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La Torres ingaggia il giovane Cerniglia

Continua la campagna di rafforzamento della Torres, che si è aggiudicata le prestazioni di un altro giocatore cresciuto nelle giovanilli del Palermo, Stefano Cerniglia, reduce da un’esperienza con la Pergolettese, formazione con la quale ha diputato 18 partite, realizzando una rete.

Una magia di Maiorino regala la vittoria alla Torres

Una magia di Maiorino illumina il pomeriggio del Vanni Sanna, dove la Torres ha compiuto un altro passo importante del suo percorso di risalita verso le posizioni più tranquille della classifica, sconfiggendo l’Arezzo con il minimo scarto.Torres - Arezzo

Indisponibili gli infortunati Migliaccio e Giuffrida, mister Bucchi ha optato per il 4 – 3 -3, schierando Imparato, Aya, Marchetti e Ligorio sulla linea difensiva davanti all’estremo difensore Testa; Bottone, Cerone e Foglia sulla mediana; Maiorino, Barbuti e Baraye sul fronte d’attacco.

Rossoblù subito propositivi: all’8′ Maiorino ha chiamato in causa Benassi con un tiro velenoso dal vertice sinistro dell’area di rigore.  Torres in controllo, ma partita nervosa e spezzettata, con qualche fallo di troppo  e un paio di cartellini gialli mostrati dal direttore di gara. Al 29′, conclusione dalla distanza di Baraye, sulla quale si è fatto trovare pronto l’estremo difensore amaranto. Al 30′, prima vera sortita offensiva dell’Arezzo: punizione dal limite con palla filtrante che non ha sorpreso Testa. Sul ribaltamento di fronte, Maiorino ha calciato a botta sicura, ma ha trovato sulla sua strada un difensore ospite, che si è immolato per far sì che la sua porta rimanesse inviolata.

Appuntamento con il gol solo rimandato, dato che, pochi minuti più tardi, il talentuoso giocatore rossoblù ha compiuto un vero e proprio capolavoro balistico. Dalla bandierina del calcio d’angolo ha disegnato una traiettoria “alla Palanca” e ha insaccato la palla in fondo al sacco tra il tripudio del pubblico.

Chiuso il primo tempo in vantaggio, i rossoblù sono rientrati in campo con l’intenzione di chiudere i conti, ma, nella prima parte della ripresa, hanno fallito alcune nitide occasioni da gol con Barbuti, Maiorino e Baraye.

Poi, come succede spesso nel calcio, la Torres ha rischiato di subire la beffa allo scadere, poi è arrivato il triplice fischio e i rossoblù hanno potuto festeggiare un successo findamentale insieme ai loro tifosi.

Tabellino

Torres – Arezzo 1 – 0

Torres: Testa, Imparato, Ligorio, Cerone (dall’81′ Marinaro), Marchetti, Aya, Foglia, Bottone, (dal 72′  Cafiero), Barbuti, Maiorino, Baraye. All. Bucchi. A disp.Costantino, Minarini, Lisai, Balistreri, Buonaiuto

Arezzo: Benassi, Panariello, Pisani, Gambadori, Carcione (dal 46′ Padulano), Villagatta, Campagna, Dettori, Bonvissuto (dal 65′ Montini), Yaisien (dal 1’st Testardi), Cuciniello. All. Raffaele Esposito. A disp.: Rosti, Guidi, Brumat, Coppola.
Arbitro: signor Riccardo Baldicchi della sezione di Città di Castello, coadiuvato dagli assistenti di linea Michele Lombardi della sezione di Brescia e Ylenia D’Alia della sezione di Trapani.

Rete: 36′ Maiorino

Dominio degli atleti dell’Arcieri Torres nella gara di Torralba

Dominio degli atleti della Torres Sassari nella gara 18 metri indoor di tiro con l’arco, organizzata dagli Arcieri Mejlogu e disputatasi nella palestra comunale di via Carlo Felice a Torralba. Mattia Mara e compagni infatti sono stati capaci di vincere dodici gare individuali su ventidue e ben sette delle otto prove a squadre. mattia mara

Nell’arco olimpico senior la vittoria è andata a Mattia Mara (Torres) che, al fotofinish, ha superato Andrea del Castello (Uras): entrambi hanno totalizzato 532 punti, ma il sassarese con 21 tiri da dieci punti rispetto ai 19 dell’avversario. Terzo posto per un altro sassarese, Alessandro Anselmi (491). Fra le donne primo posto per Bruna Derudas (Torres, 469), davanti alle due esponenti dell’Arcos Giuseppina Gervasi (444) e Giovanna Gervasi (439).

Nei master si è imposto Paolo Frau (Arcoristano, 519) su Cesare Bindi (Arcos, 514) ed Elio Piga (Torres). Fra gli junior primo gradino del podio per Marco Vigliani (Torres, 526) davanti al compagno di squadra (Davide Monni (502) e ad Alessio Simbula (Sarcopos, 381), mentre negli allievi ein-plein sassarese con Paolo Dessì (500), Pierpaolo Foddai (482) e Marco Fozzi (471), così come nei ragazzi con Alessio Maresu (435), Salvatore Milia (368) e Michele Carta (315).

 Nel compound senior Daniele Raffolini (Uras, 577) ha preceduto Roberto Arru (Galluresi, 560) e Fabrizio Pintori (Mejlogu, 559). In campo femminile Viviana Spano (Torres, 571) ha superato la compagna di squadra Emily Piga (559) e Pietrina Ticca (Arcos, 528). Fra i master Paolo Poddighe (Torres, 564) ha prevalso sull’altro sassarese Salvatore Carta (558) e Salvatore Curreli (Uras, 553).

Nell’arco nudo senior affermazione per Simone Pisola (Torres, 513) davanti ad un altro torresino, Carlo Preti (502) e a Giorgio Capra (4 Mori, 500). Nella gara femminile invece Amanda Colaianni (Torres, 499) ha avuto ragione della “collega” Monica Angius (482) e di Valeria Congiunti (Mejlogu, 451).

Due torresini ai primi posti anche nei master con Pietro Guazzo (490), Bruno Derudas (477) e Michele Razzato (Galluresi, 428) a completare il podio. Fra le donne prima piazza per Marzia Mannai (della Quercia, 393) davanti a Nevianda Steri (Uras, 372) e Giulia Piras (della Quercia, 359). Gli Arcieri Mejlogu hanno fatto il pieno nelle categoria giovanili occupando i podi delle seguenti categorie: ragazzi, con Fabrizio Cherchi (277), Matteo Casu (270) e Fabio Marras (255); ragazze con Michelle Falchi (297), Francesca Seddaiu (263) e Noemi Delogu (233) e giovanissimi grazie ad Alessio Seu (294), Flavio Cau (262) e Daniele Falchi (133).

La Torres pareggia a Como, continua la marcia salvezza dei rossoblù

La sfida del Sinigagila tra Como e Torres, valida per la seconda giornata di ritorno del campionato di Lega Pro, è terminata con il risultato di 0 a 0, accolto con maggiore soddisfazione dai rossoblù, che proseguono la loro marcia salvezza dopo il roboante 4 a 0 rifilato alla Pro Patria.IMG_0641

Prima della sfida, i tifosi lariani hanno espresso la loro solidarietà a mister Cosco, poi è iniziata la battaglia sul campo con le due squadre subito propositive. Un occasione per parte nei primi due minuti di gioco: prima Lisai ha provato la conlusione sugli sviluppi di una punizione di Maiorino, poi il comasco Ganz ha provato ad approfittare di una indecisione della retroguardia sassarese, ma la sua conclusione si è spenta a lato.

Nei minuti successivi, Torres pericolosa con i soliti Maiorino e Baraye, ma i padroni di casa non sono rimasti a guardare e, al 27′, hanno sfiorato la segnatura con Le Noci, il quale, su assist di Fietta, ha toccato il pallone di esterno, costringendo Testa a una difficile deviazione in angolo.

Partita vivace e rossoblù reattivi fino alla fine del primo tempo: al 39′ ennesima azione sull’asse Maiorino – Baraye, con il senegalese che ha sfiorato il montante con un tiro al volo.

I rossoblù hanno rischiato di capitolare ad inizio ripresa, quando Scapuzzi ha letteralmente sbagliato un rigore in movimento. Poi mister Bucchi, che aveva schierato Cerone dal primo minuto, ha dato spazio all’altro nuovo acquisto, Bonaiuto, inserito al posto di Lisai con l’obiettivo di aumentare il peso specifico dell’attacco sassarese.

Nelle fasi successive della gara, i sassaresi hanno alzato il ritmo, ma non hanno trovato il guizzo vincente con il pur positivo Baraye, che, all 60′,  ha raccolto la palla sul fondo e ha costretto Falcone alla deviazione in angolo.

Tanta determinazione da ambo le parti, ma nessuna azione degna di nota negli ultimi trenta minuti di gioco. Poi, dopo il recupero, il triplice fischio dell’arbitro ha sancito il giusto risultato di parità.

Tabellino

Como – Torres 0 – 0

Como: Falcone, Ambrosiani, Rinaldi, Fietta, Lebran, Marchi, Casoli (dall’86′ Corticchia), Castiglia (dal 78′ De Sousa), Ganz, Le Noci, Scapuzzi (dal 65′ Rolando). All. Sabatini. A disp. Crispino, Curti, Russu, Cristofari.

Torres: Testa, Imparato, Ligorio, Giuffrida, Marchetti, Aya, Lisai (dal 57′ Bonaiuto), Cerone (dal 72′ Marinaro), Baraye, Maiorino, Foglia. All.: Bucchi. A disp. Costantino, Cafiero, Minarini, Bottone, Balistreri.

Arbitro: signor Riccardo Panarese della sezione di Lecce, coadiuvato dagli assistenti di linea Mattia Scarpa della sezione di Lecce e Pasquale Capaldo della sezione di Napoli

Inizia l’avventura di Cristian Bucchi sulla panchina della Torres

Tempo di presentazioni, questo pomeriggio al Vanni Sanna, per il neo tecnico della Torres, Cristian Bucchi, che si avvarrà della collaborazione del suo vice, Mirko Savini, e di altri professionisti che già facevano parte dello staff tecnico: Alessandro Quarta, preparatore dei portieri; Davide Boncore, collaboratore tecnico; Carlo Pescosolido, preparatore atletico.bucchi2

Sarà sicuramente una bella avventura – sono state le prime parole di Cristian Bucchi -. Inizio con grande entusiasmo e credo ci siano i presupposti per poter disputare un ottimo girone di ritorno. Ho visto alcune gare della Torres e posso affermare che questa è una buona squadra. Dobbiamo limare certi difetti e dovremmo essere più cinici sotto porta. Il lavoro da fare è tanto e dovremo avere fiducia nei nostri mezzi. Da oggi si va dritti verso il nostro obiettivo, quello della salvezza, facendo le opportune valutazioni partita dopo partita. Rispetto alle precedenti uscite dovremo cercare di segnare di più e subire di meno, conservando l’identità di squadra ed evitando di puntare solo sui singoli

Il tecnico ha preferito non sbilanciarsi in tema di mercato: “In questi giorni valuterò i giocatori a disposizione. Ho già parlato con la società per fare il punto della situazione e vedere dove è necessario fare degli interventi. Chiunque verrà dovrà essere determinato, convinto e pronto a dare tutto per questa maglia

Cristian Bucchi arriva a Sassari proprio nei giorni in cui il suo vecchio compagno di squadra, Gianfranco Zola, ha iniziato la sua avventura sulla panchina del Cagliari: “Sono contento per lui, ma io sono molto orgoglioso di essere qui, conosco la storia della Torres, una società gloriosa con tifosi passionali. Ho tanta voglia di dimostrare il mio valore e quello della squadra. Come allenatore, tra quelle fatte finora, è certamente l’esperienza più stimolante. Non voglio che sia un contratto a legarmi alla Torres, ma una scelta. Il mio augurio va a mister Cosco, affinchè possa vincere questa difficile battaglia. Quello che possiamo fare per lui è portare avanti il suo lavoro e renderlo orgoglioso di questa squadra, che è una sua creatura“.

Nel frattempo una nuova figura è entrata a far parte dell’organigramma societario, si tratta di Bruno Mazzini, ex team manager dell’Aprilia, chiamato da Domenico Capitani per occuparsi della gestione dei giocatori fuori dal campo in collaborazione col team manager, Fabio Maccioccu.

 

Una brutta Torres perde col Renate, Bucchi è il nuovo tecnico

La Torres inizia il suo 2015 con una meritata sconfitta sul campo del Renate, vittorioso per 1 a 0, grazie alla rete messa a segno da Scaccabarozzi all’inizio della frazione di gioco.bucchi2

Secondo le intenzioni della viglia, i rossoblù avrebbero dovuto lottare con determinazione per dedicare il successo a mister Cosco ma, dalle intenzioni ai fatti, il passo è stato grandissimo, in quanto Migliaccio e compagni sono apparsi remissivi e non hanno mai dato l’impressione di poter impensierire gli avversari.

Poco o nulla da segnalare nei primi minuti: primo lampo al 25′, quando Maiorino ha chiamato in causa il portiere locale con una conclusione dal limite dell’area di rigore.

Al 38′, intervento dell’estremo difensore sassarese Testa su conclusione di Iovine, poi le due squadre non hanno creato azioni  degne di nota fino alla fine della prima frazione di gioco.

In avvio di ripresa, nonostante alcuni cambi, i rossoblù hanno continuato a palesare le solite difficoltà nella costruzione  della manovra e, al 63′, hanno subito la rete di Scaccabarozzi, abile a rubare palla a Foglia e beffare con un tiro angolato Testa, apparso non esente da colpe nella circostanza.

Sulle ali dell’entusiamo per il vantaggio, il Renate ha continuato a spingere e ha sfiorato, in almeno due occasioni, la rete del raddoppio: al 73′ Cocuzza ha fallito il bersaglio da posizione favorevole; al 78′, invece, Spampatti ha colpito la traversa sugli sviluppi di un calcio da fermo.

Nel finale di gare, nonostante l’inferiorità numerica, la formazione locale ha difeso il vantaggio, senza particolari patemi d’animo, e ha portato i tre punti, che gli permettono di scavalcare in classifica la stessa formazione sassarese.

Renate – Torres 1 – 0

Renate: Cincilla, Adorati, Iovine, Gavazzi, Malgrati, Riva, Muchetti, Scaccabarozzi, Spampatti, Chimenti (dal 63’ Mantovani), Cocuzza (dal 76’ Bonfanti). All.Boldini. A disp.Vannucchi, Mascheroni, Mira, Pedrinelli, Rovelli.

Torres: T esta, Cafiero, Aya (dal 74’ Balistreri), Giuffrida, Migliaccio, Marchetti, Imparato (dal 63’ Funari), Foglia, Baraye (dal 51’ Santaniello), Maiorino, Lisai. All.: Quarta. A disp.: Costantino, Marinaro, Ligorio, Bottone.

Arbitro: signor Vito Mastrodonato della sezione di Molfetta, coadiuvato dagli assistenti di linea Giorgio Ceravolo della sezione di Catanzaro e Antonio Vono della sezione di Soverato.

Rete: 63′ Scaccabarozzi

Dopo la partita, la dirigenza ha comunicato il nome del nuovo tecnico: si tratta di Cristian Bucchi che, oggi, ha assistito alla partita della sua nuova squadra e che, il prossimo 8 gennaio, dirigerà il primo allenamento.

Sono pronto per questa sfida che ho accettato con grande entusiasmo – ha dichiarato Cristian Bucchi – . Sono molto contento e carico. La squadra ha dei valori e ci sono tutte le possibilità per disputare un girone di ritorno importante e raggiungere l’obiettivo salvezza”

I ringraziamenti di mister Cosco per le manifestazioni di affetto e solidarietà

Dallo scorso 26 dicembre, giorno in cui mister Vincenzo Cosco ha voluto rendere pubblica la sua lotta contro il male del secolo, il mondo del calcio, e non solo, ha voluto esprimere la propria solidarietà e la propria vicinanza al tecnico rossoblù, il quale ha voluto ringraziare tutti con un’altra lettera a cuore aperto: VincenzoCosco

L’affetto che mi avete dimostrato in questi giorni mi ha dato la carica per andare avanti nella mia battaglia contro il cancro. Non immaginavo di suscitare tanto clamore e il calore che ho avvertito è stato per me importante. So che nei tempi supplementari di questa partita, oltre a poter contare sulla medicina e sulla fede, potrò fare affidamento sulle tante persone che mi sono state vicine nell’ultima settimana.

Affido a una nuova lettera i miei ringraziamenti, che vanno a tutti coloro che hanno raggiunto la mia cittadina, Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, solo per un saluto, ma anche a tutti coloro che mi hanno incoraggiato, utilizzando facebook, la posta elettronica, gli sms, i commenti agli articoli delle testate online e ai vari post e tweet, che in questi giorni hanno invaso le bacheche di tantissime persone. Ho letto tutti i messaggi che mi sono arrivati e ognuno ha avuto, per me, un significato particolare. Li ho letti con molta attenzione, pur non riuscendo a rispondere. Mi hanno inorgoglito i messaggi dei colleghi, di coloro che lavorano nel calcio e di tutti i club che mi hanno dedicato una nota sui propri siti ufficiali: significa che qualcosa avrò pur dato a quello che è stato il mio mondo per quaranta anni e spero che continui a esserlo ancora a lungo.

Un sentito grazie va al presidente della Lega Pro, Mario Macalli, uno dei primi a telefonarmi non appena la notizia della mia malattia è iniziata a circolare. Mi ha incoraggiato, ma quello che ho apprezzato maggiormente è stato il fatto che la sua chiamata non è stata solo formale. Il presidente Macalli, infatti, oltre a mettersi a completa disposizione, mi ha anche raccontato la sua esperienza, molla propulsore per la mia tenacia e forza che dovrò impiegare in questa battaglia.

Ringrazio i miei calciatori della Torres: vedo e rivedo il video dei ragazzi, perché in fondo una squadra è l’anima dell’allenatore. Non a caso i miei uomini hanno utilizzato nel video-messaggio quello che io ho provato a inculcar loro nell’ultimo mese e mezzo. E io riparto dal loro messaggio: *“L’uomo che combatte non perde mai”. *E io combatterò con tutte le mie forze.

Un grazie particolare a Gianfranco Zola: le sue parole mi hanno dato fiducia e coraggio. Quello che ha detto è rimasto impresso nella mia mente e lo ringrazio per aver pensato a me, prima ancora che al Cagliari, alla conferenza stampa della sua presentazione. Gianfranco, spero che, quanto prima, riuscirò a incontrarti per ringraziarti di persona. E, nell’occasione, rivolgo io l’in bocca al lupo a te e al Cagliari, perché per la Sardegna è importante continuare ad avere una squadra in serie A. Parlando della massima serie nazionale, ringrazio anche la Lega che mi ha dedicato la copertina con la frase del giorno.

Sono state dimostrazioni d’affetto che porterò con me nelle corsie dell’ospedale, dove mi affiderò alle cure del dottor Luigi Schips, il quale mi aiuterà a debellare e avere la meglio sul male che ha invaso nuovamente la mia corazza. L’urologo teatino mi opererà nella terra, l’Abruzzo, dove ho vinto il mio primo campionato nazionale. E, siccome io credo molto nel destino e in San Pio, non potevo non notare che il dottor Schips, Primario degli ospedali di Lanciano e Chieti, dirige l’area urologica dell’Ospedale ‘San Pio da Pietrelcina’ di Vasto. Il dottor Schips, comunque, non sarà l’unico che seguirà le mie cure, perché sono anche nelle mani dell’oncologo Gaetano Lanzetta. L’Italia ha delle menti eccelse e io mi sono rivolto a chi, nell’ambito della medicina, rappresenta un orgoglio per il Belpaese. Ho trovato due professionisti di spessore e affiderò a loro le mie possibilità di tornare a coltivare quel sogno chiamato calcio e a vedere i miei figli crescere. Senza tralasciare il calore delle migliaia di persone che mi sono state vicino e, soprattutto, quella fede che già una volta, per me, è stata decisiva. Grazie ancora a tutti e, rivolgendomi a Colui che ci guida da lassù, non posso che dire, a prescindere se a segnare il golden-gol dei tempi supplementari della partita più importante sarà Vincenzo Cosco o il cancro, *“Architetto, grazie per questo momento”: *mi ha aiutato a riscoprire ciò che è davvero importante nella vita di una persona. Farò tesoro anche di questo insegnamento. Aspettatemi (questa volta mi rivolgo al mondo del calcio) perché proverò a tornare ancora in mezzo a voi“.

Mister Cosco lotterà per vincere la partita più importante

Nei giorni scorsi la dirigenza della Torres è venuta a conoscenza dei gravi problemi di salute di mister Vincenzo Cosco ed ha rispettato il mandato del silenzio, almeno fino alla giornata odierna, quando il tecnico rossoblù, con il coraggio che lo contraddistingue, ha deciso di rendere pubblico il proprio dramma, scrivendo ai tifosi e agli sportivi una lettera a cuore aperto, che pubblichiamo integralmente:Cosco

Cari amici, cari sportivi, cari tifosi della Torres,

è con un mix di sentimenti che vi scrivo: emozione *in primis, *ma anche col nodo in gola e, al contempo, con spirito battagliero, quello che mi ha sempre contraddistinto nel mondo del calcio. Quel carattere che mi ha permesso di partire dal mio piccolo paese, Santa Croce di Magliano, arrivando ad allenare fino in serie C.

Sono costretto a salutare il calcio e la Torres,  ma spero che sia solo un arrivederci. Anzi, sono convinto che il mio saluto sarà solo un temporaneo allontanamento dallo sport che, insieme alla mia famiglia, è stato il mio mondo per quaranta anni. La mia vita, alla Vigilia del Natale 2014, è cambiata in due ore, così come cambiò in un giorno di quel lontano 1996.

Il cancro, sconfitto e annientato 18 anni fa, è tornato a invadere il mio corpo, in maniera più violenta. E, così, oggi per me inizia la ‘partita di ritorno’ contro il male del secolo. All’andata, per dirla nel gergo calcistico, ho vinto, ho trionfato: combattei, anche grazie al supporto della mia famiglia e dei miei amici più stretti, come un leone indomito ed ebbi la meglio. Il cancro, oggi, ha fatto gol e io sono costretto ai tempi supplementari: una partita nella quale il pareggio non esiste. Sono costretto a vincere: devo farlo per tutta la mia famiglia, per mia moglie Silvana, per i miei piccoli, ma già maturi, figli, Gaia e Luigi, ma anche perché io ho sempre sostenuto che i sogni aiutano a vivere. Non posso far altro, dunque, oggi come non mai, che andare avanti sognando, per continuare a vivere e, quindi, restare vicino alla mia famiglia e ai miei cari, oltre che per riprendere quel sogno chiamato ‘calcio’. Per far ciò dovrò battere ancora una volta il cancro: la fede, così come 19 anni fa, sarà la mia guida, insieme con l’affetto della mia famiglia e dei miei amici più stretti: vedere che chi mi sta più vicino ha macinato chilometri per raggiungermi a casa appena qualche ora dopo la drammatica diagnosi, mi ha riempito l’animo di quella necessaria e indispensabile voglia di combattere. Inizia la mia partita più importante: quella contro il destino, atto secondo.

Credo nel fato e sono convinto che chi è sopra di noi mi ha messo nuovamente alla prova. Riparto dal secondo tempo di Torres-Cremonese: la mia squadra, sotto di due reti, è riuscita a imporsi per 3-2. Dalla panchina ho combattuto insieme ai ragazzi, senza sapere che dentro di me il male già covava da tempo. Il secondo tempo della mia ultima partita ufficiale sarà il leit-motiv dei miei prossimi mesi: servirà una prova di carattere, forza e orgoglio per sconfiggere il nemico che ha invaso il mio corpo, la mia corazza, quella che mi ha difeso nei momenti più difficili e grazie alla quale mi sono tolto delle grandi e belle soddisfazioni nel fantastico mondo del calcio. La mia speranza è quella di tornare, quanto prima, su un prato verde, per riprendere a sognare con undici guerrieri pronti a dare tutto per una maglia, per i propri tifosi e per quel sogno che si coltiva sin da bambini. Ringrazio il mio medico, Michele Iantomasi, colui che ha capito al volo, dai miei sintomi prima ancora di effettuare gli accertamenti, che il mio dolore era qualcosa in più di un semplice malanno passeggero. Ringrazio la Neuromed e il suo presidente (mio amico) Mario Pietracupa: ho trovato una disponibilità sia della struttura sia del suo vertice che, difficilmente, si riscontrano altrove. E approfitto per ringraziare la vicinanza di colui che è stato uno dei miei primi presidenti, diventato poi un pilastro per la mia vita e di quella della mia famiglia, Luigi Perrella. Non posso nemmeno fare a meno di ringraziare anche i vertici del mio attuale club, la Torres: il presidente Domenico Capitani, l’amministratore delegato Manolo Patalano e il direttore generale Enzo Nucifora mi hanno dimostrato un affetto in questi ultimi giorni che, forse, nel mondo del calcio non mi sarei mai aspettato. Il patron Capitani è la dimostrazione che non tutto il calcio è malato e che anche in questo mondo c’è spazio per i sentimenti, che vanno oltre i risultati e l’impegno economico. E un grazie anche all’amico-confidente Giuseppe Formato: lui mi ha detto che anche questa volta *‘l’Architetto’, ‘Colui che tutto move’,* aggiusterà tutto. E così sarà. Ne sono certo. Datemi qualche mese: spero di tornare nuovamente in panchina nelle vesti di quel ‘leone indomito’ che è in me. Ciao a tutti, arrivederci”.

Il presidente Capitani ha voluto, dal canto suo, dimostrare la vicinanza della società e di tutto l’ambiente rossoblù: “Siamo tutti vicini a Vincenzo Cosco e alla sua famiglia in questo momento difficile ma per noi lui è e resta il nostro allenatore. Siamo convinti che la sua grande forza gli permetterà di superare la malattia e lo aspettiamo quanto prima.ttendiamo di avere una diagnosi precisa e solo in seguito, insieme con il direttore e lo staff tecnico, valuteremo il da farsi. Il rapporto per noi non si interrompe e la squadra si ritroverà domani per iniziare un percorso di ripresa atletica già programmato con il preparatore Pescosolido, il vice Quarta e il collaboratore tecnico Boncore. Il direttore Nucifora è sul mercato, secondo le direttive definite col tecnico per sistemare la squadra al meglio. In questo momento, così difficile e duro nella vita di una persona, possiamo solo sperare che tutto si evolva per il meglio e, nel mentre, continuare a lavorare con lo stesso carattere e la stessa determinazione che contraddistinguono, da sempre, l’uomo e l’allenatore Vincenzo Cosco

Eccezionale rimonta della Torres, i rossoblù fanno un regalo fantastico ai propri tifosi

Emozioni difficili da raccontare e da spiegare al Vanni Sanna dove, nella tarda mattinata odierna,  la Torres ha sfoderato una prova di grande carattere al cospetto della Cremonese. Sotto di due reti, infatti, i sassaresi sono riusciti a ribaltare il risultato e hanno portato a casa una vittoria per 3 a 2, che regala entusiasmo e serenità a tutto l’ambiente.Fabio Foglia

Senza attaccanti di ruolo, viste le assenze di Balistreri e Infantino, il tecnico sassarese Cosco ha optato per il 4 – 4 – 1 – 1, inserendo Cafiero, Aya, Marchetti e Migliaccio in difesa davanti all’estremo difensore Testa; Imparato, Pizza, Giuffrida e Foglia sulla mediana; Baraye a sostegno di Maiorino sul fronte d’attacco.

Nelle fasi iniziali della gara i rossoblù si sono fatti so nella zona nevralgica del campo dai grigiorossi che, al 27′, hanno sbloccato il risultato con una punizione del capitano Brighenti, la cui conclusione angolata non ha lasciato scampo al portiere sassarese.

Pur faticando, la Torres ha avuto, con Foglia e Maiorino, due occasioni per riequilibrare le sorti dell’incontro, ma sono stati gli ospiti a colpire per la seconda volta con Gambaretti, che, su azione d’angolo, ha anticipato i difensori rossoblù, insaccando la palla alle spalle di Testa.

A quel punto, considerato che la squadra era reduce da due sconfitte consecutive, la situazione stava diventando drammatica, dal punto di vista sportivo, ma i tifosi della curva nord hanno pungolato, in maniera esplicita, i rossoblù che, nel finale di tempo, hanno accorciato le distanze con un preciso colpo di testa di Aya.

In avvio di ripresa, mister Cosco ha inserito Santaniello, al posto di Imparato, per aumentare il potenziale della sua formazione che, rinfrancata dalla rete realizzata alla fine della prima frazione di gioco, hanno sfoderato le loro armi migliori, chiudendo gli ospiti nella loro area di rigore e ribaltando il risultato, grazie alla reti di Cafiero e di Aya, entrambi andati a segno sugli sviluppi di tiri dalla bandierina, calibrati magistralmente da Maiorino.

Finale di gara con le due squadre allo stremo delle forze: gli ospiti hanno provato a reagire, gli ultimi minuti son sembrati eterni, ma il bunker della Torres non ha mostrato alcuna crepa e ha resistito fino al triplice fischio del direttore di gara,

Tabellino

Torres – Cremonese 3 – 2

Torres: Testa, Cafiero, Marchetti, Migliaccio, Aya, Imparato (dal 46’ Santaniello), Giuffrida, Pizza, Foglia (dall’88′ Funari), Maiorino, Baraye (dall’80 Minarini). All. Vincenzo Cosco. A disp: Costantino Marco, Franco, Pizzutelli, Fatticcioni.

Cremonese: Galli, Favalli, Castellini, Gambaretti,Palomeque, Moroni (dal 63′Crialese), Palermo, Marchi A. (dal 75′ Marchi M.), Kirilov, Brighenti, Di Francesco (dal 90′ Ciccone). All. Fabio Micarelli. A disp.: Battaiola, Zieleniecki, Lombardo, Mascolo

Arbitro: signor D’Apice della sezione di Arezzo

Reti: 27′ Brighenti, 40′ Gambaretti, 43′ e 53′ Aya, 65′ Cafiero

L’appello del presidente Capitani in vista della sfida con la Cremonese

Quella che si giocherà domenica a Sassari sarà per la Torres la partita più importante dell’anno. Non lo dico per troppa enfasi, ma perchè la situazione che si è venuta a creare, dopo le ultime due gare, ci obbliga a cambiare marcia“.  A pochi giorni di distanza dalla sfida con la Cremonese, in programma per domenica 21 dicembre alle ore 12:30, si è così espresso il massimo dirigente del sodalizio rossoblù, Domenico Capitani, che prova a dare la giusta carica alla squadra, dopo le due sconfitte consecutive contro Venezia e Monza.Domenico Capitani

Mi sento di fare un appello, innanzi tutto ai miei tesserati, ai giocatori che vanno in campo e che sono chiamati a onorare la maglia- ha dichiarato ancora il presidente Capitani -. A loro chiedo il dovuto rispetto, perchè sono ancora tanti quelli che devono dimostrare di poter indossare una casacca, la cui storia e il cui significato di appartenenza alla città hanno pochi equali in altre realtà sportive“.

Il presidente ha poi rivolto un appello anche ai tifosi: “Se mai qualcuno avesse pensato a un nostro disimpegno, si sbaglia di grosso. Faremo tutto il possibile per rinforzare la squadra nel mercato di gennaio e ottenere il massimo in questo campionato. Abbiamo lasciato tanti punti per strada ma non resteremo a guardare. Chiedo ai tifosi di starci vicino e lo chiedo, ancor di più, a coloro i quali sono sempre stati presenti e continueranno a farlo perchè amano la squadra della loro città. Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto e della carica che siete in grado di dare, anche strigliando la squadra quando è necessario.

Mi rivolgo – ha chiuso il presidente Capitani – anche all0 staff della società, perchè rivolga tutti gli sforzi possibili per far sì che questo progetto venga condotto al meglio. Ognuno deve fare la sua parte per gestire questo patrimonio sportivo. Senza l’unità di tutte le componenti non sarà possibile ottenere i risultati auspicati e verso i quali sono rivolti tutti i miei sforzi da due anni a questa parte