Il sogno azzurro di Francesca Tilocca: l’atleta sassarese racconta le sue emozioni

Continua il sogno azzurro di  Francesca Tilocca, giovane promessa della pallamano sassarese, che sta vivendo questa tappa importante del suo percorso di crescita sportiva, con una maturità e una consapevolezza, difficilmente Francesca Tilocca 2riscontrabile in molte veterane. Alla giocatrice della Sassari ’76 non mancano, poi, determinazione, voglia di imparare e di confontarsi, tutte caratterische che le saranno utili nel prosieguo della sua vita umana e sportiva. In questi giorni è impegnata in un’altra importante esperienza:   il secondo raduno con la Nazionale under 16, che si terrà, nei prossimi giorni, presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, alla Cecchignola. Il lavoro, iniziato con il primo raduno del 6 febbraio, è finalizzato ai prossimi impegni internazionali della Rappresentativa: l’11° Mediterranean Handball Championship per l’indoor e i Campionati Europei per il beach.

Francesca, ci potresti dire quali sono state le tue sensazioni al momento della prima chiamata?

Essere tra le convocate è stato un onore, un motivo di grande orgoglio, per me e per mia famiglia. Devo dire che, all’inizio, ero all’oscuro di tutto. poichè non avevo internet. Poi mi è arrivato un messaggio “Complimenti per la convocazione”.

Da tempo, dopo aver partecipato al Trofeo delle Aree, mi era stata ventilata questa possibilità. Ma più passavano i mesi, più perdevo le speranze. Poi ho visto il mio nome, nel sito della FIGH, ed ho provato, come già detto, una bellissima emozione “.

E quali sono state le tue sensazioni dopo quei tre giorni di allenamenti?

Per quel che mi riguarda, è stato emozionante  ritrovarmi nel posto dove si allenano le ragazze di Futura e della Nazionale . Dal punto di vista, tecnico, invece, ho avuto l’occasione di confrontarmi con altre atlete e, soprattutto, con un livello tecnico più alto. Tale possibilità, purtroppo manca qui in Sardegna.

Agli allenamenti erano presenti due tecnici federali: Takam Neukum e Marco Trespidi. Abbiamo svolto un lavoro, tutto sommato semplice dal punto di vista tecnico, che è servito per fare un quadro generale della situazione. Poi, sono state selezionate le migliori 18, che sono state selezionate per ruolo: i migliori portieri, i migliori terzini, e via dicendo. Di queste, alcune saranno inserite nel gruppo per l’indoor, altre nel gruppo per il beach, altre ancora, invece, faranno sia beach sia indoor.

Francesca TiloccaIn quei tre giorni ho potuto constatare che i tecnici badano molto ad alcuni aspetti comportamentali, come l’attenzione, la disciplina, la puntualità e il rispetto per i tecnici e le compagne“.

Facciamo un passo indietro nel tempo. Come ti sei avvicinata al mondo della pallamano?

Prima avevo praticato nuoto e basket. nelle fila della Dinamo 2000. In prima media sono entrata a contatto con la pallamano, grazie a Patrizia Cossu, che aveva iniziato un progetto per i ragazzi nella mia scuola, la N° 10. Era uno sport che non conoscevo, ma mi sono subito appassionata.  Credo che, a colpirmi, sia stata proprio la novità. E quella passione del primo momento mi accompagna sempre, in ogni partita e in ogni allenamento.

Dopo gli inizi in ambito scolastico, come è proseguita la tua carriera?

Poi, Patrizia Cossu mi ha portato in via Venezia, dove ho iniziato ad allenarmi con Patrizia Canu. All’inizio venivo schierata in porta. Ero brava, ma non mi sentivo sicura, sentivo troppo la pressione. Pertanto la mia allenatrice ha deciso di provarmi in campo e ora gioco come terzino“.

Quali pensi possa essere il tuo punto di forza?

La fisicità, l’altezza: aspetti che sono fondamentali per poter essere competitivi ad alti livelli

E quali, invece, gli aspetti in cui pensi tu debba migliorare?

Credo che, dal punto di vista tecnico, ci sia sempre qualcosa da imparare. Poi, in campo, vorrei essere più cinica, fredda, e meno emotiva. Ma questi sono difetti che uno lima con il confronto e con l’esperienza“.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Per ora non voglio volare alto. Preferisco lavorare con costanza, giorno dopo giorno, e sfruttare queste occasioni per assimilare, imparare nuove cose e migliorare”.

Faresti un’esperienza fuori dalla Sardegna?

Prima voglio finire il Liceo, e non è semplice coniugare gli impegni sportivi con quelli scolastici, soprattutto per una come me che non si accontenta, che vuole sempre il massimo da se stessa. Poi, una volta preso il diploma, potrei anche pensare di fare un’esperienza fuori dall’Isola

Vorresti dire qualcos’altro per chiudere questa chiacchierata?

Sì, vorrei fare un appello agli sponsor, affinché ritornino ad investire nel nostro sport, per far sì che esso possa tornare, nella nostra città, ai fasti di un tempo

 

 

 

 

 

 

 

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