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Al via il nuovo corso del Comitato Territoriale della Fipav

E’ cominciato nei giorni scorsi il “nuovo corso” del comitato territoriale di Sassari della Federpallavolo, che si occupa del movimento del volley di tutto il Nord Sardegna. Dopo le elezioni svoltesi lo scorso febbraio infatti la nuova presidente Giusy Piredda, coadiuvata dai consiglieri Loris Bodini, Cinzia Corrias e Danila Crispoldi, si è limitata a gestire la stagione agonistica che era in corso, ma è da adesso che può davvero dare la sua impronta alla ripartenza dell’attività per il quadriennio 2017/2020, che infatti avviene con parecchie novità rispetto anche al recente passato.untitled

 “Da quest’anno avremo il servizio Fipav on line – dice Giusy Piredda – quindi chiunque potrà conoscere in tempo reale tutti i risultati dei nostri campionati, di serie e di categoria. In più per incentivare l’attività nel settore maschile abbiamo deciso di apportare un netto taglio alle tasse dei suoi tornei. Senza dimenticare che da questa stagione, anche nei campionati territoriali, sarà obbligatorio per la squadra di casa mettere a disposizione un defibrillatore ed una persona regolarmente abilitata al suo utilizzo. Così come comitato ci siamo attivati per raccogliere alcune offerte di aziende da comunicare alle società per venire incontro a questa necessità”.

 Tutto questo, ma anche molto altro, è stato illustrato alle delle società del territorio in una riunione svoltasi di recente a Sassari, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti del settore arbitrale. “Stiamo lavorando, sia per crescere in termini numerici – ha detto Sandro Colosseo, responsabile assieme a Lorenzo Valletta – che in qualità. Per questo abbiamo chiesto alle società di contattarci quando disputano delle amichevoli, per permettere agli arbitri di allenarsi assieme a loro”.

 Tutta nuova è anche la figura di Danila Crispoldi, nominata referente del comitato per quanto riguarda la Gallura. “Un territorio – è il suo commento – che quest’anno fa da traino a tutto il movimento sardo, con la Golem Hermaea Olbia di A2 femminile, il Capo d’Orso Palau di B1 e tante altre realtà. Invito tutte le società a prendere contatto con me per qualsiasi necessità”.

 Da segnalare anche l’investimento fatto sulla comunicazione, con la creazione di un profilo face book e di un canale youtube dedicato, che si affiancano al sito internet già esistente, e che verrà presto ulteriormente implementato

Si solleva il sipario sulla stagione 2017/2018 della sezione basket del Cus Sassari

L’inconfondibile rumore della palla arancio che rimbalza sul parquet. Il suono del basket, quello che si diffonde e avvolge campetti all’aperto e palazzetti, torna ad animare gli spazi e le strutture del Cus Sassari a San Giovanni. Si ricomincia a lavorare, a giocare, a divertirsi, sotto la guida di tecnici qualificati e per la gioia dei nostri ragazzi che della pallacanestro hanno fatto la loro passione. Una passione dilagante, che si spera possa contagiare quanti più giovani possibile: perché più siamo, più ci divertiamo! Questo è il messaggio!22091663_10212934072014270_817267416_n

Si solleva quindi il sipario sulla stagione sportiva 2017-’18 della sezione basket del Cus Sassari. Il Centro sportivo universitario sassarese rinnova la sua sfida alla serie D, opportunità di crescita, confronto e miglioramento per un team che riparte dalla rosa – confermatissima – che lo scorso anno ha raggiunto il traguardo della semifinale playoff.  Squadra che con-vince non si cambia, al limite si rafforza: al gruppo Cus Sassari si aggiungono coach Ciro Pianura (lo scorso campionato head coach al Buk Uri), pronto a dare una mano al confermato coach Gabriele Sassu, e il playmaker classe 1988 Marco Idini, già protagonista in maglia cussina in serie C e D.

Il Cus Sassari è costantemente proiettato sul futuro. Grande l’attenzione dedicata ai giovani, risorsa fondamentale per il movimento e per qualunque società voglia fare basket nel segno della programmazione e della continuità. Si ripartirà ancora una volta dall’under 18 – impegnata nel girone Eccellenza – squadra che nella scorsa stagione ha conquistato l’accesso alla finale regionale di categoria, gruppo che fa da base al team di serie D e sarà completato dall’innesto di validi e promettenti giovani dell’under 16 Cus Sassari.

Il Settore Giovanile del Cus Sassari basket, per la decima stagione, è affidato alla super visione del responsabile tecnico Gianni Sanna e poggia sulla conferma nello staff di Massimiliano Campus e Amedeo Corrias. A supporto delle attività della serie D e del Settore Giovanile, anche nel 2017-’18, le preziose competenze della professionalità di Alessandro Meloni, che svolgerà il ruolo di preparatore fisico. Info Settore Giovanile: Gianni Sanna al 3409978434; segreteria Cus Sassari al 334 6744031.

Di seguito le squadre che il Cus Sassari iscriverà ai diversi campionati giovanili di categoria: under 18 maschile (head coach Gabriele Sassu, assistente Ciro Pianura); under 16 maschile (head coach Gianni Sanna, assistente Amedeo Corrias); under 14 maschile (head coach Gianni Sanna , assistente Massimiliano Campus); under 13 maschile (head coach Gianni Sanna, assistenti Amedeo Corrias e Massimiliano Campus).

Intanto l’Angedras minibasket, società satellite del Cus Sassari, a partire dal prossimo lunedì 2 ottobre 2017, apre ufficialmente i corsi per i bambini e bambine di età compresa fra i 5 e gli 11 anni. Gli allenamenti si svolgeranno presso la palestra di via Onida (Li Punti) e negli impianti Cus Sassari a San Giovanni. Info minibasket: Marilita al 3498627351; Sara al 3482824786.

Meo Sacchetti al Museo della Tonnara di Stintino

È stato uno dei più celebri giocatori italiani di basket, medaglia d’oro. Ma è stato anche lo storico allenatore, che ha condotto la Dinamo alla conquista della Coppa Italia, della Supercoppa e dello Scudetto. Meo Sacchetti è uno dei grandi personaggi dello sport italiano, la cui storia è raccontata tutta in un libro, “Il mio basket è di chi lo gioca”, scritto con la collaborazione di Nando Mura.meo_sacchetti_libro-1

Il Museo della Tonnara di Stintino vuole dedicare una serata allo sportivo, che venerdì 23 giugno alle ore 18,30 dialogherà con Gianfranco Ganau, Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Paolo Mastino, giornalista della Rai e Massimiliano Castellani, giornalista dell’Avvenire. Prendendo spunto dall’autobiografia pubblicata da Add editore, si ripercorreranno le tappe salienti della vita e della carriera di Sacchetti, dagli esordi a Novara all’allontanamento dalla Dinamo. Senza tralasciare le origini famigliari, la nascita dei figli, le squadre in cui ha giocato e quelle che ha allenato. E poi i compagni, gli avversari, i coach, i premi, per un racconto scorrevole, appassionante, generoso di aneddoti. La vita privata s’intreccia a quella pubblica, mostrando tutta la carica umana di uno straordinario sportivo. 

«È un onore per noi ospitare Meo Sacchetti – commenta la curatrice del Mut Esmeralda Ughi – lo sportivo, quello che abbiamo avuto modo di conoscere alla guida della Dinamo, e l’uomo, quello che con passione ha affrontato le tante sfide che la vita gli ha posto davanti. Una delle vocazioni del nostro museo è quella del racconto, e la storia di Sacchetti ci sembra davvero degna di essere raccontata, come esempio per tutti i giovani sportivi di oggi». 

In perfetto equilibrio la serie tra Trento e Venezia: oggi gara 5

Era la finale che nessuno si aspettava, ma poi, a ben vedere, hanno raggiunto l’obiettivo le due squadre che, nella seconda parte della stagione, avevano espresso il gioco migliore, soprattutto per quel che concerne l’abnegazione difensiva e la capacità di fare gruppo, oltre le individualità: fattori, per entrambe le formazioni,  determinanti nelle semifinali contro Milano e Avellino. E ora con la serie sul 2 a 2 a fare la differenza, come era accaduto due anni fa tra la Dinamo e Reggio Emilia,  saranno i particolari, quelle cose che sfuggono alle statistiche, che emergono quando si sta per accendere la spia rossa della stanchezza: ed è in quel momento che risultano decisive la voglia di vincere, di “tagliare per primi il traguardo” (ogni riferimento a Lawal non è per nulla casuale)

Gara 1 finale scudetto: Trento vince a Venezia!

Continua la favola di Trento: ed è una favola fatta di organizzazione, spirito di squadra, difesa, atletismo e soprattutto vittorie, tante vittorie, perché, dopo aver eliminato la Dinamo nei quarti di finale e l’Olimpia Milano in semifinale, Craft e compagni hanno battezzato l’inedita serie di finale, espugnando il Talercio di Venezia, al termine di una gara 1, dominata dal primo all’ultimo minuto di gioco.index

I trentini hanno messo subito le cose in chiaro, uscendo veloci dai blocchi e  portandosi sul 6 a 11, per poi allungare fino al + 9 (13 a 22), favoriti anche dall’insolita scarsa vena dalla lunga distanza dei lagunari, e chiudere il primo quarto sopra di otto lunghezze, sul 16 a 24.

In avvio del secondo periodo, il canestro di Flaccadori ha permesso alle aquile trentine di toccare la doppia cifra di vantaggio, sul 18 a 26. I ragazzi di coach Buscaglia hanno continuato a mordere in difesa e il canestro di Sutton, su ennesima palla rubata, è valso loro il + 11 (18 a 29), prima che Venezia realizzasse il primo canestro da tre della sua partita.. Ma il pallino del gioco è rimasto nelle mani di Trento che, nonostante un antisportivo fischiato a Sutton, hanno incrementato il loro vantaggio, volando sul + 16 (25 a 41), grazie alla tripla di Shields e al canestro di Lechtaler. E in quel frangente Venezia, come un pugile alle corde, non ha trovato le contromisure per porre un frenoalle iniziative dei trentini, capaci di andare all’intervallo lungo sul + 17 (30 a 47).  Nel terzo quarto e nelle fasi iniziali dell’ultimo periodo, Trento ha dato l’impressione di poter gestire agevolmente la situazione, ma un comprensibile calo fisico ha consentito ai veneziani di rialzare la testa, ma tre errori da lunga distanza, sul – 10, un fallo in attacco di Batista e, soprattutto, le ottime scelte offensive di Shields hanno condannato definitivamente i veneziani, ii quali, sconfitti per 74 a 83 , perdono il vantaggio del vantaggio del fattore campo. Ma non è finita, perché la reazione e la ritrovata mira dell’ultima parte di gara lasciano ancora aperte le porte della speranza in casa lagunare.

Impegno al Criterium del Delfinato per Fabio Aru

Costretto a dare forfait alla 1oo^edizione del Giro d’Italia, partita dalla sua Sardegna, Fabio Aru è tornato in sella in vista del prossimo Tour de France, che lo vedrà protagonista con i gradi di capitano, insieme al suo compagno all’Astana, Fulgsang. In questi giorni, il corridore di Villacidro è impegnato al Criterium del Delfinato con l’obiettivo di ritrovare gamba e condizione. Dopo le prime quattro tappe, il sardo occupa la diciannovesima piazza della classifica generale, ma attende soprattutto le prime salite per saggiare il proprio stato di forma.

Addio, Mario De Sisti

Oggi è venuto a mancare un maestro di basket, Mario De Sisti, il cui nome sarà indissolubilmente legato alla storia della Dinamo, che nella stagioneth8dolefnm 88/89 traghettò, per la prima volta nella sua storia, in serie A2.

Clamoroso al Forum: Capo d’Orlando vince per 80 a 87 contro l’Olimpia Milano

La corsa per il tricolore del basket italiano ha una favorita d’obbligo: l’Olimpia Milano, opposta nei quarti di finale dei play off all’Orlandina, vera e thpropria rivelazione del campionato che, scesa in campo con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere, ha compiuto una vera e propria impresa, imponendosi con il punteggio di 80 a 87 in casa dei campioni d’Italia in carica, che ora vedono scalfite molte delle loro certezze.  I siciliani hanno approcciato la sfida nel miglior modo possibile, come dimostrato dal parziale di 0 a 8, aperto dalla tripla di Drake Diener ed interrotto solo dal primo canestro meneghino, realizzato da Macvam, che però non ha frenato lo sprint dei siciliani, che hanno chiuso il primo parziale in vantaggio di otto lunghezze, sul 10 a 18. La musica è cambiata nella parte iniziale del secondo quarto, quando Milano ha iniziato a far valere il suo potenziale, erodendo pian piano lo svantaggio, fino ad impattare sul 25 a 25 con una tripla di Hickman. Ma Capo d’Orlando non si è lasciata intimorire dalla riscossa dei ragazzi di coach Repesa e hanno continuato a giocare senza alcun timore riverenziale, andando all’intervallo lungo sul + 6 (33 a 39), per poi toccare nuovamente la doppia cifra di vantaggio (33 a 43) alla ripresa delle ostilità. Milano ha provato di nuovo a rialzare la testa, portandosi sul – 2 (47 a 49), ma Capo d’Orlando non ha perso la testa e ha continuato a fare magie, toccando il massimo vantaggio di 15 punti, sul 49 a 64. Partita chiusa? No, perché Milano, trascinata da Pascolo, è risalita fino al – 3 (75 a 78), ma nei minuti finali la tripla di Ivanovic, che ha incanalato definitivamente la sfida dalla parte dei siciliani, che si sono regalati una serata da sogno

Nulla da fare per la Dinamo sul campo della Scandone Avellino

La Dinamo cade sotto i colpi della Scandone Avellino, e soprattutto dell’ex David Logan, e inizia male il trittico di gare in trasferta, che proseguirà con la sfida di listenerChampions League nel Principato di Monaco e si chiederà domenica prossima in quel di Cremona. I troppi errori e la giornata di pessima vena di alcuni singoli, Bell su tutti, hanno condannato alla sconfitta i biancoblù. I quali avevano approcciato la gara nel modo migliore, mettendo  a segno un break iniziale di 2 a 7, grazie ai canestri del lungo polacco, Lydeka, e alla tripla di Lacey, alla quale gli irpini hanno risposto con le bombe di Randolph e Logan, che sono valse agli irpini il primo vantaggio della contesa (8 a 7). Sorpassi e controsorpassi hanno caratterizzato la sfida fino al 12 a 11, poi le ottime percentuali nel tiro da tre hanno permesso alla Scandone di allungare fino al + 1o (21 a 11) e chiudere il primo quarto sul 26 a 15, favorita dalle difficoltà su entrambi i lati del campo dei ragazzi di coach Pasquini.

In avvio del secondo periodo, Lawal, pur soffrendo lo strapotere fisico di Fesenko, ha provato a tenere a galla la sua formazione, la quale, però, penalizzata dalle tante palle perse,, non è riuscita a tenere, almeno inizialmente, il passo degli irpini, che si sono portati sul + 12 (32 a 20). Poi la musica è cambiata e la Dinamo, grazie soprattutto alla zona e ad alcuni acuti in attacco di Savanovic, Stipcevic e Lacey, è risalita fino al - 2 (38 a 36), prima che una magia di Logan fissasse il punteggio sul 40 a 36 prima dell’intervallo lungo. Dopo il riposo, Avellino ha tentato nuovamente la fuga, ma i sassaresi sono stati bravi a reagire, rispondendo colpo su colpo fino all’ultimo secondo del parziale, quando una tripla allo scadere ha consentito ai ragazzi di coach Sacripanti di iniziare l’ultimo periodo con un vantaggio di cinque punti (59 a 54). Gli ultimi dieci quarti si sono quindi trasformati in un’autentica battaglia sportiva, ma la Dinamo, ogni qualvolta è arrivata a un passo dagli avversari, non è riuscita a piazzare la zampata, consentendo agli irpini poi di prendere il largo e di chiudere i conti sul 77 a 65,

Un sassarese MVP: Marco Spissu trascina la Virtus Bologna alla vittoria della Coppa Italia

La Coppa Italia della serie A di basket va alla Virtus Bologna. E tra i protagonisti del successo dei felsinei, che hanno sconfitto per 69 a 68 Biellacsgceygw8aaeize all’Unipol Arena di Casalecchio, c’è un sassarese doc, Marco Spissu. Il quale è stato eletto MVP della competizione, oltre che miglior giocatore under 22, in virtù dei 16 punti realizzati nell’atto finale della competizione, senza dimenticare i 25 punti nella sfida dei quarti contro Agrigento e gli 11 nella semifinale contro Trieste.