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Reggio Emilia conquista la finale per il secondo anno consecutivo: vittoria per 85 a 80 contro un’ottima Avellino

L’anno scorso Reggio Emilia perse lo scudetto all’ultimo contro la Dinamo, quest’anno potrà riprovarci  contro l’Olimpia: oggi infatti, al termine della gara senza domani, i reggiani hanno sconfitto per 85 a 80 una Scandone Avellino mai doma, che ha lottato dal primo minuto di gara 1 all’ultimo di gara 7, contribuendo a rendere la serie di semifinale avvincente e, allo stesso tempo, affascinante. La sfida odierna ha avuto un protagonista assoluto: Kaukenas, il quale, con la sua classe e la sua esperienza, ha trascinato la sua squadra alla vittoria, risultando decisivo nei momenti chiave della contesa, soprattutto nel finale quando gli irpini hanno messo in campo tutte le loro forze per girare la partita a loro favore.reggio emilia

Avvio di gara equilibrato: ai canestri di Lavrinovic e Kaukenas hanno risposto Ragland e Cervi per il 4 a 4, poi, sul punteggio di 6 a 6, i reggiani hanno provato a prendere in mano le redini della partita, piazzando un mini break di 5 a o. Poi, grazie a percentuali migliori al tiro e a un migliore atteggiamento in fase difensiva, Reggio Emilia è riuscita a portarsi sul + 7 (20 a 13), vantaggio che ha difeso fino alla fine del primo periodo, chiuso sul 24 a 17.

I ragazzi di Menetti hanno approcciato con la stessa energia anche il secondo periodo,  in avvio del quale hanno toccato la doppia cifra di vantaggio (29 a 17). La tripla di Leunen ha rappresentato una boccata di ossigeno importante per Avellino che, ritrovata l’energia e la presenza di Buva sotto le plance, ha risalito la china, portandosi sul – 5 (33 a 28). Reggio Emilia ha nuovamente allungato con una tripla di Polonara e un canestro di Della Valle, senza però intimorire i lupi irpini, che sono nuovamente risaliti fino al – 4 (40 a 36), prima che Lavrinovic mandasse le due squadre all’intervallo lungo sul 42 a 36..

Alla ripresa del gioco, un Kaukenas particolarmente ispirato ha tenuto avanti la sua squadra, che ha poi allungato (50 a 42) con una bomba di Aradori. L’ottimo utilizzo del pick’n roll, in particolare con Buva le giocare di Ragland hanno creato qualche grattacapo alla difesa di Reggio Emilia, che però, grazie ad alcune gestioni scellerate di Avellino, è riuscita a presentarsi al via dell’ultimo periodo con un vantaggio di 6 punti, sul 61 a 55, che i ragazzi di Menetti hanno incrementato, portandosi sul +  11 (66 a 57), grazie ad alcune giocate di Della Valle, ritrovato dopo alcune prestazioni deludenti. Ma decisivi. nel finale, sono stati Kaukenas e Aradori, i quali, con due canestri di ottima fattura, hanno permesso a Reggio Emilia di chiudere i conti e di staccare così il biglietto per la finale.

 

 

Rally Adriatico, grande prova di Gian Battista Conti

Grande prova di Gian Battista  Conti e Claudio Mele, su Renault Clio R3, alla 23^ edizione del Rally Adriatico, quarto atto del Campionato Italiano Rally e secondo del Trofeo Rally Terra. Nonostante qualche problema iniziale di assetto dell’auto, l’equipaggio portacolori della Porto Cervo Racing, ha chiuso la prova al 29° posto assoluto e al 4° di Classe.Rally

Sfortunata la prova di Giovanni Manfrinato con Claudio Condotta su Mitsubishi Lancer Evo R4, ritirato dopo la nona prova speciale., mentre si trovava nei primi posti nella speciale classifica del  Trofeo Rally Terra.

<<Sterrati molto difficili quelli dell’Adriatico – ha affermato Gian Battista Conti –, molto più veloci rispetto a quelli sardi, nonostante qualche problema di assetto, con qualche testacoda non programmato che ha fatto felice il pubblico per lo show, meno noi per il tempo finale. Rimaniamo comunque soddisfattissimi per la nostra gara, visto che abbiamo raccolto i primi punti importanti per il nostro campionato>>.

<< Tutto bene il primo giorno – ha detto Giovanni Manfrinato - nonostante il mezzo minuto di ritardo, a causa di un rallentamento da parte degli ufficiali di gara dopo l’uscita di Trentin, nella seconda giornata è esploso il cambio e lì e finito il nostro Rally dell’Adriatico. Ci rifaremo la prossima volta>>.

 

 

Stefano Udassi confermato alla guida dello Stintino

La stagione calcistica 2016-2017 dello Stintino calcio riparte da Stefano Udassi. Il 45enne tecnico sassarese è stato confermato all’unanimità dal direttivo guidato dal presidente Angelo Schiaffino.udassi

E’ un assoluto piacere per me continuare la mia esperienza qui a Stintino – commenta il tecnico – . Ritengo che Stintino sia una piazza dove ci siano tutti i presupposti  per fare bene e che possa crescere nei  risultati in maniera sostenibile. In questi mesi  ho conosciuto una dirigenza appassionata e competente che fa quadrato con la squadra in un ambiente sereno e serio.  Se poi il  centro sportivo dovesse raggiungere a breve i livelli di qualità previsti dall’amministrazione comunale, allora questa località potrà diventare un bel punto di riferimento per gli sportivi del territorio, oltre che una nuova risorsa per il paese che ha già di per sé la fortuna di avere una costa bellissima e una fama turistica. Già alla fine della stagione appena trascorsa non ho nascosto alla dirigenza che mi sentivo solo all’inizio dell’avventura e che avevo tutta l’intenzione di proseguire”.

Udassi era stato chiamato alla guida dei biancocelesti a metà novembre, quando erano in zona retrocessione,  e li ha condotti a un tranquillo ottavo posto, grazie una striscia di 16 risultati utili consecutivi.

A livello di rosa saranno necessari 2-3 innesti di qualità senza gravare di un centesimo in più sulle casse societarie – prosegue il mister –, poi  servirà qualche fuoriquota”.

Stefano Udassi sarà coadiuvato da Giuseppe Pulina, come allenatore dei portieri e da Francesco Cossu ,come massaggiatore e primo soccorso in campo., Alla guida della Juniores è stato confermato mister Tore Secchi considerato, come Pulina, un uomo di fiducia della società della località turistico-balneare.

Continuiamo il lavoro intrapreso lo scorso anno con mister Udassi. Crediamo  afferma il presidente Angelo Schiaffino – che, oltre ai risultati positivi, abbia avuto il merito di aver capito da subito la nostra mentalità sportiva tanto che, potremmo quasi dire, sembra essere sempre stato qui con noi.  Non ci poniamo obiettivi particolari, sicuramente sarà importante divertirci anche di più della scorsa stagione e fare tante esperienze positive e formative. Ci auguriamo di fare crescere qualche giovane interessante, meglio ancora se locale. Sicuramente il nostro ambiente è ideale per chi volesse crescere e mettersi in mostra.  Sono da pochi giorni aperte anche eventuali nuove adesioni dirigenziali . Chi avesse possibilità e voglia di dare una mano  in maniera attiva e positiva è molto bene accetto”.

L’Olimpia Milano è la prima finalista

L’Olimpia Milano è la prima finalista dei play off scudetto per la stagione 2015 – 2016. Oggi Alessandro Gentile e compagni hanno chiuso la serie di semifinale, imponendosi al Taliercio sulla Reyer Venezia, alla quale va riconosciuto “l’onore delle armi” per aver giocato, per il secondo anno consecutivo, un’ottima seconda fase. I meneghini, invece, hanno centrato l’obiettivo che avevano fallito nella passata stagione e ora attendono solo di conoscere quale sarà la squadra, tra Reggio Emilia e Avellino, che contenderà loro il tricolore del basket italiano.PRCBGR3O5916-kN5E-U10602810397917aBB-700x394@LaStampa.it

I ragazzi di coach Repesa hanno approcciato la gara in maniera ottimale, esprimendosi in maniera ottimale in entrambi i lati del campo, in particolare in fase difensiva. Il parziale di 2 a 12 è stato lo specchio fedele di quanto visto nei primi cinque minuti di gioco, letteralmente dominati dai meneghini. Non si è fatta, però, attendere la risposta dei veneziani, i quali, grazie alla presenza sotto i tabelloni e alla conseguente efficacia a rimbalzo, hanno pian piano eroso lo svantaggio,  riuscendo, in avvio del secondo periodo, ad impattare sul 18 a 18 con una tripla di Tonut. La schiacciata di Ejim ha regalato il primo vantaggio alla Reyer, sul 22 a 21, poi Milano si è destata dal torpore con un mini break di 0 a 5, grazie al quale si è riportata avanti di quattro punti, margine difeso fino alla fine del quarto, chiuso sul 26 a 30.

All’inizio del terzo periodo, le due squadre hanno faticato oltre misura a trovare la via del canestro: i primi a sbloccarsi sono stati i giocatori dell’Oimpia, i quali hanno poi ripreso in mano il comando delle operazioni, allungando fino a toccare il nuovo massimo vantaggio, sul 28 a 41, mentre Venezia ha provato ad affidarsi all’energia di Tonut, ottimo il suo contributo in questi play off,  per limitare i danni, non riuscendo nell’intento a causa delle percentuali non esaltanti, per voler essre eufemistici, al tiro, in particolare dalla lunga distanza.

L’Olimpia ha così iniziato l’ultimo quarto sul + 10 (38 a 48), vantaggio che pareva rassicurante, in considerazione anche del punteggio basso, ma la Reyer, trascinata dal sostegno del pubblico del Taliercio, ha trovato le energie necessarie per riaprire i giochi, riuscendo a ristabilre la parità sul 54 a 54. Finale di gara al cardiopalmo: botta e risposta dalla lunga distanza tra Lafayette e Viggiano per il 57 pari. Un gioco da tre punti di Simon ha riportato avanti Milano, che ha poi difeso il vantaggio, grazie anche a un’ottima azione difensiva di Sanders e a un rimbalzo offensivo di Mc Lean, chiuendo i conti della sfida sul 60 a 66.

 

Va all’Olbia la finale dei play off contro la Torres

La finale dei play off tra Torres e Olbia, giocato in un Vanni Sanna gremito, è andato in archivio con la torresvittoria per 0 a 1 dei galluresi, che possono ora sperare nel ripescaggio in Lega Pro. La partita,non bella dal punto di vista tecnico, è stata decisa da una punizione di Mastinu, il quale, al 6′, ha letteralmente beffato l’estremo difensore, Fadda, facendo calare il gelo tra i tifosi sassaresi. Pochi minuti i galluresi hanno sfiorato il colpo del ko con il fischiatissimo Andrea Cossu, che ha centrato il palo con una conclusione di pregevole fattura.

Poi c’è stato sterile forcing dei rossoblù, apparsi decisamente scarichi, ma, a prescindere dall’esito della sfida, ad essi deve comunque andare il plauso dell’intera tifoseria sassarese per quanto fatto nell’arco di una stagione non facile sotto tanti punti di vista, con la speranza che gli errori di questi ultimi anni possano servire da lezione

C’è anche Alessia Orro tra le convocate per il World Grand Prix

C’è anche la palleggiatrice di Narbolia, Alessia Orro, tra le diciotto atlete selezionate da Marco Bonitta per World Grand Prix, competizione internazionale che, per le azzurre, servirà come preparazione in vista dei OrroGiochi Olimpici, in programma dal 6 al 21 agosto prossimi a Rio de Janiero, dove l’Italia arriverà, grazie all’ottima prova al Preolimpico di Tokio.

Tredici delle protagoniste della fortunata esperienza nipponica sono state confermata da coach Bonitta, che ha escluso la sola Francesca Piccinini, confermando di voler puntare sulla linea verde, con ben nove atlete, compresa Alessia Orro, con un’età inferiore a 21 anni.

Di seguito l’elenco completo delle atlete convocate: Cambi, Malinov, Orro; Centoni, Diouf, Ortolani; Chirichella, Danesi, Guiggi, Melandri; Del Core, Egonu, Gennari, Guerra, Sylla; De Gennaro, Sirressi, Spirito.

 

 

Avellino vince gara 6 contro Reggio Emilia! Fra due giorni la sfida che vale la finale

Sarà necessaria gara 7, da giocarsi fra due giorni al PalaBigi, per determinare quale squadra, tra Reggio Emilia ed Avellino, giocherà la finale per lo scudetto del basket italiano per la stagione 2015 – 2016. Anche oggi, come nelle precedenti cinque sfide della serie, nessuna delle quali equilibrata come quella odierna, ha retto il fattore campo e la Scandone ha portato a casa il successo, che le permette di tenere vivo il sogno tricolore, grazie a un’accelerazione nella seconda parte di gara, della quale è stato protagonista il play maker avellinese Ragland, che non ha lasciato scampo ai reggiani.  avellino

Tra le due squadre è stata battaglia sportiva fin dalla palla a due: dopo un avvio equiibrato (6 a 6), gli irpini, particolarmente dominanti a rimbalzo nelle prime fasi, hanno messo a segno il primo break della contesa, portandosi sul 13 a 6.

Ma qualche palla persa di troppo ha limitato Avellino che, comunque, ha chiuso il  primo quarto in vantaggio di 4 lunghezze, sul 21 a 17, per poi subire la reazione di Reggio Emilia che, per quasi tutto il secondo periodo, ha letteralmente dominato la scena, portandosi sul + 9 (26 a 35).

Ma proprio quando sembrava tutto facile per i ragazzi di coach Menetti, è arrivata la reazione di Avellino, ad opera soprattutto degli uomini di maggiore esperienza, Leunen e Marques Green, protagonisti del contro break della squadra avellinese, che, in chiusura del secondo periodo, ha messo a segno un controbreak di 9 a 0, impattando allo scadere sul 35 a 35, grazie a un canestro di Acker, al rientro dopo il grave lutto che lo ha colpito nei giorni scorsi.

Nel terzo quarto, dopo due periodi vissuti nelle difficoltà, si è riacceso Ragland che, con dodici punti in dieci minuti, ha letteralmente trascinato la sua squadra, la quale, pressoché perfetta nel tiro da due punti, ha iniziato l’ultima frazione con un vantaggio di sei punti (60 a 54). In totale fiducia, con Ragland e Cervi particolarmente ispirati, i lupi avellinesi si sono portati sul + 12 (75 a 63). Nel momento più difficile della gara, per la sua formazione, il coach reggiano ha deciso prima di affidarsi alla classe e all’esperienza dei suoi lituani, poi al quintetto basso e alla zona, riuscendo a riportare il vantaggio sotto la doppia cifra, ma nel finale Avellino ha gestito la situazione in maniera ottimale, chiudendo sull’83 a 74.

 

 

Viviana Spano e Ilaria Spanu convocate per i Campionati Mondiali Universitari di tiro con l’arco

Ci saranno anche due tiratrici sarde ai campionati mondiali universitari di tiro con l’arco, che si svolgeranno dall’1 al 5 giugno a Ulaanbataar, in Mongolia.viviana spano e ilaria spanu

 Ilaria Spanu, degli Arcieri Uras, e la sassarese Viviana Spano, attualmente in forza agli Arcieri Torrevecchia Roma, sono state infatti convocate per il prestigioso appuntamento internazionale, entrambe nella divisione arco compound, e prederanno parte sia alla gara individuale che a quella a squadre. Un impegno costante e tanta determinazione è stato il filo conduttore che ha portato le due atlete isolane alla qualificazione ed alla successiva chiamata a rivestire la maglia della nazionale.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa – è il commento di Ilaria Spanu, alla sua prima presenza in maglia azzurra – e non nascondo la commozione che ho provato quando mi è arrivata la convocazione dalla Federazione”.

Una gradita conferma invece per Viviana Spano, dall’anno scorso nel girone della nazionale, tra le cui fila ha già vinto una medaglia d’oro e tre d’argento, tutte a squadre.

 Il movimento arcieristico sardo continua quindi a dare i suoi frutti, visto che anche Fabio Ibba degli Arcieri Uras ed Amanda Colaianni della Torres Sassari fanno parte dei gruppi nazionali del settore tiro di campagna.

Vittoria dell’Olimpia Milano in gara 5

“La classe operaia va in Paradiso” con Bruno Cerella, uno degli eroi di gara 5, insieme a Lafayette e Kalnietis, per l’Olimpia Milano che, grazie soprattutto a un’ottima difesa, ha sconfitto per la Reyer Venezia e fra due giorni, al Taliercio, potrà giocarsi la prima chanche per ottenere il pass per la finale.

.PRCBGR3O5916-kN5E-U10602810397917aBB-700x394@LaStampa.itAvvio di gara sotto il segno del playmaker meneghino, Kalnietis, il quale, dopo il canestro iniziale di Ortner, ha messo a segno otto punti consecutivi, portando subito l’Olimpia in vantaggio di sei lunghezze (8 a 2). La Reyer non è rimasta a guardare ed è tornata subito in scia  per poi  mettere la testa avanti sul 13 a 14 con un canestro di Ejim, il più prolifico dei suoi.

Poi è stato un continuo rincorrersi tra i due quintetti fino alle fasi finali del primo periodo, quando una tripla di Sanders, il primo lampo dell’ex Dinamo, ha permesso a Milano di accumulare un vantaggio di 4 lunghezze (23 a 19), prima di tentare in avvio del secondo periodo, trascinata dallìesplosività difensiva di Cerella, il primo allungo, portandosi sul + 9 (33 a 24) e obbligando De Raffaele a chiamare un minuto di sospensione per cercare soluzioni contro la difesa arcigna di Milano. E le risposte sono state quelle attese dal coach veneziano, perché i suoi uomini hanno ritrovato la giusta verve sia in attacco sia in difesa, risalendo fino al – 3 (40 a 37). Poi l’esplosità di Kalnietis e Lafayette ha consentito un nuovo allungo dei ragazzi di Repesa, ma una tripla di Ejim ha tenuto viva la Reyer, che è andata all’intervallo lungo in ritardo di soli sei punti (46 a 40).

Nel terzo quarto, mentre le due squadre iniziavano a sentire il peso dei tanti impegni ravvicinati, i lagunari sono riusciti, pian piano, a erodere lo svantaggio, impattando sul 58 a 58, prima del canestro del ritrovato Lafayette, che ha dato un minimo vantaggio a Milano al via degli ultimi dieci minuti di gioco, che si sono aperti  con Milano particolarmente prolifica dalla lunga distanza in particolare con Cerella, che ha permesso alla sua squadra di allungare fino al + 7 (69 a 62). Poi, nel finale di gara, la maggiore aggressività nella propria metà campo ha fatto la differenza a favore dei coach Repesa, che hanno lasciato le briciole agli avversari, ai quali ha concesso la miseria di nove punti nell’ultimo periodo.

 

 

Vincenzo Nibali torna in corsa per la vittoria del Giro!

Che sfortuna, Kruijswijk! Il corridore olandese cade nella discesa del Colle dell’Agnello, cima Coppi del Giro 2016, poi ha Vincenzo-Nibaliprovato a non mollare ma, trovatosi per lunghi tratti da solo e in evidente crisi fisica, è arrivato sul traguardo di Risoul con quasi cinque minuti di ritardo dal trionfatore di giornata, Vincenzo Nibali,

Si, oggi ha trionfato lo “squalo siciliano”, che ritorna così in corsa per la vittoria finale, perché il corridore dell’Astana, nell’erta finale, ha staccato l’attuale “maglia rosa”, il colombiano Chavez, distante ora solo 44”. Si deciderà tutto domani nella difficilissima tappa, con conclusione a Sant’Anna di Vinadio, nella quale sarà battaglia vera, sperando che possa parteciparvi anche l’olandese, il quale, fino a oggi, era stato l’autentico dominatore della corsa.