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La Torres femminile vince la Coppa Italia di serie C

Nella serata di mercoledì la Torres femminile ha messo in bacheca il primo trofeo del nuovo corso, la Coppa Italia di serie C, grazie alla vittoria con il roboante risultato di 9 a 0 contro il Villacidro. La vera mattatrice della gara è stata la talentuosa Maria Grazia Ladu, che ha realizzato cinque reti, mentre le altre segnature hanno portato la firma di Floriana Monti, Roberta Razzoli, Francesca Piras e Marina Senes.

 

Latte Dolce a un passo dalla salvezza: il presidente Roberto Fresu carica i biancocelesti in vista della sfida col Monterosi

Il Latte Dolce torna a giocare: dopo il turno di riposo nell’infrasettimanale e la sosta pasquale i biancocelesti di mister Massimiliano Paba si preparano alla trasferta di Monterosi, terzultimo appuntamento della stagione per Garau e compagni, ai quali manca un  solo punto per conquistare la salvezza matematica, ma per festeggiare potrebbero bastare anche solo gli incastri di risultati .delle altre sfide in programma per il terzultimo turno del girone G della serie D.latte-dolce-sassari

«Chiaro che i ragazzi andranno a Monterosi determinati ad affrontare la gara come già fatto in occasione della gara giocata e vinta contro il Trestina – ha dichiarato il presidente del sodalizio biancoceleste, Roberto Fresu -. Scenderemo in campo per fare la nostra partita, per provare a fare bene e prendere almeno un punto. Vero è che loro sono lanciatissimi nella corsa alla vittoria del campionato o di un posto al sole nella griglia playoff, ed è anche vero che la settimana prossima resteranno seduti sul divano a guardare con in tasca i tre punti del match con Foligno. Quel che è certo è che non troveremo un Monterosi tranquillo e sereno disposto a scansarsi, tutt’altro. Noi abbiamo qualche problema di assenze fra infortuni e squalifiche, però si va lì a fare la nostra partita, frase fatta ma sempre valida, e poi si vedrà. Più che altro orecchio alle radioline e occhio agli sms per capire cosa faranno quelle alle spalle: la salvezza vogliamo centrarla e cementarla noi con le nostre prestazioni, ma potrebbe dipendere anche dai risultati sugli altri campi: anche perdendo potremmo essere salvi matematicamente, ma non dobbiamo affidarci a questo calcolo, dobbiamo giocare. Dovremo fare i conti solo con noi stessi, la conferma della serie D è a un passo, ma è giusto che la mentalità messa in campo sia la stessa  portata avanti sino adesso. Veniamo dalla storica vittoria del campionato di Eccellenza, meritata e sofferta. Quest’anno ci siamo confrontati con un mondo diverso, complicato, abbiamo avuto dei problemi di infortuni, trovato avversari spigolosi: nessuno mai ci ha regalato un punto, qualcuno lo abbiamo lasciato noi per strada. Sudando e soffrendo per ogni risultato regalato alla nostra classifica. Rimaniamo fiduciosi , per il futuro e per la difficile sfida al Monterosi. Non ci sono gare e risultati scontate scontati, l’insidia è dietro l’angolo ed è meglio non fidarsi. Se strapperemo un pareggio sarà tanto di guadagnato, di più ancora qualora dovesse arrivare una vittoria. A Rieti abbiamo vinto d’altra parte, non è impossibile ripetere l’impresa: nulla è scontato in questa stagione. Il 30 aprile poi giocheremo l’ultima partita in casa di questa stagione, contro il Rieti, e chiederò ai ragazzi di disputare una grande partita davanti al loro pubblico lasciando un buon ricordo di questa che ci auguriamo tutti possa essere una storica annata da incorniciare. Giochiamo a Monterosi, al 90′ guardiamo la classifica sperando di aver aggiunto almeno un punto che possa permetterci di scatenare la gioia per l’impresa compiuta».

 

In palio la Coppa Italia tra Torres femminile e Villacidro

Lo scorso 12 febbraio la vittoria per 8 a o contro il Villacidro valse alla Torres femminile la promozione matematica nella serie B del calcio in rosa. torres-femminileDomani alle ore 20:30, presso il campo del Centro di Formazione Federale “Tino Carta”di Oristano, le due compagini si troveranno nuovamente di fronte per la finale della Fase Regionale della Coppa Italia di serie C. La squadra che si aggiudicherà la sfida otterrà il diritto a partecipare alla Fase Nazionale della competizione. In caso di parità al termine dei novanta minuti di gioco verranno disputati due tempi supplementari di 15 minuti ciascuno poi, nel caso in cui dovesse persistere la parità, verranno battuti i calci di rigore

“Il calcio dei bambini è a colori”: torneo giovanile negli impianti del Cus Sassari

Il calcio non è solo dei “grandi”, è anche e soprattutto dei bambini. Di più: “Il calcio dei bambini è a colori”. È questo il tema che dà il nome alla seconda edizione del torneo giovanile di calcio in programma da domani, giovedì 13 aprile e sino a sabato 15 negli impianti del Cus Sassari a San Giovanni. Una bella e divertente sfida fra baby calciatori in erba, che animeranno e coloreranno gli spazi del Centro Sportivo Universitario sassarese in una tre giorni di sport organizzata in collaborazione con l’Associazione Arbitri Amatori di Sassari. Il torneo sarà improntato al fair play e alla solidarietà e per tutta la tre giorni sarà possibile contribuire a sostenere l’Associazione Happy Clown.17909412_10211366810753718_2110360306_n

«Lo sport, senza uno sguardo proiettato verso il futuro, non ha ragione d’essere. Lo sport a livello giovanile è linfa vitale per l’intero movimento, e questo vale chiaramente a tutti i livelli  – afferma il presidente del Cus Sassari Nicola Giordanelli -. Il nostro compito è favorire la promozione dell’attività sportiva, l’aggregazione fra gli studenti, la pratica in generale di qualunque disciplina. Ma dobbiamo necessariamente essere attenti ai più giovani, ai bambini, che rappresentano il nostro domani e meritano un occhio di riguardo».

Il torneo “Il calcio dei bambini è a colori” si disputerà sui tre campi di San Giovanni – erba, sintetico e terra battuta – e ospiterà ben 65 squadre composte da mini atleti provenienti da ogni parte della Sardegna. Peculiarità della manifestazione è l’assenza di classifiche finali per quanto riguarda le categorie Micro/Micro, Micro e Pulcini: parola d’ordine è divertimento, per la gioia di tutti i bambini appartenenti ai team che si affronteranno in un unico girone all’italiana. Esordienti e Giovanissimi si sfideranno invece secondo la formula che prevede fasi eliminatorie, quarti, semifinale e finale. Di seguito il programma delle tre giornate:

- giovedì 13 aprile a partire dalle ore 9 – categorie Micro e Pulcini

- venerdì 14 aprile a partire dalle ore 9 – categoria Giovanissimi

-  sabato 15 aprile a partire dalle ore 9 – categorie Micro/Micro, Esordienti

 

Al via il 12 aprile il Torneo di calcio universitario

Ci siamo! Mercoledì 12 aprile si rinnova puntuale l’appuntamento con uno degli appuntamenti più attesi dell’anno universitario, il torneo universitario di calcio 2017, organizzato dal Centro Sportivo Universitario sassarese e ospitato proprio negli impianti Cus Sassari di San Giovanni: evento che diverte, impegna e coinvolge gli studenti e che quest’anno rispetto alle ultime edizioni ha registrato anche un piccolo ma significativo incremento dei team partecipanti passando dai 5 del 2016 ai 7 del 2017. L’obiettivo, in prospettiva, è provare a riportare il torneo alle 12 formazioni che, anni fa, lo avevano reso un vero piccolo gioiello di organizzazione e partecipazione. Lo scorso anno la vittoria è andata ai Disagiati che si sono imposti su Havana Fc: entrambe le squadre sono in corsa anche quest’anno.i-disagiati-vincitori-nel-torneo-2014

«Un momento molto importante per noi, come in generale tutti quelli che ci consentono di vivere appieno l’attività sportiva a livello universitario. Una manifestazione che ha oltre 50 anni e ci vede impegnati in prima linea  – spiega il presidente Nicola Giordanelli -. Il Cus Sassari offre volentieri agli studenti dell’Università di Sassari l’opportunità di giocare, divertirsi e confrontarsi con i loro colleghi: nello specifico questi incontri avverranno sul campo da calcio, in match sicuramente combattuti ma capaci di dar corpo e vita alla diffusa passione sportiva che anima i ragazzi del nostro ateneo. In bocca al lupo alle squadre, godiamoci lo spettacolo».

Sette squadre al via, s’è detto. Quest’anno, oltre alle ormai storiche partecipazioni di team come Disagiati e Havana Fc, vere veterane del torneo, ci saranno Skuarta Praga, Ac Irrosi, Atletico’s a Nudda e le due debuttanti Chiavo Verona, e Psv Endovena, team quest’ultimo composto esclusivamente da studenti del corso di studi in Infermieristica. Tutte le squadre sono organizzate come vere club professionistici: hanno una dirigenza, uno staff tecnico e talvolta un presidente. Tutti i partecipanti devono essere iscritti all’Università di Sassari ma la composizione di ogni team è dettata principalmente dalle origine geografiche dei giocatori senza alcuna distinzione di appartenenza all’una o all’altra facoltà. La formula sarà quella del girone all’italiana (sola andata) con successivi playoff con semifinali a incrocio – I°- IV° e II° – III° – per stabilire le finaliste.  La finalissima è in programma il 1 giugno 2017.

 

Qualificazione per le finali a otto dei campionati universitari di calcio per il Cus Sassari

Obiettivo Catania per il Cus Sassari calcio. Il comitato organizzatore Cusi ha ufficializzato la rinuncia del Cus L’Aquila a disputare la gara di ritorno della fase preliminare dei Campionati Universitari di calcio, che si sarebbe dovuta disputare ieri, mercoledì 5 aprile, a Sassari negli spazi degli impianti di San Giovanni. Nel match di andata, in Abruzzo, i ragazzi di coach Andrea Marras si erano imposti sui loro “colleghi” con il risultato di 2-0, che già ipotecava un passaggio del turno con conseguente accesso alle finali nazionali di Catania, in programma dal 10 al 13 giugno prossimi. La rinuncia aquilana proietta invece il Cus Sassari calcio direttamente in terra siciliana, senza passare dal via e con la carica che una qualificazione ad una manifestazione di alto livello può infondere ad un team. untitled

«Ogni traguardo raggiunto dal Cus Sassari a livello sportivo è una grande gratificazione per l’Ateneo, per i suoi studenti e per chi lavora affinché questo possa accadere – spiega il presidente Nicola Giordanelli -. Il Cus è aggregazione, socializzazione, voglia di fissare obiettivi e poi raggiungerli, insieme. Felici per i nostri ragazzi: a Catania ce la giocheremo, ma prima di tutto è importante esserci per poi provare a fare il meglio possibile».

Proprio la Sicilia è sede che porta bene agli universitari sassaresi. L’ultima qualificazione a una Final Eight CNU per il Cus Sassari risale infatti all’edizione 2012 andata in scena a Messina. Dopo ben cinque anni Sassari riparte dalla Sicilia e torna sull’Olimpo delle grandi. Grande è anche l’entusiasmo che ha pervaso squadra, team e ambiente cussino che vedono all’orizzonte la concreta possibilità di aggiungere alla bacheca dei trofei del Cus Sassari una medaglia d’oro nel calcio che si aggiungerebbe ai tanti titoli già vinti, ultimo dei quali quello del 2010, uno dei ricordi più preziosi destinato a diventare stimolo verso la conquista di un nuovo successo.

Gli atleti che indosseranno la maglia del Cus Sassari e rappresenteranno l’Università di Sassari saranno guidati dallo storico tecnico cussino Andrea Marras, coadiuvato dal giovane e promettente tecnico Fabio Cossu. Resta ancora da definire la lista dei 18 studenti che faranno parte della spedizione siciliana a caccia del titolo nazionale universitario. Il mini torneo siculo vedrà sfidarsi le migliori 8 squadre classificate delle fasi preliminari e si articolerà in tre giornate: scontri diretti nelle prime due, giornata di riposo prevista il 12 giugno e scontri finali il 13.

Latte Dolce e Roma alla ricerca di giovani calciatori

Il Latte Dolce punta sul vivaio e scommette sui giovani. Una filosofia diventata risposta all’esigenza e opportunità per la società biancolceleste che sul settore giovanile investe tempo, competenze e risorse nel tentativo di costruire un importante serbatoio di opportunità per il team e per l’intero movimento isolano e nazionale. Lavorare sui giovani, coltivare i semi e farli diventare alberi solidi e forti, sfruttando all’occorrenza il sostegno e la sinergia attivata con alcune delle più importanti realtà calcistiche dell’Italia del pallone, come la AS Roma calcio.untitled

 Per lunedì 10 aprile 2017, a partire dalle ore 15 sui campi in sintetico di via Cilea, il Latte Dolce in collaborazione con la società organizza un raduno riservato a giovani calciatori nati fra il 1 gennaio 2003 e il 31 dicembre 2004, con Massimo Tarantino responsabile tecnico del raduno. «Per i ragazzi sarà l’occasione per testarsi e confrontarsi, per imparare e crescere – spiega il responsabile tecnico del Settore Giovanile biancoceleste Marco Bottegoni -. Noi ci crediamo sempre, e speriamo che uno dei nostri giovani calciatori possa approdare a palcoscenici importanti. Gli esempi non mancano, come nel caso di Ivan Delrio e Simone Ravot, entrambi in forza alla nostra prima squadra con alle spalle una preziosa esperienza vissuta proprio in giallorosso».

Ivan Delrio: «Un’esperienza fantastica. Scelsi di andare a Roma pur avendo anche altre opportunità fra cui il Cagliari. Credo sia stata la scelta giusta, per me, e per il blasone e la storia del team giallorosso. Il primo giorno a Trigoria mi ricordo di aver fatto colazione con molti dei giocatori della prima squadra: fu subito grande emozione. Sul fronte tecnico posso dire che in due anni ho imparato tantissimo sul campo, grazie a due allenatori come Stramaccioni e De Rossi che mi hanno insegnato a giocare a calcio. Avendo avuto la fortuna di allenarmi a volte con la prima squadra guidata da Spalletti ho potuto migliorare ancora di più, rendendomi conto che giocatori che sembravano alieni, che giocavano la Champions, erano in realtà esseri umani diventati grandi calciatori grazie alle loro doti, certo, ma anche grazie all’ambiente e alle società in cui si erano formati. Dico che se un ragazzo ha buone qualità deve crederci e cercare di conquistarsi le opportunità, anche se non é facile  e non lo è soprattutto per noi sardi che siamo abbastanza isolati e lontani dal calcio del continente. Ho avuto la fortuna di giocare in una squadra composta dai giocatori più promettenti del settore giovanile giallorosso al tempo, di allenarmi e fare amicizia con loro, vedi Florenzi, Bertolacci, D’Alessandro che sono oggi i più conosciuti. Per non parlare del brivido provato al primo ingresso all’Olimpico, uno stadio bellissimo. La cosa più bella é il tifo calorosissimo dei tifosi caoitolini, veramente da brividi. Ho fatto il raccatapalle in Champions League e sventolato il pallone a centro campo durante la canzone della competizione, vedendo poi da dentro il campo un Olimpico pieno: fantastico. Un’esperienza che mi ha fatto crescere anche sotto l’aspetto caratteriale, perché avevo sedici anni e vivere lontano da casa mi ha formato sotto tanti punti di vista. Mi auguro che in futuro i giovani calciatori sardi possano avere più opportunità di arrivare in società di un certo calibro e di poter sognare in grande e assaporare il calcio a quei livelli. Posso garantire che ci sono tanti sardi che a livello di talento e qualità non hanno niente da invidiare a chi ha invece l’opportunità di formarsi in certi ambienti. É una strada difficile e comporta tanti sacrifici, ma è giusto che soprattutto chi ha talento ci creda e ci provi. Io, infatti, a 25 anni non ho ancora smesso di crederci».

 

 

Simone Ravot: «Ho vissuto due anni nel convitto di Trigoria, dentro il centro sportivo. Un ambiente sereno e ricco di tante belle cose: non si poteva chiedere di meglio. Mangiavamo e dormivamo lì, a 50 metri dai campi di allenamento delle giovanili e della prima squadra della Roma. Il mio primo allenatore è stato Vincenzo Montella – oggi tecnico del Milan in serie A -, guidava i giovanissimi nazionali, poi è passato alla panchina della prima squadra dopo le dimissioni di Ranieri. Quell’anno vincemmo il campionato dopo una lotta all’ultimo sangue con la Fiorentina. Ho avuto la fortuna di avere compagni che ora giocano in campionati importanti come la B e la A: Daniele Verde (Avellino), Lorenzo Pellegrini (Sassuolo)  e Gabriele Marchegiani (Spal) per citarne alcuni. Mio compagno di stanza era Federico Viviani, ora in forza al Bologna. Una grande persona, molto umile. Ho avuto fortuna anche di stare a contatto e parlare con De Rossi, Totti, Borriello e molti altri ancora. Per quanto mi riguarda, dico sono stati due anni fantastici della mia vita: mi hanno aiutato a crescere e a non commettere errori, nel calcio certo ma anche nella vita. Il ricordo più forte? Il gol decisivo segnato contro la Lazio allo scadere del tempo: un’emozione indescrivibile».

 

Pareggio senza reti tra Muravera e Latte Dolce

La ventinovesima giornata del girone G della serie D si è aperto con l’anticipo tra Muravera e Latte Dolce, andato in archivio con un nulla di fatto, che serve ad entrambe le formazioni per muovere la classifica, ma non cambia la sostanza delle cose, soprattutto per i sarrabesi, che devono rimandare ancora una volta l’appuntamento con la vittoria, che manca loro dalla sfida del Vanni Sanna del 15 gennaio, quando sconfissero per 1 a 2 la Torres, diretta concorrente nella corsa per un posto nei play out.untitled

Per quanto riguarda la sfida odierna, l’importanza della posta in palio ha frenato entrambe le formazioni: ben poche le emozioni nella prima parte di gara, la partita è poi salita di tono nella ripresa, nella parte finale della quale, i padroni di casa, in superiorità numerica, hanno sfiorato il successo, ma all’ultimo giro di lancetta la traversa ha negato loro la gioia della vittoria.

Gli allievi elite del Latte Dolce vincono il campionato con quattro turni d’anticipo

Stagione già da incorniciare per gli Allievi Elite del Latte Dolce. Il team biancoceleste ha già vinto il campionato con ben 4 giornate di anticipo sul calendario, grazie alle 17 vittorie mandate a referto nelle 18 partite disputate, ai 57 gol realizzati (miglior attacco), alle 12 reti subite ed all’apporto dato da Luca Palitta, capocannoniere con 15 centri, e da Oscar Foddai, autore di 14 reti. Sono 12 i ragazzi della rosa andati a segno, protagonisti di un campionato all’insegna del fair play e del rispetto dell’avversario,  come confermano le pochissime sanzioni comminate. 17392980_10211167672615389_677897768_n

Il tecnico degli Allievi Elite Giovanni Piras: «Sono orgoglioso di lavorare da allenatore per una società, che ritengo una delle migliori dell’isola. E sono orgoglioso di allenare questi ragazzi, che nonostante i grandi passi avanti fatto sul fronte della crescita e dei risultati sportivi, ritengo abbiano ancora ampi margini di miglioramento. Possiamo guardare con grande soddisfazione a quanto fatto, senza però perdere di vista quanto ancora c’è da fare».

Nell’anno in cui, in partenza, si è reso necessario ricostruire la rosa modificando le modalità di costruzione della stessa, la società  lo staff non si sono persi d’animo e anzi hanno rilanciato la posta: Progetto sportivo affidato come detto all’ex Catalunya, Fertilia e Sef Torres 1903 Giovanni Piras, mister di una rosa composta per 2/3 da da ragazzi al primo anno nella categoria ma competitiva e dalle ottime chance in prospettiva. Un percorso di crescita in crescendo quello degli Allievi Elite, per intensità nelle prestazioni offerte e acquisita capacità nel risolvere i problemi che ogni gara presenta. Il gruppo ha vinto i due tornei organizzati dalla società a settembre e nel periodo delle feste natalizie, confrontandosi con profitto con le più forti formazioni isolane.

 

 

La rosa Allievi Elite Latte Dolce: portieri Salvatore Pittalis e Matteo Sortino: difensori Federico Pireddu, Andrea Fenu, Andrea Fiori, Luca Vargiu, Francesco Capodici, Daniele Zidda, Claudio Lepore e Federico Cassano; centrocampisti: Marco Magli, Alessandro Delias, Davide Libi, Giovanni Piga e Samuele Pinna; attaccanti: Oscar Foddai, Luca Palitta, Giovanni Moro, Alessandro Satta, Marco Cossu e Giovanni Usai

Latte Dolce: il presidente Roberto Fresu sprona i suoi dopo la netta sconfitta contro l’Albalonga

Ad Albano Laziale, contro l’Albalonga, il Latte Dolce ha rimediato una sconfitta per 5 a 0 che, grazie agli incastri di risultati delle altre sfide,  non ha compromesso nulla in prospettiva corsa salvezza, ma che anche per questo è sconfitta che fa arrabbiare, perché nonostante la conclamata forza dell’avversario, in questa volata alla conferma della categoria, l’obiettivo biancoceleste e fare punti a prescindere da chi si ha davanti e dal suo blasone. C’è in ballo la salvezza. c’è da archiviare la delusione, c’è da rimettersi in sella: non ci sono alternative. Domenica prossima al Vanni Sanna arriva il San Teodoro, una diretta concorrente nella lotta per la permanenza nella categoria: una stra isolana che ha una grande importanza ai fini della classifica. Nel turno successivo, poi, il match con il Muravera: altra gara caldissima. C’è una settimana per lavorare, per incanalare la rabbia sportiva in energia positiva da riversare sul campo a caccia di una vittoria importante e necessaria.roberto-fresu-presidente-del-latte-dolce

«Gli episodi caratterizzanti il match di domenica ad Albano Laziale sono stati in parte determinanti – ha dichiarato il presidente, Roberto Fresu -. Una partenza sparata dell’avversario ti piega le gambe. L’Albalonga poi non è certo una squadretta e anzi, per quanto già visto a Sassari e ribadito avantieri, è candidata alla vittoria finale: è nei playoff e potrà dire la sua sino alla fine. Ciò non toglie però che una sconfitta per 5-0 è fardello pesante da portare e su cui riflettere. Dopo un 5-0 non puoi che fare i complimenti agli avversari. Purtroppo, con il senno di poi, si possono fare analisi diverse riguardo l’approccio al match. Probabilmente con squadre come l’Albalonga conviene giocare più coperti come abbiamo fatto a Rieti, e sarà il caso di riproporre lo stesso atteggiamento con team del calibro di Monterosi, lo stesso Rieti e l’Aquila in occasione delle ultime uscite stagionali, C’è un’esigenza, che è fondamentale per la società, per la squadra, per il progetto biancoleleste e per il movimento, e lo è per una lunga serie di motivi: dobbiamo cercare di mantenere la categoria. Ci impegniamo ogni giorno sin dall’inizio della stagione per raggiungere questo primario obiettivo. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma dobbiamo farcela. Come società siamo sempre vicini ai nostri giocatori, lavoriamo per metterli nelle condizioni di stare al meglio e fare il meglio. Pretendiamo da loro ancora più intensità ma soprattutto più rabbia agonistica. Cosa occorre fare domenica contro il San Teodoro? Occorre calare l’elmetto sulla faccia, pensare che davanti abbiamo degli avversari da battere e che non possiamo permetterci di fare sconti a nessuno: San Teodoro non è solo da battere, dobbiamo dare una prova di forza soprattutto a noi stessi! Guardando la classifica e gli incastri del calendario, fra Muravera, Trestina e Torres, è evidente che per noi le prossime gare assumono una importanza vitale: ci giochiamo praticamente tutto. La restituzione dei tre punti di Foligno, ripresi con gli artigli dalla dirigenza, è risultata fondamentale per la sopravvivenza, ma ancora non basta. Non entriamo certo nel merito delle scelte tecniche perché abbiamo un allenatore ed è a lui che è affidata la squadra su cui riponiamo la nostra fiducia. In questo particolare momento è fondamentale fare quadrato: dirigenza, staff, mister, squadra, addetti ai lavori. Non lasceremo nulla di intentato ma nemmeno niente al caso e come società, da oggi e sino all’ultimo minuto di questa stagione, pretendiamo il massimo impegno. Ogni minimo dettaglio dovrà essere curato nei minimi particolari. Un invito rivolto soprattutto ai nostri ragazzi: devono credere in loro stessi e onorare sino in fondo la maglia che indossano. Una regola: testa bassa e pedalare forte senza più rallentare, non possiamo permettercelo».