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Pronto riscatto di Reggio Emilia: vittoria per 82 a 72 contro Avellino

Al termine di una partita spigolosa, Reggio Emilia fa valere la legge del PalaBigi, sconfiggendo la Scandone Avellino, che non è riuscita a ripetere la prova monstre di gara 4. Vogliosi di dimenticare proprio la debacle del PalaDeMauro, i giocatori di Reggio Emilia hanno provato subito a ringhiare in difesa, limitando i lunghi, che tanto avevano dato nelle prime sfid,e e le bocche da fuoco avellinesi, almeno fino all’inizio del secondo quarto. Poi, con i biancorossi sopra di otto lunghezze (25 a 17), una palla recuperata da Nunnally, con consegente antisportivo a Lavrinovic, ha riacceso Avellino che, con un parziale di 0 a 9, ha messo la testa avanti (25 a 26).20160504_205721

Poi è stato un continuo botta e risposta, almeno fino al 30 a 31, quando sono saliti in cattedra, prima Aradori, che ha portato Reggio Emilia sul + 6 (37 a 31), poi Nunnally che, da vero Mvp, ha sciorinato alcune giocate di alta scuola, permettendo alla squadra di mettere a segno un altro controbreak, portandosi sul 37 a 38, prima del canestro di Golubovic, che ha fissato il punteggio sul 39 a 38 al termine del secondo periodo.

Dopo l’intervallo lungo, il parziale di 5 a 5 ha certificato il persistente equilibrio tra le due formazioni, poi Reggio Emilia ha provato a dare uno scossone alla partita, chiudendo il periodo sul + 7 (57 a 50), grazie anche ad alcune gestioni poco cristalline di Avellino, per poi portare, per la prima volta, il vantaggio in doppia cifra, sul 62 a 52, grazie al primo acuto di Polonara e a un gioco da tre punti di Needham. Poi Avellino ha trovato la forza di risalire dal – 11 al – 3, ma nel finale i ragazzi di coach Menetti hanno giocato con maggiore attenzione, ben guidati dalla lucida regia di De Nicolao, chiudendo i conti sull’82 a 72.

 

 

L’Olimpia Milano vince gara 4 contro la Reyer Venezia

Equilibrio ristabilito anche nella serie tra l’Olimpia Milano e la Reyer Venezia: le due squadre, infatti, torneranno in Lombardia sul 2 a 2, visto che  i meneghini hanno espugnato il Taliercio, riscattando la magra figura di gara 3, quando lasciarono campo libero ai ragazzi di De Raffaele, i quali, oggi, non sono riusciti ad esprimersi con la giusta continuità, nonostante l’impegno profuso, complice la giornata non eccezionale di alcuni uomini di punta, in particolare il playmaker Mike Green.23507903633_a33ae2a44c

In avvio le due squadre hanno viaggiato sui binari dell’equilibrio, poi, sul punteggio di 4 a 4, i ragazzi di coach Repesa hanno  messo a segno il primo break, portandosi sul 4 a 11, ma nella seconda parte del quarto Pargo ha preso per mano Venezia, che è stata capace di risalire fino al – 4 (17 a 21). La tripla di Macvan e quella di Cerella, alquanto fortunosa, hanno poi permesso il nuovo allungo a Milano, risalita a + 6 (21 a 27), ma Pargo e Krubally hanno tenuto a contatto la Reyer, che ha impattato sul 29 a 29 con i liberi del figlio d’arte, Tonut, nuovo idolo del Taliercio. Nuovo vantaggio di Milano con la bomba di Simon poi, dopo una fase in cui le due squadre hanno litigato con il canestro, lo stesso giocatore croato ha preso il giusto ritmo, riportando Milano a + 6 (31 a 37), ma la Reyer è rimasta ancora una volta sul pezzo, come dimostrato dal punteggio di 36 a 39, maturato al termine del secondo periodo.

Poi, nel terzo quarto, Venezia ha sprecato, nonostante un Bramos particolarmente ispirato, alcune occasioni per rimettere la testa avanti, mentre l’Olimpia, che ha dovuto fare i conti con l’infortunio a ha fatto affidamento su un Simon stellare, sul sempre positivo McLean e su un’ottima difesa per provare a tenere indietro gli avversari. I quali, nonostante la minore incisività rispetto alla sfida di due giorni fa, sono rimasti aggrappati alla sfida, grazie a cinque punti consecutuvi di Jacksin, che hanno permesso alla sua squadra di iniziare  con soli tre punti di distacco (58 a 61) l’ultimo periodo, nel corso del quale la maggiore presenza sotto le plance ha fatto la differenza a favore dell’Olimpia che, grazie ad alcuni lampi di Gentile e Lafayette, ha chiuso la sfida a proprio favore sull’80 a 88, nonostante qualche errore di troppo nel finale, non sfruttato dai ragazzi di De Raffaele.

 

 

 

Avellino travolge Reggio Emilia sotto una valanga di canestri

Avellino 97 – Reggio Emilia 54: i numeri non sempre dicono tutti, ma questa volta raccontanola strapotere degli irpini meglio  di qualsiasi discorso o disquisizione di carattere tecnico. Perché oggi, come dimostra il divario di 43 punti,, non c’è stata partita. Sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria di gara 3, i ragazzi di coach Sacripanti sono, infatti partiti a mille, portandosi sul 12 a 4 con Ragland e Cervi sugli scudi. Nunnally

Apparsi come tramortiti, i reggiani non sono riusciti a trovare le giuste contromisure e gli irpini, con un canestro del lituano Veikalas, hanno toccato subito la doppia cifra di vantaggio, sul 14 a 4, e hanno poi preso il largo, al punto che, al termine del  primo quarto, il divario tra le due formazioni ha assunto proporzioni imbarazzanti per Reggio Emilia, che si è trovata sotto di ben 20 lunghezze (30 a 10).

Lo show di Avellino è proseguito in avvio del secondo quarto, quando, aggressiva in difesa e implacabile in attacco, ha ulteriormente allungato, arrivando sul + 24, per poi lasciare le briciole agli avversari, i quali, totalmente irretiti, hanno assunto le sembianze di un pugile alle corde, incapace di reagire sotto i colpi di una Scandone, inarrestabile, che ha chiuso il secondo periodo sul 46 a 23, per poi dominare la scena negli ultimi due quarti, che si sono trasformati in un lungo garbage time. Quanto peserà una sconftta di simili proporzioni sul morale dei giocatori reggiani? Lo scopriremo fra due giorni, quando le due squadre torneranno al PalaBigi per una gara gara 5, che potrà dire molto sul destino della serie.

La Reyer Venezia infligge una severa lezione di basket all’Olimpia Milano

L’Olimpia Milano rivede i fantasmi della passata stagione, quando finì la sua corsa in  semifinale dopo aver vinto la regulars season, mentre la Reyer Venezia sogna ad occhi aperti, in virtù dell’ottima prova offerta questa sera al Taliercio, dove, forte del sostegno del pubblico amico, si è imposta con il punteggio di 73 a 62, grazie all’ottima prova del collettivo, nel quale è emerso il regista Mike Green, che ha orchestrato il gioco in maniera ottimale. Al contrario per i ragazzi di Repesa, che ci ha messo del suo escludendo Sanders, è stata notte fonda, soprattutto perché sono mancati alcuni uomini chiave, in particolare il capitano Alessandro Gentile. Il solo a salvarsi dal grigiore generale, in casa meneghina, è stato Mc Lean, ma il suo apporto non è bastato, visto l’abulia e la confusione regnanti nel resto della squadra.mike-green-reyer-brindisi

Fin dall’avvio di gara, come certificato dal parziale di 5 a 0, la Reyer Venezia, con i giocatori dell’Olimpia che non riuscivano a trovare le giuste contromisure, ha allungato fino a toccare la doppia cifra di vantaggio sul 18 a 4. Milano, in totale depressione, è stata rianimata da un gioco da tre punti e da un canestro di McLean, le cui giocate non hanno frenato la marcia di Venezia, che ha chiuso il primo quarto sul + 10 (24 a 14).

In avvio del secondo periodo, Lafayette ha riportato in singola cifra lo svantaggio dell’Olimpia Milano. Ma per i meghinini, spenti e confusionari, è stato un fuoco di paglia, perché il comando delle operazioni è rimasto sempre nelle mani della Reyer che ha nuovamente preso il largo, arrivando a doppiare gli avversari sul 36 a 18. Poi, dopo il canestro del + 19 di Ortner, Macvan ha provato a riaccendere i suoi compagni, per i quali è stato buio profondo fino alla fine del periodo, terminato con i veneziani avanti di ben 17 lunghezze (48 a 31).

Alla ripresa delle ostilità, la Reyer ha continuato a sciorinare una bellissima pallacanestro, mentre il solo Simon (10 punti nel terzo quarto), ha provato a tenere viva Milano, ma i risultati sono stati del tutto insoddisfacenti, in quanto i ragazzi di De Raffaele hanno aggiornato il massimo vantaggio, chiudendo sul + 21 (65 a 44) il terzo periodo, per poi gestire il vantaggio senza particolari patemi d’animo in un quarto, l’ultimo, nel quale l’Olimpia ha provato a riaprire i giochi, senza mai riuscire a portare lo svantaggio sotto la doppia cifra.

 

Primo acuto di Avellino nella semifinale dei play off, sconfitta Reggio Emilia per 89 a 75

Primo acuto di Avellino nella serie di semifinale dei play off scudetto con Reggio Emilia: oggi, forti del sostegno del pubblico del Pala DeMauro, i ragazzi di coach Sacripanti hanno offerto una prova di grande qualità tecnica e caratteriale sia a livello di gioco di squadra, come dimostra l’elevato numero di assist, sia a livello di individualità, in riferimento in particolare a Nunnally, Buva e Cervi, senza dimenticare le prestazioni di Ragland e Leunen. Reggio Emilia, invece, non  riuscita a ripetersi sugli standard delle prestazioni delle prime due sfide, rimanendo in gara solo per i primi due tempi.arton38131-d841d

Ritmi forsennati e continui botta e risposta hanno caratterizzato il primo quarto, che si è chiuso con i reggiani in vantaggio di una sola lunghezza, sul 19 a 20, grazie a una grande giocata allo scadere di Amedeo Della Valle. Il quale all’inizio del secondo periodo, insieme a un ottimo Needham ha messo la sua impronta sul primo tentativo di fuga di Reggio Emilia, che si è portata sul +  6 (23 a 29), obbligando il coach avellinese a chiamare time out. E i suoi uomini, con grande determinazione, sono riusciti a mettere un freno al gioco degli avversari e hanno risposto con un controbreak di 0 a 6, grazie al quale hanno impattato sul 29 a 29. Poi, dopo il vantaggio irpino con la tripla di Nunnally, ha fatto seguito una fase di gara, caratterizzata da una serie di sorpassi e controsorpassi, dai quali sono usciti meglio i ragazzi di coach Sacripanti, che sono andati all”intervallo lungo sul + 4 (41 a 37), grazie soprattutto alle ottime giocate di Cervi, fattore fondamentale, insieme a Buva, sia in difesa sia in attacco.

Dopo l’intervallo lungo, con tenacia e determinazione, gli irpini sono riusciti a tenere dietro gli avversari, poi, quando Nunnally è riiuscito ad esprimersi sui livelli da Mvp, hanno preso il largo, portando il vantaggio sopra la doppia cifra (59 a 47). . La tripla di Needham ha riacceso la luce in casa reggiana, ma non ha fermato la corsa di Avellino, che ha chiuso il terzo periodo sul 66 a 52, per poi controllare il gioco negli  ultimi dieci minuti, quando ha tenuto costantemente il vantaggio sopra la doppia cifra, chiudendo sul punteggio di 89 a 75, che lascia veramente poco spazio alle recriminazioni dei reggiani.

 

L’Olimpia Milano supera la Reyer Venezia e riequilibra la serie

All’Olimpia Milano basta dominare i primi due quarti per sconfiggere la Reyer e pareggiare i conti della serie di semifinale, prima che la stessa si sposti a Venezia, dove andranno in scena gara 3 e gara 4, che si preannunciano equilibrate, anche se oggi i meneghini, al netto di qualche passaggio a vuoto in particolar modo nel terzo quarto, hanno dimostrato di avere armi importanti, soprattutto a livello fisico in difesa, per irretire il gioco degli avversari.23507903633_a33ae2a44c

Intenzionati a dimenticare e, soprattutto, a far dimenticare ai propri sostenitori l’opaca prova di gara 1, i ragazzi di Repesa hanno voluto subito fare la voce grossa, soprattutto dal punto di vista della velocità e della fisicità, portandosi sul 13 a 6, grazie soprattutto alle giocate di Batista e Sanders. Eccezion fatta per le tre triple di Bramos, Venezia, per tutto l’arco del primo quarto, ha sofferto in entrambi i lati del campo l’aggressività dei meneghini, che hanno chiuso il periodo con il vantaggio in doppia cifra (23 a 12), per poi allungare fino al 29 a 12, momento in cui si è riaccesa la luce in casa della Reyer Venezia, che è riuscita, seppur a fatica, a risalire fino al – 10 (31 a 21).

Ma è stato un fuoco di paglia, poiché l’Olimpia ha di nuovo alzato il ritmo e ha preso definitivamente il largo, andando all’intervallo lungo con un margine di 22 punti (47 a 25).

Nel terzo quarto, dopo aver toccato il + 25, Gentile e compagni si sono un po’ seduti, permettendo alla Reyer, che ha ritrovato nuova linfa grazie soprattutto a Green e Tonut, di riportare lo svantaggio sotto la doppia cifra con la tripla del – 9 (62 a 53) di Jackson. Poi, chiuso il periodo sul + 11 (64 a 53), i milanesi hanno ripreso in mano il comando delle operazioni, chiudendo la sfida sul 78 a 65.

 

 

La Reyer Venezia sbanca il PalaDesio: Green e compagni vincono 77 a 84 gara 1 contro l’Olimpia Milano

Una serata da sogno, per la Reyer Venezia che, al PalaDesio, ha giocato una partita pressoché perfetta,  superando un’Olimpia Milano troppo discontinua, confusionaria e, soprattutto, vittima delle sue stesse paure e dei passaggi a vuoto, che avevano rappresentato un segnale d’allarme, preoccupante, già dalle sfide dei quarti di finale contro Trento.venezia

A partire meglio, nella serata odierna, sono stati i menegnini, ma il parziale iniziale di 11 a 3 non ha intimorito i lagunari, i quali hanno risposto con un controbreak di 0 a 9, grazie al quale hanno operato il sorpasso, portandosi sull’11 a 12. Un gioco da tre punti di Rakim Sanders (11 punti nel primo quarto= ha riportato avanti Milano, ma la Reyer ha risposto colpo su colpo fino alla fine del primo periodo, terminato sul 21 a 21.

Per buona parte del secondo quarto, gli attori in campo non sono riusciti a stravolgere il copione di una sfida, fino a quel momento, equilibrata e caratterizzata da un continuo botta e risposta tra i due quintetti. Solo nel finale del periodo, migliorato il rendimento in difesa, i ragazzi di Repesa sono riusciti a mettere un po’ di margine tra loro e gli avversari, andando all’intervallo lungo sul + 5 (43 – 38).

Ma il colpo di scena era dietro l’angolo: alla ripresa dei giochi, le troppe palle perse hanno frenato l’Olimpia, che ha via via perso sicurezza e fluidità. Di ciò ha approfittato la Reyer, capace di ritornare avanti nel punteggio portandosi sul 43 a 47 e costringendo coach Repesa a chiamare time out per ridestare i suoi uomini dal torpore. Ma i risultati, per il coach meneghino, non stati quelli sperati, perché Venezia ha continuato a spadroneggiare, guidata da Mike Green e con Bramos versione bombardiere, e ha chiuso il terzo quarto sul + 13 (53 a 66), per poi volare sul + 17 (62 a 79). A qual punto, Milano ha avuto un sussulto d’orgoglio, ma la rimonta si è arenata sul – 6, prima dell’allungo della Reyer, che ha chiuso i conti sul 77 a 84 con il libero di Jackson.

 

Play off basket: Reggio Emilia supera Avellino in gara 1 di semifinale

Fattore campo rispettato nella prima gara  di semifinale tra Reggio Emilia e Avellino, vinta per 83 a 69 dai ragazzi di Menetti, che mettono così il primo mattoncino della serie, anche se gli irpini, soprattutto nel primo quarto, hanno dimostrato di poter dire la loro, pertanto, ora come ora, pare difficile azzardare un pronostico sull’esito finale della sfida, anche se i reggiani sembrano avvangiati, in virtù di un gruppo che appare più solido e profondo.Reggio Emilia

La gara si è aperta con i canestri di Acker e Silins, che hanno dato il via a una fase iniziale caratterizzata da un sostanziale equilibrio, almeno fino al 12 a 12, firmato dall’MVP della regular season, Nunnally. Poi, dopo il libero di Buva, c’è stata una serie di sorpassi e controsorpassi tra i due quintetti, che è stata spezzata dal canestro del 14 a 17 dello stesso Nunnally.

Achille Polonara, grande protagonista dell’avvio di gara, ha riavvicinato Reggio Emilia (16 a 17), ma Avellino ha prontamente riallungato con i punti di Buva e Veikalas, che hanno permesso alla sua squadra di volare sul + 7 (16 a 23), prima della risposta dei reggiani, i quali, a cavallo tra il primo e il secondo quarto, hanno ribaltato la situazione, con un parziale di 9 a 0, grazie al quale si sono portati sul 25 a 23 e costringendo coach Sacripanti a chiamare un minuto di sospensione. A dare le giuste risposte, all’allenatore irpino, è stato sempre Nunnally. Il quale, con una giocata d’alta scuola, ha ristabilito la parità (25 a 25), poi una recuperata di Ragland ha riportato avanti Avellino (25 a 27), che poi è stata abile a rintuzzare il primo tentativo di fuga di Reggio Emilia, che si era portata sul 33 a 29, rispondendo con la tripla di Ragland, la prima della sua formazione dopo quattro errori consecutivi, e il canestro di Cervi, per il 33 a 34. Poi, nel finale del periodo, alcune giocate difensive di spessore hanno portato avanti di sette lunghezze (41 a 34), prima del canestro di Ragland, che ha fissato il punteggio di 41 a 36 in chiusura del secondo periodo.

Dopo l’intervallo lungo,  Nunnally ha riportato sul – 2 (41 a 39)la compagine irpina, che però, nelle fasi successive della contesa, non è riuscita ad arginare l’energia dei reggiani, che hanno, per la prima volta, toccato la doppia cifra di vantaggio (54 a 43), trascinati da De Nicolao e da un Pietro Aradori in gran spolvero e galvanizzato dall’aver superato quota 3000 punti in carriera. Massimo vantaggio ritoccato da Needham, che ha permesso alla sua squadra di presentarsi al via dell’ultimo periodo sul + 13 (63 a 49). Partita finita? No, perché Avellino ha approcciato gli ultimi dieci minuti con una grande determinazione, ritrovando anche la mira dalla distanza, grazie alla quale ha riportato il margine sotto la doppia cifra (65 a 56), ma, nel momento del riavvicinamento definitivo, ha gestito male alcuni palloni, consentendo a Reggio Emiia di piazzare l’allungo decisivo, per poi gestire il vantaggio fino al suono finale della sirena.

 

Play off basket: Venezia è la quarta semifinalista

Definito il quadro delle semifinali dei play off scudetto di basket: ad affrontare l’Olimpia Milano, in semifinale, sarà la Reyer Venezia, che oggi ha chiuso i conti, superando con il punteggio di 87 a 76, eccesssivamente penalizzante per  una generosa Vanoli Cremona, alla quale va riconosciuto il merito di aver giocato una stagione straordinaria, come certificato dal titolo di migliore della stagione vinto da coach Pancotto.venezia

La sfida si è aperta con i liberi di Washington, poi Venezia ha risposto con il canestro di Ortner e la tripla di Bramos, per il 5 a 2. La risposta, sempre dalla lunga distanza di Starks, ha momentaneamente ristabilito la parità, prima del nuovo allungo della Reyer, che si è portata sul + 4 (9 a 5) con un giocata di Bramos, che ha costretto coach Pancotto a chiamare un minuto di sospensione. E i suoi uomini, nonostante le amnesie difensive, sono rimasti in linea di galleggiamento, grazie ai canestridi Biligha e Dragovic, che hanno firmato la parita sul 13 a 13. Ejim ha riportato avanti Venezia (16 a 13), ma puntuale è arrivata la risposta di Cremona, che ha chiuso il primo periodo sopra di una lunghezza (19 a 20), grazie alla tripla di McGee.

In avvio del secondo periodo è salito in cattedra Ortner, il quale, ha riportato avanti, da solo, il quintetto veneziano, capace poi, grazie ai canestri di Pargo, di portare il proprio vantaggio in doppia cifra (32 a 22) con un canestro di Mike Green, e di difenderlo, quasi in toto, fino alla fine del periodo, chiuso sul 46 a 37.

Alla ripresa dei giochi, toccato il + 10 (54 a 44), i ragazzi di De Raffaele hanno avuto un passaggio a vuoto, perdendo tre palloni e consentendo a Cremona di rientrare in partita e di operare il sorpasso, con un contro parziale di 0 a 11 (54 a 55), che ha avuto, tra i principali protagonisti, Mian, abile a insaccare due bombe consecutive. Viggiano ha riportato Venezia sul + $ (59 a 55),. prima che McGee fissasse il punteggio sul 59 a 58 prima del via dell’ultimo periodo, quando Venezia ha trovato le energie necessarie per piazzare un nuovo allungo, portandosi sul + 9 (68 a 59), ma ancora una volta Cremona non si è data vinta, risalendo fino al – 4 (74 a 70) con una tripla di tabella di Washington e un canestro di Starks. Nel momento topico della contesa, due falli in attacco hanno frenato la rimonta di Cremona, dando così il via libera a Venezia, che vola in semifinale per il secondo anno consecutivo, al pari di Milano e Reggio Emilia, mentre Avellino ha preso il posto degli ormai ex campioni d’Italia della Dinamo.

 

 

Ariete Oristano e Alfieri Cagliari volano in finale

Saranno Ariete Oristano e Alfieri Cagliari a sfidarsi nella finale dei play off della serie C di pallavolo femminile, che metterà  in palio un  posto in  serie B2. Il primo atto  andrà in scena domani, sabato 14 maggio, presso il PalaTharros di via Pira. Pallavolo Ariete Oristano

Le due squadre, quella oristanese e quella cagliaritana, hanno rispettivamente superato, in semifinale, Sorso e Selargius ’85.

Particolarmente spettacolare e avvincente la sfida tra arietine e romangine, che si è risolta solo al tie break: nel primo set, dopo un buon avvio delle oristanesi, il Sorso ha preso in mano il comando della situazione, grazie a un gioco ordinato e a un buon rendimento al servizio, conquistando un buon margine di vantaggio e chiudendo così il primo parziale sul 15 a 25.

Nel secondo set, nonostante un inizio positivo (1 a 4), le sorsensi non sono riuscite ad arginare il ritorno delle avversarie, che si sono portate sul 10 a 7. Poi è stato un continuo rincorrersi tra le due squadre fino al 22 a 22, momento in cui alcuni errori in battuta e in difesa del Sorso hanno spianato la strada alle combattive oristanesi, che hanno pareggiato il conto dei set, vincendo ai vantaggi per 27 a 25.

Terzo set da incorniciare per il Sorso, che si è imposto con il netto punteggio di 13 a 25, grazie a a una battuta particolarmente efficace e a un buon rendimento nei fondamentali difensivi. La partita, a quel punto, sembrava  indirizzata dalla parte delle romangine, ma le oristanesi, fino a quel momento particolarmente fallose, hanno avuto il merito di non perdere la calma e, dal quarto set in poi, è cambiata la storia della partita.

Nel quarto set, il Sorso è apparso contratto e stanco, mentre l’Ariete ha trovato nuova linfa dal cambio in regia, iniziando a giocare con grande compattezza e servendo in maniera ottimale la sua attaccante di punta, Valentina Soppelsa, che ha messo a terra ogni pallone, trascinando la sua squadra alla conquista del quarto parziale, vinto per 25 a 23. La sfida si è così risolta al tie break, caratterizzato dal predominio delle oristanesi, le quali, sulle ali dell’entusiasmo, hanno chiuso i conti della sfida, aggiudicandosi il parziale con l’eloquente risultato di 15 a 6 e conquistando così l’accesso alla finalissima, dove, come scritto precedentemente, troveranno l’Alfieri Cagliari, capace di far saltare il fattore campo, imponendosi in quattro set sul campo del Selargius ’85.

Le alfierine hanno approcciato la gara con la necessaria determinazione e hanno letteralmente dominato il primo parziale, vinto per 10 a 25, favorite anche dall’atteggiamento troppo remissivo delle selargine. Le quali, nel secondo parziale, hanno migliorato, in particolare, il loro approccio mentale, ma hanno dovuto fare i conti con un’ottima Valentina Calì, che ha risolto tutte le situazioni calde, permettendo alla sua squadra di aggiudicarsi anche il secondo set con il punteggio di 20 a 25.

Il terzo set, invece, è stato vinto per 25 a 23 dal Selargius ’85, abile a mettere in difficoltà la ricezione delle alfierine. Le quali, nel quarto set, dopo una fase combattuta, hanno piazzato l’allungo decisivo, chiudendo i conti sul 19 a 25 con Valentina Calì ancora sugli scudi.