Netta sconfitta per la Dinamo contro la Virtus Bologna

Due buoni primi due quarti e una reazione d’orgoglio, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, non sono stati sufficienti alla Dinamo per portare via un risultato positivo dalla trasferta in casa della Virtus Bologna, che si è imposta col punteggio di 89 a 72, facendo leva su una maggiore fisicità e solidità difensiva. L’approccioimg_20171011_213557 alla gara della Dinamo non è stato di certo brillante, come certificato dalle due palle perse nei primi due attacchi, mentre nei minuti iniziali la Virtus ha fatto girare la palla in maniera ottimale, firmando un parziale iniziale di 7 a 0. A svegliare la Dinamo dal torpore è stato l’applauditissimo ex della serata, Marco Spissu, che con una tripla ha aperto il contro parziale dei biancoblù, che hanno prontamente impattato sul 7 a 7. per poi mettere per la prima volta la testa avanti sul 9 a 11 allungare sul + 5 (14 a 19), trascinata da un ottimo Randolph. Nonostante la pessima prestazione dalla lunga distanza, la Virtus è riuscita a limitare i danni, chiudendo il primo periodo sul 18 a 21.

I primi minuti del secondo quarto hanno visto i due attacchi poco brillanti: la Dinamo non ha sfruttato un tecnico ad Alessandro Gentile, mentre una tripla di Umeh ha rilanciato la Virtus, che ha impattato sul 27 a 27. Per i minuti successivi, caratterizzati da errori da ambo le parti, le due squadre hanno viaggiato sui binari dell’equilibrio, poi i primi punti di Aradori hanno regalato il + 3 (35 a 32) alla compagine di casa, ma la Dinamo ha prontamente ristabilito l’equilibrio (35 a 35). Il finale del quarto è stato caratterizzato da un mini break dei felsinei, andati all’intervallo sul + 4 (41 a 37).

Alla ripresa dei giochi è arrivato il mortifero parziale di 12 a 0 dalla Virtus, che è volata sul + 18 (55 a 37), grazie soprattutto alla ritrovata vena da tre punti e all’energia dei suoi italiani. In quel momento i giochi sembravano chiusi, ma trascinata da Hatcher  la Dinamo è riuscita a ritornare in partita, presentandosi  con un ritardo di sole sei lunghezze (66 a 60). al via dell’ultimo periodo che si è aperto con il canestro del 66 a 62 di Pierre. La tripla di Hatcher è valsa il -, 1, ma i sassaresi non hanno trovato il guizzo per rimettere la testa avanti e i felsinei hanno piazzato l’allungo decisivo e definitivo…e dopo la sirena resta la sensazione di una squadra che non ha ancora trovato il suo assetto, la sua identità.

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