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Il primo round va al Monaco, ma per la Dinamo nulla è perduto

Va al Monaco il primo round della gara dei quarti di finale della Champions League: i francesi hanno confermato di essere una squadra solida e ben strutturata. E hannolistener dimostrato che non è per caso che abbiano perso solo cinque partite nel corso dell’attuale stagione.  Ma il 73 a 62, , maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, non chiude in alcun modo il discorso qualificazione. A prescindere dal passivo, i biancoblù hanno offerto una prestazione incolore e  hanno subito, per tre quarti di gara, le iniziative dei monegaschi che, trascinati da Ouattara, hanno toccato anche i 20 punti di vantaggio. Poi le triple di Stipcevic hanno reso meno pesante il passivo e hanno tenuto viva la speranza in casa biancoblù, dove troppe cose non hanno funzionato a dovere  sia a livello di gruppo sia a livello individuale. La squadra sembra aver perso la verve che l’aveva portata alla finale della Coppa Italia e questa involuzione non fa dormire sonni tranquilli, in vista anche della volata finale per un posto nei play off

La Dinamo vola ai quarti di finale della Champions League

Alla fine, nel semideserto palazzetto di Le Mans, si sentivano solo i cori dei tifosi della Dinamo. I quali festeggiavano l’ennesima impresa dei loro beniamini, che oggi  hanno centrato un altro risultato storico, la qualificazione ai quarti di finale della Champions League, nuova competizione continentale, targata FIBA.listener

A differenza di quanto accaduto nella sfida con i cechi del Nymburg, il discorso qualificazione non è mai stato veramente in discussione, neanche nelle fasi iniziali quando i transalpini hanno spinto sull’acceleratore, dimezzando lo svantaggio di sedici punti maturato al termine della gara di andata, giocata al PalaSerradimigni.

I ragazzi di coach Pasquini, però, non hanno mai perso il controllo della situazione e hanno gestito al meglio la situazione e sono riusciti  a mettere per la prima volta la testa avanti, nel corso del terzo periodo, quando uno scatenato Savanovic ha messo a segno il canestro del 39 a 41, prima dell’ultima fiammata dei transalpini, che si sono presentati al via dell’ultimo quarto, in vantaggio di sette lunghezze, sul 54 a 47. Ma negli ultimi dieci minuti di gioco, come era accaduto nella gara di andata, i sassaresi hanno fatto la differenza, chiudendo i conti sul 66 a 68, mentre i supporters biancoblù cantavano “Semmu di Sassari e semmu li più forthi”

Vittoria della Dinamo contro Pistoia

Dopo aver vinto il primo round della sfida di Champions League con i francesi del Le Mans, aver salutato il centro Olaseni, la Dinamo è tornata nel listenersuo bunker, il PalaSerradimigni, per la delicata sfida, in chiave qualificazione play off, contro Pistoia di Enzino Esposito. E i biancoblù, pur non facendo nulla di trascendentale, hanno portato a casa una vittoria per 81 a 75, che vale doppio, perché permette di portare sul 2 a 0 il conto degli scontri diretti con i toscani.

Nel primo quarto, chiuso sul 21 a 12, la Dinamo ha fatto leva soprattutto sull’estro offensivo di Lacey e sulla difesa, fattore che è mancato totalmente nel secondo periodo, nel corso del quale, trascinati da Petteway e Crosariol, Pistoia ha mandato a referto 30 punti, andando all’intervallo lungo sul 40 a 42.

Alla ripresa delle ostilità, i ragazzi di coach Pasquini hanno nuovamente stretto le maglie in difesa, concedendonel terzo periodo la miseria di 10 punti agli avversari, la cui resistenza è stata scalfita solo nell’ultimo quarto, quando i biancoblù, che hanno tirato il triplp dei liberi rispetto ai pistoiesi, hanno definitivamente messo le mani sulla partita, grazie alle triple di Sacchetti e Stipcevic.

La Dinamo perde a Pesaro

Dopo la sconfitta, dal retrogusto dolce di Nymburg, arriva quella amara contro la Vuelle Pesaro, capace di imporsi per 76 a 71 e conquistare conseguentemente due punti fondamentali in chiave salvezza. dusko-savanovic

L’eroe di giornata, in casa marchigiana, è stato Thornton, autore di 28 punti e immarcabile nelle ultime e decisive fasi di gioco, quando Pesaro ha piazzato l’allungo decisivo, scalfendo la resistenza di Devecchi e compagni. I quali devono recitare il “mea culpa” per non essere riusicti a seguire la via maestra, tracciata a suon di triple nella prima parte di gara, quando sono riusciti a doppiare (15 a 30) gli avversari, che parevano destinati a recitare il ruolo di sparring partner.

Ma il prosieguo della partita ha raccontato una storia e, soprattutto, un finale diverso e inatteso per i biancoblù, apparsi scarichi e poco reattivi, soprattutto dal punto di vista mentale, pur considerando tutte le giustificazioni connesse ai tanti impegni ravvicinati e ai tanti viaggi degli ultimi giorni. E, alla fine, restano solo tanti rimpianti e la consapevolezza che sarebbe bastato poco per portare a casa la vittoria contro un avversario, di certo, non trascendentale, che ha avuto il merito di crederci sempre, anche nei momenti più difficili della contesa.

Il sogno della Dinamo sfuma in finale!

La Coppa Italia 2017 è dell’Olimpia Milano , ma la Dinamo non ha nulla da rimproverarsi! I biancoblu, anzi, hanno cullato il sogno fino agli ultimi secondi della contesa, dopo aver condotto le danze per i primi venti minuti di gioco.lacey-vs-avellino-770x480

La partita si è infatti aperta con un parziale di 0 a 5 della Dinamo, firmato, per la serie “La classe operaia va in paradiso”, da un canestro su rimbalzo offensivo di Lydeka e da una tripla di Devecchi. Poi, mentre Milano litigava col canestro, Lacey mandava a referto il canestro dello 0 a 7, costringendo  Repesa a chiamare un minuto di sospensione per dare la scossa ai suoi uomini. Ma i risultati non sono stati quelli sperati dal coach dei meneghini, perchè la Dinamo, dopo il canestro di Macvan, il primo meneghini, ha messo a segno due triple, che hanno permesso loro di portare il vantaggio in doppia cifra, sul 2 a 13, per poi chiudere il primo periodo sul + 8 (11 a 19). Poi, in avvio del secondo quarto. è salito in cattedra il tanto discusso Carter, il quale ha sfoderato il pezzo forte del suo repertorio, il tiro dalla lunga distanza, per regalare il nuovo + 10 (15 a 25) alla sua formazione.

Tanto puntuale, quanto attesa, è arrivata la risposta di Milano, capace, all’inizio del terzo periodo, di mettere per la prima volta la testa avanti (37 a 36). Il prosieguo del periodo è stato caratterizzato dalla supremazia dell’Olimpia, che si è portata sul + 9, ma la Dinamo è riuscita a superare il momento difficile, limitando prima i danni, grazie soprattutto alla presenza sotto le plance di Lydeka, e ritornando poi in scia, trascinata dai canestri di Savanovic e Stipcevic. I quali, insieme a Bell, hanno firmato il parziale, che ha permesso alla Dinamo di iniziare l’ultimo quarto in ritardo di sole due lunghezze (56 a 54). La partita sembrava chiusa, quando Milano, trascinata da Hickman, ha toccato gli undici punti di vantaggio, ma la Dinamo ha trovato la forza e l’orgoglio per riaprire i giochi, ma nel finale l’Olimpia ha chiuso definitivamente i conti sull’84 a 74. Sfuma così, per i sassaresi, il sogno di portare a casa ala terza Coppa Italia, ma resta la consapevolezza di aver giocato un’ottima competizione.

La Dinamo vola in finale!

Le protagoniste dell’ultimo atto delle Final Eight 2017 saranno l’Olimpia Milano e la Dinamo Sassari. I meneghini hanno sconfitto per 84 a 87 la Pallacanestro Reggiana, mentre i biancoblu hanno ottenuto il pass per la finale, sconfiggendo in “volata” – citazione ciclistica d’obbligo, in considerazione della maglia rosa indossata da Devecchi e compagni -,la Leonessa Brescia, grazie  a due triple siderali di Rok Stipcevic nella parte conclusiva di una gara difficile e combattuta, più di quanto non dica il 77 a 70 maturato al termine dei quaranta minuti di gioco.lacey-vs-avellino-770x480

Ma pare alquanto semplicistico ridurre la vittoria della Dinamo al gesto, seppur di alta classe, di un singolo, perché i biancoblù hanno fatto leva soprattutto su un ottimo rendimento in fase difensiva e sullo spirito di gruppo, che ha permesso loro di iniziare la gara con la necessaria concentrazione, a differenza di quanto accaduto nella sfida dei quarti contro Avellino, e di superare senza troppi contraccolpi il passaggio a vuoto del secondo quarto, quando hanno subito la difesa e l’esplosività a rimbalzo degli avversari. Dopo il riposo, i ragazzi di coach Pasquini hanno rimesso le cose a posto e nell’ultimo periodo hanno definitivamente stroncato la resistenza dei bresciani, che escono comunque dal campo a testa alta. E ora, in casa biancoblù, si può sognare a occhi aperti…perché nella vita, si sa, non c’è due senza tre. E, nella bacheca del sodalizio sassarese, fanno già bella mostra altre due Coppe Italia.

foto tratta dal sito www.vistanet.it

 

Difesa e carattere: la Dinamo supera Avellino e vola in semifinale!

I due quarti di finale del giovedì delle Final Eight si sono risolte in volata a favore, rispettivamente, dell’Olimpia Milano (77 a 75 contro Brindisi) e della Pallacanestro Reggiana(63 a 61 contro Orlandina). E il trend si è ripetuto identico primo quarto di venerdì, quello che ha visto opposte la Dinamo Sassari e la Scandone Avellino, che è andato in archivio con la vittoria per 68 a 69 dei biancoblù. I quali, nel finale, hanno girato la partita a loro favore, grazie a un canestro di Stipcevic, dopo un rimbalzo offensivo, e a un’ottima difesa sull’ultima azione di Ragland.listener

Pensare che l’approccio alla gara non era stato dei migliori per la Dinamo, che ha subito un parziale iniziale di 9 a 0, prima di dare i primi segnali di vita, grazie soprattutto a Logan e Lawal, e tenere il vantaggio invariato fino alla fine del primo periodo, chiuso sul 22 a 13. Per buona parte della seconda frazione di gioco, i ragazzi di coach Sacripanti hanno conservato un buon margine di vantaggio, toccando anche il + 11, grazie alle giocate di Ragland e Thomas. Coloro i quali, dopo i primi diciassette minuti di gioco, avevano pensato a una partita chiusa a favore degli irpini non avevano fatto i conti con il carattere e la voglia della Dinamo. La quale, rigenerata, dai successi delle ultime settimane, è stata capace di cambiare la storia della partita, piazzando un break importante alla fine del secondo periodo, grazie al quale è riuscita ad andare all’intervallo lungo, in vantaggio di una lunghezza (38 a 39). Poi la lunga ed entusiasmante battaglia punto a punto, fino al concitato finale, che, come scritto precedentemente, ha premiato i biancoblù, che hanno vinto, soprattutto, grazie a una straordinaria difesa.

Dusko Savanovic, valore aggiunto della Dinamo

La vittoriosa sfida contro Torino ha segnato uno spartiacque nella stagione della Dinamo. Che, da quel giorno, ha iniziato a macinare vittorie, al dusko-savanovicpunto di riuscire a superare il girone eliminatorio della Champions League e scalare le posizioni della classifica della massima serie del basket italiano. E ora, a pochi giorni delle Final Eight di Coppa Italia, i tifosi, anche i più scettici, possono sognare. Quali sono i motivi di questa inversione di tendenza? Prima di tutto, bisogna dire che la dea bendata non ha più voltato le spalle a Devecchi e compagni. I quali, nella prima parte della stagione, avevano perso alcune partite a fil di sirena. Poi, parlando di aspetti meramente tecnici, gli innesti del play Bell, di certo non un fuoriclasse ma giocatore  funzionale alla causa, e del centro Lawal hanno dato maggiore propulsione al motore biancoblù, che ora viaggia a marce elevate, grazie al contributo di tutti. Ma a fare la differenza, per classe ed esperienza, è un giocatore in particolare: l’ala Dusko Savanovic, tipologia di giocatore mai vista a Sassari, che sta deliziando il pubblico del PalaSerradimigni con giocate, in particolar modo in post basso, d’alta scuola. E, di quanto sia importante il suo contributo nell’economia del gioco della Dinamo, l’ulteriore conferma si è avuta non tanto nelle ultime vittoriose sfide contro i cechi del Nymburg e Cantù, ma nella sfortunata prova contro la Leonessa. Perché, è da sempre chiaro, che i campioni si notano quando non sono assenti.

Una brutta Dinamo perde contro la Leonessa Brescia

Passi come scusante l’assenza di Savanovic, ma per la Dinamo, quella odierna, è stata la classica giornata storta: e sono cose che possono capitare, soprattutto dopo una lungia serie di vittorie. E nulla meglio del punteggio maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, 56 a 48, può spiegare la serata di scarsa vena dei ragazzi di coach Pasquini. Il cui inizio aveva fatto ben sperare la tripla di Devecchi  faceva presagire un’altra prestazione balistica di livello assoluto dei biancoblù,, ma le cose sono andate ben diversamente, visto che è subito iniziato una sorta di festival degli orrori, con “stecche” e “stonature”, dei quali ha approfittato Brescia per portarsi sul 5 a 3 con il canestro di Bergreen e un gioco da tre punti di Vitali.listener

Cinque punti consecutivi di Bell e il primo canestro da due della serata, firmato Lydeka, hanno riportato avanti la Dinamo, che ha difeso il vantaggio, seppur minimo (13 a 16), fino alla fine del primo periodo. Ma è stato un fuoco di paglia, poiché i biancoblù, in avvio del secondo quarto, hanno visto calare anche il loro rendimento in fase difensiva, fatto questo che ha permesso alla Leonessa, cresciuta sui due lati del campo, di portarsi a suon di triple  sul + 7 (29 aa 22), per poi andare all’intervallo lungo sul + 4 (31 a 27).

Chi sperava in un effetto rigenerante del riposo sui ragazzi di coach Pasquini è rimasto deluso, perché i biancoblù hanno continuato a girare a marce ridotte e soprattutto a litigare col canestro, come  certificato dai cinque minuti di totale black out offensivo, che hanno dato la possibilità ai bresciani di portarsi sul + 15 (42 – 27). A firmare il primo canestro del periodo per la Dinamo è stato Lacey, ma è stato soprattutto Lawal, con la sua energia, a provare a tenere a galla la sua squadra,, che si è presentata sul – 10 al via dell’ultimo periodo, quando tre triple e una difesa più arcigna hanno letteralmente fatto salire di tono la compagine biancoblù, la quale, risalita sul – 2, ha fallito per tre volte l’occasione del sorpasso. Poi, dopo quattro minuti in cui le due squadre hanno smarrito la via del canestro. i punti di Moss e Vitali hanno fatto girare definitivamente la partita dalla parte di Brescia.

Johnson Odom lascia la Dinamo

Dopo un periodo vissuto da separato in casa, Johnson Odom saluta la Dinamo e si trasferisce alla Vanoli Cremona, attualmente fanalino di coda della massima serie del basket italiano. E ora, nel roster della Dinamo, restano 13 elementi, col solo Olaseni costretto allo scomodo ruolo del “tribunato”. Sarà l’assetto definitivo? Lo scopriremo solo vivendo, come cantava Lucio Battisti, per il resto godiamoci questo straordinario momento della compagine biancoblu, che sta volando sia in Italia siaodom in Europa.