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La Dinamo è in crisi di gioco e di risultati, biancoblù travolti a Trento

Non ci sono scusanti, alibi o giustificazioni: la Dinamo è in crisi di risultati, di idee e di gioco. La conferma è arrivata nella serata odierna in quel di Trento, dove i biancoblù hanno subito la sesta sconfitta consecutiva tra Campionato ed Eurolega, la più umiliante da quando militano nella massima serie del basket italiano. WP_20141212_012

Il 104 a 82, maturato al termine del quaranta minuti di gioco, certifica in maniera inequivocabile le difficoltà, tecniche e mentali, del gruppo di coach Sacchetti, mascherate nelle prime giornate dal talento di alcuni singoli.

La stagione, che era iniziata con la conquista della Supercoppa, sta continuando nel modo peggiore, a dimostrazione del fatto che, con molta probabilità, il roster, non risponda alle esigenze tattiche dell’allenatore, che ha costruito, negli anni passati, molte delle sue fortune, affidandosi all’estro di un vero playmaker, quale era Travis Diener. E Dyson, purtroppo per la Dinamo, non è un regista puro. Far ricadere tutte le colpe sul giocatore ex Dinamo è sbagliato, poichè insieme a lui sta naufragando tutto il progetto.

Ora urge un cambio di rotta, un segnale di vitalita, una risposta importante da tutto l’ambiente, in particolare dalla società che, con molta probabilità, ha sopravvalutato, in estate, il valore dei giocatori messi a disposizione di coach Sacchetti.

Tornando alla partita di questa sera, bisogna ammettere, per dovere di cronaca, che, per i primi due quarti, i biancoblù, pur privi di Sanders e Brooks,  hanno tenuto bene il campo,  grazie a un ottimo atteggiamento in fase difensiva. Poi, con un terzo periodo da incubo, hanno letteralmente regalato la partita a Trento che, trascinata da Owens e Mitchell, ha portato a casa una vittoria prestigiosa e meritata.

In avvio di gara è stata uno degli uomini più discussi, Todic, a trascinare la Dinamo, che si è portata subito sul 2 a 8 con un canestro di Devecchi, uno dei più intraprendenti nella prima parte di gara. Il “ministro della difesa” ha poi messo a segno due triple consecutive, permettendo alla squadra di andare sul + 5 (9 a 14). Nel finale del periodo, Trento ha recuperato e ha impattato sul 20 a 20 con una bomba di Pascolo.

All’inizio del secondo periodo, Baldi Rossi ha regalato il primo vantaggio ai trentini (23 a 20), poi la Dinamo ha stretto le maglie in difesa e, trascinata da Logan, ha iniziato a colpire in attacco, toccando la doppia cifra di vantaggio (29 a 39). Nella parte conlusiva del secondo quarto, Grant ha tenuto a galla la sua formazione, che è risalita fino al – 1 (44 – 45). Il canestro di Sosa ha poi fissato il punteggio sul 44 a 47.

A quel punto, tutto faceva presagire una seconda parte di gara equilibrata e combatutta, invece, nel terzo periodo, in casa biancoblù si è letteralmente spenta la luce e Trento ha messo a segno un parziale di 24 a 0, grazie al quale hanno letteralmente girato la partita dalla loro parte. In quel frangente non è arrivata alcuna risposta, neanche dal punto di vista caratteriale, da parte della Dinamo. Ed è questo l’aspetto che preoccupa di più.

Il Real Madrid passa al PalaSerradimigni

L’avventura in Eurolega, la sfida con il Real Madrid, l’aver chiuso il primo quarto in vantaggio e l’essere rimasti in partita fino alla finde del terzo periodo sono tutte cose da raccontare ai nipotini. Poi, alla fine, è venuta fuori la netta differenza di valori tra le due compagini e il Real Madrid ha sbancato il PalaSerradimigni con l’eloquente punteggio di 58 a 83.WP_20141212_012

Le assenze di Brooks e Sanders hanno reso ancor più difficile il compito dei biancoblù che, in avvio di gara, hanno subito un parziale di 0 a 12, frutto di 4 bombe consecutive degli iberici. L’ingresso di Sosa, al posto di un opaco Dyson, ha acceso la compagine sassarese, che ha risposto con un contro break di 15 a 0, per poi chiudere il primo quarto in vantaggio di 18 a 14.

Il secondo periodo si è aperto nel segno di Reyes e Ayon, che hanno riportato avanti il Real Madrid (18 – 23). Come era accaduto nel quarto precedente, il volto della Dinamo è cambiato con l’ingresso del play dominicano, il quale, supportato da un Massimo Chessa particolarmente intraprendente, ha regalato il nuovo vantaggio alla Dinamo (25 – 23). Una tripla di Rivers ha rimesso in moto gli ospiti, che sono andati all’intervallo lungo sul + 8 (33 a 41) e hanno poi toccato il vantaggio di 16 punti nel corso del terzo quarto  (35 a 51). Alcune giocate di Lawal e Sosa hanno rianimato i biancoblù, che hanno eroso quasi tutto lo svantaggio, presentandosi al via dell’ultimo quarto sul – 3 (51 a 54). Poi Rivers e Carroll hanno spento definitivamente le speranze dei sassaresi e gli ultimi dieci minuti si sono trasformati in un monologo dei ragazzi di Laso, mentre il coach sassarese ha dato ampio spazio agli uomini della panchina, come Devecchi, Chessa, Formenti e Sosa, il quale merita la palma di migliore in campo.

Nel frattempo è arrivato l’ex Cantù, Mbodi, a rinforzare il reparto lunghi, mentre la squadra dovrà cercare di risolvere alcune problemi che paiono strutturali e soprattutto dovrà ritrovare la strada perduta della vittoria.

Tabellino:

Dinamo Sassari – Real Madrid 58 – 83

Dinamo Sassari: Logan 9, Sosa 18, Formenti 3, Devecchi 5, Lawal 8, Chessa 5, Dyson 2, Sacchetti 3, Vanuzzo, Brooks , Todic 5. All. Meo Sacchetti

Real Madrid: Rivers 9, Fernandez 4, Nocioni 8, Campazzo 6, Maciulis 6, Reyes 14, Ayon 9, Carroll 11, Llull 12 , Bourousis 2, Slaughter 2, Mejri. All. Pablo Laso (foto, Luca Foddai)

Partita spettacolare al PalaSerradimigni, l’Olimpia Milano vince di un solo punto

La tanto attesa sfida del PalaSerradimigni tra la Dinamo e l’Olimpia Milano è terminata con la vittoria per 111 a 112 dei meneghini, i quali, a cavallo tra il terzo e l’ultimo periodo,  hanno girato la partita a loro favore, grazie alle giocate straordinarie di  elementi di classe superiore, quali sono Brooks e Kleiza. In quest’occasione, come si evince dal risultato, i biancoblù hanno ben poco da rimproverarsi, in quanto hanno lottato ad armi pari contro una vera corazzata, formata da campioni di valore assoluto, che oggi hanno tirato con percentuali altissime, in particolare da 2 punti.dyson_efes

Fin dall’avvio di gara si è capito che i tifosi non si sarebbero annoiati: primi punti di Gentile, risposta di Dyson, poi Sanuels ha iniziato a giganteggiare nell’area piccola, ma Sanders, “illegale” nei primi due quarti, ha regalato il primo vantaggio alla Dinamo (9 a 8). Dopo la risposta di Moss, l’ala sassarese ha iniziato a colpire con precisione disarmante dalla lunga distanza, portando la sua squadra sul + 10 (30 a 20). Il solito Samuels e Brooks hanno tenuto a galla Milano, che, nonostante tutto,  ha chiuso il primo quarto in ritardo di 8 lunghezze (32 a 24) e ha ridotto ulteriormente lo svantaggio nella parte iniziale del secondo periodo, grazie a quattro punti consecutivi di Ragland e a un canestro di Samuels (32 a 30)

Le triple di Sanders e Devecchi hanno tenuto avanti la Dinamo che, nonostante le giocate di MarShon Brooks, è riuscita ad andare all’intervallo lungo sul + 2 (53 a 51). Al rientro in campo, due liberi di Moss e un canestro di Brooks hanno permesso all’Olimpia di mettere, dopo tantissimi minuti, la testa avanti (53 a 55).

In quel frangenre, pur essendo carica di falli (4 per Ragland), Milano ha gestito in maniera ottimale le situazioni di gioco e ha allungato, chiudendo il terzoperiodo sul 72 a 81, grazie a una giocata di alta scuola di Brooks.

All’inzio dell’ultimo quarto è salito in cattedra Kleiza che, con quattro triple consecutive, ha letteralmente annichilito la difesa sassarese, ma un tecnico fischiato allo stesso giocatore lituano ha consentito alla Dinamo di rientrare in partita, ma il finale ha premiato i ragazzi di coach Banchi, con  la tripla del definitivo – 1 di Sosa che è servita solo ad accrescere  i rimpianti della squadra biancoblù e della sua tifoseria.

Tabellino

Dinamo Sassari – Olimpia Milano 111 – 112

Dinamo Sassari: Logan 17, Sosa 8, Formenti, Sanders 32, Devecchi 3, Lawal 19, Chessa, Dyson 19, Sacchetti, Vanuzzo, Brooks 9, Todic 4. All. Meo Sacchetti.

Olimpia Milano: Ragland 11, Brooks 25, Gentile 9, Gigli, Cerella, Melli, Meacham 6, Kleiza 21, Fumagalli, James 2, Samuels 23, Moss 13. All. Luca Banchi.

La Dinamo perde col Kazan e dice addio all’Eurolega

Trenta minuti da dimenticare, vissuti in totale confusione tecnica e mentale, poi è arrivata la reazione nell’ ultimo quarto che non è bastata ad evitare la sconfitta con i russi del Kazam, vittoriosi con il punteggio di 68 a 72, e che non cancella i dubbi e le perplessità su un gruppo che, partita dopo partita, continua a palesare limiti strutturali e tecnici preoccupanti, come le pessime percentuali al tiro e la scarsa incisività sotto le plance .WP_20141114_002

Ogni volta siamo costretti a ripeterci, ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: la scarsa capacità di lettura delle situazioni di gioco, l’assenza di circolazione di palla dimostrano, in maniera evidente, che la Dinamo è ben lungi dall’essere definita una squadra. A render la situazione ancor più desolante è l’impressione che non sembrano esserci prospettive di miglioramento dal punto di vista della “chimica”, locuzione che piace tanto agli addetti ai lavori.

Parlare di crisi, forse, è prematuro, ma la squadra, per ritrovare l’autosima e non cadere nella depressione, deve assolutamente ritrovare la strada della vittoria. Per farlo, fin da domenica contro Milano, serviranno quaranta minuti giocati su livelli altissimi (il ricordo della Supercoppa dovrà servire da stimolo) sia in difesa sia in attacco. Sarà fondamentale ripartire dalla vitalità di Sosa e dalla tenacia di Devecchi, autore di una prova di spessore tecnico e agonistico eccellente, anche se  dovranno essere soprattutto gli uomini del quintetto base a dare le giuste risposte e a dimostrare di essere all’altezza delle aspettative dell’estate.

Nel frattempo, con due partite ancora da giocare, la Dinamo dice addio alla massima competizione continentale per club. Nessun dramma: l’Eurolega è stata una bellissima avventura. un sogno. D’ora in poi il pensiero sarà rivolto solo ed esclusivamente al campionato..e alla soluzione dei problemi.

 

 

 

 

 

 

La Dinamo butta via la vittoria a Capo d’Orlando, i siciliani si impongono nel derby delle Isole

Capo d’Orlando, penultima con quattro punti all’attivo, sembrava l’avversario ideale per dimenticare la pesante sconfitta subita nella trasferta di Istanbul. Le cose, al contrario,  sono andate ben diversamente e la Dinamo ha rimediato una figuraccia anche contro i siciliani, che si sono imposti con il punteggio di 72 a 71, trascinati da uno straordinario Hunt, il quale, nonostante la pessima serata ai tiri liberi, è stato il vero padrone dell’area colorata. WP_20141114_002

I biancoblù, dal canto loro, hanno letteralmente buttato al vento una partita che sembrava già vinta, ma, a prescindere dal risultato negativo, a preoccupare è soprattutto la totale mancanza di gioco, fatto questo che porta i ragazzi di coach Sacchetti ad improvvisare soluzioni individuali ed estemporanee, soprattutto quando attaccano contro la difesa schierata.

A render più complicata la serata dei biancoblù sono state, soprattutto nelle fasi decisive della partita, le pessime percentuali nel tiro dalla lunga distanza che, a differenza di quanto accadeva nelle stagioni passate, non è più un’arma letale a disposizione dei sassaresei che oggi, in questo fondamentale, hanno avuto problemi fin dal primo quarto, nelle fasi iniziali del quale sono riusciti a limitare i danni, solo grazie alla tenacia e alla fisicità di Lawal, vera e unica sorpresa positiva di questa prima parte di stagione.

Dal canto loro, i siciliani, trascinati da un pubblico caldo e passionale, hanno avuto in Hunt un vero e proprio fattore e hanno chiusoil periodo in vantaggio di 5 lunghezze (17 a 12).

Le cose sono letteralmente cambiate nel secondo quarto, nel corso del quale la Dinamo ha stretto le maglie in difesa, lasciando le briciole agli  vversari, e ha trovato maggiore fluidità in attacco, colpendo soprattutto con Sosa e chiudendo la frazione sul + 7 (32 a 39).

All’inizio del terzo periodo, i primi segnali di vitalità di Freeman hanno permesso a Capo d’Orlando di risalire fino a – 5 (43 a 48), ma la Dinamo ha prontamente ristabilito le distanze, con due triple consecutive di Sosa e Chessa (43 a 54), e ha poi toccato il vantaggio (44 a 57) con un gioco da tre punti del play dominicano.

Quando tutti, in casa Dinamo, iniziavano a  pregustare la vittoria e il primato in classifica, due triple di Soragna hanno rianimato i siciliani che, con un mortifero parziale di 24 a 4, hanno riaperto i giochi, portandosi in vantaggio sul 68 a 61.

Solo a quel punto, con colpevole ritardo, coach Sacchetti ha chiamato time out per riordinare le idee ai suoi uomini che, nonostante la pochezza di idee, sono comunque riusciti a ritornare in partita, facendo leva sulla grinta e sulla fisicità di Brooks e Sanders. Risaliti fino al – 1, hanno gestito male l’ultimo possesso e i tifosi siciliani hanno potuto festeggiare una vittoria tanto insperata quanto meritata. Per una sera, Davide ha battuto Golia e ora è necessario che tutti facciano un bagno di umiltà e che la società faccia attente valutazioni insieme allo staff tecnico.  I problemi ci sono, ma c’è il tempo per trovare le soluzioni..solo allora, forse, la squadra e il pubblico potranno tornare a divertirsi.

 

La Dinamo non regge il confronto con le migliori realtà del basket europeo, l’Efes vince 85 a 62

Partecipare all’Eurolega è stato un sogno, soprattutto per quei tifosi che hanno seguito la Dinamo fin dagli anni eroici del Meridda e del WP_20141114_002Coni, ma, col passare delle giornate, appare ormai chiaro che la Dinamo non abbia le potenzialità per reggere il confronto con il meglio del basket continentale.

Oggi, l’Efes Istanbul, vittorioso per 85 a 62, ha messo in ulteriore evidenza i difetti di un gruppo, povero di idee in attacco e molle in difesa, fase del gioco che sarebbe, il condizionale d’obbligo in questo caso, dovuta essere il fiore all’occhiello di questo gruppo. Poi ci sono le pessime percentuali nel tiro dalla lunga distanza e dalla lunetta, la panchina lunga che non è poi così tanto lunga, un playmaker che non è un playmaker….e in Europa si fa poca strada.

Per ora godiamoci la vittoria della Supercoppa e il primo posto, seppur in coabitazione, in un campionato di livello modesto, quale è quello italiano, ma l’Eurologa, siamo costretti a ribadirlo, non è pane per i denti della Dinamo.

Tabellino:

Efes Istanbul – Dinamo Sassari 85 – 62

Efes Istanbul: Bakbay 2, McGrath, Osman 12, Perperoglou 7, Saric 18, Draper 4, Lasme 6, Korkmaz 7, Janning 6, Kilicli 2, Kosut, Bjelica 16.

Dinamo Sassari: LOgan 10, Sosa 4, Formenti 2, Sanders 11,  Devecchi,, Lawal 10, Chessa 3, Dyson 8, Sacchetti, Vanuzzo, Brooks, Todic 10. All. Sacchetti.

La Dinamo supera Avellino e resta in testa alla classifica

Il solto Dyson confusionario e inconcludente, il solito gioco disordinato, le solite palle perse banalmente e i soliti tiri liberi sbaglliati, poi è arrivata la solita vittoria in campionato, grazie alla quale la Dinamo conserva il primo posto in coabitazione con Venezia e Reggio Emilia. Decisivo, per superare Avellino con il punteggio di 81 a 75, è stato l’atteggiamento difensivo mostrato nell’ultimo quarto, nel corso del quale i sassaresi hanno rimesso in sesto una partita che era iniziata nel peggiore dei modi.WP_20141124_023

Con Sosa preferito a Dyson nel quintetto iniziale, i sassaresi hanno infatti avuto un pessimo approccio, subendo, nei minuti iniziali, le iniziative di uno scatenato Harper e di Anosike, che hanno permesso ad Avellino di portarsi sul 3 a 9.  Pur non brillando, i biancoblù sonocomunque riusciti a risalire la schina e hanno impattato sul 22 a 22. Poi, Avellino ha riallungato con cinque punti consecutivi di Cadougan e ha chiuso il primo periodo sul 23 a 27.

All’inizio del secondo quarto, due triple consecutive hanno fatto volare gli irpini sul + 9 (26  a35). In quel franqente è salito in cattedra David Logan che, con una serie di bombe, ha tenuto a galla la sua formazione, capace di mettere la testa avanti sul 43 a 42, grazie a un’ottima giocata di Lawal, e di andare all’intervallo lungo in vantaggio di una lunghezza (45 a 44).

All’inizio del terzo periodo, le due squadre sono rimaste a contatto, poi, sul punteggio di 54 a 54, i ragazzi di coach Sacchetti hanno gestito male alcune situazioni di gioco, consentendo agli ospiti di piazzare un break di 0 a 6 (54 a 60) e di chiedere il quarto sul + 5 (58  a 63).

Quando sembrava materializzarsi lo spettro della prima sconfitta casalinga in campionato, i biancoblù hano avuto un’ottima reazione dal punto di vista caratteriale, concedendo pochissimo all’attacco avellinese.  I soliti errori e le solite gestioni approssimative non hanno permesso però di piazzare l’allungo decisivo e il riusltato è rimasto in bilico fino ai minuti finali. Una tripla di Sanders sul 71 a 71 ha dato la spinta decisiva ai sassaresi, che hanno portato a casa una vittoria fondamentale per lavorare con maggiore tranquillità al fine di limare i difetti di un gruppo, lungi dall’essere definito tale.

Tabellino

Dinamo Sassari – Avellino 81 – 75

Dinamo Sassari: Logan 20, Sosa 14, Formenti, Sanders 16, Devecchi, Lawal 13, Chessa, Dyson 10, Sacchetti, Vanuzzo, Brooks 12, Todic 6. All. Sacchetti.

Avellino: Anosike 13, Gaines 13, Cadougan 5, Gioia, Hanga 4, Banks 4, Cavaliero 3, Cortese 5, Trasolini 5, Severini, Lechtaler, Harper 23. All. Vitucci. (foto, Luca Foddai)

La Dinamo sconfitta dal Novgorod al PalaSerradimigni

A distanza di pochi giorni il miracolo non si è ripetuto,  la Dinamo è stata sconfitta con il punteggio di 82 a 89 dai russi del Nihzny Novgorod e vede spegnersi le residue speranze di passaggio del turno. Bisogna ammetterlo, l’Eurolega non sembra essere la dimensione dei sassaresi che, con tenacia, hanno provato a reggere il ritmo degli avversari, ma hanno dovuto cedere  soprattutto per l’incapacità di gestire il gioco nei momenti chiave della contesa. Bocciata, in tal senso, la prestazione di Dyson, che ha perso largamente il confronto con il pari ruolo, Rochestie, protagonista assoluto della partita. WP_20141114_002

I russi hanno messo le cose in chiaro fin dai primi minuti di gioco, quando hanno piazzato un parziale iniziale di 3 a 8. Una tripla di Sanders ha tenuto in scia i sassaresi, che poi hanno subito troppo in difesa e a rimbalzo, permettendo agli ospiti di volare sul + 8 (10 a 18).

Un Sanders in gran spolvero ha riportato la Dinamo sul – 1 (22 – 23), costringendo il tecnico russo a chiamare time out per riordinare le idee ai suoi uomini, che hanno dato un’ottima risposta e hanno chiuso il periodo sul 25 a 30.

La tripla di Sosa, a lungo preferito all’abulico Dyson, ha aperto il secondo periodo. Lo stesso giocatore dominicano ha permesso alla Dinamo di rimanere in scia (36 a 38). Poi, per alcuni minuti, i sassaresi si sono incartati e hanno dato via libera gli avversari, che hanno toccato la doppia cifra di vantaggio (39 a 50) e sono andati all’intervallo lungo sul + 7 (46 a 53).

Impalpabili in difesa e remissivi sotto le plance per due quarti, i biancoblù sono apparsi trasformati all’inizio del terzo periodo, quando hanno piazzato un parziale di 12 a 0, grazie al quale si sono portati sul 58  a 53. Determinante, in quel frangente, è stato l’apporto degli uomini della panchina, in particolare Devecchi, encomiabile per coraggio e dedizione.

Il solito Rochestie ha fatto uscire dal tunnel la compagine russa  (58 a 60), poi Sacchetti e Todic hanno riportato avanti la Dinamo, che si è presentata al via dell’ultimo quarto sopra di due punti (65 a 63). I padroni di casa hanno ulteriormente allungato, portandosi sul + 6 (74 a 68), ma sul più bello si sono spenti, consentendo ai russi di mettere a segno il decisivo contro break di 0 a 12  e di portare a casa una vittoria tutto sommata meritata.

Dinamo Sassari – Nihzny Novgorod 82 – 89

Dinamo Sassari: Logan 6, Sosa 13, Sanders 17, Devecchi 2, Lawal 7, Chessa, Dyson 10, Sacchetti 8, Vanuzzo, Brooks 13, Todic 6. All. Sacchetti.

Nihzny Novgorod: Baburin 11, Parakhouski 12, Ivlev, Antonov 8, Patsatsia, Khostov 1, Kinsey 15, Rochestie 29, Savelyev, Krivoshee, Thompkins 13. All. Bogotsis.

 

Matteo Formenti è un giocatore della Dinamo

Le voci, circolate con insistenza nella giornata di ieri, hanno trovato conferma nella mattinata odierna: Matteo Formenti è ufficialmente un giocatore della Dinamo e arriva a rinforzare il già ricco reparto degli esterni.Formenti

Cresciuto nelle giovanili dell’Aurora Desio, Formenti ha disputato i primi campionati da senior, tra il 1999 e il 2001, proprio con la società brianzola.

Nel 200o ha ricevuto la chiamata della Nazionale juniores, con la quale ha disputato i Campionati Europei di categoria, meritando la convocazione per la Nazionale azzurra under 20.

La stagione con il Treviglio, nel 2001 – 2002, ha preceduto la parentesi più importante della sua carriera, vissuta a Casale, dove è rimasto per ben sette stagioni.

Nel 2009 ha fatto il suo esordio nella massima serie con la Vanoli Cremona, poi, dal 2011 al 2014, è stato protagonista della scalata dell’Enel Bri Brindisi dalla Legadue ai quarti di finale dei play off.

E ora è pronto a iniziare la sua nuova avventura con la Dinamo, dove ritrova due vecchi compagni di squadra, l’esterno Dyson e il lungo Todic. Il suo arrivo segue l’addio di Tessitori e precede la delicata sfida con il Novgorod, in programma per domani alle ore 20:30 al PalaSerradimigni.

Il matrimonio tra la Dinamo e Tessitori finisce tra dubbi e silenzi

Quando arrivò a Sassari, due anni fa, Amedeo Tessitori fu presentato come il talento su cui puntare per il futuro. Le cose, però sono andate diversamente e, nella giornata odierna, la dirigenza biancoblù ha annunciato, con uno scarno e  freddo comunicato, di aver rescisso consensualmente il contratto con il centro toscano.

Non si può dire che la notizia sia arivata come un fulmine a ciel sereno, visto che del  giocatore si erano perse le tracce da tempo e la dirigenza aveva scelto la linea del silenzio, che era servita solo ad alimentare le voci di corridoio, le illazioni e qualche velata polemica.

Prima Cusin, poi Tessitori; i lunghi non sembrano avere vita facile a Sassari E ora si fanno insistente le voci di un possibile interessamento per Formenti, il cui arrivo, nel caso fosse confermato, andrebbe a rimpolpare il già ricco reparto degli esterni, a meno che non siano in programma altre operazioni in uscita o stravolgimenti nel roster.