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, apertisi con un parziale iniziale di 7 a 2 dei biancoblù, firmato Lighty, Sacchetti e Lydeka. Ma gli ospiti, pur privi di uno degli elementi di maggior spessore, Archie, non sono rimasti a guardare e hanno risposto con un contro parziale di 0 a 11, grazie al quale si sono portati sul 7 a 13, per poi chiudere il primo quarto sul + 4 (16 a 20). Siciliani in gran spolvero anche in avvio del secondo periodo, quando hanno toccato il vantaggio massimo di 11 punti (20 a 31). Nel momento più difficile della serata, il capitano Jack Devecchi ha dato la scossa alla sua squadra che, a cavallo tra il secondo e il terzo periodo, ha trovato lo sprint necessario per operare il controsorpasso (41 a 38 con due triple di Bell) e presentarsi con sette punti di vantaggio (57 a 50) al via dell’ultimo quarto, quando i siciliani sono riusciti a risalire fino al – 1, prima di essere definitivamente ricacciati indietro dalle giocate di Savanovic e Stipcevic.

La Dinamo perde a Pesaro

Dopo la sconfitta, dal retrogusto dolce di Nymburg, arriva quella amara contro la Vuelle Pesaro, capace di imporsi per 76 a 71 e conquistare conseguentemente due punti fondamentali in chiave salvezza. dusko-savanovic

L’eroe di giornata, in casa marchigiana, è stato Thornton, autore di 28 punti e immarcabile nelle ultime e decisive fasi di gioco, quando Pesaro ha piazzato l’allungo decisivo, scalfendo la resistenza di Devecchi e compagni. I quali devono recitare il “mea culpa” per non essere riusicti a seguire la via maestra, tracciata a suon di triple nella prima parte di gara, quando sono riusciti a doppiare (15 a 30) gli avversari, che parevano destinati a recitare il ruolo di sparring partner.

Ma il prosieguo della partita ha raccontato una storia e, soprattutto, un finale diverso e inatteso per i biancoblù, apparsi scarichi e poco reattivi, soprattutto dal punto di vista mentale, pur considerando tutte le giustificazioni connesse ai tanti impegni ravvicinati e ai tanti viaggi degli ultimi giorni. E, alla fine, restano solo tanti rimpianti e la consapevolezza che sarebbe bastato poco per portare a casa la vittoria contro un avversario, di certo, non trascendentale, che ha avuto il merito di crederci sempre, anche nei momenti più difficili della contesa.

Mai sconfitta fu più indolore: la Dinamo passa il turno in Champions League

Mai sconfitta fu più indolore: la Dinamo ha perso per 84 a 63 in casa del Nymburg, ma per un piccolo ma importantissimo punto ha difeso il vantaggio, maturato al listenertermine della gara di andata, ottenendo così il pass per gli ottavi di finale della Champions League, dove i biancoblu dovranno vedersela con i francesi del Le Mans. Non è facile commentare la partita odierna dei ragazzi di coach Pasquini. I quali hanno affrontato l’importante impegno odierno dopo il tour de force delle Final Eight di Coppa Italia, quando hanno disputato tre partite in tre giorni, e un lungo viaggio per raggiungere la Repubblica Ceca. Ciò nonostante nel finale di gara, quando erano a un passo dal baratro (74 a 45), i biancoblu hanno trovato la forza per piazzare l’ultimo decisivo “colpo di reni”, grazie alle triple di Lacey e ai liberi di Savanovic. Poi l’opera è stata completata dall’errore di Sant Roos, ma anche questo fa parte del gioco, di questo bellissimo gioco, che è il basket!

 

Difesa e carattere: la Dinamo supera Avellino e vola in semifinale!

I due quarti di finale del giovedì delle Final Eight si sono risolte in volata a favore, rispettivamente, dell’Olimpia Milano (77 a 75 contro Brindisi) e della Pallacanestro Reggiana(63 a 61 contro Orlandina). E il trend si è ripetuto identico primo quarto di venerdì, quello che ha visto opposte la Dinamo Sassari e la Scandone Avellino, che è andato in archivio con la vittoria per 68 a 69 dei biancoblù. I quali, nel finale, hanno girato la partita a loro favore, grazie a un canestro di Stipcevic, dopo un rimbalzo offensivo, e a un’ottima difesa sull’ultima azione di Ragland.listener

Pensare che l’approccio alla gara non era stato dei migliori per la Dinamo, che ha subito un parziale iniziale di 9 a 0, prima di dare i primi segnali di vita, grazie soprattutto a Logan e Lawal, e tenere il vantaggio invariato fino alla fine del primo periodo, chiuso sul 22 a 13. Per buona parte della seconda frazione di gioco, i ragazzi di coach Sacripanti hanno conservato un buon margine di vantaggio, toccando anche il + 11, grazie alle giocate di Ragland e Thomas. Coloro i quali, dopo i primi diciassette minuti di gioco, avevano pensato a una partita chiusa a favore degli irpini non avevano fatto i conti con il carattere e la voglia della Dinamo. La quale, rigenerata, dai successi delle ultime settimane, è stata capace di cambiare la storia della partita, piazzando un break importante alla fine del secondo periodo, grazie al quale è riuscita ad andare all’intervallo lungo, in vantaggio di una lunghezza (38 a 39). Poi la lunga ed entusiasmante battaglia punto a punto, fino al concitato finale, che, come scritto precedentemente, ha premiato i biancoblù, che hanno vinto, soprattutto, grazie a una straordinaria difesa.

Terza vittoria consecutiva per la Dinamo: sconfitti i greci dell’Aek Atene

dinamo-trentoSarà il nuovo assetto, sarà il ritiro, sarà la fiducia ritrovata, ma è tutta un’altra Dinamo: orgoglio, capacità di soffrire, spirito di gruppo e difesa sono state le armi che oggi, al PalaSerradimigni, hanno permesso ai biancoblù di ottenere una fondamentale vittoria, la terza consecutiva dopo quelle in campionato contro Torino e Venezia,  contro i turchi dell’Aek Atene, sconfitti per 80 a 78 al termine di una vera e propria battaglia sportiva.

L’avvio di gara non è stato dei più felici per i ragazzi di coach Pasquini, che hanno subito un parziale iniziale di 2 a 11, prima di trovare le giuste contromisure, grazie alle triple di Bell, Lacey e Monaldi. Quest’ ultimo, inserito in quintetto base al posto dell’infortunato Devecchi, ha dato ottime risposte, soprattutto dal punto di vista difensivo. Sassaresi sul pezzo anche in avvio nel secondo periodo, quando hanno allungato fino al + 8 (34 a 26), trascinati da uno Stipcevic, particolarmente ispirato. La risposta dei greci è arrivata puntuale, ma due triple di Bell e un canestro di Sacchetti hanno dato nuovo slancio ai padroni di casa, che sono andati all’intervallo lungo in vantaggio di nove lunghezze (51 a 42).

Alla ripresa dei giochi, black out Dinamo, del quale hanno prontamente approfittato gli ospiti per impattare sul 51 a 51: ma la grinta di Sacchetti e la classe di Odom e Savanovic hanno tenuto avanti i biancoblù, che si sono presentati al via dell’ultimo quarto sul + 4 (64 a 60), per poi allungare fino al + 9 (69 a 60). Ukic  ha riportato la sua squadra in linea di galleggiamento (71 a 68), poi, a differenza di altre volte, il concitato finale ha premiato la Dinamo, mentre su altri episodi, extra sportivi, preferiamo stendere un velo pietoso.

Tabellino

Dinamo Sassari – Aek Atene 80 – 78

Dinamo Sassari. Johnson-Odom 8, Bell 14, Lacey 11, Devecchi, D’Ercole, Sacchetti 5, Lydeka 5 , Savanovic 12, Stipcevic 13, Lawal 9, Ebeling, Monaldi 3. All. Federico Pasquini.

Aek. Ukic 16, Elonu 5, Sakota 13, Vasileiadis, Charitopoulos, Dixon 18, Larentzakis 9, Ivanovic 5, Mavroedis 6, Skoulidas, Williams, Tsalmpouri. All. Jure Zdovc.

Per la Dinamo è crisi profonda: anche la Vanoli Cremona vince al PalaSerradimigni

Il PalaSerradimigni è diventato terra di conquista: oggi, dopo Avellino, Besiktas e Reisen, anche la Vanoli Cremona dell’ex Cesare Pancotto ha banchettato a Piazzale Segni, imponendosi con il punteggio di 82 a 83, grazie a un canestro allo scadere di Halloway, che ha così messo la ciliegina sulla torta di una prestazione pressoché perfetta, come ben dimostrano i freddi numeri (31 punti con l’88, 9% da 2 e il 100% da 3).dinamo-cremona

Cosa dire della Dinamo? Sei sconfitte consecutive, quattro delle quali davanti al pubblico amico, certificano la crisi, la peggiore da quando i biancoblu militano nella massima serie del basket italiano. Ed è inutile cercare alibi, appellarsi agli episodi (vedi errore da sotto canestra di Lydeka sul 78 a 78 o tripla di tabella di Holloway per l’80 a 81) o alla sfortuna per le ultime tre partite perse in volata, perché tre indizi fanno una prova e nessuno si può più nascondere dietro un dito; la squadra (intesa come insieme di giocatori e staff tecnico) ha evidenti limiti tecnici e caratteriali, che emergono in maniera evidente quando bisogna gestire i vantaggi, anche oggi è stato dilapidato un vantaggio di otto punti nell’ultima fase della contesa, e nei finali punto a punto! Urgono interventi, ma non sarà facile trovare una soluzione, perché sembra inadeguato l’intero progetto!

Dinamo Sassari – Vanoli Cremona 82 – 83

Dinamo Sassari. Johnson Odom 19, Lacey 17, Devecchi 2, D’Ercole, Sacchetti 3, Lydeka 4, Savanovic 17, Carter 5, Stipcevic 9, Olaseni 6, Ebeling, Monaldi . All. Federico Pasquini.

Vanoli Cremona. Amato, Mian 7, Gaspardo 6, Harris 2, Carlino 3, Wojciechowski 3, Biligha 13, Turner 6,  Thomas 16, Holloway 31. All. Cesare Pancotto

Una tripla allo scadere condanna la Dinamo alla sconfitta

Contro i tedeschi del Riesen Ludwigsburg, al pari di quanto accaduto contro i turchi del Besiktas, una tripla allo scadere condanna la Dinamo alla sconfitta, la terza consecutiva in casa. Il canestro, o meglio la “preghiera”, che ha deciso la contesa, è stato realizzato da Cotton, che ha letteralmente beffato l’ottima difesa dei biancoblu, i quali, a differenza di una settimana, nell’occasione specifica, hanno ben poco da rimproverarsi. Per il resto, la partita vissuta di luci ed ombre, di gestioni rivedibili della panchina e di scarsa durezza mentale del gruppo. Purtroppo, partita dopo partita, ci ritroviamo a scrivere la stesse cose su una squadra, che pian piano sta sprofondando nei meandri della crisi.besiktas

Oggi, a livello individuale, alcune risposte positive sono arrivate da Carter e Savanovic (45 punti in due), i quali sono stati i protagonisti assoluti della prima parte di gara, quando i padroni di casa sono riusciti a reagire all’avvio sprint degli ospiti (0 a 7), chiudendo il primo periodo sul 19 a 18. Il redivivo D’Ercole, tornato in campo dopo dieci partite da non entrato, ha dato un’ulteriore scossa, con due triple, alla sua squadra, che ha pian piano allungato, fino al 51 a 40 di avvio di primo quarto. firmato da Savanovic e Stipcevic. Sopra di undici lunghezze, i sassaresi, come troppo spesso li accade, si sono fermati, permettendo agli avversari di ritornare in scia (59 a 58) all’inizio dell’ultimo periodo, nel quale, a prescindere dall’episodio finale, sono emersi i limiti del gruppo e della panchina, senza dimenticare l’ennesima prestazione negativa di alcuni singoli, come Odom, sempre più oggetto misterioso. E ora, la partita di sabato contro Cremona rappresenta un crocevia importante, anche se appare chiaro che urgano interventi, sperando che non subentri l’assuefazione alla sconfitta.

Tabella:

Dinamo Sassari – Riesen Ludwigsburg 79 – 80

Dinamo Sassari. Johnson Odom 2, Lacey 7, Devecchi, D’Ercole 6, Sacchetti 8, Lydeka 6, Savanovic 24, Carter 21, Stipcevic 3, Olaseni 2, Ebeling, Monaldi . All. Federico Pasquini.

Riesen Ludwigsburg. Hammonds 9, Cotton 19, McGrady, Martin 15, Breuning, Gonzalvez, Boone 10, Konè, Thiemann 3, Toppert 12, Loesing, Cooley 12. All. John Patrick.

Sconfitta contro l’Olimpia Milano per la Dinamo

“”Nel 99% dei casi nel basket, e nello sport in generale – era solito ripetere coach Meo Sacchetti – nel basket vince il più forte”. Regola rispettata anche oggi al Mediolanum Forum, dove l’Olimpia Milano ha confermato la propria imbattibilità, sconfiggendo per 86 a 77 una volenterosa Dinamo, che chiude il trittico terribile di sfide in trasferta con il bilancio, tutto sommato positivo visto il “pedigree” delle squadre affrontate di una vittoria e due sconfitte. dinamo

Per il livello, modesto, del campionato italiano, l’Olimpia Milano appare di un altro pianeta e al netto dei cali di concentrazione, vedasi ultimo quarto, i meneghini danno sempre l’impressione di essere in controllo, di poter risolvere la situazione da un momento all’altro, di fare e disfare le cose come e quando vogliono. In poche parole, in Italia, i ragazzi di coach Repesa danno l’impressione di giocare sempre amichevoli, di giocare “in ciabatte”.

I sassaresi, che hanno mostrato i soliti limiti dal punto di vista della qualità del gioco,  hanno ben poco da rimproverarsi, visto che, al cospetto di cotanto avversario, infatti, hanno avuto il merito di rimanere sempre nel vivo della partita, in particolare nei primi due quarti, quando hanno risposto colpo su colpo grazie alle ottime percentuali nel tiro dalla lunga distanza e complici le tante palle perse dei “distratti” avversari. I quali hanno costruito il loro successo nel terzo quarto quando hanno limitato al minimo gli errori e hanno scalfito le certezze dell’attacco sassarese, troppo sbilanciato sui due play Odom e Stipcevic, con un’ottima prova difensiva.

Tabellino

Olimpia Milano – Dinamo Sassari 86 – 77

Olimpia Milano. Mc Lean 2, Fontecchio 1, Gentile 13, Kalnietis 4, Raduljica 17, Dragic 16, Pascolo, Cinciarini 1, Sanders 16, Abass 5, Cerella, Simon 11. All. Jasmin Repesa

Dinamo Sassari. Johnson-Odom 25, Lacey 6, Devecchi, D’Ercole, Sacchetti 1, Lydeka 15, Savanovic 7, Carter 8, Stipcevic 11, Olaseni 4, Ebeling, Monaldi. All. Federico Pasquin

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La Dinamo cede nettamente all’Aek Atene

Il canestro di Savanocic aveva, non solo regalato alla Dinamo il primo successo esterno della stagione, ma aveva anche nascosto le magagne di una prestazione, per dinamolunghi tratti, incolore. Il “miracolo” non si è però ripetuto oggi ad Atene, dove i biancoblù hanno subito una pesante sconfitta, nei modi e nelle proporzioni, contro l’Aek, che si è imposto col netto punteggio di 78 a 58. E il divario sarebbe potuto essere ancor più ampio, se i greci, già messa la vittoria in cassaforte dopo i primi due quarti, non avessero frenato il loro impeto nella seconda parte di gara. Il confronto con il basket continentale, salvo rari casi, si conferma una montagna troppo alta da scalare per la Dinamo, complice anche un campionato nazionale di livello alquanto modesto. E ora testa alla sfida con l’Olimpia Milano, avversario che, sfoghi di Repesa a parte, si preannuncia ugualmente ostico.

Tabellino:

Aek Atene – Dinamo 78 – 58

Aek Atene. Ukic 11, Sakota 10, Vasileiadis 8, Milosevic 7, Dixon 13, Larentzakis 2, Falker 2, Moraitis , Mavroeidis 10, Skoulidas, Williams 15, Tsalmpouris. All. Jure Zdovc

Dinamo Sassari. Johnson Odom 17, Lacey 4, Devecchi, D’Ercole, Sacchetti 5, Lydeka 10, Savanovic 9, Carter, Stipcevic 5, Olaseni 3, Ebeling, Monaldi 5. All. Federico Pasquini.