Romina Pinna, il cuore sardo della Torres femminile

Il campo di calcio, vicino a casa nella sua Oschiri, ha rappresentato un richiamo irresistibile per dar sfogo, fin dalla giovanissima età, a una passione innata. Le prime corse dietro il pallone, con la maglia dell’Oschirese, hanno rappresentato i primi passi di una storia sportiva con tante pagine già scritte e altre ancora da scrivere e da vivere con entusiasmo e determinazione.Romina Pinna

In una Torres femminile dall’anima latina e mediterranea batte il cuore sardo di Romina Pinna, giocatrice che, nelle ultime giornate, sta dando un contributo sostanziale, a suon di reti, alla risalita della sua formazione verso le zone nobili della classifica della massima serie del calcio in rosa italiano.

Romina, come squadra come state vivendo questa annata sportiva?

“Per noi è stata una sorta di “nuovo inizio”. Rispetto al passato sono cambiate tante cose, sia a livello societario sia a livello di squadra. Sono andate via molte veterane e il gruppo è stato rinnovato e ringiovanito. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma, pian piano, siamo riuscite a trovare la quadratura del cerchio e stiamo esprimendo il nostro potenziale. Possiamo dire, finalmente, di essere diventate una squadra. Possiamo giocarcela con tutte le avversarie e, continuando a lavorare con la giusta dedizione, possiamo puntare alle prime posizioni della graduatoria, anche se credo che la corsa per lo scudetto sia ristretta alle Campionesse d’Italia in carica del Brescia e al Verona, che può contare sull’apporto di una giocatrice vincente, quale è Patrizia Panico”:

Pensi che il cambio in panchina, con Mario Pompili subentrato al dimissionario Silvetti, vi possa aver dato una scossa?

Personalmente ho una grande stima di entrambi gli allenatori, i quali hanno un modo completamente diverso di impostare il lavoro. Mister Pompili è riuscito a infonderci quella tranquillità necessaria per far sì che migliorassimo le nostre prestazioni. Le chiavi del suo lavoro sono pugno duro e serenità”.

Romina Pinna 1Come giudichi il tuo rendimento in questa prima parte di stagione?

All’inizio, al pari delle mie compagne, sono partita un po’ in sordina. Ora le cose stanno andando molto meglio. Il mister mi sta dando fiducia e il cambio di modulo, con il passaggio al 4 – 3 – 3, mi sta favorendo e mi sta dando la possibile di esprimere al meglio le mie doti di esterna veloce e capace di inserirsi negli spazi. Poi, in queste ultime giornate, sto trovando la via della rete con continuità. Spero di non fermarmi e sarebbe bello poter chiudere il campionato in doppia cifra”.

Come vivi il fatto di essere, eccezion fatta per il giovanissimo secondo portiere Valeria Usai, l’unica giocatrice sarda della squadra?

Con grande orgoglio ma, allo stesso tempo, con grande dispiacere perché credo che in Sardegna ci siano altre ragazze meritevoli di giocare ad alti livelli”.

Facciamo ora un salto nel recente passato e parliamo della tua esperienza negli Stati Uniti.

Nell’estate del 2012, sono stata chiamata da Antonio Cincotta per partecipare a un torneo negli Stati Uniti. Non potevo rifiutare quella proposta e, col senno di poi, posso dire di aver vissuto un’esperienza unica e straordinaria. Pur non partecipando a un campionato ufficiale, ho potuto confrontarmi con una realtà completamente differente, con un modo diverso di vivere e di intendere il calcio femminile. Quell’esperienza mi ha lasciato tantissimo sotto tutti i punti di vista. Penso di essere cresciuta sia come donna sia come giocatrice.

L’anno scorso, invece, hai giocato ad Oristano in serie A2.

Sì, Oristano resterà sempre nel mio cuore. Quella non era solo una squadra, era un gruppo di amiche vere fuori e dentro il campo. Dal punto di vista dei risultati, magari potevamo fare qualcosa in più, ma, dentro di me, resterà vivo per sempre il ricordo di un ambiente e di un gruppo fantastico. Anche a Sassari, però, ho vissuto e sto vivendo momenti indimenticabile insieme ad atlete che sono un esempio di dedizione, impegno e professionalità”.

Quali sono i tuoi idoli calcistici, i tuoi modelli di riferimento?

Nel femminile, Melania Gabbiadini. Nel maschile, sarà banale dirlo, Cristiano Ronaldo, e, da buona juventina, Pavel Nedved

Se non avessi giocato a calcio quale altro sport avresti praticato?

Calcio, solo calcio. Seguo tutto lo sport. Mi piace giocare a scacchi, attività che richiede logica e intelligenza, ma nulla potrà mai superare il mio amore per il calcio”.

Abbiamo parlato di passato, seppur recente, presente…e ora guardiamo.al futuro. Quali sono i tuoi sogni nel cassetto come giocatrice?

Come tutte le giocatrici, sogno di vestire la maglia della Nazionale, di giocare in un campionato altamente competitivo e, magari, vincere un trofeo prestigioso, come la Champions League. Sono consapevole del fatto che siano traguardi difficili da raggiungere. Ci vuole impegno, ma io sono una ragazza determinata e competitiva. Poi mi auguro che, nel più breve tempo possibile, il calcio femminile possa avere nel nostro Paese, il riconoscimento e le attenzioni che merita”.

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