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La corsa della Dinamo si ferma a Pistoia

La corsa della Dinamo, targata Federico Pasquini, si ferma a Pistoia: ed è una sconfitta pesante perché il 77 a 68, maturato al termine dei quaranta minuti di gioco, permette ai toscani di ribaltare la differenza canestri, visto che la gara di andata si era chiusa sull’80 a 75 di Devecchi e compagni. I quali  si ritovano ora nel gruppone delle squadre a trenta punti ( insieme a Trento, Venezia e alla stessa Pistoia) e rischiano di dover entrare nei play off da uno dei gradini più bassi, visto che, nell’ultimo turno della stagione dovranno vedersela con l’Olimpia Milano.WP_20160306_018

Ma, al di là dei freddi numeri, a lasciare l’amaro in bocca è soprattutto l’andamento della sfida odierna, nel corso della quale i biancoblù hanno mostrato prima il meglio poi il peggio del loro repertorio, facendo così un passo falso nel percorso di crescita, portato avanti nelle ultime settimane.

Perché, quando i sassaresi hanno toccato i 17 punti di vantaggio (21 a 38) nel corso del secondo periodo, tutti, anche il meno ottimista dei tifosi, hanno pensato che i sassaresi potessero fare, sull’onda del successo di una settimana fa contro Reggio Emilia, un sol boccone dei malcapitati toscani.

Ma le cose sono andate ben diversamente, poiché, dopo l’intervallo lungo, la trama della partita è cambiata in maniera inaspettata: in casa Dinamo si è spenta la luce, mentre i toscani hanno trovato energie inaspettate, grazie alle quali hanno dapprima ribaltato la situazione, portandosi dal – 17 al + 7, poi hanno rintuzzato il tentativo, velleitario, di riaprire i giochi dei sassaresi, i quali, complice qualche errore di troppo nel finale di gara, hanno dato via libera agli avversari, che hanno portato a casa un successo di quattro punti.

La Dinamo sfoggia una prestazione da Campione d’Italia: i biancoblù sbancano Reggio Emilia con un Logan stellare

L’aria del Pala Bigi, l’impianto in cui conquistò il suo primo storico scudetto, fa bene alla Dinamo, che si impone col punteggio di 98 a 102 , infliggendo così il primo dispiacere casalingo ai ragazzi di coach Menetti.WP_20160306_018

E ora, la Dinamo, rinfrancata dalla cura Pasquini inizia a far paura e rilancia le proprie quotazioni, in vista dei prossimi plat off scudetto.  Al di là della precisione dalla lunga distanza e dalla straordinaria prestazione balistica di Logan, tornato sugli standard eccellenti della passata stagione, a far ben sperare sono le cose che non appaiono nei tabellini a fine partita, cioè la voglia di lottare per conquistare un rimbalzo o il buttarsi sui palloni sporchi.

Oggi, come era accaduto nella serie per il tricolore, le due squadre hanno dato spettacolo fin dalla palla a due. Nel primo quarto, nel corso del quale sia la Dinamo sia Reggio Emilia hanno fatto cose sfavillanti in attacco. A partire meglio, come dimostra il parziale di 17 a 10, sono stati i padroni di casa, ma la Dinamo, trascinata da un Logan immarcabilee senza più le paure e le problematiche dell’era Calvani, ha dimostrato di voler recitare un ruolo da protagonosta nel film della partita, piazzando un parziale di 0 a 10, grazie al quale hanno messo la testa avanti, portandosi sul + 3 (17 a 20), per poi conservare il vantaggio fino alla fine del periodo, chiuso sul 27 a 30.

Nel prosieguo della gara, i sassaresi, nonostante qualche passaggio a vuoto in difesa e l’eccessivo affidarsi al tiro da tre punti, sono rimasti sempre sul pezzo. E anche nei momenti difficili, ad esempio quando i reggiani hanno ristabilito la parità (70 a 70),  i biancoblù non hanno perso la testa, anzi, in avvio dell’ultimo quaarto, hanno piazzato un break di 3 a 17, portato il vantaggio in doppia cifra (73 a 87). Ma Reggio Emilia, squadra di ottima caratura tecnica, ha trovato le energie necessarie per riaprire i giochi. Ma, nell’emozionate finale, la Dinamo ha girato la partita a prorio favore con un gioco da tre punti di Alexander e con i liberi di Stipcevic.

Signori e signori, la Dinamo è tornata…e ai play off ci sarà da divertirsi.

 

Dinamo in gran spolvero: i biancoblù travolgono Torino e fanno un passo decisivo verso i play off

La cura Pasquini funziona e ora divranno ricredersi coloro i quali avevano storto il naso il giorno del suo insediamento sulla panchina biancoblù. Oggi, la Dinamo ha travolto Torino sotto una valanga di canestri (112 a 98 ), facendo, con molta probabilità, un passo decisivo verso i play off scudetto. WP_20160410_002

Alla vigilia c’era qualche preoccupazione, visto anche l’ottimo stato di forma dei piemontesi, reduci da tre successi consecutici e determinati ad allungare la striscia vincente per dare ulteriore ossigeno alle speranze di salvezza, forti anche della presenza di due ex, Dyson, applauditissimo eroe della storica stagione del tricolore, ed Eyenga, sfortunato attore della prima parte della stagione odierna, decisamente avara di soddisfazioni per Devecchi e compagni.

E nel primo periodo, con le difese in vacanza, come certificato dal parziale di 28 a 28, i torinesi hanno risposto colpo su colpo ai sassaresi. L’equilibrio è perdurato anche nella seconda fase, poi, come era gia accaduto contro Capo d’Orlando e Caserta, i biancoblù hanno girato la partita a loro favore nel terzo quarto, quando hanno portato il vantaggio in doppia cifra per poi gestirlo con relativa facilità, favoriti anche dalla difesa un po’ troppo allegra di Torino, che nulla ha potuto contro l’ottima giornata delle bocche da fuoco biancoblù, Akognon in particolare,  che hanno chiuso con uno stratosferico 17 su 25 dalla lunga distanza. Ma, al di là dei freddi numeri, è l’atteggiamento che fa ben sperare in vista della seconda fase.

Tabellino

Dinamo Sassari: Petway 2, Logan 19, Formenti 12, Devecchi 8, Alexander 10, D’Ercole, Marconato, Sacchetti 2, Akognon 30, Stipcevic 12,  Varnado 6, Kadji 11. All. Federico Pasquini.

Auxilium Torino: Dyson 24, White 12, Giachetti 6, Mancinelli 10, Rosselli 4, Fantoni, Kloof, Bottiglieri,  Eyenga 19, Goulding 12, Ebi11. All. Frank Vitucci.

Prova di carattere della Dinamo: vittoria al PalaSerradimigni contro la Juve Caserta

Vittoria doveva essere e vittoria è stato per la Dinamo che, al PalaSerradimigni, ha sconfitto per 87 a 75 la Juve Caserta, mettendo così un mattoncino importante nella strada che porta verso i play off.WP_20160403_019

Non si può di certo dire che i biancoblù abbiano fatto cose sfavillanti dal punto di vista tecnico,  ma hanno costruito il loro successo, grazie all’abnegazione, al carattere e all’ottimo impatto difensivo, in particolare nel terzo periodo, quando, dopo una prima parte di gara sostanzialmente equilibrata (45 a 42 all’intervallo lungo), hanno costruito il break decisivo.

I sassaresi si sono presentati al via dell’ultimo quarto con un vantaggio di 10 lunghezze (63 a 53), che hann poi gestito, negli ultimi dieci minuti di gioco, quando i casertani hanno dovuto fare i conti anche con le rotazioni limitate.

Lo spirito di gruppo è stato, come già scritto, il fattore principale del successo dei sassaresi, ma, nel collettivo, sono emerse alcune individualità, in particolare Logan, top scorer della gara con 25 punti; Varnado, fondamentale in attacco nel terzo quarto, Akognon ed Alexander, senza dimenticare l’ottima prova degli italiani, in particolare Brian Sacchetti, il quale ha dato un contributo fondamentale al successo della sua squadra, che si evince, non solo dai sette punti nel tabellino personale, ma anche dal cosiddetto lavoro sporco. E la voglia di sbucciarsi le ginocchia fa la differenza fra una squadra vincente e una che non lo è.

Tabellino:

Dinamo Sassari – Juve Caserta 87 – 75

Dinamo Sassari – Petway 4, Logan 25, Formenti, Devecchi, Alexander 13, D’Ercole, Marconato, Sacchetti 7, Akognon 19, Stipcevic 7,  Varnado 10, Kadji 2. All. Federico Pasquini.

Juve Caserta- Gennarelli, Downs 9, Siva 13, Cinciarini 22, Ventrone, Jones 4, Giuri 6, Johnson 8, Ingrosso 5, Slokar8. All. Sandro Dell’Agnello.

La Dinamo spreca un’altra occasione: Trento vince dopo un supplementare

Trento e Dinamo, formazioni in lotta per conquistare un posto nei play off, non hanno tradito le attese e hanno dato vita a una battaglia sportiva senza esclusione di colpi, che si è chiusa con la vittoria per 93 a 81 dei ragazzi di coach Boscaglia, i quali, dopo aver eliminato Milano in Eurocuop, hanno ripreso la loro marcia in campionato, dopo un lungo periodo di crisi.WP_20151223_024

Si fa ripida invece, per la Dinamo, la strada che porta ai play off: alla ricerca di conferme dopo il successo di una settimana fa contro Capo d’Orlando, i biancoblù devono recriminare, soprattutto con se stessi, per non essere riusciti a gestire il vantaggio di 9 punti, maturato a 6 minuti dal termine dei regolamentari,  a causa di alcune gestioni offensive poco certosine, che hanno consentito ai trentini di erodere tutto lo svantaggio, chiudendo i regolamentari sul 76 a 76. I supplementari si sono, poi,  trasformati in un monologo di Pascolo e compagni, mentre i sassaresi si sono letteralmente “sgonfiati”, soprattutto dal punto di vista mentale, lasciando così via libera agli avversari, che avrebbero dovuto pagare maggiormente i conti con la stanchezza, in considerazione dell’impegno infrasettimanale.

La scarsa durezza mentale e l’incapacità a gestire i  vantaggi rappresentano una preoccupante costante di questa travagliata stagione della Dinamo, che, nelle ultime cinque giornate, dovrà tirare fuori tutte le energie fisiche e mentali per centrare l’obiettivo dei play off. Sì, era inimmaginabile da pensare in avvio di stagione, ma dopo aver ceduto Supercoppa e Coppa Italia, i biancoblù rischiano di rimanere fuori dalla corsa per lo scudetto, proprio nella stagione in cui giocano col tricolore cucito sulla canotta.

Non tutto è perduto: la speranza è legata alle cose positive viste nelle ultime due gare, come la difesa negli ultimi due quarti con Capo d’Orlando e l’orgoglio messo in mostra nel terzo quarto della sfida odierna contro i trentini, quando i sassaresi sono riusciti a riaprire una partita che, dopo metà gara, sembrava segntata definitivamente. Poi i soliti errori hanno rovinato tutto, ma questo, come già scritto, sta diventando…storia vecchia.

 

La Dinamo ritrova la vittoria!

Signori e signori…la Dinamo! Finalmente, aggiungiamo noi! Dopo un periodo difficile, i biancoblù, infatti, si sono ritrovati, sconfiggendo per 92 a 63 l’Orlandina, al termine di una partita dai due volti: equilibrata nella prima parte e dominata dai sassaresi nella seconda. Una vittoria, quella odierna, dal valore doppio per i ragazzi di coach Pasquini, i quali, in un colpo solo, hanno guadagnato tre posizioni in classifica, tornando prepotentemente in corsa per i play off.WP_20160320_037

A far differenza, rispetto alle precedenti uscite, è stato l’aspetto caratteriale: onsapevoli di non poter fallire l’appuntamento odierno, per non sprofondare nella crisi più profonda, i biancoblù hanno lottato su ogni pallone fin dalla palla a due. Da ciò ne è conseguita una maggiore fluidità in attacco e una maggiore precisione al tiro. I sassaresi si sono così ritrovati in vantaggio di 11 lunghezze (31 a 20). A quel punto sono riemersi i fantasmi, perché i siciliani, trascinati da Boatright (giocatore di caratura tecnica superiore) hanno eroso lo svantaggio, riuscendo a mettere la testa avanti (40 a 42 alla fine del secondo periodo).

Da quel momento, come abbiamo già scritto, è cambiata la storia della partita: i siciliani hanno via via perso brillantezza, per merito soprattutto della difesa aggressiva dei biancoblù, i quali hanno dapprima operato il sorpasso e poi hanno preso il largo, grazie anche alle giocate offensive degli uomini di maggiore classe, come Logan e Alexander. Anche se oggi, il titolo di MVP lo merita Rok Stipcevic, vero mastino in difesa.

La vittoria odierna non cancella, in un solo colpo, i problemi della squadra, ma rappresenta una iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni, a partite già dalla scontro diretto di sabato prossimo contro Trento.

Dinamo Sassari: Petway, Logan 20, Formenti 6, Devecchi , Alexander 23, D’Ercole 3, Marconato, Sacchetti 4, Akognon 9, Stipcevic 13, Varnado 7, Kadji 7. All. Federico Pasquini.

Betaland:Galipò, Stojanovic, Basile 5, Laquintana 8, Perl, Nicevic 10, Boatright 18,  Jasaitis 10, Bowers, Munafò, Oriakhi 6, Nankivil 6. All. Gennaro Di Carlo.

La dirigenza biancoblù trova il capro espiatorio, Tony Mitchell paga per tutti

“Possiamo anche perderle tutte fino all’ultima ma solo con giocatori che si sbattono alla morte sul campo. Non tollereremo più chi non onora la maglia che indossa ed iniziamo subito salutando qualcuno fin da domattina..”: erano state questo il pensiero espresso, su facebook, dal massimo dirigente della Dinamo, dopo la pessima prova dei biancoblù in quel di Pesaro. E oggi, non tanto a sorpresa, è arrivata l’ufficializzazione del taglio di Tony Mitchell che, come riportato nella nota ufficiale, non farà più parte del roster della squadra.Mitchell

Ed ecco trovato il capro espiatorio, quello che, come era capitato ai due tecnici in precedenza, paga per tutti,  soprattutto per gli errori compiuti da altri, in particolare lo smembramento del gruppo vincente della scorsa stagione,  la sopravvalutazione di quello attuale e, infine,  gli avvicendamenti in panchina, che hanno portato ben pochi benefici.  E ora non si pensi che Tony Mitchell  fosse, pur con i suoi difetti,  l’unica nota stonata e che, con il suo taglio,  si possano risolvere, in un solo colpo, tutti i problemi di un gruppo mal assemblato e, come abbiamo scritto ieri, remissivo e sfiduciato, con individualità che, partita dopo partita, hanno dimostrato di non esssere all’altezza, per carenze tecniche e caratteriali, delle aspettative. E non ci riferiamo, di certo, a Mitchell, in attesa che qualcun’altro inizi a fare mea culpa.

 

Tracollo Dinamo a Pesaro: prestazione imbarazzante dei biancoblù nel giorno dell’esordio in panchina di Pasquini

Dopo la sconfitta contro Bologna, avevamo detto che la Dinamo aveva toccato il fondo. Dobbiamo ammetterlo, ci sbagliavamo, perché oggi, a Pesaro, i biancoblù sono riusciti a fare peggio, sprofondando sul campo della Vuelle Pesaro, che si è imposta con il punteggio di 86 a 65 , che lascia poco spazio alle recriminazioni.WP_20160306_018

Tre indizi, come si suol dire in ambito giurico,  fanno una prova. I problemi, come abbiamo più volte ribadito, non sono nella guida tecnica, ma nelle potenzialità di un gruppo che, come più volte ribadito, presenta carenze che non paiono sanabili. Ed è così che il terzo cambio in panchina, con il general manager Pasquini subentrato al dimissionario Calvani, non ha sortito gli effetti sperati e ora la situazione, in ottica qualificazione ai play off,  si è fatta davvero  preoccupante, perché la squadra è apparsa letteralmente allo sbando e tutti gli uomini, eccezion fatta per qualche lampo di Akognon, sono apparsi, ed è questa la cosa più grave, sfiduciati e remissivi.

La partita odierna si è così trasformata, per i biancoblù,  in un vero e proprio calvario, tra attacchi approssimativi e difese imbarazzanti. E Pesaro, favorita anche dalla scarsa o nulla reattività a rimbalzo dei biancoblù, ha preso  subito il largo, come dimostra il + 24  (45 a 21) maturato nel corso del secondo quarto, per poi gestire il vantaggio, in una seconda parte di gara che ha assunto le sembianze di un lungo garbage time, atratti umiliante per Devecchi e compagni.

Una cosa è certa: la Dinamo non sta, in alcun modo, onorando il tricolore cucito sulla canotta e, alla luce dell’atteggiamento mostrato oggi, in particolare da alcuni uomini chiave (Logan su tutti),  il futuro appare denso di nubi.

 

Il nuovo allenatore della Dinamo è Federico Pasquini

Il Presidente della Dinamo, Stefano Sardara, accetta le dimissioni di coach Calvani e punta sulla soluzione interna. A Federico Pasquiniguidare la squadra, nell’ultimo scorcio di stagione, sarà il General Manager, Federico Pasquini, che ha un passato da allenatore, vissuto, come vice, a Castelmaggiore, Capo d’Orlando, Ferrara e a Bologna, sponda Fortitudo, e come capo allenatore a Napoli e nella stessa Sassari, nella stagione 2010 – 2011, quando condusse la Robur alla salvezza, nel campionato di serie B dilettanti

Avevamo tre soluzioni: confermare Calvani, scegliere un nuovo allenatore o affidare la panchina ai due assistenti Citrini e Maffezzoli.  – ha dichiarato il massimo dirigente biancoblù -. Abbiamo la scelto la quarta quello di affidare la squadra a Federico Pasquini. Lui è un allenatore e conosce alla perfezione lo spogliatoio ed i giocatori, i quali, ora, dovranno dare le giuste risposte

La crisi della Dinamo non conosce fine: i biancoblù perdono con Bologna e Calvani rassegna le dimissioni

La crisi della Dinamo non conosce fine. Oggi, i biancoblù hanno perso per 85 a 91 contro la Virtus Bologna e, al termine dell’ennesima gara deludente della sua stagione, coach Marco Calvani ha rassegnato le dimissioni. Un gesto che fa onore ad un allenatore, la cui gestione, come dimostrano i risultati, è stata alquanto deficitaria. Non vogliamo dire con questo che le colpe siano solo sue, perché la squadra ha delle pecche di carattere strutturali insanabili, ma anche lui ci ha messo del suo, vedasi certi assetti proposti oggi, come il quintetto con Sacchetti e Petway sotto le planceWP_20160306_018

Prima di parlare della gara vi informo  – sono state queste le parole del coach, nel dopo gara – che ho chiamato il presidente e il manager e ho rassegnato le dimissioni, perché credo di aver trovatonel tempo in cui sono stato qui, persone splendide come Stefano Sardara e Federico Pasquini, e cito loro due per citare tutti,  che mi hanno sempre messo nelle condizioni di lavorare bene e di intervenire sul mercato, e siccome io la mattina voglio continuare a guardarmi allo specchio, devo rispetto a questa gente. Dimissioni è un vocabolo che non rientra nel mio scenario ma quando ci si trova davanti a persone oneste che hanno fatto tutto ciò che hanno fatto per la Dinamo e per Sassari, credo che il minimo che possa fare è essere onesto con loro e quindi se io sono il problema, mi tiro indietro. Ho comunicato questo al presidente, che ha preso atto di quello che io gli ho detto ma si è riservato di dare una risposta”.

Ora, in attesa della risposta del presidente, il futuro appare nebuloso, perché la squadra sembra non avere le qualità caratteriali, necessarie per poter lottare per un qualsiasi obiettivo. E i difetti sono emersi tutti oggi, contro una squadra che non vinceva in trasferta da 13 mesi e che è stata capace di risalire dal – 11 (62 a 51) e di vincere la partita, grazie ad un gioco ordinato e attento, con tutti i protagonisti che hanno fatto la loro parte, a partire dagli esterni Gaddy e Collins, ottimo il suo esordio, per continuare con i vari Fontecchio, Vitali e, soprattutto, Pittman, che ha fatto il bello e il cattivo tempo.

In casa Dinamo, alla luce dei fatti, non c’è proprio nulla da salvare. Non bastano le fiammate e le giocate spettacolari dei singoli, Kadji ed Alexander in particolare, se poi, nei momenti chiave delle gare, si spegne la luce e subentrano insicurezza e paura di prendersi le responsabilità. Poi, quando Logan toppa la serata in attacca, il compito diventa veramente arduo.

Ora, che si è toccato il fondo, non si può che risalire, anche se, ad essere sbagliata, come accade per i vini, sembra essere proprio l’annata.