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Dinamo campione d’Italia: il racconto di una notte da sogno

Sembra ieri, sembra che il tempo si sia fermato a quella notte del 26 giugno: ero al PalaBigi, insieme a tanti fratelli, tanti amici di tante avventure e battaglie sportive, vissute in giro per l’Italia. Saremmo dovuti essere in novanta, così hanno riportato i giornali, in realtà eravamo almeno il doppio, uniti e stretti in quel piccolo settore, che non riusciva a contenere la nostra energia e il nostro entusiasmo. Non potevamo, non volevamo perdere l’appuntamento con la Tifosi Piazzele Segnistoria. Ora mi viene in mente la sana pazzia di un amico che, conclusa una riunione di lavoro alle ore 18 a Sassari, si è imbarcato alle 19:45 da Alghero ed è entrato al PalaBigi solo all’inizio del terzo periodo. Ci volevamo essere, perché ci avevamo sempre creduto, anche nei momenti più difficili della serie, dopo le sconfitte nelle prime due partite e dopo la beffa di gara 5, quando la squadra aveva letteralmente buttata al vento un’occasione d’oro. Ma proprio dopo quella partita è cresciuta in me, ma il discorso credo valga per molti di noi,  la consapevolezza, la certezza che il sogno sarebbe potuto diventare realtà.

Le immagini della spettacolare maratona di gara 6 erano ben impresse nella mia mente mentre, carico d’orgoglio e di senso d’appartenenza,  mi recavo su una macchina a noleggio, in mezzo al traffico caotico del venerdì pomeriggio, da Milano a Reggio. Sì, sarà stata una coincindenza o uno strano scherzo del destino, ma quel giorno mi trovavo nel capoluogo meneghino, che rievocava in me e nei miei compagni d’avventura ricordi piacevoli e indimenticabili. Durante il viaggio, davanti ai miei occhi  sono passate le immagini delle bombe di festa_sassari_1Logan e Dyson, dei rimbalzi di Lawal e della giocata di Sanders allo scadere dei tempi regolamentari di gara 7 contro l’Olimpia. Certo che quei ricordi potessero essere di buon auspicio, mi sono trovato come catapultato nel piccolo impianto reggiano. Potrebbe sembrare strano ma l’ambiente, non so se sia stato per la sooddisfazione  di poter vivere quel momento storico, era alquanto rilassato. Non si sentiva la tensione di gara 6!

Il primo quarto è stato traumatico, ma l’andamento delle altre partite ha evitato che si creasse un clima da festa anticipata per i reggiani e da disfatta per tutti noi, che abbiamo continuato a incitare i nostri beniamini con la stessa convinzione e con la stessa determinazione. Di pari passo col nostro incitamento, cresceva il rendimento della squadra che, pian piano, ha colmato il gap. Intanto dopo l’intervallo lungo, visto l’ingresso  dei tifosi che erano rimasti fuori, eravamo sempre di più, sempre più stretti. Il caldo stava diventando sempre più asfissiante e insopportabile,  ma la situazione difficile ha ancor di più compattato il nostro tifo. Sudati ma carichi, eravamo pronti a condividere ogni momento tutti insieme: ultras, gente da tribuna e anche chi, a Sassari, è abituato a vivere la partita nella comodità del parterre.

Il fattaccio tra Sosa e il tifoso è stato il momento più difficile della serata: l’atteggiamento del pubblico di casa, che Tifosi PalaSerradimignisosteneva e incitava il supporter, se così possiamo definirlo, ci ha fatto pensare che, per vincere, saremmo dovuti andare oltre la forza dell’avversario. Ma noi eravamo sempre più determinati e continuavamo con ls stessa convinzione a sostenere la nostra squadra che, grazie al nostro tifo, ha superato tutti i momenti difficili, in particolare la spallata del + 8 di Drake Diener.

A quel punto abbiamo barcollato, ma non abbiamo mollato e, a tre minuti dalla fine, ci siamo trovati sopra nel punteggio. Il pubblico reggiano è ammutolito, mentre noi eravamo gasatissimi . In quel momento,  non so se sia stata la sensazione di tutti, ma ho capito che ce l’avremmo fatta! I nostri stavano mettendo in campo un’energia pari a quella dei reggiani nelle fasi inziali della gara. Dopo ogni canestro i giocatori, in particolare Dyson, tornavano in difesa e guardavano il nostro settore in visibilio, come se volessero condividere con noi la loro voglia di vincere e il loro entusiasmo. Era come se, tifosi e giocatori, stessimo andando insieme verso quel Paradiso, che abbiamo toccato qualche minuto più tardi.

Ho ancora fisse nella mente le immagini dei liberi di Dyson e dell’ultima azione di Reggio Emilia: quando Drake Diener ha ricevuto la palla a tre secondi dalla fine, memore delle sue imprese allo scadere, mi sono passati nella testa mille pensieri, ma il nostro vecchio idolo, che forse non ha avuto la serenità necessaria per prendere quel tiro contro la Dinamo, ha buttato letteralmente la palla…e per noi è iniziato il delirio.

Jack, Brian e Manuel sono stati i primi ad arrivare sotto il nostro settore per prendere il nostro abbraccio. Nel frattempo, dal mio zaino avevo tolto la bandiera dei quattro mori, che avevo portato con me solo per un motivo: darla al nostro Capitano affinché la portasse sul palco durante la premiazione. Lui è un grande ed è stato ben felice di esaudire il mio desiderio ed è andato a ritirare la Coppa con la mia bandiera, che è diventata la sua. I tifosi reggiani guardavano impietriti, senza applaudire senza fischiare, mentre dai tifosi del Commando, durante la premiazione dei secondi, partuva il coro “Reggiana Reggiana”. Poi c’è stato spazio per la nostra festa, sentita ma composta. Credo che le imprese contro Milano ci abbiano temprato e che anche la vittoria di uno scudetto non sia stata vissuta come qualcosa di veramente impossibile. Fino alle 2 siamo rimasti fuori  ad aspettare i nostri beniamini, cantare e consolare i tifosi e i giocatori di Reggio nel pieno rispetto del loro dolore, del loro dispiacere  e dell’impegno profuso in campo.  Tra cori, applausi, strette di mano e abbracci c’era veramente un bel clima. Da veri amici, tra una mangiata e una bevuta, siamo arrivati alle 4 del mattino: in quel momento abbiamo fatto la foto davanti allo scudetto, che uno di noi aveva strappato dallo striscione “Conquistiamolo” che, solo due stagioni fa, campeggiava all’esterno del PalaSerradimigni prima della sfortunata sfida contro Cantù. Ora lo possiamo dire, l’appuntamento con la gloria era solo rimandato!!!!.

Poi ho chiuso gli occhi e ho visto la mia, la nostra Sassari in festa, ho sentito il suono dei clacson, che facevano da sottofondo a una notte da sogno, mentre le piazze, in particolare Piazzale Segni, brulicavano di gioia e di entusiasmo. Come riuniti in un abbraccio collettivo, si sono trovati insieme tutti i tifosi, soprattutto quelli che avevano vissuto gli anni epici del Meridda e del CONI e la cavalcata trionfale ed eroica dalla serie B. Era la loro vittoria, la vittoria di chi si era avvicinato al basket seguendo le gesta dell’Italia di Nantes con Meo Sacchetti in campo, di chi si era innamorato della Dinamo, quando i campioni rispondevano al nome di Silvio Angius, Massimo Bini, Enzo Bigot, Floyd Allen, Dallas Comegys e potremmo continuare all’infinito, così come avremmo voluto condividere quel momento con le persone che non ci sono più, che hanno vissuto con noi questo straordinario amore, come il primo Presidente della società, Giovanni Pilo, il ragionier Diana , Giovanni Cherchi e il mitico “Mimì Anselmi”….Ora lo vedo che si diverte e salta in qualche angolo del Paradiso. Questa vittoria, questa emozione è loro, è nostra, è profondamente nostra!!!!.

 

 

Campioni d’Italia! Campioni d’Italia! Campioni d’Italia! La Dinamo vince il primo scudetto della sua storia

Campioni d’Italia! Campioni d’Italia!Campioni d’Italia! Nella calda notte del 26 giugno la Dinamo scrive la pagina più Scudettoimportante di una storia lunga 55 anni e si cuce sul petto il tricolore del basket italiano per la stagione 2014 – 2015.

Il trionfo della Dinamo è arrivato al termine di una partita, la settima di una serie infinita e spettacolare, caratterizzata dalla fuga iniziale dei reggiani e dalla lenta e costante risalita dei ragazzi di coach Sacchetti fino al paradiso, che ha la forma di uno stemma di colore verde, bianco e rosso da cucirsi sul petto.

WP_20150624_006Il sogno di un’intera città e di una regione è diventato realtà negli ultimi dieci secondi:  prima  Dyson ha messo a segno i liberi del 73 a 75,  poi i ragazzi di coach Menetti hanno fallito l’ultimo attacco ed è iniziata la festa di un intero popolo che continuerà per tutta la notte. Per i ragazzi di coach Sacchetti è il coronamento di una stagione straordinaria, nel corso della quale hanno vinto tutto quello che c’era da vincere: Supercoppa, Coppa Italia e, scusate se ci ripetiamo, lo scudetto.

Il trionfo biancoblù ha il volto del Presidente Stefano Sardara, che ha costruito una macchina perfetta dal punto di vista organizzativo e gestionale, di coach Sacchetti, il tecnico capace di regalare 4 trofei in tre anni alla città di Sassari, e di 13 giocatori che  hanno dimostrato un valore eccezionale dal punto di vista umano, tecnico e agonistico, nonostante le difficoltà che hanno dovuto affrontare durante una stagione nella quale non sono mancati i momenti difficili, superati con una volontà e una determinazione da guerrieri.

Tutti hanno messo il loro tassello, tutti hanno dato il loro contributo alla causa, partendo da chi ha avuto meno spazio, ma ha avuto un ruolo fondamentale per tenere unito il gruppo, come Mbodj, Chessa, l’unico sassarese della squadra, e lo storico capitano Manuel Vanuzzo; per continuare con Formenti,  Sacchetti e Devecchi, sempre pronti quando chiamati in causa; Brooks, il cui contributo è stato fondamentale sia in difesa sia  in attacco; Kadji, decisivo nella serie contro Milano, e Sosa, genio e sregolatezza, al pari dei  protagonisti assoluti di questa straordinaria stagione: Dyson, Logan, Lawal e l’MVP Sanders., che anche oggi, nella partita più importante dell’anno, hanno trascinato la loro squadra al successo con giocate ad alto tasso di spettacolarità

Un applauso va anche ai vinti, ai ragazzi di coach Menetti che, per sette partite, hanno lottato con determinazione e possono recriminare per non aver sfruttato alcune occasioni d’oro, in particolare in gara 6 a Sassari, per conquistare lo scudetto. Entrambe le squadre, siamo costretti a ripeterci, avrebbero meritato il tricolore. Se fossimo stati nel pugilato, i giudici avrebbero emesso il giusto verdetto di parità, ma il basket non prevede il pareggio e, alla fine, ha vinto la squadra che ha saputo gestire nel modo migliore i momenti chiave delle ultime due sfide, quelle che hanno permesso alla Dinamo di ribaltare i conti della serie e di regalare una notte da sogno al suo popolo.

E oggi, nel giorno della festa, il primo pensiero va ai padri fondatori che, il 23 aprile del 1960, hanno posto le basi, forti della loro passione e del loro spirito sportivo, per un presente da sogno. Poi non si possono dimenticare tutti quelli che hanno contribuito alla scalata del sodalizio sassarese fino ai vertici del basket italiano, come i predecessori di Stefano Sardara:  Pilo, Agnesa, Ponti, Milia e Mele; i dirigenti, gli allenatori e tutti quelli che, pur lavorando lontano dalle luci dei riflettori, svolgono un ruolo fondamentale, al pari dei tifosi,vera e propria linfa vitale del progetto Dinamo, che oggi., ci riferiamo soprattutto a coloro i quali hanno vissuto e superato i periodi difficili, possono godere, possono festeggiare per la realizzazione di un sogno!!!!

 

 

 

Una finale vietata ai deboli di cuore: la Dinamo vince dopo tre supplementari, fra due giorni la sfida senza domani

Per due volte ha visto davanti agli occhi la fine del sogno scudetto  ma, come l’Araba Fenice, la Dinamo è risorta dalle sue stesseWP_20150624_006 ceneri e, nel terzo supplementare, ha spezzato in due la partita, grazie alle giocate di Dyson e Logan, immarcabili nonostante i quattro falli a carico. Reggio Emilia può recriminare per aver fallito per due volte con Cinciarini il match ball scudetto, ma ci sarà poco tempo per i ripensamenti, per le riflessioni perché fra due giorni si tornerà in campo per una sfida senza appello, per la sfida che assegnerà il tricolore del basket italiano per la stagione 2914 – 2015.

Come abbiamo detto più volte, entrambe le squadre meriterebbero di conquistare il primo tricolore della loro storia, ma purtroppo le regole sono chiare e bisognerà prepararsi a una vera battaglia, dove vincerà chi avrà più lucidità e più risorse fisiche e mentali.

E battaglia verà è stata pure oggi per 55 minuti vissuti in un clima di alta tensione: le prime fasi sono state contrassegnate da un sostanziale equilibrio, poi Dyson,  Sanders e, soprattutto, Lawal, hanno dato la carica alla Dinamo che, nonostante la disastrosa performance dalla lunga distanza, è riuscita  a portarsi sul + 7 (27 a 20) ad inizio del secondo quarto. Ma Reggio è stata abile a rimanere sul pezzo e, grazie alle iniziative di Della Valle e Pini, è riuscita a impattare i giochi sul 29 a 29. Mentre la Dinamo ha continuato ad affidarsi all’energia del suo centro, le due squadre hanno continuato a viaggiare sul filo dell’equilibrio, come dimostra il 43 a 43 di fine secondo periodo.

Al rientro in campo i biancoblù si sono sbloccati dalla distanza con Logan, che ha regalato il + 6 (51 a 45) alla sua formazione, che non è riuscita a piazzare il break decisivo per merito, in particolare, della risposta di un grande giocatore, quale è Kaukenas, che ha riportato in linea di galleggiamento la squadra reggiana, che si è presentata al via dell’ultimo periodo in vantaggio di una sola lunghezza (63 a 64). Gli ultimi dieci minuti dei tempi regolamentari si sono trasformati in una guerra di nervi: nessuna delle due squadre è riuscita a piazzare l’allungo decisivo e i momenti finali sono stati veramente thrilling:  la palla rubata a Kaukenas con conseguente canestro di Dyson ha regalato il + 2 alla Dinamo (78 a 76),  poi l pareggio dii Polonara (78 a 78), la sfondamento di Dyson e a quel punto, quando mancavano 17 secondi, Cinciarini ha avuto la palla dello scudetto, ma non ha saputo sfruttarla.

E nel primo supplementare i reggiani hanno sprecato un’occasione ancor più ghiotta: grazie alle ottime prestazioni di Della Valle, Polonara e Kaukenas, i ragazzi di coach Menetti si sono trovati avanti di cinque punti a 47″ dal termine (85 a 90). Nel momento più importante della serata sono usciti fuori Logan e Dyson: il primo ha riacceso la speranza con una tripla siderale, il secondo ha impattato con una schiacciata spettacolare a 2″ dalla fine. Palla nuovamente in mano a Reggio Emilia che, ancora con Cinciarini, ha fallito il colpo della vittoria. Ma le emozioni non sono finite: nel secondo supplemenatare è stata la Dinamo a non capitalizzare un vantaggio di 5 punti, suberndo il ritorno di Reggio Emilia, prima che l’errore di Devecchi allungasse la sfida fino al terzo extra time, letteralmente vissuto nel segno di Logae e Dyson, che hanno fissato il punteggio di 115 a 108.

Dinamo che occasione sprecata, vince Reggio Emilia: Cinciarini e compagni potranno giocarsi il primo match ball scudetto fra due giorni al PalaSerradimigni

In un PalaBigi incandescente, come gladiatori nell’arena, i giocatori della Dinamo e di Reggio Emilia hanno dato vita a una vera e propria battaglia sportiva senza esclusione di colpi, alla fine della quale sono usciti vittoriosi i ragazzi di coach Menetti che, grazie al 71 a 67  finale, hanno portato la serie sul 3 a 2 avranno la possibilità di giocarsi il primo match ball scudetto fra due giorni al Palaserradimigni.cinciarini

A condannare la Dinamo, che ha lottato fino all’ultimo secondo, sono state le pessime percentuali al tiro dalla lunga distanza e le tante palle perse, letati soprattutto quelle di Sosa e Dyson nei convulsi secondi finali di gara, quando i reggiani hanno difeso il prezioso vantaggio, chiudendo i conti con i liberi di Cinciarini, ma ancor più decisiva era stata la giocata difensiva di Kaukenas sull’ultimo attacco di Dyson.

Riavvolgiamo il nastro della partita: dopo una fase iniziale euqilibrata (4 a 4), i reggiano hanno provato il primo allungo, portandosi sul 9 a 4, grazie alla tripla di Cinciarini e al canestro di Chikoko. Dopo una fase caratterizzata da tanti errori da ambo le parti, Brooks ha rianimato i biancoblù, che hanno impattato sul 15 a 15 con una giocata sotto le plance di Kadji.

Una tripla di Della Valle allo scadere del quarto ha dato la scossa a Reggio Emilia che, con Silins in gran spolvero, ha messo a segno un parziale di 12 a o, portandosi sul 27 a 15. Per rientrare in partita, vista la pessima giornata al tiro da 3 punti, la Dinamo si è affidata all’energia di Lawal, vero e proprio dominatore sotto le plance, mentre il coach reggiano doveva rinunciare all’apporto di uno dei suoi uomini più rappresentativi, Lavrinovic, uscito per un problema muscolare alla caviglia.

Dopo il canestro del – 10 di Logan (38 a 28), il centro nuigeriano ha realizzato dalla lunetta i tre punti che hanno permesso alla sua squadra di andare all’intervallo sul – 9 (38 a 29).

Dopo il riposo, i ragazzi di coach Sacchetti hanno aumentato la pressione difensiva e hanno piano eroso lo svantaggio fino ad operare il sorpasso (43 a 45) con Dyson. Della Valle, Silins e Cervi hanno riportato avanti Reggio Emilia (52 a 45), poi le giocate di Sosa e Dyson con annesso tecnico a Menetti hanno riportato in scia la Dinamo, che ha chiuso il terzo periodo sul – 1 (52 a 51) per poi mettere nuovamente la freccia, all’inizio del secondo periodo, con i canestri di un Lawal dominante, che sono valsi il 52 a 55. A quel punto, il clima è diventato infuocato e la tensione è salita alle stelle: Polonara e Cervi hanno riportato sul + 6 (63 a 57) la squadra di casa. Ma i sassaresi non hanno mollato: dopo 22 errori consecutivi, Sosa e Sanders hanno messo a referto le prime bombe della serata ma,  dopo la palla persa di Sosa sul 66 a 63, tutto sembrava compromesso per i biancoblù. Ad accendere la speranza è stata un canestro di Sanders dopo un recupero difensivo (68 a 65), poi i viaggi in lunetta hanno regalato la vittoria a Reggio Emilia.

 

La Dinamo per il Progetto Lo sport: Un ponte per la Palestina,asta su facebook delle canotte autografate dei campioni biancoblù

Mentre si prepara ad affrontare la volata finale per lo scudetto, la Dinamo ha deciso di donare due canotte autografate dai Ponti non muripropri campioni per il Progetto Lo Sport: un ponte per la Palestina, promossa dall’Associazione Ponti non muri.

A tal proposito è stato creato un evento su facebook: La Dinamo Sassari per Ponti non Muri: Asta Canotte autografate. Da oggi, domenica 21 giugno, al 5 luglio alle ore 21 chiunque fosse interessato potrà fare la propria offerta,con base d’asta di 50 euro.

Coloro che si aggiudicheranno le canotte dovranno fare le donazioni promesse entro il 10 luglio, secondo le indicazioni che verranno fornite dai promotori dell’iniziativa.

Il ricavato sarà interamente devoluto ai ragazzi di Gerico che, dal 30 agosto al 15 settembre, svolgeranno uno stage di atletica a Sassari.

Che spettacolo al PalaSerradimigni: la Dinamo vince gara 4 e riequilibra la serie, straordinaria prova di Dyson

Girandcola di emozioni al PalaSerradimigni: la Dinamo rischia di gettare al vento una partita già vinta, poi chiude i conti a proprio favore (94 a 90) in un tempo supplementare che ha avuto un protagonista assoluto, Jerome Dyson, che ha spezzato in due la partita con alcune giocate strepitose. E ora, ristabilita la parità, la serie si allunga, almeno fino a gara 6. Lunedì si tornerà a Reggio Emilia, poi, dopo due giorni, si farà nuovamente rotta su Sassari. Finora ha retto il fattore campo, ma ora è difficile, se non impossibile, azzardare un pronostico. Ma una cosa si può dire  senza timore di smentita: entrambe le squadre, per il carattere e la voglia di vincere mostrate, meriterebbero di conquistare il primo tricolore della loro storia. Ma alla fine, ed è questo l’aspetto più affascinante dello sport, potrà vincere solo una squadra. WP_20150618_017 E vincerà chi avrà più energie fisiche e mentali, chi avrà più attenzione e cattiveria agonistica nei momenti topici delle sfide rimanenti, siano esse due o tre.

Tornando alla partita odierna, i biancoblù hanno letteralmente dominato i primi due quarti, facendo la voce grossa fin dall’avvio di gara, quando Kadjii ha messo a referto cinque punti consecutivi, aprendo un parziale iniziale di 12 a 5, prontamente rintuzzato da Cinciarini e Lavrinovic (13 a 12). Nuovo allungo della Dinamo con le triple di Dyson e Sanders prima della reazione di Reggio Emilia, capace di impattare sul 19 a 19, grazie ai canestri di Kaukenas e Della Valle. Il finale del quarto è stato di marca biancoblù; Brooks e Sanders hanno permesso alla loro squadra di chiudere il periodo in vantaggio di 4 punti (25 a 21).

Ed è stato quello il preludio a un secondo periodo, giocato in maniera perfetta dai biancoblù: asfissianti in difesa e implacabili al tiro, soprattutto dalla lunga distanza, i biancoblù hanno via via allungato,  andando al riposo sul + 12 (48 a 36), per poi volare all’inizio del terzo periodo fino al + 20 (68 a 48). In quel frangente, forse inconsciamente, i biancoblù hanno pensato che la partita fosse chiusa e hanno mollato in difesa e, complici anche i problemi in attacco contro la zona, hanno permesso a Reggio Emilia di rientrare in partita. La lunga risalita di Reggio Emilia è arrivata fino al – 3 (78 a 75): palla persa degli ospiti e canestro di Dyson per l’80 a 75: i discorsi sembravano davvero chiuso ma i sassaresi hanno veramente rischiato il suicidio sportivo: palla persa di Brooks per l’80 a 77 dei reggiani, che poi hanno impattato sull’80 a 80 a 22″ dal termine. Ultima possibilità Dinamo, nulla di fatto ed esito della sfida rimandato dall’extra time, vissuto tutto, o quasi, sull’estro di Dyson, che ha trascinato la sua squadra sull’88 a 84, poi l’antisportivo di Lavrinivic ha spalancato le porte della vittoria ai ragazzi di coach Sacchetti. Una serata magnifica con una sola stonata: l’infortunio a Sanders…e lo spettacolo non è ancora finitoo.

Dinamo Sassari – Reggio Emilia 94 – 90

Dinamo Sassari: Logan 11, Sosa 7, Formenti, Sanders 18, Devecchi 3, Lawal 10, Chessa, Dyson 28, Sacchetti, Vanuzzo, Brooks 3, Kadji 10. All. Meo Sacchetti.

Reggio Emilia: Chikoko 4, Polonara 14, Lavrinovic 16, Della Valle 8, Pini, Kaukenas, Cervi, Silins 17, Diener, Casu, Lavacchiella, Cinciarini 12. All. Massimiliano Menetti

Oggi è iniziata la finale della Dinamo: un Logan stellare trascina i biancoblù alla vittoria in gara 3

Se la Dinamo può ancora coltivare il sogno tricolore deve ringraziare  David Logan che, con una serie di triple siderali, ha riaperto una partita che sembrava segnata dopo un terzo quarto disastroso, come dimostrano i soli 4 punti segnati dai biancoblù, incapaci di attaccare la zona. Poi, nel convulso e combattuto finale di gara, i biancoblù sono riusciti, nonostante qualche indecisione, sono riusciti a far compiere il quinto fallo a Lavrinovic e Cinciarini e hanno chiuso i conti sull’80 a 77, grazie ai liberi di un glaciale Brian Sacchetti.WP_20150618_017

Ma le cose migliori i ragazzi di coach Sacchetti le avevano fatto vedere nella prima parte di gara, quando, determinati e aggressivi, hanno messo in grossa difficoltà i reggiani, i quali, particolarmente galvanizzati dopo le vittorie nelle prime due gare, avevano aperto la terza sfida con un parziale di 5 a 11. Uno dei pochi lampi di Lawal ha riacceso la Dinamo, che ha rimesso la testa avanti, grazie alle giocate di Sanders, Dyson e Sosa, e ha chiuso il primo periodo sul 26 a 22.

Il play dominicano è stato uno dei principali protagonisti dell’ottimo secondo quarto dei biancoblù, i quali, particolarmente aggressivi in difesa, sono riusciti a portare il vantaggio in doppia cifra. Ma proprio sul bello, la macchina si è inceppata: dalla fine del secondo e per tutto il terzo periodo, i ragazzi di coach Sacchetti hanno sbattuto contro il muro dei reggiani, i quali, trascinati dalle bombe di Della Valle, hanno ribalatato la situazione, portando il vantaggio in doppia cifra.

Ma proprio quando la fine sembrava vicina, la Dinamo ha ritrovato energie inaspettate, soprattutto  in difesa grazie all’energia di Formenti.

L’ultimo quarto si è aperto con Reggio Emilia in vantaggio di 9 lunghezze (47 a 56) Il livello di tensione agonistica, e non solo, è salito a livelli altissimi, come dimostra il faccia a faccia tra Della Valle e Brooks, con quest’ultimo che, con molta probabilità, è andato oltre i limiti. Ma, dal qual momento in poi, i sassaresi hanno ritrovato il giusto spirito, poi l’opera è stata completata, come scritto precentemente, da Logan che, con le sue magie, hanno regalalto un’altra serata da sogno al popolo del PalaSerradimigni, dove, fra due giorni, si vivrà il quarto atto di una sfida emozionante.

 

Tabellino

Dinamo – Reggio Emilia 80 – 77

Dinamo Sassari: Logan 25, Sosa 13, Formenti, Sanders 13, Devecchi, Lawal 7, Chessa, Dyson 16, Sacchetti 4, Vanuzzo, Brooks 2, Kadji. All. Meo Sacchetti.

Reggio Emilia: Chikoko 8, Polonara 14, Lavrinovic 9, Della Valle 18, Pechacek, Pini, Kaukenas 16, Cervi , Silins 3, Casu, Lavacchiella, Cinciarini 9. All. Massimiliano Menetti

Reggio Emilia domina anche gara 2, la Dinamo non ha ancora iniziato la sua finale

In gara 1 dal grigiore generale si era salvato solo Sanders, oggi Jeff Brooks, ma non cambia la sostanza delle cose: la Dinamo è rimasta ancora al Mediolanum Forum e non è ancora entrata nella serie di finale contro Reggio Emilia. Tra palle perse, scelte sbagliate in attacco e amnesie difese, i sassaresi, ai quali non ha giovato il rientro di Lawal, non hanno mai dato l’impressione di poter impensierire Reggio Emilia che, dopo il successo di gara 1, ha concesso il bis, imponendosi per 84 a 71 al termine di una partita dominata dal primo all’ultimo minuto di gara.cinciarini

Ad aprire le danze è stato Cinciarini, poi l’energia di Lawal, come detto, non è stata sufficiente per limitare lo strapotere dei padroni di casa, che hanno subito preso il largo, portandosi sul + 15 (25 a 10 con una tripla di Lavrinovic). Poi Brooks e Sosa hanno provato a rianimare la compagine biancoblù che, dopo aver chiuso il primo periodo sul – 19 (27 a 17), è risalita, sospinta soprattutto da Brooks, fino al – 5 (29 a 24), prima di essere ricacciata indietro dalla Reggiana, abile a riportare il vantaggio in doppia cifra, grazie soprattutto alle magie offensive di un ottimo Polonara, vero e proprio trascinatore della sua squadra insieme ai soliti Cinciarini, Kaukenas, Lavrinovic e al giovane Silins.

Le due squadre sono andate all’intervallo lungo sul 47 a 36, poi, nonostante il solito Brooks, l’ultimo ad arrendersi, la Reggiana ha continuato a dominare la scena, arrivando fino al + 20 (63 a 43), prima di controllare i velleitari tentativi dì rimonta della Dinamo, il cui svantaggio non è più sceso sotto la doppia cifra.

E ora si torna a Sassari per gara 3 e gara 4: in casa biancoblù bisogna resettare tutto, questi due giorni dovranno servire per riflettere sulle pessime prestazioni, soprattutto dal punto di vista dell’approccio, delle prime due sfide. Nulla è compromesso, ma serve una netta inversione di rotta.

Buona la prima per Reggio Emilia, Dinamo sconfitta per 82 a 63

Insieme, da amici, per scrivere la storia: Dinamo e Reggio Emilia hanno dato vita al primo atto di una inedita finale scudetto, andato in archivio con la netta vittoria dei ragazzi di coach Menetti, che hanno fatto valere la legge del PalaBigi, imponendosi con il punteggio di 82 a 63.reggiana

Forti di un’ottima organizzazione di gioco, aggressivi in difesa  e dominanti a rimbalzo, i reggiani hanno costruito il loro successo con una prima parte di gara giocata in maniera pressoché perfetta, poi hanno gestito la situazione negli ultimi due quarti, nel corso dei quali la Dinamo ha provato a reagire, se così si può dire,  affidandosi in maniera quasi esclusiva all”estro e alla potenza di Sanders, supportato in parte solo dagli uomini della panchina, in particolare Devecchi e Sacchetti.

Per il resto poco o nulla da salvare e non deve valere come giustificazione l’assenza di Shane Lawal, perché anche Reggio Emilia ha dovuto fare i conti con le assenze pesanti di Drake Diener e Mussini.

Con Dyson, Logan, Devecchi, Brooks e Kadji in quintetto base, la Dinamo ha iniziato la sua finale con il canestro del centro camurenense, al quale ha risposto Chikoko prima della tripla di Logan per il 2 a 5. Ed è stato quello l’ultimo momento in cui i sassaresi si sono trovati in vantaggio, poi la tripla dell’MVP della gara, Achille Polonara (18 punti 12 rimbalzi, 23 di vvalutazione), è stato il primo segnale dell’ottima serata dei reggiani, che hanno piazzato il primo break della partita, portandosi sul 10 a 5. Logan ha provato a rianimare la sua squadra, ma l’ottima circolazione di palla dei padroni di casa ha prodotto una serie di bombe, grazie alle quali Cinciarini e compagni hanno chiuso il primo quarto in vantaggio di  23 a 18.

Il secondo periodo si è aperto con il canestro di Dyson, poi è salito in cattedra Cervi che, riproposto dopo due partite, ha dominato  sotto le plance, conducendo insieme a Kaukenas, Cinciarini e Polonara la sua squadra fino al + 20 di fine secondo periodo (52 a 32).

Alla ripresa del gioco, come detto, Sanders ha provato a prendere per mano la sua squadra, che ha solo limitato i danni, senza mai dare l’impressione di poter riaprire la contesa. Ma non è il caso di fare drammi, la serie è ancora lunga, fra due giorni si tornerà in campo, sempre al Pala Bigi, e i tifosi si sugurano di vedere una Dinamo più attenta e determinata.

Sarà Reggio Emilia a contendere alla Dinamo il tricolore del basket

L’avversaria della Dinamo nella finale per lo scudetto sarà.. Reggio Emilia: cuore, carattere, orgoglio e organizzazione sono state le armi vincenti dei reggiani che, pur condizionati dalle assenze di Diener e Mussini, hanno chiuso la serie con Venezia, imponendosi al Taliercio per 63 a 70.cinciarini

Ma le difficoltà, come già accaduto in gara 6, hanno dato un’ulteriore spinta ai ragazzi di coach Menetti, che ha avuto in Cinciarini, Della Valle, Kaukenas e Lavrinovic gli interpreti principali di una vittoria costruita grazie  a un’ottima prestazione in fase difensiva.

I reggiani hanno avuto il modo di rimanere sempre agganciati alla partita anche quando, tra la fine del secondo e l’inizio del terzo periodo, Venezia ha prodotto lo sforzo massimo per dare una spallata decisiva alla partita.

Ma sotto di 9 punti, sul 38 a 29, Cinciarini e compagni hanno trovato le giuste energie per tornare in linea di galleggiamento. Il controparziale di 0 a 11 ha  dato sicurezza ed  entusiasmo al gruppo reggiano, che è stato capace di chiudere il terzo periodo in vantaggio di due lunghezze (46 a 48) prima di piazzare l’allungo decisivo nell’ultimo quarto, nel corso del quale i ragazzi di Menetti hanno dimostrato un’eccezionale forza mentale, limitando le iniziative dei veneziani e colpendo in maniera chirugica in attacco.

L’applauso del Taliercio ai propri benamini, giusto e doveroso ringraziamento per l’ottima stagione disputata, ha fatto da sottofondo agli ultimi istanti dell’ultimo atto di una serie avvincente, al termine della quale entrambe le squadre avrebbero meritato il passaggio del turno. E ora, per tutti, due giorni di riposo..poi lo spettacolo continuerà domenica con il primo round di una serie di finale da vivere tutta d’un fiato.