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La Dinamo vince a Murcia

Dopo aver perso le prime due sfide davanti al pubblico del PalaSerradimigni, la Dinamo vola in Spagna per conquistare la sua prima vittoria nella campagna europea 2017 – 2018. Opposti al Murcia, finora imbattuto nella competizione europea, i biancoblù si sono imposti col punteggio di 78 a 83, portando a casa una vittoria fondamentale, che permette di dare ossigeno alla classifica sia di riscattare le ultime prove non di certo entusiasmanti. Il top scorer della serata in casa biancoblù è stato Bamphort, decisivo soprattutto nella fase finale della contesa, quando i sassaresi hanno alzato anche il loro livello difensivo, fondamentale nel quale erano stati finora alquanto deficitari.

Netta sconfitta per la Dinamo contro la Virtus Bologna

Due buoni primi due quarti e una reazione d’orgoglio, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, non sono stati sufficienti alla Dinamo per portare via un risultato positivo dalla trasferta in casa della Virtus Bologna, che si è imposta col punteggio di 89 a 72, facendo leva su una maggiore fisicità e solidità difensiva. L’approccioimg_20171011_213557 alla gara della Dinamo non è stato di certo brillante, come certificato dalle due palle perse nei primi due attacchi, mentre nei minuti iniziali la Virtus ha fatto girare la palla in maniera ottimale, firmando un parziale iniziale di 7 a 0. A svegliare la Dinamo dal torpore è stato l’applauditissimo ex della serata, Marco Spissu, che con una tripla ha aperto il contro parziale dei biancoblù, che hanno prontamente impattato sul 7 a 7. per poi mettere per la prima volta la testa avanti sul 9 a 11 allungare sul + 5 (14 a 19), trascinata da un ottimo Randolph. Nonostante la pessima prestazione dalla lunga distanza, la Virtus è riuscita a limitare i danni, chiudendo il primo periodo sul 18 a 21.

I primi minuti del secondo quarto hanno visto i due attacchi poco brillanti: la Dinamo non ha sfruttato un tecnico ad Alessandro Gentile, mentre una tripla di Umeh ha rilanciato la Virtus, che ha impattato sul 27 a 27. Per i minuti successivi, caratterizzati da errori da ambo le parti, le due squadre hanno viaggiato sui binari dell’equilibrio, poi i primi punti di Aradori hanno regalato il + 3 (35 a 32) alla compagine di casa, ma la Dinamo ha prontamente ristabilito l’equilibrio (35 a 35). Il finale del quarto è stato caratterizzato da un mini break dei felsinei, andati all’intervallo sul + 4 (41 a 37).

Alla ripresa dei giochi è arrivato il mortifero parziale di 12 a 0 dalla Virtus, che è volata sul + 18 (55 a 37), grazie soprattutto alla ritrovata vena da tre punti e all’energia dei suoi italiani. In quel momento i giochi sembravano chiusi, ma trascinata da Hatcher  la Dinamo è riuscita a ritornare in partita, presentandosi  con un ritardo di sole sei lunghezze (66 a 60). al via dell’ultimo periodo che si è aperto con il canestro del 66 a 62 di Pierre. La tripla di Hatcher è valsa il -, 1, ma i sassaresi non hanno trovato il guizzo per rimettere la testa avanti e i felsinei hanno piazzato l’allungo decisivo e definitivo…e dopo la sirena resta la sensazione di una squadra che non ha ancora trovato il suo assetto, la sua identità.

La Dinamo cede in volata al Pinar

Non sembra proprio esserci feeling tra il pubblico di Sassari e le Coppe Europee di Basket: un PalaSerradimigni semi deserto ha fatto da cornice al debutto dellaimg_20171011_213557Dinamo nella seconda edizione della Champions League.

Gli assenti, come si suol dire, hanno sempre torto, mentre i presenti hanno potuto assistere a una sfida combattuta, che si è risolta in volata a favore dei turchi del Pinar Karsikaya, che hanno chiuso i conti sull’87 a 88, grazie ai liberi di Wood, sul quale aveva commesso fallo il capitano biancoblù, Jack Devecchi.

Tutto quello che è successo prima dell’episodio decisivo ha messo in evidenza quelli che sono, allo stato attuale, i pregi e i difetti della squadra: attacco, eccezion fatta per le percentuali non eccelse dalla lunetta, dall’ottimo potenziale al quale fa da contraltare una difesa troppo ballerina.

Tabellino

Dinamo – Pinar 87 – 88

Dinamo: Spissu 6, Gallizzi, Bamforth 8, Planinic 5, Devecchi 3, Randolph 27, Pierre 8, Jones 9, Stipcevic 13, Polonara 8, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

Pinar. Ugurlu 9, Turen 8, Guven 2, Aygunduz, Waters 13, Celep, Wood 11, Kennedy 16, Jones 29, Gulaslan, Karahan, Dogan. All. Aleksandar Trifunovic

Sconfitta a Torino per la Dinamo

Prima trasferta stagionale amara per la Dinamo: i biancobllù hanno infatti ceduto per  97 a 92, sul parquet di Torino, al termine di una sfida giocata con  grande determinazione.jones-vs-cantu

L’avvio di gara, per i ragazzi di coach Pasquini, è stato alquanto promettente, come certificato dal parziale iniziale di 2 a 7, al quale hanno prontamente risposto i piemontesi, i quali, favoriti dalla poca incisività in difesa dei biancoblù, hanno prontamente ristabilito la parità, sul 9 a 9, per poi allungare fino al 22 a 15 con una tripla di Washington e chiudere il primo quarto sul 25 a 19.

In avvio del secondo quarto, trascinata dalle bombe di Jones, Torino ha preso il largo, portando il proprio vantaggio in doppia cifra (34 a 21). Spinta dai canestri di Spissu e Polonara, la Dinamo ha risalito la china fino al – 1 (40 a 39), prima che i liberi di Stipcevic permettessero ai biancoblù di rimettere la testa avanti (40 a 41). Poi, dopo il pari dalla lunetta di Mbakwe (41 a 41), i liberi di Spissu, 13 punti nei primi due quarti, hanno permesso alla compagine sassarese di andare all’intervallo lungo in vantaggio di due lunghezze (41 a 43).

Alla ripresa delle ostilità, dopo il riposo, le due squadre hanno dato vita a una battaglia punto a punto e a una serie di sorpassi e contro sorpassi, fino al 58 a 59, quando le bombe di Vujiacic e Garrett  e il canestro di Mbakwe hanno regalato il + 7 (66 a 59) al  quintetto di Luca Bianchi. Ma nel finale del quarto, grazie ai punti di Stipcevic, la Dinamo è riuscita a rimanere in scia agli avversari, presentandosi sotto di soli quattro punti (70 a 66) al via dell’ultimo periodo, che ha visto nelle fasi iniziali i piemontesi avere una marcia in più (81 a 72), prima dell’ennesima reazione dei sassaresi, capaci nuovamente di risalire fino al – 4 (81  a 77). Ma il finale, nonostante l’apporto di un battagliero Randolph, ha premiato i piemontesi, che hanno così bissato il successo all’esordio in quel di Brindisi, mentre alla Dinamo resta sì il rammarico per la vittoria sfumata, ma anche la consapevolezza di quelle che sembrano essere le potenzialità di un gruppo, che attende ancora il suo play titolare, Hatcher.

 

Trento vince anche gara 2: ora alla Dinamo servirà un’impresa per passare il turno

Questa volta non c’è stata l’imbarcata di gara 1, quando la Dinamo crollò  di schianto nel terzo quarto, ma alla fine è arrivata per i biancoblù la seconda sconfitta nella serie contro Trento. La prima gara della quale non era stata di certo un bello spot per la pallacanestro italiana. E la seconda sfida è iniziata sulla stessa falsariga, con tanti errori e listenertanta confusione da ambo le parti. Sul punteggio di 4 a 4, la Dinamo ha dato i primi segnali di vitalità, realizzando due canestri consecutivi con Lacey e Lydeka, che sono valsi il + 4 (4 a 8). Ma Trento ha fatto leva sull’energia di Toto Forray per riportare la contesa sui binari dell’equilibrio (12 a 12). Poi, mentre continuava il festival degli errori, la Dinamo ha trovato in Carter, preferito nell’occasione a Lighty, un’arma importante per mettere a segno un mini break e portarsi, in avvio del secondo periodo, sul + 5 (12 a 17). Ma i biancoblù non sono riusciti a dare continuità al proprio gioco, mentre i trentini  hanno ritrovato il filo del discorso, piazzando un parziale di 10 a 0, che ha permesso loro di portarsi dal 14 – 20 al 24 – 20. La luce, in casa Dinamo, si è riaccesa grazie alle giocate individuali di Lacey e Bell, che hanno ristabilito la parità sul 26 a 26, poi, grazie anche a un antisportivo fischiato a Bell, Trento è riuscita ad andare al riposo in vantaggio di due lunghezze (30 a 28).

Alla ripresa dei giochi, la Dinamo si è affidata a Lacey e Bell, che da soli hanno riportato avanti la loro squadra che, nella prima parte del periodo, ha toccato il vantaggio massimo di nove punti, sul 37 a 46, grazie soprattutto alla ritrovata vena dalla lunga distanza. Da tre punti ha colpito con precisione chirurgica anche Gomez, il quale, seppur gravato di 4 falli, ha tenuto in scia la formazione trentina, che è risalita fino al – 2 (54 a 56) prima della sirena del terzo quarto.

All’inizio degli ultimi minuti di gioco, i primi canestri dal campo di Sutton hanno riportato avanti Trento (59 a 56), prima che la tripla di Carter riportasse tutto in parità (59 a 59). Da quel momento in poi la salita, dal punto di vista dell’energia è salita ulteriormente di tono: l’esplosività di Forray ha regalato il + 3 (64 a 61), poi Savanovic, con due canestri consecutivi, ha firmato il nuovo sorpasso della Dinamo (64 a 65), prima di un finale premiasse i trentini, i quali, chiusi i conti sul 74 a 68, vedono la qualificazione a un passo, mentre ai sassaresi servirà una vera e propria impresa, tre vittorie consecutive, per non dire addio ai play off.

Per quanto concerne l’altra sfida di giornata, l’Olimpia Milano ha portato in parità la serie, sconfiggendo per 85 a 73 l’Orlandina, mentre nella serata di sabato Venezia e Avellino hanno inizato sfruttato al meglio il fattore campo, vincendo gara 1 contro Pistoia e Reggio Emilia.

Una magia di Lacey regala la vittoria alla Dinamo contro Brindisi

Quattro secondi per la vittoria: si può riassumere così la sfida odierna del PalaSerradimigni, tra Dinamo e Brindisi, vinta dai sassaresi per 79 a 78, grazie a listenerunvelocissimo coast to coast di Lacey, che ha deciso una sfida ricca di emozioni e colpi di scena, caratterizzata nei primi due quarti da un sostanziale equilibrio, da un terzo periodo dominato dai padroni di casa, che hanno toccato anche i diciassette punti di vantaggio, prima di subire la riscossa dei brindisini. I quali, trascinati da Goss e Moore, sono riusciti a ribaltare il punteggio, passando dal 66 a 49 al 70 a 71. Nel finale di gara, però, i ragazzi di coach Pasquini hanno avuto il grande merito di non mollare e, favoriti anche dai due liberi sbagliati e da una scelta difensiva opinabile nell’ultima azione di Mbaye, hanno portato a casa una vittoria fondamentale in ottica qualificazione ai play off. E così il gran giorno del ritorno a Sassari di Meo Sacchetti si è chiuso con il tripudio della folla del PalaSerradimigni, che ha gioito per la seconda vittoria in volata dei propri beniamini,  tra i quali, detto di Lacey, meritano una menzione speciale Bell e Lawal, soprattutto il secondo è risultato fondamentale contro i temutissimi lunghi brindisini, rivelatisi però ben poco efficaci e pericolosi.

Tabellino

Dinamo Sassari – Brindisi 79 a 78

Dinamo Sassari. Pennacchi, Bell 20, Lacey 10, Devecchi 3, D’Ercole, Sacchetti 5, Lydeka 8, Savanovic 9, Stipcevic 7, Lawal 15, Lighty 2, Ebeling, Monaldi . All. Federico Pasquini.

Brindisi. Scott 12, Carter 12, Goss 17, Fiusco, Cardillo, Moore 29, Donzelli, M’Baye 4, Samuels 1, Joseph 3, Sgobba, Spanghero. All. Meo Sacchetti

La Dinamo vince in volata a Cremona

In questo momento della stagione, quando conta portare a casa punti fondamentali per rafforzare la propria posizione nella corsa per i play off, è inutile andare per il sottile e sindacare sulle prestazioni, più o meno positive, di questo o di quel singolo.

L’unica cosa che conta è vincere e oggi la Dinamo ha conquistato due punti di vitale importanza in casa della Vanoli Cremona, che a dire il vero si è letteralmente “suicidata”, gestendo in maniera disastrosa alcuni palloni nel finale, quando sembravano avere la vittoria in pungno, permettendo così ai biancoblù di chiudere i conti a prorrio favore, sul 77 a 78,, grazie ai due liberi di Lighty, il migliore dei listenersuoi, sia per il contributo offensivo sia per l’abnegazione difensiva, insieme a Lacey, il quale per lungo tempo ha tenuto viva la compagine biancoblu, a lungo tempo in sofferenza, come dimostrano la difficoltà nelle circolazione di palla e il conseguente numero elevato di palle perse.

Ma oggi, detto del nefasto finale di Mian e compagni, che vedono ormai il baratro della retrocessione, i biancoblù hanno sopperito con il carattere, vero marchio di fabbrica del gruppo di coach Pasquini. La vittoria odierna  permette ai sassaresi di arrivare col morale alto alla gara di mercoledì prossimo contro i francesi del Monaco, quando i sassaresi dovranno rimontare undici punti di svantaggio per continuare l’avventura europea.

 

Il primo round va al Monaco, ma per la Dinamo nulla è perduto

Va al Monaco il primo round della gara dei quarti di finale della Champions League: i francesi hanno confermato di essere una squadra solida e ben strutturata. E hannolistener dimostrato che non è per caso che abbiano perso solo cinque partite nel corso dell’attuale stagione.  Ma il 73 a 62, , maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, non chiude in alcun modo il discorso qualificazione. A prescindere dal passivo, i biancoblù hanno offerto una prestazione incolore e  hanno subito, per tre quarti di gara, le iniziative dei monegaschi che, trascinati da Ouattara, hanno toccato anche i 20 punti di vantaggio. Poi le triple di Stipcevic hanno reso meno pesante il passivo e hanno tenuto viva la speranza in casa biancoblù, dove troppe cose non hanno funzionato a dovere  sia a livello di gruppo sia a livello individuale. La squadra sembra aver perso la verve che l’aveva portata alla finale della Coppa Italia e questa involuzione non fa dormire sonni tranquilli, in vista anche della volata finale per un posto nei play off

Nulla da fare per la Dinamo sul campo della Scandone Avellino

La Dinamo cade sotto i colpi della Scandone Avellino, e soprattutto dell’ex David Logan, e inizia male il trittico di gare in trasferta, che proseguirà con la sfida di listenerChampions League nel Principato di Monaco e si chiederà domenica prossima in quel di Cremona. I troppi errori e la giornata di pessima vena di alcuni singoli, Bell su tutti, hanno condannato alla sconfitta i biancoblù. I quali avevano approcciato la gara nel modo migliore, mettendo  a segno un break iniziale di 2 a 7, grazie ai canestri del lungo polacco, Lydeka, e alla tripla di Lacey, alla quale gli irpini hanno risposto con le bombe di Randolph e Logan, che sono valse agli irpini il primo vantaggio della contesa (8 a 7). Sorpassi e controsorpassi hanno caratterizzato la sfida fino al 12 a 11, poi le ottime percentuali nel tiro da tre hanno permesso alla Scandone di allungare fino al + 1o (21 a 11) e chiudere il primo quarto sul 26 a 15, favorita dalle difficoltà su entrambi i lati del campo dei ragazzi di coach Pasquini.

In avvio del secondo periodo, Lawal, pur soffrendo lo strapotere fisico di Fesenko, ha provato a tenere a galla la sua formazione, la quale, però, penalizzata dalle tante palle perse,, non è riuscita a tenere, almeno inizialmente, il passo degli irpini, che si sono portati sul + 12 (32 a 20). Poi la musica è cambiata e la Dinamo, grazie soprattutto alla zona e ad alcuni acuti in attacco di Savanovic, Stipcevic e Lacey, è risalita fino al - 2 (38 a 36), prima che una magia di Logan fissasse il punteggio sul 40 a 36 prima dell’intervallo lungo. Dopo il riposo, Avellino ha tentato nuovamente la fuga, ma i sassaresi sono stati bravi a reagire, rispondendo colpo su colpo fino all’ultimo secondo del parziale, quando una tripla allo scadere ha consentito ai ragazzi di coach Sacripanti di iniziare l’ultimo periodo con un vantaggio di cinque punti (59 a 54). Gli ultimi dieci quarti si sono quindi trasformati in un’autentica battaglia sportiva, ma la Dinamo, ogni qualvolta è arrivata a un passo dagli avversari, non è riuscita a piazzare la zampata, consentendo agli irpini poi di prendere il largo e di chiudere i conti sul 77 a 65,

La Dinamo vola ai quarti di finale della Champions League

Alla fine, nel semideserto palazzetto di Le Mans, si sentivano solo i cori dei tifosi della Dinamo. I quali festeggiavano l’ennesima impresa dei loro beniamini, che oggi  hanno centrato un altro risultato storico, la qualificazione ai quarti di finale della Champions League, nuova competizione continentale, targata FIBA.listener

A differenza di quanto accaduto nella sfida con i cechi del Nymburg, il discorso qualificazione non è mai stato veramente in discussione, neanche nelle fasi iniziali quando i transalpini hanno spinto sull’acceleratore, dimezzando lo svantaggio di sedici punti maturato al termine della gara di andata, giocata al PalaSerradimigni.

I ragazzi di coach Pasquini, però, non hanno mai perso il controllo della situazione e hanno gestito al meglio la situazione e sono riusciti  a mettere per la prima volta la testa avanti, nel corso del terzo periodo, quando uno scatenato Savanovic ha messo a segno il canestro del 39 a 41, prima dell’ultima fiammata dei transalpini, che si sono presentati al via dell’ultimo quarto, in vantaggio di sette lunghezze, sul 54 a 47. Ma negli ultimi dieci minuti di gioco, come era accaduto nella gara di andata, i sassaresi hanno fatto la differenza, chiudendo i conti sul 66 a 68, mentre i supporters biancoblù cantavano “Semmu di Sassari e semmu li più forthi”