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A Sassari nasce una nuova società di minibasket

Nella città di Sassari nasce una nuova società di minibasket, Pgs Gioins Basket Latte Dolce, affiliata alla Dinamo 2000, con la quale condividerà lo staff. La responsabile organizzativa sarà Simona Nuvoli mentre il direttore tecnico del nuovo sodalizio sarà Antonello Pilia (Istruttore Nazionale di Minibasket) già direttore della Dinamo2000 Sassari e co-responsabile del nuovo progetto Dinamo Academy in partnership con la Polisportiva Dinamo, che milita  nel massima serie del basket italiano.Gioins
Un ruolo importante svolgeranno Don Giovanni Lubinu e Denise Sanna, in qualità di responsabili del progetto sport e della scuola Pgs Gioins Volley, con i quali saranno coordinate le attività e gli obiettivi socio-sportivi all’interno dell’oratorio salesiano.
Le lezioni inizieranno dai primi di settembre con l’utilizzo della palestra al chiuso dell’ex oratorio femminile di via Madre Mazzarello in coabitazione con la pallavolo.

L’istruttrice Minibasket che terrà le lezioni insieme a Pilia sarà Fabiana Pinna, ex giocatrice professionista sassarese doc, nata e cresciuta proprio nell’oratorio salesiano di Latte Dolce.

Il nucleo di lavoro del Direttore Tecnico Pilia vedrà coinvolti anche Barbara Rend, che sarà responsabile di un nuovo progetto Minibasket, e i coach Roberto Zucca e Nicola Serra.

Per info&iscrizioni per la stagione sportiva 2016/2017 contattare Antonello Pilia
339.1328318
Bambini e bambine coinvolti dal 2004 al 2012.

Il 25 e il 26 giugno andrà in scena il Rally Isola di Sardegna

La partenza per la seconda edizione del Rally Isola di Sardegna si fa sempre più vicina e il programma della gara, organizzata da Mediterranean Team, si fa sempre più appassionante. L’associazione sportiva, che porterà gli equipaggi nella provincia di Nuoro a bordo delle auto da corsa, ha scelto di coinvolgere tutti i sostenitori e gli amanti dei motori, in una gara a base di adrenalina e velocità, nella Sardegna più autentica, terra ideale per le gare su asfalto. RallydiNuoro pc

L’appuntamento è fissato per sabato 25 e domenica 26 giugnoLa manifestazione, organizzata in collaborazione con Porto Cervo Racing, con il patrocinio della Regione Sardegna, della Provincia di Nuoro, di Camera di Commercio e dei Comuni di Dorgali, Oliena, Orgosolo e Mamoiada, si sviluppa su un percorso complessivo di 87,69 Km cronometrati che abbraccerà il territorio del centro Sardegna. I panorami spettacolari saranno lo sfondo ideale della gara.

La sfida sarà valida per il Trofeo Strade del Vino Cannonau e per il Trofeo Rally Cup, il challenge firmato Yokohama che, per il secondo anno consecutivo, premia gli equipaggi iscritti in lizza per la vincita finale in benefit.

Il percorso e i tempi della gara sono ufficiali: le prove speciali sono 9, divise tra sabato e domenica, con partenza dalla Piazza Vittorio Emanuele di Nuoro, con la città barbaricina sede anche del parco assistenza. Nuova la prova speciale di Jacu Piu, la quale, sostitutiva della Jannas, attraversa il versante nord del Monte Ortobene, 8,31 i km cronometrati. Prova speciale interessante che sarà ripetuta tre volte. Il percorso della Jacu Piu è quello storico del rally mondiale nazionale molto amato negli anni ‘70 e ‘80 quando ancora era uno sterrato. In quest’edizione entra a fare parte delle gare del sabato insieme alla spettacolare Monte Gonnare nel territorio di Mamoiada di 14,47 km, prova speciale tutta in discesa con passaggi emozionanti in cui sarà l’abilità del pilota a fare la differenza.

Su Grumene e Littu si disputeranno di domenica, a differenza dello scorso anno. Le due prove speciali, da ripetere due volte, attraversano il territorio di Nuoro e Oliena per 8.77 km. La sera gli equipaggi si trasferiranno nel territorio di Dorgali con la ps di 11,95 km e il secondo passaggio previsto a tarda sera. 

Le iscrizioni scadono il prossimo 20 giugno.

L’Olimpia Milano vince lo scudetto del basket

Non in gara 7, come l’anno scorso contro la Dinamo Sassari, ma in gara 6, fatto questo che non cambia la sostanza delle cose,PRCBGR3O5916-kN5E-U10602810397917aBB-700x394@LaStampa.it perché, per il secondo anno consecutivo, il pubblico del PalalaBigi ha dovuto assistere al trionfo tricolore degli avversari, cioè delle mitiche scarpette rosse dell’Olimpia Milano, che mettono in bacheca il 27° scudetto della sua gloriosa storia, imponendosi per 70 a 74 al termine della prima sfida della serie di finale, nella quale è saltato il fattore campo.

I meneghini hanno costruito il successo odierno con una ottima seconda parte di gara, nel corso della quale hanno fatto leva sulla loro armi migliori,, la difesa e l’aggressività a rimbalzo. A ciò poi vanno aggiunte le ottime qualità dei singoli, in primis Rakim Sanders, che ha sfornato un’altra prova da MVP dopo la straordinaria stagione di Sassari,e  il capitano Alessandro Gentile, ma tutti hanno recitato un ruolo da protagonisti, ottimamente orchestrati da coach Repesa, il condottiero che ha ridato un’anima alla squadra più titolata del basket italiano, dopo il fallimento dell’anno scorso, firmato Luca Banchi. A Reggio Emilia, invece, resta il rammarico per aver fallito l’obiettivo per il secondo anno consecutivo, anche se un campione come Kaukenas, dall’alto dei suoi 39 anni e della sua classe cristallina, avrebbe meritato un finale diverso.

 

 

 

 

Europei di calcio: pareggio tra Svezia e Irlanda

In attesa dell’esordio dell’Italia, che alle 20:45 affronterà il Belgio, sono scese in campo le altre due squadre inserite nel gruppo E, Svezia e Irlanda, la cui contesa si è chiusa con l’equa spartizione della posta in palio.ibra

Nei due gol c’è lo zampino dei giocatori di maggiore talento delle due formazioni, che hanno fatto veramente ben poco dal punto di vista tecnico, fatto questo che rende fiduciosi sul possibile passaggio del turno degli azzurri, anche se i risultati delle ultime competizioni internazioni invitano alla prudenza..  A sbloccare il risultato, infatti, è stata la stella irlandese, Hoolahan, il quale, su assist di Coleman, ha centrato il bersaglio con una girata di destro, che ha legittimato la superiorità degli irlandesi che, soprattutto nella prima frazione di gioco, si sono fatti preferire per l’impegno e il dinamismo.

La Svezia? Imbarazzante, per lunghi tratti in fase difenssiva, si sono affidati all’unico lampo del suo fuoriclasse, Ibrahimovic, il quale non ha voluto essere da meno del talentuoso collega e ha “sfornato” un cross dalla sinistra, che ha creato lo scompiglio nell’area di rigore, costringendo a un intervento goffo il difensore irlandese, Clark, che ha depositato la palla inella propria rete, fissando così il punteggio sull’1 a 1.

 

L’Olimpia Milano travolge Reggio Emilia: i ragazzi di coach Repesa a un passo dallo scudetto

Sarà l’Olimpia MIlano a giocarsi, fra due giorni al PalaBigi, il primo match ball scudetto. Oggi, davanti al pubblico amico de Mediolanum Forum, i milanesi hanno riscattato le opache prestazioni di gara 3 e gara 4, superando con l’eloquente punteggio di 97 a 73.rakim sanders

Il divario di 24 punti certifica lo strapotere dei ragazzi di coach Repesa hanno messo subito le mani sulla partita, facendo leva su un’ottima difesa, che ha permesso loro di “scatenarsi” in contropiede, piazzando un parziale di 13 a 3, che ha letteralmente tramortito Reggio Emilia, che ha continuato a subire fino alla fine del primo quarto, terminato con Milano in vantaggio di 21 punti, sul 29 a 8.

Poi nel secondo quarto, i reggiani, penalizzati per lunghi tratti da una difesa a dir poco imbarazzante,  hanno provato a reagire, risalendo dal – 20 al – 13, Ma Simon e Sanders, protagonisti assoluti dei primi due quarti insieme al capitano Alessandro Gentile, hanno ricacciato indietro i ragazzi di coach Menetti, andando all’intervallo lungo con lo stesso ritardo di 21 lunghezze (52 a 31), con cui era andato in archivio la prima frazione di gara.

L’esito della partita sembrava già scritto quando,, all’inizio del terzo quarto, Milano ha toccato il vantaggio massimo di 24 punti, ma Reggio Emilia ha avuto una reazione d’orgoglio ed è riuscita a risalire,  grazie alla difesa a zona e alle bombe di Della Valle e De Nicolao, che hanno riportato Reggio sul – 10 (64 a 54). Nel momento più difficile per la sua squadra, Rakim Sanders ha nuovamente mostrato tutto il suo strapotere fisico e tecnico, mettendo a segno due canestri di pura classe e potenza, che hanno consentito alla sua squadra di tenere a debita distanza la Reggiana e di presentarsi  sul + 14 (74 a 60)all’inizio dell’ultimo periodo, quando Reggio Emilia ha provato a rispondere colpo su colpo, risalendo fino al – 9, ma Milano ha trovato un nuovo eroe in Lafayette, il quale, con due triple consecutive, ha definitivamente spento le speranze, residue, di Reggio Emiia di poter riaprire la sfida odierna.

Reggio Emilia vince al PalaBigi e pareggia la serie

Non è stata una gara per palati fini, e con molta probabilità gli esteti del basket avranno storto il naso, ma nei play off, sarà banale dirlo, conta solo vincere. E oggi al PalaBigi, pur commettendo molti errori al tiro,, la Pallacanestro Reggiana e l’Olimpia Milano hanno cercato il successo con tutte le loro forze fisiche e mentali: i ragazzi di coach Menetti per poter riequilibrare la serie; quelli di coach Repesa per avere la possibilità, fra due giorni al Mediolanum Forum, di giocarsi il primo match ball scudetto. Reggio Emilia

Da ciò ne è scaturita una vera e propria battaglia sportiva, che ha avuto il suo culmine in un finale al cardiopalmo, che ha premiato i reggiani, che si sono imposti per 81 a 76 sull’Olimpia Milano, al quale non è riuscita l’impresa di riprendere in mano la partita, dopo essere scivolata sul – 11 (73 a 62) dopo un fallo tecnico fischiato a Gentile, che, al pari di quanto fatto in gara 3, ha offerto un’altra prestazione deludente, a differenza di Sanders, che dopo una prima parte di gara opaca, ha provato a prendere in mano la sua squadra, ma il suo apporto, insieme a quello di McLean, non è stato sufficiente contro Reggio Emilia che, come dimostrato dai suoi uomini in doppia cifra, ha messo in mostra un gioco più corale, ben evidenziato dal migliore rendimento della panchina.

Ora, con la serie sul 2 a 2, si ritorna a Milano per una gara 5 che, pur non decisiva, potrebbe dire molto sull’esito di una finale, che sembrava indirizzata dopo gara 2 dominata da i milanesi, ma nelle due sfide del PalaBigi i reggiani hanno dimostrato di avere le qualità tecniche e caratteriali per poter conquistare il tricolore che l’anno scorso era sfuggito loro dopo sette entusiasmanti sfide con la Dinamo Sassari.

 

 

Prima vittoria di Reggio Emilia nella serie di finale, sconfitta l’Olimpia Milano al PalaBigi

Il PalaBigi si conferma bunker inespugnabile e Reggio Emilia porta a casa la prima vittoria della serie di finale, imponendosi sull’Olimpia Milano, che ha fatto non pochi passi indietro, rispetto alle due sfide del Mediolanum Forum, quando i reggiani avevano subito lo strapotere fisico dei meneghini. Oggi le cose sono andate in modo differente, perché i reggiani, eccezion fatta per le primissime fasi della contesa, hanno dominato  la contesa, trascinati da Lavrinovic, Della Valle e dalla regia di un Needham ritrovato, dopo le prove opache, delle due sfide precedenti, mentre in casa Olimpia sono mancati i protagonisti del successo in gara 2, cioè Gentile e Sanders.reggio emilia

Pensare che, per Milano, i presupposti erano ben diversi: la partita  si è aperta con il canestro dell’ex, Cinciarini, che ha aperto il parziale iniziale di 0 a 5 dei meneghini, ai quali hanno risposto i reggiani con un contro break, che ha permesso loro di impattare sul 7 a 7 con la tripla di Amedeo Della Valle. Trascinata dallo stesso Cinciarini e da Kalnietis, la compagine milanese ha tentato nuovamente l’allungo, portandosi sull’11 a 17, ma è arrivata puntuale la reazione di Reggio, che ha ribaltato la situazione, mettendo per la prima volta la testa avanti con tripla del 19 a 17 di Kaukenas. Poi Silins, dopo il libero di Macvan ha portato sul + 4 (22 a 18) Reggio che, per la terza volta consecutiva, ha chiuso in vantaggio il primo quarto.

In avvio del secondo periodo, un Lavrinovic particolarmente ispirato ha tenuto avanti Reggio Emilia, che poi ha toccato il + 7 (29 a 22) con una tripla di Silins. La tripla di Simon ha riavvicinato Milano (29 a 25), che, però, non è riuscita a colmare il divario, a causa anche della scarsa produttività di Gentile e Sanders, mentre Lavrinovic ha continuato a fare la voce grossa e la sua squadra ha provato a prendere il largo, andando all’intervallo lungo con il vantaggio in doppia cifra, sul 43 a 33.

Nella prima parte del terzo quarto il margine, tra i due quintetti, è rimasto pressoché invariato, poi Milano ha provato a rifarsi sotto ed è risalita fino al – 3 (50 a 47). Ma le triple,  ad altissimo tasso di difficoltà, di Della Valle l’hanno ricacciata indietro, poi, con Needham tornato su livelli ottimali, la prima parte dell’ultimo periodo si è trasformato in un monologo dei reggiani, che hanno toccato il vantaggio massimo di 19 punti (77 a 58), poi Milano ha avuto una reazione di orgoglio, ma la tardiva rimonta si è fermata sul – 8 (78 a 70, poi i liberi di Della Valle hanno messo la parola fine alla contesa, che si è chiusa con la vittoria per 81 a 72 di Reggio Emilia che, fra due giorni, potrà contare ancora sul fattore campo per provare a riequilibrare la serie.

Rakim Sanders trascina l’Olimpia Milano alla vittoria in gara 2 contro Reggio Emilia

Il 94 a 73, maturato al termine dei 40 minuti di gioco, lascia poco spazio alle recriminazioni di Reggio Emilia e rafforza lerakim sanders certezzze dell’Olimpia Milano, che concede il bis dopo il successo di gara 1 e porta la serie sul 2 a 0, prima che la stessa si sposti al PalaBigi, dove i ragazzi di coach Menetti proveranno a invertire la tendena, ma non sarà facile, visto l’ottimo stato di forma dei milanesi .I quali oggi hanno sofferto solo nel primo quarto, chiuso con Reggio Emilia in vantaggio di una lunghezza (23 a 24) poi hanno letteralmenta abbassato la saracinesca in difesa e per i reggiani è stata notte fonda, visto che Milano ha mantenuto alto il livello di concentazione fino all’ultimo secondo, senza il calo d’attenzione che aveva contraddistinto il finale della prima sfida.

Se è vero che i campionati si vincono con la difesa, l’Olimpia Milano sembra essere sulla buona strada per conquistare il tricolore del basket italiano, forte anche della fisicità devastante e della classe sopraffina di alcuni uomini, in particolare Alessandro Gentile, oggi su livelli d’eccellenza, e Rakim Sanders, che sta sfornando prestazioni da MVP, titolo che aveva meritato nella passata stagione, quando aveva trascinato la Dinamo alla conquista del primo storico scudetto. E quando l’ex biancoblù mostra i muscoli per gli avversari sono dolori!

Va all’Olimpia Milano il primo round della finale scudetto

Va all’Olimpia Milano il primo round della finale scudetto: al Mediolanum Forum, infatti, i ragazzi di coach Repesa hanno sconfitto con il punteggio di 87 a 80 la Pallacanestro Reggiana, alla quale non è bastata la straordinaria prova di uno dei suoi  uomini di magguire talento ed esperienza, Rimantas Kaukenas, un trentanovenne con l’energia e il cuore di un ragazzino. PRCBGR3O5916-kN5E-U10602810397917aBB-700x394@LaStampa.it

Fisicità, aggressività in difesa e strapotere a rimbalzo: sono state queste le chiavi del successo dei meneghini, i quali, nelle prime fasi del match, hanno sofferto la vitalità deri reggiani, che hanno piazzato un parziale iniziale di 2 a 9.

Poi, riordinate le idee, Gentile e compagni hanno sfoderato le loro armi migliori, grazie alle quali hanno dapprima raggiunto l’obiettivo di tornare in scia agli avversari, come dimostra il 2o a 21 maturato al termine del primo quarto, e poi hanno letteralmente dominato la scena in avvio del secondo periodo, quando, giocando un basket di altissimo livelo,  hanno piazzato un break di 17 a 0, che avrebbe annichilito qualsiasi avversario, ma non l’eterno Kaukenas, il quale, con classe ed energia, ha provato a tenere viva la sua formazione. Che è riuscita, nel corso del terzo periodo, a risalire fino al – 6, ma è stata ricacciata ancora una volta indietro da McLean, pedina sempre più importante nello scacchiere milanese,  poi, quando sembrava avere la vittoria in pugno, l’Olimpia ha avuto il braccino corto, non riuscendo a piazzare il colpo del ko, ma nel momento più importante, come accadeva l’anno scorso a Sassari, Rakim Sanders ha tirato fuori dal cilindro una delle sue magie, che ha permesso alla sua squadra di mettere la parola fine alla prima sfida della serie.

Reggio Emilia conquista la finale per il secondo anno consecutivo: vittoria per 85 a 80 contro un’ottima Avellino

L’anno scorso Reggio Emilia perse lo scudetto all’ultimo contro la Dinamo, quest’anno potrà riprovarci  contro l’Olimpia: oggi infatti, al termine della gara senza domani, i reggiani hanno sconfitto per 85 a 80 una Scandone Avellino mai doma, che ha lottato dal primo minuto di gara 1 all’ultimo di gara 7, contribuendo a rendere la serie di semifinale avvincente e, allo stesso tempo, affascinante. La sfida odierna ha avuto un protagonista assoluto: Kaukenas, il quale, con la sua classe e la sua esperienza, ha trascinato la sua squadra alla vittoria, risultando decisivo nei momenti chiave della contesa, soprattutto nel finale quando gli irpini hanno messo in campo tutte le loro forze per girare la partita a loro favore.reggio emilia

Avvio di gara equilibrato: ai canestri di Lavrinovic e Kaukenas hanno risposto Ragland e Cervi per il 4 a 4, poi, sul punteggio di 6 a 6, i reggiani hanno provato a prendere in mano le redini della partita, piazzando un mini break di 5 a o. Poi, grazie a percentuali migliori al tiro e a un migliore atteggiamento in fase difensiva, Reggio Emilia è riuscita a portarsi sul + 7 (20 a 13), vantaggio che ha difeso fino alla fine del primo periodo, chiuso sul 24 a 17.

I ragazzi di Menetti hanno approcciato con la stessa energia anche il secondo periodo,  in avvio del quale hanno toccato la doppia cifra di vantaggio (29 a 17). La tripla di Leunen ha rappresentato una boccata di ossigeno importante per Avellino che, ritrovata l’energia e la presenza di Buva sotto le plance, ha risalito la china, portandosi sul – 5 (33 a 28). Reggio Emilia ha nuovamente allungato con una tripla di Polonara e un canestro di Della Valle, senza però intimorire i lupi irpini, che sono nuovamente risaliti fino al – 4 (40 a 36), prima che Lavrinovic mandasse le due squadre all’intervallo lungo sul 42 a 36..

Alla ripresa del gioco, un Kaukenas particolarmente ispirato ha tenuto avanti la sua squadra, che ha poi allungato (50 a 42) con una bomba di Aradori. L’ottimo utilizzo del pick’n roll, in particolare con Buva le giocare di Ragland hanno creato qualche grattacapo alla difesa di Reggio Emilia, che però, grazie ad alcune gestioni scellerate di Avellino, è riuscita a presentarsi al via dell’ultimo periodo con un vantaggio di 6 punti, sul 61 a 55, che i ragazzi di Menetti hanno incrementato, portandosi sul +  11 (66 a 57), grazie ad alcune giocate di Della Valle, ritrovato dopo alcune prestazioni deludenti. Ma decisivi. nel finale, sono stati Kaukenas e Aradori, i quali, con due canestri di ottima fattura, hanno permesso a Reggio Emilia di chiudere i conti e di staccare così il biglietto per la finale.