La brillante stagione della San Giuseppe vista con il coach Daniele Colombino

E’ stata una delle squadre che, maggiormente, hanno impressionato nel corso dell’ultimo campionato di serie C di pallavolo femminile: stiamo parlando della San Giuseppe, formazione che si è classificata al quinto posto (a pari merito con l’Aquilone Css Kolbe) con 47 punti all’attivo e centrando, per la prima volta, nella storia della società, l’accesso ai play off.

Abbiamo fatto il bilancio dell’ottima annata della squadra sassarese con il tecnico Daniele Colombino, trentenne laureato in ingegneria, alla prima esperienza come capo allenatore.

Allora, Daniele, qual è stato il segreto della vostra stagione?

“Due sono state essenzialmente le componenti che hanno fatto sì che portassimo a termine una stagione di così alto livello: la pazienza mia e la passione di tutti, che ha cementato un gruppo, formato, per la maggior parte, da esordienti nella categoria. E il fatto che avessimo tutte e tutti, compreso io, qualcosa da dimostrare si è rivelato un fattore fondamentale. Devo dire che le ragazze hanno fatto qualcosa di eccezionale, imparando tanto sia dalle vittorie che dalle sconfitte. Voglio citare, tra le persone che hanno svolto un ruolo fondamentale, Pietro Sini, che ha portato una ventata di entusiasmo, e il capitano Simona Solinas ”.

Per quel che ti riguarda, come è stata la tua prima esperierenza come capo allenatore?

“E’ stata un’esperienza assolutamente positiva, che mi ha aiutato a crescere. Devo ammettere che ho imparato più io dalle giocatrici che loro da me. Poi credo che mi abbia aiutato il fatto di essere giovane e di essermi potuto, conseguentemente, rapportare al meglio con le ragazze”.

Qual è il tuo giudizio sul campionato?

“E ‘stato uno dei campionati più livellati degli ultimi anni. Non c’era la squadra materasso e non era così scontato che le formazioni di alta classifica si imponessero contro quelle che stazionavano nella parte medio bassa della graduatoria. Detto ciò, la Erre e il Selargius’ 85 (formazione vincitrice dei play off, ndr) erano le due compagini migliori”.

Quali sono le individualità che maggiormente si sono messe in mostra?

“Per quel che riguarda le giovani, non dico niente di nuovo se menziono le tre giocatrici dell’Ariete Oristano; Valentina Soppelsa, Sara Orro e Alessia Orro: tre elementi di categoria superiore. Poi, la nostra Laura Loddo che è cresciuta tantissimo nell’ultimo anno, Chiara D’Elia e diversi elementi dell’Alfieri Cagliari, in particolare Valentina Calì. Per quanto concerne, invece, le giocatrici più esperte, cito Monia Agri, Silvia Figus, Barbara Meloni e Claudia Oppes: atlete che, in questa categoria, continuano a fare la differenza”.

Per chiudere, quali sono gli obiettivi per il futuro?  

“Il mio sogno e quello di abbassare ulteriormente l’età media della squadra che era già una delle più basse ed inoltre cercare di confermarsi. Il tutto senza fare troppi proclami”.

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