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Ufficializzato l’organigramma societario della Torres per la stagione 2014 – 2015

In attesa di notizie ufficiali in relazione a un eventuale ripescaggio della Torres nella C unica  – fatto che, almeno secondo i rumors, appare sempre più probabile – , la dirigenza sta provvedendo a presentare la domanda e, nel frattempo, sta lavorando alacremente per garantire al sodalizio rossoblù una struttura solida sia dal punto di vista tecnico che da quello sociale.IMG_0641

A tal proposito, nella giornata odierna, è stato ufficializzato il nuovo organigramma societario, allestito per affrontare, con la dovuta professionalità, la prossima stagione sportiva.

Innanzi tutto, voglio ringraziare tutte le autorità che ci stanno supportando, in particolare il sindaco di Sassari. Nicola Sanna, e l’Assessore allo sport, Maria Francesca Fantato, nonché i responsabili della Questura, dei Vigili del fuoco e del Comune di Sassari, i quali, quotidianamente, stanno lavorando per il raggiungimento di un obiettivo, che, allo stato attuale delle cose, appare sempre più alla portata. Finalmente possiamo attendere il verdetto della Lega, consapevoli di aver fatto tutto il possibile per restare nel calcio professionistico -  ha dichiarato l’ammistratore unico della Sef Torres, Domenico Capitani -.  Ringrazio, inoltre, il Presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, per la sua disponibilità e per quanto vorrà ancora fare affinchè la Torres torni a essere rispettata, al pari delle altre realtà sportive isolane“.

E’ inutile negarlo – ha continuato Capitani -, il rapporto con la Regione è fondamentale per il futuro della nostra società. Per rendere la società sempre più autorevole a livello regionale e nazionale, abbiamo unito le forze con la Torres femminile. La fusione tra le nostre due realtà sarà operativa nel più breve tempo possibile e rappresenta il risultato sociale e sportivo più nobile che la nostra società potesse prefissarsi.

Rivolgo, infine, un grosso in bocca al lupo alla neonata Fondazione Torres, con l’auspicio che insieme si possa consolidare il rapporto con il cuore della città

Di seguito l’organigramma  per la stagione 2013 – 2014:

Presidente onorario: Leonardo Marras

Vice presidente: Filippo Salaris

Amministratore unico: Domenico Capitani

Delegato amministrazione, finanza e controllo: Andrea Budroni

Delegato relazioni esterne, rapporti istituzionali e settore giovanile: Andrea Prato

Direttore sportivo e responsabile area tecnica: Enzo Nucifora

Allenatore prima squadra: Vincenzo Cosco

Preparatore dei portieri: Bruno Federici

Preparatore atletico: Prof. Carlo Pescosolido

Collaboratore tecnico: Prof. Giacomo Cofano

Team manager e delegato alla sicurezza: Fabio Macciocu

Segreteria: Rita Marras.

Nel frattempo, il direttore sportivo Enzo Nucifora e l’allenatore, Vincenzo Cosco, in sintonia con lo staff societario, stanno sondando il mercato e hanno già definito una possibile rosa della prima squadra, ma notizie certe, a tal proposito, arriveranno solo quando avverrà la formalizzazione dell’iscrizione alla prossima serie C unica.

Definite date e luogo di svolgimento del ritiro precampionato, che si terrà dal 27 luglio al 16 agosto presso l’Hotel Resort della Villa Picena a Colli del Tronto. Definite anche le date delle prime amichevoli precampionato: il 3 agosto i rossoblù dovranno vedersela con la Fermana, il 6 con lo Jesi, il 10 con la Sambenedettese e il 13 agosto, prima del rientro in Sardegna,  con la Maceratese.

La passione innata per uno dei simboli della città di Sassari di Umberto Carboni, presidente della Fondazione SEF Torres 1903

Nei primi anni del novecento, i suoi avi, il nonno Umberto, del quale porta il nome, e lo zio Mario, eroe della Grande Guerra, furono tra i primi atleti della Sef Torres, e, da essi, ha ereditato la passione per uno dei simboli, non solo sportivi, della città di Sassari.Umberto Carboni

Quei valori di lealtà, fedeltà, solidarietà e sportività – che, in quegli anni pionieristici, furono promossi dai padri fondatori – sono stati fatti propri dal gruppo di sostenitori che, in questi giorni, ha dato vita alla Fondazione Sef Torres 1903,

Ad assumere la presidenza del neonato soggetto è stato l’avvocato sassarese, Umberto Carboni – nelle cui vene scorre, da sempre, sangue rossoblù -, con il quale, abbiamo parlato delle tappe che hanno portato alla genesi della neonata Fondazione, delle finalità che essa si pone e del suo spendersi per la realizzazione del progetto, insieme al gruppo composto da Gabriele Satta, Massimiliano Pedoni, Angelo Pala, Nicola Usai, Andrea Ena, Pier Paolo Piana, Gianluigi Fancellu, Giulia Bardanzellu, Antonio Idini, Marcello Demelia, Gianfranco Solinas e dai nuovi entrati Antonello Marghinotti e Fausto Pintus, con i quali condivide l’amore per la Torres e per la città di Sassari.

Per iniziare la nostra intervista, ci potresti dire quando e perché hai deciso di sposare questo progetto?

L’idea di costituire una Fondazione, che fosse legata alla storia, ai valori e ai principi fondanti della Sef Torres, era balenata già qualche anno fa nella mente di alcuni sostenitori. Il progetto si arenò per la mancanza, a quel tempo, dei presupposti e delle condizioni necessarie

Poi, dopo qualche anno di silenzio, l’idea è stata ripresa la scorsa estate, quando la Torres ha vissuto l’ennesimo momento critico della sua storia recente.

Sì, ricordo ancora lo scoramento che pervase il popolo rossoblù, quando il presidente Lorenzoni annunciò, nel corso di un’assemblea che si tenne all’Hotel Grazia Deledda, di non poter sostenere l’impegno finanziario richiesto per la partecipazione al campionato di Seconda Divisione della Lega Pro. Quello fu un colpo difficile da digerire per tutti, in particolare per chi, solo poco prima, aveva vissuto le fantastiche emozioni della trasferta a Torre del Greco. Ci crollò il mondo addosso, vedevamo materializzarsi, ancora una volta, lo spettro del fallimento e il ritorno nell’inferno dei campionati dilettantistici:

Come spesso accade, nei momenti di maggiore difficoltà si sviluppano le energie e le forze migliori.

La delusione era tanta, ma, allo stesso tempo, capimmo che, per il popolo torresino, era giunto il momento di muoversi in prima persona. Nacque così l’idea di un fundraising per consentire il salvataggio e la conseguente iscrizione della Torres al campionato professionistico.

La buona riuscita dell’idea del gruppo di tifosi fu, da subito, impostata sulla assoluta trasparenza e su tre condizioni che ritenemmo fondamentali: il mancato coinvolgimento delle banche, il fatto che fossimo noi a custodire i soldi e la possibilità, per tutti, di recuperare, in qualsiasi momento, la somma versata. Le nostre proposte furono apprezzate dai sassaresi ed iniziammo, così, questa straordinaria avventura, che ebbe un riscontro immediato e che è andato ben oltre quello che possono dire le fredde cifre.

Con l’avvento, in società, del gruppo guidato da Domenico Capitani, fu scongiurato il pericolo del fallimento. Nacque, quindi, l’esigenza di trovare un modo alternativo per utilizzare l’ingente somma raccolta in quei giorni in cui la città di Sassari riscoprì l’amore per la propria squadra.

Furono poste sul tavolo diverse proposte:la ristrutturazione della curva nord, il sostegno al nuovo gruppo dirigente o il finanziamento del settore giovanile, che furono subito accantonate. Si decise, allora, di ridare spazio e vita a quel vecchio progetto, che era rimasto nel cassetto dei sogni, finalizzato alla costituzione di una Fondazione, che fosse legata alla storia e alla tradizione della Torres.

Il nostro impegno e i nostri sforzi sono stati ripagati, e, finalmente, siamo riusciti a far diventare realtà il nostro sogno.

La settimana scorsa, la Fondazione è stata presentata ufficialmente alla città, nel corso di una serata che si è tenuta in un locale messo a disposizione dal direttore generale, Massimiliano Pedoni.

All’evento sono stati invitati alcuni ex presidenti della Torres, come Antonello Lorenzoni e Bruno Ribattu, l’attuale massimo dirigente, Domenico Capitani, che ha sposato, con entusiasmo, la nostra iniziativa e ha annunciato di voler devolvere alla Fondazione il 5% degli incassi, e i presidenti di tutte le società che portano il nome Torres.

Durante la serata, abbiamo anche ringraziato, in maniera ufficiale, i 139 fondatori, senza il cui contributo la Fondazione non sarebbe mai nata”.

Detto della genesi della Fondazione, ci potresti enunciare gli scopi e le finalità della stessa?

Tra i tanti scopi, che ci poniamo come Fondazione, uno dei principali riguarda la promozione dei valori e dei principi di lealtà e solidarietà, che permisero, nei primi anni del secolo scorso, agli atleti della Sef Torres di primeggiare sui campi di gara e di diventare eroi sul campo di battaglia, portando, nel petto e sul cuore, il simbolo con le due croci e le due torri. Se, negli anni recenti, i vari dirigenti, che si sono susseguiti alla guida della gloriosa società sassarese, avessero seguito gli insegnamenti dei padri fondatori, la compagine rossoblù, con molta probabilità, giocherebbe in ben altre categorie e non avrebbe mai conosciuto l’onta del fallimento.

Poi vorremmo individuare uno spazio permanente da dedicare alla storia della Torres, istituire borse di studio per studenti torresini meritevoli, svolgere attività di beneficienza, patrocinare attività di carattere culturale e sociale, promuovere lo sport dilettantistico per recuperare l’aspetto polisportivo che fu tipico della Torres degli esordi e per dare ulteriore lustro allo sport della nostra città. Abbiamo, in mente, tante idee e tanti progetti, ma per realizzarli, abbiamo bisogno del sostegno e dell’aiuto di tutto il popolo torresino.

Ci tengo a sottolineare che la nostra Fondazione è la prima e unica, in Italia, nata da un’iniziativa dei tifosi ed è gestita dagli stessi sostenitori. In Italia esistono altre Fondazioni legate al nome di una società calcistica, come, solo per citarne alcune, la Fondazione Genoa, che ha fondamentalmente finalità di merchandising, e la Fondazione Toro, che mira alla ricostruzione del glorioso stadio Filadelfia. Dal canto nostro, ci rifacciamo al modello dei Supporters Trust di matrice inglese, che hanno, quale scopo principale, la partecipazione dei tifosi alla vita di una società sportiva, in riconoscimento del fondamentale ruolo svolto dagli stessi”.

Quali rapporti avete instaurato con l’altro soggetto operante nella città di Sassari, l’Associazione Memoria Storica Torresina, la cui attività è legata indissolubilmente alla storia e alle tradizioni del glorioso sodalizio rossoblù?

Tra noi e loro si è instaurato, da subito, un rapporto di stretta collaborazione, insieme faremo grandi cose per il bene della Torres e del popolo rossoblù”.

Ufficializzata la fusione tra le due Torres

Da oggi, venerdì 27 giugno, la Torres è diventata un’entità singola con una sezione maschile e una femminile. L’accordo tra le due realtà dello sport sassarese  è stato ufficializzato nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta nel pomeriggo odierno presso la Camera di commercio, sita in via Roma.Conferenza stampa Torres 2

A presentare il progetto, alla stampa, alle istituzioni e ai tifosi, sono stati Leonardo Marras e Domenico Capitani, i quali assumeranno, rispettivamente, la carica di Presidente onorario e Amministratore.

Con la mente non posso non tornare all’anno in cui la Torres femminile venne in soccorso della società maschile, che, a quel tempo, stava vivendo una delle pagine più buie della sua storia recente – ha dichiarato Leonardo Marras -. Quella fu una soluzione forzata, ma non lo è quella che stiamo presentando oggi. Stiamo perseguendo una strada che, in Europa, stanno battendo, da tempo, molte società importanti. Come spesso accade, l’Italia arriva in ritardo, anche se alcune realtà di primo piano del calcio nostrano, come Juve, Inter e Napoli, sembrano intenzionate ad entrare nel mondo del calcio in rosa.

La Torres femminile arriva da una stagione travagliata, in quanto abbiamo dovuto fare i conti con la crisi – ha continuato Marras -, ma porta in dote trent’anni di successi e trionfi, che vanno a fondersi con l’ultracentenaria storia, con il prestigio e con il blasone della Torres.

Tutto questo – ha concluso il Presidente Marras – è potuto accadere grazie alla lungimiranza del presidente Capitani che, già otto mesi fa, aveva capito che c’era la possibilità di mettere insieme due eccellenze“.

Da oggi esiste una sola Torres – ha detto Capitani -. D’ora in poi, la Torres diventerà più sassarese e avremo, grazie al lavoro dei dirigenti della femminile, una maggiore possibilità di interagire con il territorio. Cercheremo di mettere insieme forze ed energie, questo accordo ci darà maggiore nobilta e potremo perseguire quelle finalità di carattere sociale che sono uno dei cardini principali del nostro progetto“.

Entusiamo, per l’iniziativa, è stato espresso anche dai rappresentanti delle Autorità civili che hanno presenziato alla vconferenza stampa, poi il discorso è, in un certo qual modo, scivolato su un tema scottante, quello inerente all’eventuale ripescaggio della Torres nella C unica: la questione, secondo quanto riferito da Capitani, resta legata ai problemi relativi all’adeguamento dello stadio ale norme richieste dalla Federazione e  ai contributi regionali. Su tale punto , nonostante le domande dei giornalisti fossero chiare ed esplicite, il maggiore azionista della società rossoblù ha tenuto il più stretto riserbo, rimamenendo troppo nel vago e lasciando nel dubbio gli addetti ai lavori e i tanti tifosi della squadra sassarese.

foto, Claudia Sancius

 

Nasce la Fondazione Sef Torres 1903

Nella mattinata odierna, presso il giardino dell’Atelier Macciocu, sito in via Cavour a Sassari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della Fondazione Sef Torres 1903, nata dall’idea di alcuni sostenitori della gloriosa società rossoblù, i quali si pongono quali obiettivi primari quelli di  “diffondere la cultura e i valori che appartengono alla storia della Sef Torres 1903, attraverso la promozione della pratica sportiva giovanile e dilettantistica, la scoperta e la crescita di nuovi talenti, la creazione di borse di studio per i giovani meritevoli, la realizzazione di iniziative per contrastare il disagio giovanile e il degrado sociale e la crescita della comunità dei tifosi e dei sostenitori della Torres“.Fondazione Torres

Tra gli intenti della Fondazione, rientrano anche l’individuazione di uno spazio espositivo permanente dedicato all’ultracentenaria storia del sodalizio sassarese,  la raccolta, la catalogazione e la ricostruzione di un archivio storico della SEF Torres 1903.

Nello statuto della Fondazione sono previste anche la promozione di diverse iniziative – mostre, convegni, dibattiti e  altri eventi -, finalizzate alla tutela e alla diffusione dei valori sportivi e di solidarietà, che furono propri dei padri fondatori, e l’organizzazione e il patrocinio di attività che riguardino la storia della città di Sassari e la cultura sportiva, come la pubblicazione di libri, riviste ed opuscoli informativi.

I fondatori intendono, inoltre, coadiuvare la società, ponendosi come garanti degli interessi dell’intera città e dei sostenitori della squadra di calcio.

La Fondazione Sef Torres 1903, occorre ribadirlo, è la prima ed unica nell’intero territorio nazionale, che nasce da un’iniziativa dei tifosi ed è gestita dai tifosi stessi ed è tra le poche,Fondazioni Italiane legate alla storia e al nome di una società sportiva, al pari di Milan, Genoa, Torino e Taranto.

Esistono delle forti analogie tra  la storica società sportiva sassarese e la neonata  Fondazione. Entrambe sono state costituit eeufficilamente nel mese di aprile: la prima con un fondo di 50 lire, la seconda con un patrimocio iniziale di 50000 euro.

La nascita della Fondazione Sef Torres 1903 è il culmine di un percorso iniziato diversi anni fa, che ha conosciuto una straordinaria accelerazione nell’estate del 2013, quando, al termine dell’esaltante cavalcata che ha permesso alla squadra rossoblù di vincere il Campionato Nazionale Dilettanti e di conquistare conseguentemente l’accesso alla Seconda Divisione della Lega Pro, la società ha vissuto l’ennesimo momento critico della sua storia recente.

Le difficoltà manifestate dalla proprietà, impossibilitata a sostenere il peso della nuova avventura tra i professionisti, hanno rischiato di vanificare il risultato ottenuto sul campo. Di fronte a questo pericolo, che avrebbe potuto significare il fallimento della società e la ripartenza dai campionati regionali, i tifosi si sono fatti carico del momento di crisi, attraverso un “Fundraising,che ha dato il “la” al  percorso fondativo della Fondazione.

La generosità dei sostenitori della Torres ha fatto sì che la città riscoprisse l’amore e la passione per la propria squadra di calcio, che, da sempre, appartiene al patrimonio simobolico ed identitario di Sassari e dei sassaresi.

In quei giorni frenetici, gli stessi tifosi, oltre ad attivarsi per coinvolgere più persone possibile nella raccolta dei fondi necessari all’operazione, si sono fatti garanti, dinanzi a tutta la città, della trasparenza e della bontà dell’iniziativa, conquistando, in pochi giorni, una credibilità tale da raggiungere un risultato economico davvero straordinario, a testimonianza dell’attaccamento della città di Sassari per i colori rossoblù e per un pezzo fondamentale della storia cittadina, anche al di là degli aspetti strettamente sportivi e calcistici.

L’intervento di nuovi capitali e di nuovi proprietari ha scongiurato il rischio di un nuovo fallimento e la mancata iscrizione al campionato. Questo evento ha fatto venire meno il motivo fondamentale per cui i tifosi si erano attivati, ma, allo stesso tempo, ha aperto un dibattito sul da farsi con il fondo raccolto. Quell’episodio ha permesso ai sostenitori torresini di incontrarsi, dialogare e confrontarsi e mettere assieme modi diversi di essere tifosi a partire dalla stessa identica passione: la Torres.

Ed è stato così che si è fatta strada l’idea di non disperdere il patrimonio di idee in comune, i progetti, le speranze e le ambizioni condivise in quelle giornate concitate. Nelle prime fasi, il patrimonio raccolto superava i 100ooo euro. Dopo l’insediamento della nuova società e la risoluzione dei problemi di bilancio, in molti hanno deciso di non ritirare le quote versate, permettendo al progetto di partire con una base di circa 50ooo euro.

Lo stesso gruppo di tifosi, che si era fatto promotore del fundraising e che ha gestito tutta la fase successiva,  ha promosso, a quel punto, una serie di incontri tra tutti i finanziatori della raccolta fondi, al fine di decidere, tutti insieme, cosa fare di quella considerevole somma di denaro, raccolta in pochi giorni.

Dal dibattito, al quale hanno partecipato le diverse anime del tifo torresino, è emersa la proposta di utilizzare quei soldi per fare in modo che certe situazioni non si debbano più ripetere, in quanto un sodalizio, con il blasone e la storia della Torres, non può ciclicamente correre il rischio di essere cancellato da difficoltà finanziarie e da cambi di proprietà che vanificano i risultati ottenuti sul campo dalla squadra rossoblù.

In questo contesto, un gruppo di irriducibili, innamorati della Torres, ha rispolverato un vecchio progetto, atto alla costituzione di una fondazione, legata al nome della Torres, che operasse nell’ambito sportivo, sociale e culturale in noime dei valori che appartengono alla storia del sodalizio sassarese e che furono propri dei padri fondatori. Ottenuto il mandato unanime dell’assemblea, i promotori hanno avviato tutte le procedure necessarie per centrare l’obieettivo che, nella giornata odierna, è stato annunciato pubblicamente; la nascita della Fondazione Sef Torres 1903,

Il presidente della stessa è Umberto Carboni, il vicepresidente Gabriele Satta, il direttore generale è Massimilano Pedoni. Completano il Consiglio di amministrazione: Giulia Bardanzellu, Marcello Demelia, Gianluigi Fancellu, Antonio Idini, Angelo Pala e Nicola Usai. Fanno parte del Comitato dei garanti: Andrea Ena, Pierpaolo Piana e Nicola Usai. Le attività del Comitato di raccolta fanno capo ad Antonello Mrcghinotti.

Per quel che riguarda il logo, la scelta è ricaduta su quello che, in seguito a una minuziosa ricerca, risulta il più antico emblema utilizzato dalla “Società di Educazione Fisica Torres” agli inizi del Novecento. Fatta eccezione per il materiale d’archivio fotografico, l’unica testimonianza di quel logo è tuttora presente sull’antico gonfalone custodito all’interno dello stadio “Vanni Sanna”.

Si tratta di uno stemma sempice, costituito dalle iniziali delle quattro parole che danno il nome al sodalizio rossoblù: SEFT. Il logo è gia stato registrato dalla Fondazione presso l’Ufficio “marchi e brevetti2 del Ministero dello Sviluppo Economico.

Venerdì 20 giugno, la Fondazione Sef Torres 1903 verrà presentata ufficialmente alla città in occasione di un evento al quale prenderanno parte le autoritò ed una considerevole rappresentanza del tessuto economico, imprenditoriale, sociale e culturale sassarese. Sarà quella l’occasione per ringraziare pubblicamente i 139 fondatori  che hanno aderito, da subito, al progetto. Grazie alla loro generosità, la Fondazione ha potuto vedere la luce e, grazie anche a quella di chi potrà unirsi in futuro, si potrannno raggiungere gli obiettivi prefissati.

si ringrazia per la foto, Giulia Bardanzellu

 

 

 

 

 

 

Torres femminile e Tavagnacco si contenderanno la Coppa Italia di calcio femminile

Ultimo appuntamento stagionale per il calcio femminile italiano. Domani pomeriggio, infatti, andrà in scena, a Santarcangelo di Romagna (iniziato fissato per le ore 18), la finalissima della Coppa Italia.Torres femminile 2

A contedersi il prestigioso trofeo, saranno la Torres femminile e il Tavagnacco, formazioni che sono state tra le principali protagoniste dell’annata sportiva che sta per volgere al termine.

Le rossoblù e le friulane  si sono affrontate, ad inizio stagione, in un incontro valido per la Supercoppa Italiana, trofeo vinto dalle sassaresi, che, in quell’occasione, si imposero con il punteggio di 2 a 1, grazie alle reti di Conti e Panico, intervallate dalla segnatura di Tuttino.

Le due squadre hanno dato vita, nella fase cruciale del campionato, a una sfida al cardiopalmo, terminata con la vittoria per 3 a 4 delle sassaresi, che riuscirono s tenere vive le speranze di conquistare il tricolore, sfumate, poi, nello scontro diretto con le campione sse d’Italia del Brescia.

Visti i precedenti, quindi, ci sono tutti i presupposti per assistere a una partita spettacolare. La gara, salvo cambiamenti di palinsesto dell’ultima ora, sarà trasmessa in diretta su RaiSport.

 

Dopo 23 anni, la Torres conosce l’onta della retrocessione sul campo

Dopo 23 anni, la Torres conosce l’onta della retrocessione sul campo.  A condannare i rossoblù è stata la netta sconfitta rimediata sul campo del Forlì, che si è imposto per 3 a 0 e ha così ribaltoto lo 0 a 1 maturato al termine della gara di andata, giocata, una settimana fa, al Vanni Sanna.sport

Fin dall’avvio di gara, i sassaresi hanno mantenuto un atteggiamento eccessivamente remissivo e hanno lasciato l’iniziativa agli avversari, che, solo nella prima parte di gara, hanno collezionato un paio di occasioni da rete.

I romagnoli hanno visto premiato i loro sforzi al 36′, quando Melandri  ha sbloccato il risultato, insaccando sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Ferrini.

In avvio di ripresa, mister Cari ha provato ad aumentare il potenziale offensivo della sua squadra, incapace per tutto il primo tempo di creare insidie alla retroguardia romagnola. La musica non è cambiata: i padroni di casa hanno continuato a dominare e al 59′ hanno realizzato la rete del raddoppio con Djuric, abile a finalizzare un contropiede promosso da Melandri.

Lo stesso attaccante del Forlì, vero e proprio incubo della difesa sassarese, ha realizzato la rete del 3 a 0,  superando l’incolpevole Leone con un potente tiro sotto la traversa, e ha messo la parola fine a una delle annate più travagliate della storia del sodalizio rossoblù.

La rimonta nella parte iniziale del girone di ritorno, dopo una prima parte di stagione disastrosa, aveva illuso un po’ tutti, ma, nel momento decisivo, la squadra ha palesato evidenti limiti tecnici, fisici e caratteriali, emersi, in maniera netta, nella sfida odierna.

Tabellino

Torres – Forlì 3 – 0

Forlì: Tonti, Jidayi, Drudi, Fantini, Ferrini, Cejas, Evangelisti, Tonelli (dal 57′ Djuric), Bordon, Melandri (dall’80′ Gerolino), Bernacci (dal 68′ Senese). All. Rossi.  A disp. Casadei, Vesi, Bergamaschi, Docente.

Torres: Leone, Capogrosso, Di Maio, Migliaccio, Cortellini, Guerri, Bottone (dal 61′ Ciotola), Filippini, Lisai (dal 46′ Potenza), Foglia, Infantino (dal 61′ Bonvissuto). All. Cari. A disp. Trini, Bianchi, Bolzan, Cossentino.

Arbitro: signor Sacchi della sezione di Macerata, coadiuvato dagli assistenti Stasi e Lanotte della sezione di Barletta.

Reti: 36′ Melandri, 59′ Djuric, 73′ Melandri.

La Torres supera il Forlì grazie a una rete di Filippini, i rossoblù dovranno difendere il vantaggio nella gara di ritorno

Grazie a una rete messa a segno da Filippini nella parte conclusiva della prima frazione di gioco, la Torres ha superato il Forlì nella gara di andata nella semifinale dei play off.  IMG_0641

La vittoria di misura, ottenuta al termine della gara odierna, non lascia tranquilli in vista della gara di ritorno, poichè i ragazzi di mister Cari, ai quali basterà un pareggio per accedere alla finale, sono calati nettamente dal punto di vista fisico dopo circa un’ora di gioco e hanno concesso, nel finale, alcune nitide occasioni da gol ai romagnoli,  i quali, bisogna ricordarlo, sono scesi in campo in formazione fortemente  rimaneggiata.

Decisivo, in quei frangenti, è stato l’estremo difensore sassarese, Leone, autore di alcuni interventi di pregevole fattura.

Fin da subito, le due squadre si sono affrontate a viso aperto e hanno dimostrato di voler fare propria l’intera posta in palio: al 5′, il Forlì si è reso pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi i rossoblù hanno preso in mano le redini del gioco e sono andati alla conclusione, al 6′ con Bottone che ha raccolto un pallone vagante dopo un’iniziativa sulla fascia destra di Lisai. Al 10′, lo stesso esterno di centrocampo ha impegnato l’estremo difensore Tonti con una conclusione dal limite dell’area.

Al 15′, mister Cari è stato costretto a sostituire l’infortunato Migliaccio con Bolzan. Nei minuti successivi, i rossoblù, pur concedendo qualcosa agli avversari, hanno provato a fare la partita e hanno visto premiati i loro sforzi al 43′, quando Filippini ha sorpreso Tonti con una conclusione di pregevole fattura.

Nella ripresa, il livello della prestazione dei rossoblù è andato via via calando. A poco sono valsi gli inserimenti di Potenza e Foglia per Ciotola, uno die più intraprendenti, e Lisai: i rossoblù non sono più riusciti a creare azioni degne di nota e, nel finale di gara, hanno rischiato di capitolare per mano di Melandri: il giocatore romagnolo ha dapprima impegnato l’estremo difensore sassarese con un insidioso colpo di testa e poi si è involato verso la porta, dopo aver rubato un pallone a centrocampo, ma ha trovato sulla sua strada un Leone strepitoso.

Il lungo recupero non ha cambiato la storia dell’incontro e i rossoblù hanno potuto dedicare la loro vittoria alla super tifosa, Susanna Campus.

Torres – Forlì 1 – 0

Torres: Leone, Capogrosso, Cortellini, Guerri, Migliaccio (dal 15′ Bolzan), Di Maio, Lisai (dal 69′ Foglia), Bottone, Ferrario, Filippini, Ciotola (dal 60′ Potenza). All. Cari. A disp. Trini, Bonvissuto, Cossentino, Infantino.

Forlì: Tonti, Jidayi, Vesi, Ferrini (dal 77′ Bergamaschi), Fantini, Boron (dall’82′ Gerolino), Tonelli (dal 66′ Senese), Cejas, Bernacci, Evangelisti, Melandri. All. Rossi. A disp. Caasadei,  Fonte, Spadaro, Pirani.

Arbitro: sig. Lorenzo Illuzzi della sezione di Molfetta, coadiuvato dagli assistenti Oreste Muto della sezione di Torre Annunziata e Manuel Robilotta della sezione di Sala Consilina.

Rete: 43′ Filippini

Torres – Mantova, un pareggio che fa male allo sport

Nel calcio e in qualsiasi altro sport, ciascun contendente, sia esso squadra o singolo atleta, dovrebbe sempre scendere in campo per ottenere IMG_0641il massimo risultato, soprattutto per rispetto nei confronti del pubblico che paga il biglietto per godere di uno spettacolo.

Per tale motivo, abbiamo deciso di non riportare la cronaca e il tabellino della sfida tra Torres e Mantova, andata in scena nel pomeriggio odierno al Vanni Sanna e terminata sull’1 a 1: un risultato che permette ai virgiliani di ottenere l’accesso alla C unica, mentre i sasssaresi dovranno giocare i play off, dove, nel primo turno,  affronteranno il Forlì.

La Torres perde a Rimini e vede sfumare il sogno di accedere direttamente alla C unica

Il giocattolo sembra essersi rotto sul più bello: nel pomeriggio odierno, la Torres è stata superata, con il punteggio di 1 a 0, dal Rimini e deve dire addio al sogno di accedere direttamente alla C unica. IMG_0641

I tre capitomboli consecutivi hanno cancellato, in un colpo solo, quanto di buono i rossoblù erano riusciti a fare nella prima parte del girone di ritorno, quando erano stati capaci di inanellare ben tredici risultati consecutivi.

Nel giorno più importante dell’anno, i sassaresi hanno approcciato la gara nel modo sbagliato e, per buona parte della prima frazione di gioco, hanno lasciato l’iniziativa agli avversari che, in almeno un paio di occasioni, hanno sfiorato la segnatura: al 21′, Nicastro ha impegnato Leone con un colpo di testa su calcio d’angolo di Baldazzi; mentre al 36′, Fall ha calciato dall’area piccola, ma non ha superato l’estremo difensore sassarese.

Fiammata dei sassaresi in chiusura di tempo: iniziativa  sulla fascia destra di Cabecci, che ha saltato due uomini e ha servito  Foglia, la cui conclusione è finita sulla traversa.

Scampato il pericolo, il Rimini ha sbloccato il risultato ad inizio ripresa con un rigore trasformato da Marco Brighi e concesso per un fallo di Aya su Cortellini, espulso nell’occasione.. Al 7′, anche il Rimini è rimasto in dieci per l’espulsione di Andrea Brighi. Nel finale di gara, i rossoblù hanno provato a spingere alla ricerca del gol del pareggio, ma il risultato non è cambiato.

Tabellino

Rimini – Torres 1 a 0

Rimini: Scotti, Aya, Brighi A. Brighi M., Rosini, Martinelli, Baldazzi, (dal 74′ Ferrari), Spinosa (dall’84′ Degeri), Fall, Nicastro, Nigro,. All. Osio. A disp. Zanier, Del Sole, Radoi, Bussi, Herrera.

Torres: Leone, Cabeccia, Cortellini, Guerri, Migliaccio, Di Maio, Lisai (dal 53′ Capogrosso9, Bottone, Infantino, Foglia (dall’80′ Bianchi), Potenza (dal 53′ Bonvissuto), All. Cari. A disp. Trini, Cossentino, Ferrario, Scarpa.

Arbitro: sig. Cifeli della sezione di Campobasso

Rete: 48′ rig. Brighi

La Torres cede alla capolista Bassano. Per l’accesso alla C unica saranno decisive le ultime due partite

Chi si apettava un Bassano dimesso, è rimasto deluso: nel pomeriggio odierno, i veneti, pur avendo la certezza del primo posto, hanno giocato una partita pressoché perfetta, infliggendo alla Torres la prima sconfitta interna del girone di ritorno. IMG_0641

Per i rossoblù, superati con l’eloquente risultato di 2 a 5, si  tratta del secondo capitombolo consecutivo, dopo quello rimediato una settimana fa in quel di Monza: due insuccessi che hanno messo in evidenza le difficoltà di una squadra, apparsa a corto di idee e di fiato.

La vittoria del Mantova sul campo della Santarcangelo ha reso ancor più amara la giornata dei sassaresi, i quali sono ora obbligati a vincere le ultime due partite per ottenere l’accesso alla serie C unica.

Pensare che le cose si erano messe subito bene per i padroni di casa che, dopo un solo minuto di gioco, hanno sbloccato il risultato con Bottone, abile a intercettare una palla al limite dell’area di rigore e a trafiggere l’estremo difensore ospite, Lombardi.

Per i primi dieci minuti, la Torres ha tenuto in mano il pallino del gioco e ha sfiorato la segnatura, in due occasioni, con Foglia, il quale è andato, via via, spegnendosi, al pari dei compagni di squadra.

Con il passare dei minuti, infatti, il Bassano ha preso il sopravvento e ha iniziato a spingere, con maggiore insistenza, alla ricerca del gol del pareggio. Ad ergersi ad assoluto protagonista è stato Berrettoni, il quale, insieme ai compagni di reparto, ha creato il panico nell’insicura retroguardia sassarese e ha sfiorato la rete in un paio di occasioni. Gli sforzi degli ospiti hanno trovato il loro coronamento al 26′, quando Pelagatti ha riequilibrato le sorti dell’incontro, insaccando la palle alle spalle di Leone  sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nei minuti succesivi, i veneti hanno continuato a spingere, ma il risultato è rimasto invariato fino al termine della prima frazione di gioco.

Alla ripresa dell ostilità, i padroni di casa sono apparsi più determinati e, al 49′, si sono riportati in vantaggio, con un rigore concesso per un fallo su Lisai e trasformato da Infantino. Il tutto è stato, però, un fuoco di paglia: due svarioni difensivi, il primo di Bolzan e il secondo di Cossentino, hanno dato via libera a Pietriblasi, che non ha lasciato scampo a Leone e ha così permesso alla sua squadra di ribaltare il risultato.

Mister Cari ha provato a rivitalizzare la sua squadra, inserendo Ferrario e Bonvissuto al posto di Lisai e Infantino, ma i cambi non hanno sortito gli effetti sperati, in quanto i rossoblù hanno continuato a subire l’iniziativa del Bassano che ha dilagato, realizzando altre due reti: la prima con Maistrello, la seconda con Berrettoni.

Tabellino

Torres – Bassano 2 – 5

Torres: Leone, Cabeccia Bolzan, Guerri, Cossentino, Di Maio, Lisai (dal 63′ Ferrario), Bottone (dal 33′ Bianchi), Infantino (dal 62′ Bonvissuto), Foglia, Potenza. All. Cari. A disp. Trini, Benedetti, Capogrosso, Scarpa.

Bassano: Lombardi, Toninelli, (dal 75′ Panella), Semenzato, Cenetti, Pelagatti, Bizzotto, Cortesi, Proietti (dal 77′ Arati), Pietriblasi (dal 61′ Maistrello), Berrettoni, Iocolano. All. Petrone. A disp. Rossi, Stevanin. Guccone, Furlan.

Arbitro: signor Pasquale Cangiano della sezione di Napoli, coadiuvato dagli assistenti Francesco Oliviero della sezione di Ercolano e Marco Mauro della sezione di Monza.

Reti: 1′ Bottone (T), 25′ Pelagatti (B), 49′ rig. Infantino (T), 53′ e 57′ Pietriblasi (B), 66′ Maistrello (B), 71′ Berrettoni (B).