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Federico Pasquini resta sulla panchina della Dinamo

Ora è ufficiale: l’allenatore della Dinamo, perla stagione 2016 – 2017, sarà Federico Pasquini, coach -general manager o general manager-  coach, federico-pasquinidipende dai punti di vista, che si è meritato la conferma, dopo il buon finale di stagione, quando subentrato a Calvani, è riuscito a rigenerare il gruppo, centrando il traguardo dei play off, obiettivo minimo, dopo una stagione costellata di errori sia per quel che riguarda la costruzione del roster siaper quel che riguarda la maggior parte delle decisioni in itinere.

Visita della Dinamo a Palazzo Ducale

Oggi con il Banco di Sardegna abbiamo firmato il contratto per il mutuo per gli impianti sportivi e adesso presenteremo i progetti per poi iniziare i lavori e rimettere in sesto le strutture, compreso il palazzetto. Con grande impegno riusciamo ad affrontare questa sfida. La città lo merita“. Lo ha detto, nella serata di ieri, il sindaco di Sassari Nicola Sanna durante l’incontro con la Dinamo Sassari, ospite con il presidente e alcuni giocatori nella sala consiliare di Palazzo Ducale.Sassari_Dinamo a Palazzo Ducale

 Avete dimostrato di essere un team eccezionale, capaci di essere tra i primi. L’incontro che oggi fate quiha detto ancora il primo cittadinosono sicuro che sarà ripetuto anche in altri comuni, per signifiacare che siete una squadra della Sardegna. Avete dato la carica alla città, anche in questa stagione. Si deve continuare così stando in sintonia con un’isola che sa reagire e vuole reagire alle difficoltà“.

Abbiamo vissuto momenti difficili, anche come tifosi, ma la vostra capacitàha dettoè stata eccezionale. Motivo di orgoglio per me e per i miei cittadini. Un ringraziamento va anche al presidente e a tutti quelli che hanno fatto grossi sacrifici, quindi per la città che ha fatto sentire il suo respiro e l’appoggio alla squadra. Ora si pensa alla stagione successiva.

Come amministrazione crediamo nel progetto di ristrutturazione del palazzetto e delle altre strutture, come il progetto Jessica ,che si trovano in città e che hanno bisogno di essere sottoposte a un’azione di restyling”, ha concluso il Primo Cittadino.

Poi è intervenutoil presidente del sodalizio biancoblù, Stefano Sardara, che ha rimarcato come il team e la società si sentano sempre più responsabili del risultato. “Dobbiamo essere orgogliosi della strada che abbiamo fatto. Stiamo crescendo. E quest’anno, nonostante non si si atrovata la chimica giusta, sono però orgoglioso del risultato finale“, ha detto ancora Sardara.

 Una stagione che ci serve da esempio per non commettere altri erroriha aggiunto il capitano Jack Devecchiè stata una stagione faticosa ma guardiamo avanti e al futuro“.

 Prima dei saluti scambio di doni tra il sindaco Nicola Sanna e il presidente Stefano Sardara. Il primo ha donato una targa celebrativa e il secondo un maglietta della Dinamo con la scritta Tathari.

Finisce l’avventura della Dinamo nei play off: Reggio Emilia vince anche gara 3 e vola in semifinale

Finisce ai quarti di finale l’avventura della Dinamo, che scende così dal trono del basket italiano, dopo una stagione costellata di errori, al punto che la sconfitta odierna, per 85 a 99, non lascia neanche troppe recriminazioni, poiché Reggio Emilia ha dimostrato, al di là di quello che dicono i 14 punti di differenza, una superiorità, a tratti imbarazzante, trascinata dall’eterno Kaukenas e dai suoi italiani, in particolare Aradori, Della Valle e De Nicolao, oggi sui livelli di un americano di ottima fattura.20160504_205721

Ben poco da dire, invece, sui giocatori della Dinamo, se non lodare l’atteggiamento di Stipcevic l’unico che, al netto degli errori, ha mostrato l’atteggiamento giusto per una sfida dei play off. Non vogliamo continuare oltre. nel commentare la sfida odierna, perché, visto l’andamento della squadra nell’arco di tutta l’annata, l’essere riusciti a qualificarsi per i play off rappresenta già un successo, il cui merito va, senza ombra di dubbio a Pasquini, capace di rianimare una squadra che, dopo le sconfitte contro Bologna e Pesaro, era in preda ad una crisi, le cui conseguenze sarebbero potute essere nefaste.

Ma poi arrivati alla fase calda della stagione, seppur rinfrancati da alcune ottime prestazioni nella parte finale della regular season, tutti i nodi sono venuti al pettine. Perché la Dinamo ha visto sfumare il sogno, non solo di bissare l’irrepitibile stagione scorsa, ma la possibilità di essere parimenti competitiva, già l’estate scorsa con lo smantellamento del gruppo, capace di vincere Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. Poi i problemi sono stati amplificati dalla sopravvalutazione del gruppo di questa stagione, ricordiamo ancora frasi del tipo “La migliore Dinamo di sempre”. Poi il campo ha raccontato un’altra storia, tra scommesse perse e scelte incomprensibili. Sbagliando s’impara, dice un vecchio detto popolare. E lo diciamo anche noi, sperando che questa stagione possa servire da lezione per il futuro, ricordando sempre che, per una realtà come Sassari, stagioni, come quella 2015 – 2016, rappresentano un qualcosa di straordinario,

Tabellino

Dinamo Sassari – Reggio Emilia 85 – 99

Dinamo Sassari:Petway, Logan 16, Formenti, Devecchi 6, Alexander 10, D’Ercole 5, Marconato, Sacchetti, Akognon 8, Stipcevic 11,  Varnado 14, Kadji 15. All. Federico Pasquini.

Reggio Emilia: Aradori 19, Needham 5, Polonara 10, Lavrinovic 5, Della Valle 13, De Nicolao 19, Parrillo, Veremeenko 8, Kaukenas 15, Silins 2, Gentile 3. All. Massimiliano Menetti.

Non basta alla Dinamo una prova di grande carattere: Reggio Emilia vince anche gara 2 ed è a un passo dalle semifinali

La Dinamo perde 82 a 75 a Reggio Emilia. E ora si fa dura, perché la Dinamo torna a Sassari con un 2 a 0 sul groppone ed è con le spalle al muro. Pe tenere vivo il sogno tricolore i sassaresi non possono più permettersi errori, mentre i ragazzi di Menetti potranno giocarsi mercoledì, al PalaSerradimigni, il primo match ball qualificazione. 20160504_205721

Oggi per tre quarti di gara, grazie soprattutto a Varnado e Alexander, i sassaresi hanno cullato il sogno di sbancare il PalaBigi, poi la musica è cambiata nell’ultimo quarto, quando i particolari hanno fatto la differenza a favore dei regggiani.

E pensare che le premesse erano state buone. Ben diverso rispetto alla prima sfida,infatti, è stato l’approccio dei biancoblù: a dimostrarlo il parziale di 0 a 6, firmato da Varnado, il quale, nei primi minuti di gara, è stato l’unico terminale offensivo della compagine sassarese, che ha mantenuto il vantaggio di sei punti, fino al 10 a 16. Ancora fredde almeno nelle fasi iniziali, sulla falsariga di gara 1, le mani delle due bocche da fuoco della Dinamo, Logan ed Akognon.

Ciò nonostante, la Dinamo è riuscita a incrementare il proprio vantaggio, fino al + 7 (13 a 20), grazie ai canestri di Alexander e Stipcevic.Le triple di Needham e SIlins hanno poi riavvicinato Reggio Emilia, che ha chiuso il primo quarto in svantaggio di due lunghezze (20 a 22), per poi completare la rimonta in avvio del secondo periodo, con il canestro del 22 a 22 di Stefano Gentile.

Lo stesso playmaker ha regalato il primo vantaggio a Reggio Emilia, sul 26 a 24, ma Varnado ha continuato a colpire in maniera chirugica, tenendo a galla, praticamente da solo, la sua formazione. Che poi,grazie  ai primi “segnali di vita” di Akognon e Logan, ottimamente da Devecchi, è riuscita a reincrementare il suo vantaggio, fino al + 7 di fine secondo periodo (37 a 44).

Il riposo lungo ha, però, raffreddato i biancoblù, che hanno subito il ritorno di Reggio Emilia, risalita fino al – 3 (41 a 44), grazie ai primi lampi dell’eterno Kaukenas. A chi affidarsi, se non al solito Varnado, per riportarsi sul + 7 (41 a 48). Poi il pallino del gioco è passato nelle mani di Alexander, il quale, oltre a caricare di falli i giocatori reggiani, ha tenuto avanti la sua squadra, che si è presentata al via dell’ultimo periodo con un margine di cinque lunghezze (57 a 62).

Gli ultimi dieci minuti si sono aperti nel segno di Della Valle, che ha riportato Reggio Emilia sul – 1 (63 a 64), prima dei liberi del 65 a 64 di Silins. Tutto da rifare, quindi, per la Dinamo. Da quel momento, in poi, è iniziata una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi tra le due squadre, che hanno dato il massimo per portare a casa la vittoria. Ad avere la meglio sono stati i reggiani che, nel finale, hanno piazzato l’allungo decisivo, chiudendo sull’82 a 75.

 

 

 

Iniziamo male i play off per la Dinamo, sconfitta al PalaBigi per i biancoblù

In regular season, la Dinamo aveva vinto entrambe le gare contro Reggio Emilia, ma, come ben sanno quelli che seguono le vicende del basket, nei play off si azzera tutto. Ed è così che al PalaPigi, sede della conquista del loro storico scudetto, i biancoblù hanno ceduto per 85 a 69 nella prima sfida dei quarti di finale dei play off.WP_20160306_018

La migliore circolazione di palla e la maggiore reattività sotto le plance hanno fatto la differenza a favore dei ragazzi di coach Menetti, mentre Devecchi e compagni non sono riusciti a sviluppare in modo continuo il proprio gioco sia a livello di squadra sia a livello di individualità.

Le cose si sono messe subito male per i biancoblù, i quali, tra errori in attacco e amnesie difensive, hanno permesso a Reggio Emilia di mettere a segno un parziale iniziale di 11 a 4.  A nulla è valso il minuto di sospensione, chiamato da coach Pasquini, poiché i reggiani hanno ulteriormente allungato, portando il vantaggio in doppia cifra con le triple di Vermenko e Polonara (19 a 6). I canestri di Alexander, Logan e Petway hanno poi  ridato ossigeno alla Dinamo, che, nonostante le troppe palle perse, è riuscita a risalire fino al -8 (24 a 16), prima del nuovo allungo dei reggiani, che hanno chiuso il primo quarto sul + 10 (28 a 18).

Ritmi più bassi in avvio del secondo periodo, fase della gara in cui la Dinamo ha dimostrato di essere sul pezzo, grazie alla zona e alla precisione  dalla lunga distanza. Le triple di Devecchi e Stipcevic hanno riportato  sul – 7 (33 a 26) i biancoblù, che sono stati ricacciati indietro da Lavrinovic e Aradori, le cui  giocate hanno portato la loro squadra sul + 14 (46 a 32).

Una Dinamo, mai doma, ha provato a limitare i danni, ma, nel continuo tira e molla, i tentativi di rimonta dei sassaresi sono sempre stati stroncati da Aradori e compagni. C’è stato un momento, nel corso del terzo periodo, in cui i sassaresi hanno dato l’impressione di poter riaprire i giochi, grazie a una maggiore reattività in difesa e alla ritrovata vena offensiva di Logan.  Ma, sul 63 a 57, il quarto fallo, fischiato proprio al professore biancoblù, ha tarpato le ali ai ragazzi di Pasquini. I quali hanno iniziato l’ultimo periodo con un ritardo di 8 punti (67 a 59), che poi è diventato un baratro, quando i reggiani hanno messo a segno il break di 7 a o, dal quale non sono più riusciti a risalire.

Spettacolo al PalaSerradimigni: la Dinamo batte Milano con una magia di Akognon

Se questo è l’antipasto, nei play off ci sarà da divertirsi. E lo spettacolo, per la Dinamo, inizierà con uno dei piatti più prelibati del menù: la sfida contro Reggio Emilia per il remake della finale della passata stagione: una sfida che promette spettacolo, alla quale i biancoblù arrivano forti del tricolore cucito sulla canotta, dei due successi ottenuti nel corso della regular season e della vittoria odierna contro l’Olimpia Milano, favorita20160504_205721 numero uno, come ogni anno, per la conquista del tricolore. Ma oggi, come tante altre volte contro i meneghini, i sassaresi hanno tirato fuori il meglio del loro repertorio o, meglio, il coniglio dal cilindro. Ad assumere oggi, le sembianze del mago, è stato Akognon, il quale, con un buzzer beater di dieneriana memoria, ha regalato la vittoria alla sua formazione. Il play sassarese, insieme ad Alexander e Varnado, è stato una vera e propria spina nel fianco della difesa di Milano , soprattutto nei primi due quarti, nel corso dei quali  ha mandato a referto la bellezza di 21 punti, permettendo alla sua squadra di andare all’intervallo lungo sul + 11 (50 a 39).

Alla ripresa delle ostiltà, Milano ha trovato il giuzzo, dapprima per ritornare in scia, poi per piazzare l’allungo (70 a 77), che pareva decisivo ai fini dell’esito della contesa. Ma la Dinamo, da sempre, è squadra pazza e parimenti pazzo, e altresì emozionante, è stato il finale della gara odierna: prima i sassaresi hanno messo a segno un break di 10, grazie al quale si sono portati sull’80 a 77, poi hanno commesso un’ingenuita, non commettendo fallo sull’azione di Milano, permettendo così a Simon di realizzare la tripla dell’80 a 80. Ma gli dei del basket avevano scritto un finale vincente a favore della Dinamo, dando la palla vincente nelle mani di Akognon, che ha bucato la retina nel tripudio generale del PalaSerradimigni. perché battere Milano regala sempre una grande gioia.

Dinamo Sassari – Petway 2, Logan 6, Formenti, Devecchi 3, Alexander 22, D’Ercole, Marconato, Sacchetti 2, Akognon 24, Stipcevic 4,  Varnado 18, Kadji 2. All. Federico Pasquini.

Olimpia Milano-McLean 14, Lafayette 10, Cerella, Kalnietis 4, Macvan 9, Villa, Magro 2, Vercesi, Cinciarini, Sanders 13, Jenkins 5, Simon 23. All. Jasmin Repesa

 

 

 

La corsa della Dinamo si ferma a Pistoia

La corsa della Dinamo, targata Federico Pasquini, si ferma a Pistoia: ed è una sconfitta pesante perché il 77 a 68, maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, permette ai toscani di ribaltare la differenza canestri, visto che la gara di andata si era chiusa sull’80 a 75 di Devecchi e compagni. I quali  si ritovano ora nel gruppone delle squadre a trenta punti ( insieme a Trento, Venezia e alla stessa Pistoia) e rischiano di dover entrare nei play off da uno dei gradini più bassi, visto che, nell’ultimo turno della stagione dovranno vedersela con l’Olimpia Milano.WP_20160306_018

Ma, al di là dei freddi numeri, a lasciare l’amaro in bocca è soprattutto l’andamento della sfida odierna, nel corso della quale i biancoblù hanno mostrato prima il meglio poi il peggio del loro repertorio, facendo così un passo falso nel percorso di crescita, portato avanti nelle ultime settimane.

Perché, quando i sassaresi hanno toccato i 17 punti di vantaggio (21 a 38) nel corso del secondo periodo, tutti, anche il meno ottimista dei tifosi, hanno pensato che i sassaresi potessero fare, sull’onda del successo di una settimana fa contro Reggio Emilia, un sol boccone dei malcapitati toscani.

Ma le cose sono andate ben diversamente, poiché, dopo l’intervallo lungo, la trama della partita è cambiata in maniera inaspettata: in casa Dinamo si è spenta la luce, mentre i toscani hanno trovato energie inaspettate, grazie alle quali hanno dapprima ribaltato la situazione, portandosi dal – 17 al + 7, poi hanno rintuzzato il tentativo, velleitario, di riaprire i giochi dei sassaresi, i quali, complice qualche errore di troppo nel finale di gara, hanno dato via libera agli avversari, che hanno portato a casa un successo di quattro punti.

La Dinamo sfoggia una prestazione da Campione d’Italia: i biancoblù sbancano Reggio Emilia con un Logan stellare

L’aria del Pala Bigi, l’impianto in cui conquistò il suo primo storico scudetto, fa bene alla Dinamo, che si impone col punteggio di 98 a 102 , infliggendo così il primo dispiacere casalingo ai ragazzi di coach Menetti.WP_20160306_018

E ora, la Dinamo, rinfrancata dalla cura Pasquini inizia a far paura e rilancia le proprie quotazioni, in vista dei prossimi plat off scudetto.  Al di là della precisione dalla lunga distanza e dalla straordinaria prestazione balistica di Logan, tornato sugli standard eccellenti della passata stagione, a far ben sperare sono le cose che non appaiono nei tabellini a fine partita, cioè la voglia di lottare per conquistare un rimbalzo o il buttarsi sui palloni sporchi.

Oggi, come era accaduto nella serie per il tricolore, le due squadre hanno dato spettacolo fin dalla palla a due. Nel primo quarto, nel corso del quale sia la Dinamo sia Reggio Emilia hanno fatto cose sfavillanti in attacco. A partire meglio, come dimostra il parziale di 17 a 10, sono stati i padroni di casa, ma la Dinamo, trascinata da un Logan immarcabilee senza più le paure e le problematiche dell’era Calvani, ha dimostrato di voler recitare un ruolo da protagonosta nel film della partita, piazzando un parziale di 0 a 10, grazie al quale hanno messo la testa avanti, portandosi sul + 3 (17 a 20), per poi conservare il vantaggio fino alla fine del periodo, chiuso sul 27 a 30.

Nel prosieguo della gara, i sassaresi, nonostante qualche passaggio a vuoto in difesa e l’eccessivo affidarsi al tiro da tre punti, sono rimasti sempre sul pezzo. E anche nei momenti difficili, ad esempio quando i reggiani hanno ristabilito la parità (70 a 70),  i biancoblù non hanno perso la testa, anzi, in avvio dell’ultimo quaarto, hanno piazzato un break di 3 a 17, portato il vantaggio in doppia cifra (73 a 87). Ma Reggio Emilia, squadra di ottima caratura tecnica, ha trovato le energie necessarie per riaprire i giochi. Ma, nell’emozionate finale, la Dinamo ha girato la partita a prorio favore con un gioco da tre punti di Alexander e con i liberi di Stipcevic.

Signori e signori, la Dinamo è tornata…e ai play off ci sarà da divertirsi.

 

Dinamo in gran spolvero: i biancoblù travolgono Torino e fanno un passo decisivo verso i play off

La cura Pasquini funziona e ora divranno ricredersi coloro i quali avevano storto il naso il giorno del suo insediamento sulla panchina biancoblù. Oggi, la Dinamo ha travolto Torino sotto una valanga di canestri (112 a 98 ), facendo, con molta probabilità, un passo decisivo verso i play off scudetto. WP_20160410_002

Alla vigilia c’era qualche preoccupazione, visto anche l’ottimo stato di forma dei piemontesi, reduci da tre successi consecutici e determinati ad allungare la striscia vincente per dare ulteriore ossigeno alle speranze di salvezza, forti anche della presenza di due ex, Dyson, applauditissimo eroe della storica stagione del tricolore, ed Eyenga, sfortunato attore della prima parte della stagione odierna, decisamente avara di soddisfazioni per Devecchi e compagni.

E nel primo periodo, con le difese in vacanza, come certificato dal parziale di 28 a 28, i torinesi hanno risposto colpo su colpo ai sassaresi. L’equilibrio è perdurato anche nella seconda fase, poi, come era gia accaduto contro Capo d’Orlando e Caserta, i biancoblù hanno girato la partita a loro favore nel terzo quarto, quando hanno portato il vantaggio in doppia cifra per poi gestirlo con relativa facilità, favoriti anche dalla difesa un po’ troppo allegra di Torino, che nulla ha potuto contro l’ottima giornata delle bocche da fuoco biancoblù, Akognon in particolare,  che hanno chiuso con uno stratosferico 17 su 25 dalla lunga distanza. Ma, al di là dei freddi numeri, è l’atteggiamento che fa ben sperare in vista della seconda fase.

Tabellino

Dinamo Sassari: Petway 2, Logan 19, Formenti 12, Devecchi 8, Alexander 10, D’Ercole, Marconato, Sacchetti 2, Akognon 30, Stipcevic 12,  Varnado 6, Kadji 11. All. Federico Pasquini.

Auxilium Torino: Dyson 24, White 12, Giachetti 6, Mancinelli 10, Rosselli 4, Fantoni, Kloof, Bottiglieri,  Eyenga 19, Goulding 12, Ebi11. All. Frank Vitucci.

Prova di carattere della Dinamo: vittoria al PalaSerradimigni contro la Juve Caserta

Vittoria doveva essere e vittoria è stato per la Dinamo che, al PalaSerradimigni, ha sconfitto per 87 a 75 la Juve Caserta, mettendo così un mattoncino importante nella strada che porta verso i play off.WP_20160403_019

Non si può di certo dire che i biancoblù abbiano fatto cose sfavillanti dal punto di vista tecnico,  ma hanno costruito il loro successo, grazie all’abnegazione, al carattere e all’ottimo impatto difensivo, in particolare nel terzo periodo, quando, dopo una prima parte di gara sostanzialmente equilibrata (45 a 42 all’intervallo lungo), hanno costruito il break decisivo.

I sassaresi si sono presentati al via dell’ultimo quarto con un vantaggio di 10 lunghezze (63 a 53), che hann poi gestito, negli ultimi dieci minuti di gioco, quando i casertani hanno dovuto fare i conti anche con le rotazioni limitate.

Lo spirito di gruppo è stato, come già scritto, il fattore principale del successo dei sassaresi, ma, nel collettivo, sono emerse alcune individualità, in particolare Logan, top scorer della gara con 25 punti; Varnado, fondamentale in attacco nel terzo quarto, Akognon ed Alexander, senza dimenticare l’ottima prova degli italiani, in particolare Brian Sacchetti, il quale ha dato un contributo fondamentale al successo della sua squadra, che si evince, non solo dai sette punti nel tabellino personale, ma anche dal cosiddetto lavoro sporco. E la voglia di sbucciarsi le ginocchia fa la differenza fra una squadra vincente e una che non lo è.

Tabellino:

Dinamo Sassari – Juve Caserta 87 – 75

Dinamo Sassari – Petway 4, Logan 25, Formenti, Devecchi, Alexander 13, D’Ercole, Marconato, Sacchetti 7, Akognon 19, Stipcevic 7,  Varnado 10, Kadji 2. All. Federico Pasquini.

Juve Caserta- Gennarelli, Downs 9, Siva 13, Cinciarini 22, Ventrone, Jones 4, Giuri 6, Johnson 8, Ingrosso 5, Slokar8. All. Sandro Dell’Agnello.