“L’anno a Teramo, la mia rivalsa personale”, Grazia Stangoni racconta la stagione della rinascita

Da comprimaria a protagonista: si può così riassumere il cammino percorso in una sola stagione da Grazia Stangoni che, dopo aver vissuto ai margini nella sua Sassari con la maglia della Sinergia, è riuscita a ritagliarsi con determinazione e spirito di sacrificio uno spazio importante nel Teramo, formazione che, nell’ultima annata sportiva, ha sfiorato l’accesso alla finale scudetto della pallamano femminile italiana.Grazia Stangoni

Una vera e propria rinascita sportiva per la giovane atleta sassarese, con la quale abbiamo rivissuto le emozioni di una stagione, per lei, indimenticabile, che servirà da base importante per il prosieguo della carriera.

Grazia, ci potresti dire come è iniziata la tua avventura in Abruzzo?

Inizialmente sarei dovuta andare al Firenze La Torre. A Teramo, però, cercavano un portiere; Zucchi Pastor e Daniela Canessa, mie compagne anche alla Sinergia, hanno fatto il mio nome al tecnico Settimio Masotti, il quale mi ha testato nel corso di un torneo precampionato a Ferrara. Ho affrontato quella prova con entusiasmo e concentrazione. Ho giocato da titolare e posso dire di aver superato l’esame. Ed è così che è iniziata la mia esperienza a Teramo”.

Avete sfiorato un’impresa straordinaria, arrivando fino alle semifinali dei play off: qual è stato momento più bello della vostra stagione?

Di sicuro la vittoria con le campionesse d’Italia del Conversano ad inizio stagione: In quel momento nessuno ci dava credito, anzi tutti ci davano per sicure retrocesse, ma abbiamo dimostrato, con il lavoro e l’impegno, di poter dire la nostra. Peccato per la sconfitta in semifinale con il Cassano Magnago, ma a quel punto abbiamo pagato la ristrettezza della rosa. Ma dobbiamo comunque andare orgogliose per quello che abbiamo fatto, grazie soprattutto alla compattezza di un gruppo eccezionale. Sono contenta poi per Daniela Canessa, che è riuscita a dimostrare tutto il suo valore: lei, per me, è il miglior pivot del campionato”.

Cosa ti ha dato questa esperienza dal punto di vista personale?

Tantissimo. Dal punto di vista sportivo ogni partita giocata, ogni chiamata in campo, vissuta anche con la giusta tensione, ogni intervento fatto erano motivo di orgoglio e soddisfazione, una rivalsa personale dopo anni in cui non avevo trovato il giusto spazio perché non avevano creduto tanto nelle mie potenzialità. Ma è stato un anno fantastico anche per i rapporti umani che si sono creati: a tal proposito vorrei ringraziare, in modo particolare, due persone: il tecnico Settimio Masotti per i suoi insegnamenti, per aver dato un’impronta professionale al mio lavoro di atleta e e per la fiducia che ha voluto concedermi; il general manager Roberto Canzio, che mi ha accompagnato per tutta la stagione. Poi non voglio dimenticare le mie compagne di squadra, l’armonia e l’unità che si sono create tra di noi. Credo che il fatto che fossimo tutte di fuori ci abbia aiutato, abbia contribuito a cementare il gruppo”.

A proposito di compagne di squadra, i portieri, nella pallamano, rappresentano una sorta di mondo a parte. Tu e la tua compagna Marta Savoca come avete vissuto questa stagione?

“All’inizio, come è giusto che sia, ci siamo studiate, c’è stata quella sana e sportiva competizione. Poi siamo andate a vivere nella stessa casa, anzi nella stessa stanza, ed è scoppiato l’amore…a seconda vista”.

Per quel che ti riguarda, cosa provi quando ti trovi in mezzo ai pali?

Bellissime sensazione, ti senti caricato di responsabilità, sai di dover prendere una decisione in un lasso di tempo brevissimo, sai di non poter sbagliare, perché il tuo errore non potrà essere rimediato da nessuno e potrebbe compromettere il lavoro di tutta la squadra. Ci vogliono concentrazione e un pizzico di impulsività per svolgere al meglio questo ruolo, che è di fondamentale importanza nella pallamano”.

Ritorniamo per un attimo all’ultima stagione, come hai vissuto Teramo come città?

Dopo aver concluso la triennale a Sassari, mi sono iscritta alla specialistica. Per il resto Teramo è una città tranquilla, forse nevica un po’ troppo, dove si mangia molto bene, in particolare gli arrosticini e la porchetta. Poi, come tutti ben sanno, sono una buona forchetta”.

Per ora sei a Sassari per le vacanze, stai già pensando al futuro?

A Teramo sono stata bene e mi piacerebbe essere confermata, ma ancora è troppo presto per fare certi discorsi. Preferisco non anticipare nulla

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