Orgoglio della città di Sassari, la Dinamo ricevuta a Palazzo Ducale

” Siete l’orgoglio di Sassari e di tutta la Sardegna che con voi hanno sofferto e gioito durante la finale per lo scudetto. Si tratta di un risultato importante che arriva in un momento particolare, caratterizzato da una difficile situazione economica e sociale E la conquista di questo titolo può essere da stimolo per una ripresa e un incoraggiamento. Sassari_Dinamo a Palazzo Ducale 019

Con queste parole, il sindaco di Sassari, Nicola Sanna ha salutato il presidente della Dinamo Stefano Sardara che, con alcuni giocatori, l’amministratore delegato e gli assistant coach, ha festeggiato a Palazzo Ducale la conquista dello scudetto del basket italiano, che va ad aggiungersi alla Supercoppa e alla Coppa Italia per un tris di successi, che hanno fatto entare il sodalizio biancoblù nella storia dello sport italiano.

.”Abbiamo il piacere di ospitarvi qui a Palazzo, dove si svolge anche una prestigiosa mostra, quella su Caravaggio e i caravaggeschi – ha detto il sindaco, Nicola Sanna – che visiteremo con voi. Questa esposizione rappresenta un risultato importante che siamo riusciti a raggiungere mettendo insieme le forze e le risorse dell’economia del nostro territorio”

Un saluto lo ha portato anche il presidente del consiglio comunale Antonio Piu. Dopo lo scudetto del Cagliari, la Sardegna non aveva avuto modo di raggiungere obiettivi così rilevanti. La vicinanza del Comune alla squadra dimostra che la città è legata a doppio filo a questa società in un legame indissolubile. Auguri e complimenti per aver unito una regione intera, senza campanilismi.

La Dinamo è radicata a Sassari – ha aggiunto il presidente Stefano Sardara – siamo stati i primi a volere essere gli ambasciatori della regione Sardegna. Sassari e la Dinamo sono questo, lo sono oggi che abbiamo questa coppa e lo saranno anche quando non avremo questo risultato. Noi non vogliamo essere valutati soltanto per il risultato. Dinamo è molto di più, perché la città e il territorio richiedono molto di più e credo che sia questa la nostra vera sfida

Il sindaco ha quindi donato al patron della Dinamo e al capitano una targa celebrativa. Poi Stefano e Carlo Sardara, il capitano Manuel Vanuzzo, Jack Devecchi, Brian Sacchetti, Matteo Formenti,  Paolo Citrini e Massimo Maffezzoli hanno posto la firma sul registro d’onore degli invitati dal Comune di Sassari. I due  assistenti hanno anche ritirato la targa che l’amministrazione comunale ha voluto preparare per il coach Meo Sacchetti..

Prova sfortunata per Viviana Spano alla Universiadi di tiro con l’arco in Corea

Si ferma agli scontri ad eliminazione diretta il cammino della sassarese Viviana Spano alle Universiadi di tiro con l’arco.viviana spano(6)

Nella seconda fase della prova individuale dell’arco compound , dopo essere risultata la migliore italiana della qualificazione con un bottino di 674 punti, l’atleta della Torres è stata eliminata dalla russa Svetlana Cherkashneva con il punteggio di 142-139. Nella gara a squadre ha superato il primo turno, imponendosi sulla Gran Bretagna per 224-222, ma nella fase successiva si è dovuta inchinare alla Russia per 221-217. Nel mixed team infine, in coppia con Jacopo Polidori, ha passato il primo turno contro Taipei per 154-150, ma nel secondo ha ceduto le armi contro un’altra squadra asiatica, quella della Corea del Sud, con il risultato di 154-148. 

Un’esperienza comunque molto positiva per la Spano, che ora attende le convocazioni del responsabile tecnico del compound Tiziano Xotti in vista dei campionati mondiali targa, dal 26 luglio al 3 agosto a Copenaghen.

Un sabato di Muay Thai spettacolare al PalaSimula di Sassari

È stata una muay thai spettacolare quella vista sabato notte sul ring del Pala Simula di via Poligono a Sassari: i combattimenti  hanno lasciato letteralmente senza fiato i tanti appassionati che, dalle 20.30, hanno potuto seguire i sette spettacolari incontri del main event in programma per la 18 ^ edizione del “Muay Thai Explosion”.Sassari Mte18_Sara Donghi calzoncini rosa vs Cherie Standen_3

 Il match clou della serata, quello tra la sassarese Sara Donghi e l’inglese Cherie Standen, non ha deluso le aspettative del folto pubblico che ha riempito le gradinate della palestra bunker. L’incontro, sulla distanza delle cinque riprese, ha fatto vedere da subito la pasta battagliera delle due atlete.
Per la “gherridora de Sardigna” hanno pesato i due match in un solo mese,, soprattutto se si pensa che la campionessa del mondo  ha dovuto salire di categoria, sino ai 49 chilogrammi, per affrontare la sua avversaria che si è presentata sul ring “gigante” al limite dei 52 kg. Troppa la differenza fisica tra le due fighter. L’inglese Cherie Standen, della prestigiosa scuola Bad Company di Leeds e allenata dal campione del mondo Wbc Liam Harrison, con alcuni centimetri in più rispetto alla Donghi si è dimostrata avversaria ostica, potente e con un allungo eccezionale. La sassarese ha controllato il match e le distanze ma un doppio conteggio al terzo round ha segnato in maniera indelebile il match.
Da applausi, ma inutile, il recupero della sassarese nel quarto e quinto round alla ricerca del ko che le avrebbe dato la vittoria. Alla fine, per la sassarese, è arrivata la sconfitta ai punti.
 Match di altissimo livello anche quello tra Giacomo Stocchino (Hua Ciai) e Antonio Viglietti (team Tarantini) che esordiva tra i professionisti. Il talentuoso nak su della Tarantini ha mostrato subito le sue doti con una serie di calci alti che, alla fine delle tre riprese, hanno fatto la differenza. Per lui un match difficilissimo, contro un avversario al top della propria categoria. Viglietti ha preso il centro del ring e ha imposto il proprio ritmo e la propria voglia di vincere, fatta di calci stellari e un clinch importante. A lui il trofeo “Nello Tarantini” quale migliore atleta della serata.
 Scintille e grandi battaglie anche negli altri match del main event. Due i knock-out tecnici venuti fuori da altrettanti incontri che hanno mostrato la migliore muay thai delle scuole isolane. Il primo ha visto protagonisti Tayro Muru (team Pilloni) e Davide Puggioni (team Tarantini). Per loro un match da brivido, durante il quale nessuno ha risparmiato colpi. Alla metà del secondo round una ginocchiata di Tayro Muru ha chiuso l’incontro.
 Scintille anche tra Gianmario Pisano (Chok dee fighters) e Vincenzo Ghiani (Hua Ciai). I due atleti sono partiti subito forte e ci sono volute due riprese piene e meta dell’ultimo round affinché Ghiani riuscisse ad avere ragione di Pisano con una gomitata girata.
 Spettacolare la “battaglia” tra la sedicenne Michela Demontis (team Tarantini) e la ventisettenne Gloria Maria Rossini (team Prandel di Trento). La differenza di età tra le due non ha impedito alla più giovane di vincere, grazie alle straordinarie capacità tecniche.
 Vittoria ai punti  anche per  Samuele Cuccuru (team Tarantini) che sul ring ha incrociato le tibie con Francesco Porru (Chang peuk gym).
Match impressive per il Sassarese che ha fatto valere uno stato di grazia e di forma eccezionali. Calci alti, medi, bassi, ginocchiate, gomitate, diretti e montanti a ripetizione hanno caratterizzato l’ultimo esplosivo incontro del “Mte18” tra Nicola Canu (Cerbero gym) e Federico Mazza (Serra Muay thai academy). Un match spettacolare e senza esclusione di colpi, che ha fatto salire il livello di adrenalina anche tra il pubblico. A portare a casa il risultato la punta di diamante del team quartese, Federico Mazza.  All’inizio del main event spazio per il premio alla carriera per il maestro Roberto Orrù della Hua Ciai di Sestu.,Spettacolo e divertimento anche negli incontri under card disputati nel pomeriggio. Vincono ai punti: Luca Salaris, Davide Farci, Danilo Murroni, Fabrizio Fenu e Federico Puddu.

Il primo colpo del mercato della Dinamo è… MarQuez Haynes

Il Presidente Stefano Sardara aveva anticipato tutto con l’ormai consueto gioco delle iniziali, e oggi è arrivata l’ufficialità: MarQuez Haynes è un giocatore della Dinamo. Marquez, nato a Irving in Texas il 19 dicembre del 1986, è il prototipo del playmaker moderno – anche se sarebbe meglio definirlo una combo guard -,  essendo dotato di ottime capacità fisiche e realizzative.Haynes

“Cercavamo un giocatore con queste caratteristiche e siamo particolarmente soddisfatti per la firma di MarQuez Haynes- ha dichiarato il General Manager biancobù, Federico Pasquini – Lo seguivamo da tempo, già prima della sua fortunata esperienza italiana in quel di Milano e Siena. Ha grandissime motivazioni ed è particolarmente eccitato dall’idea di poter giocare a Sassari. Ha voglia di dimostrare di essere un giocatore importante dopo una stagione particolare al Maccabi. Il fatto di partecipare, per il secondo anno consecutivo all’Eurolega, ci ha dato una grossa mano in fase di trattativa“.

Marquez ha frequentato la Irving Nimitz High School dove nell’anno da Junior ha viaggiato a oltre 21 punti di media. Nell’anno da Senior si trasferisce alla Irving High School, trascinandola alla finale dello stato del Texas. Nel 2005 ottiene una borsa di studio al Boston College dove rimane due anni raggiungendo la finale di Conference NCAA già al primo anno e la semifinale nel secondo.

A causa di un impiego limitato decide di fare ritorno in Texas, iscrivendosi all’università di Texas – Arlington. Le rigide regole NCAA sui trasferimenti lo costringono però ad un anno di stop ma il rientro nella sua Texas lo premia, in quanto riprendendea macinare punti e grandi prestazioni. Chiude la stagione 2008/09 con 16.5 punti, 5.1 rimbalzi e 3.4 assist di media partita e viene inserito nel 2º quintetto della sua Conference.
Nell’ultimo anno collegiale fa ancor meglio diventando il 3º marcatore assoluto dell’intera NCAA con 22.6 punti di media, conditi da 4.3 rimbalzi e 3.7 assist. Diventa così giocatore dell’anno nella Southland Conference e viene  inserito nel 1º quintetto con la menzione d’onore NCAA All America.
Dopo aver giocato la Summer League di Las Vegas con la maglia dei Detroit Pistons firma il suo primo contratto da professionista con l’ Elan Chalon, squadra della massima serie francese. Nella stagione da rookie in Europa mette a segno cifre di tutto rispetto con 14 punti, 2.2 rimbalzi, 3.9 assist di media  chiude la prima annata da professionista vincendo la coppa di Francia. Nell’estate 2011, dopo aver acquisito la cittadinanza georgiana, prende parte ai campionati europei in Lituania dove in 8 gare mette a referto 8 punti, 1.6 rimbalzi e 1.3 assist di media a partita.
Per la stagione 2001/12 si trasferisce in Spagna, dove firma un contratto con Gran Canaria,con la quale disputa 34 partite nell’ACB (l’equivalente della Serie A italiana), e mette a referto 10.9 punti, 2.2 rimbalzi e 1.6 assist. Con la maglia del Gran Canaria fa il suo esordio anche in Eurocup: in 8 gare 11.1 punti 2.1 rimbalzi e 1.6 assist. Dopo aver giocato la Summer League di Orlando con la maglia degli Oklahoma City Thunder, firma per i tedeschi degli Artland Dragons

: gioca 33 partite nella serie A tedesca dove registra 12.2 punti, 2.2 rimbalzi e 3.2 assist di media, e disputa
per la seconda volta l’Eurocup: in 6 gare 8.5 punti, 2.3 rimbalzi, 2.5 assist.
Nell’estate 2013 disputa una buonissima Summer League  con la maglia dei Washington Wizards. Arriva dunque la chiamata in Italia da parte dell’ EA7 Emporio Armani Milano. Con le scarpette rosse gioca la fase a gironi dell’Eurolega e 11 partite in Serie A. Nel Dicembre 2013 si trasferisce a Siena nell’ambito dell’operazione che porta Daniel Hackett a Milano. Diventa rapidamente la stella della Mens Sana, trascinando la squadra allenata da coach Crespi fino a gara 7 di finale Scudetto, persa proprio contro l’Olimpia.
Con la maglia biancoverde gioca 34 partite di campionato e 6 di Eurocup, registrando rispettivamente 14.6 punti, 2.1 rimbalzi e 4.2 assist a partita nella massima serie e 12 punti 2.7 rimbalzi e 4.7 assist in Europa.  Grazie all’ottima stagione disputata, molti top club europei decidono di puntare sul playmaker texano: a spuntarla sono i campioni d’Europa israeliani del Maccabi Tel Aviv. Con il titolato e prestigioso club prende parte alla Coppa Intercontinentale perdendo in finale. Partecipa per la seconda volta,  nel corso della sua carriera all’ Eurolega,f ermandosi però ai quarti di finale totalizzando in 25 partite 4.6 punti 1.5 rimbalzi e 1.2 assist di media. In campionato disputa 35 gare con 8.3 punti 2 rimbalzi e 2.3 assist a partita. Con la maglia del Maccabi ha vinto la Coppa Nazionale.

World Grand Prix 2015: l’Italia vince 3 a 0 contro la Turchia

Nell’ultima gara del primo week end di gare del World Grand Prix 2015, le azzurre hanno concesso il bis, dopo la vittoria per 3 a 0 con il Belgio, sconfiggendo sempre in tre set le padrone di casa della Turchia. Ofelia-Malinov

Nelle fasi iniziali del primo set, i due sestetti hanno viaggiato sui binari del perfetto equilibrio, poi, sul punteggio di 4 a 4, le ragazze di coach Bonitta hanno tentato l’allungo, portandosi sul 7 a 4, ma hanno subito le iniziative dell’opposta turca, che ha permesso alla sua squadra di rimanere agganciata alla partita fino al 22 a 22. A quel punto, un errore in battuta delle turche ha dato il via libera alle azzurre, che si sono aggiudicate il primo parziale con il punteggio di 25 a 22.

Favorite dai problemi in ricezione e in difesa delle italiane, le turche hanno preso un buon margine di vantaggio in avvio del secondo set (6 a 13). A dare la scossa alle azzurre è stata un’ottima Gennari, vera e propria trascinatrice della sua squadra, che ha pian piano colmato il divario, arrivando ad impattare sul 20 a 20 con un colpo della Bosetti, per poi chiudere sul 25 a 23.

Ultima fiammata turca (0 a 4) in avvio del terzo parziale, poi è iniziato il monologo delle italiane che, con la solita Gennari sugli scudi, hanno letteralmente dominato la scena fino al definitivo 25 a 17. E ora le azzure sono pronte a volare per il Giappone dove, nel prossimo fine settimana, sfideranno le nipponiche, la Cina e la Repubblica Dominicana

L’Italia vince il Campionato Europeo Cadette di softball

L’Italia è Campione d’Europa Cadette di Softball.. Nella finalissima, che le ha viste opposte alla Repubblica Ceca, le azzurreITALIA sono state capaci di tirare fuori tutto il loro carattere e il loro  talento, sconfiggendo per 4 a 3 le quotate avversarie: “La prima sconfitta, proprio contro la Repubblica Ceca ci ha un pó svegliato – ha detto la manager azzurra, Simona Nava -. Queste ragazze hanno davvero tanta grinta, loro ci credevano, sono dei leoni, lo hanno dimostrato stasera pur partendo sotto di tre punti. Le nostre ragazze hanno carattere da vendere, Sono felicissima, perché grazie alla Federazione abbiamo avuto la possibilitá di lavorare insieme per due anni, sono contenta di quello che ho scelto, alla fine di questo lavoro mi hanno ripagata con una gioia immensa”.

Fin dalle prime fasi del torneo, Italia e Repubblica Ceca hanno dimostrato la loro superiorità rispetto al resto del lotto e la degna conclusione dell’europeo non poteva che essere il rinnovo della sfida tra le due compagini. Nelle battute iniziali della finale, la Repubblica Ceca ha messo in mostra tutto il suo potenziale e si è portata  in vantaggio per 3-0 nel primo turno di attacco: un parziale che avrebbe piegato chiunque, ma non questa Italia che, nel secondo turno di attacco, ha iniziato la propria rimonta: doppio di Oliveti sull’esterno centro, singolo di Migliorini, De Trombetti ,colpita dal lanciatore, ha guadagnato la base, e l’Italia ha occupato le basi. Chiodaroli è nadara in base su ball e in sequenza le azzurre hanno realizzato quattro punti che hanno fissatoo il risultato sul 4-3. Un vantaggio esile che le italiane hanno tentato in diverse occasioni d’incrementare, dimostrando di saper resistere ma di poter anche creare le occasioni per allungare. In quel frangente è subentrava la stanchezza, dovuta a  una settimana di gare intense e al gran caldo,  ma le azzurrine hanno dimostrato la loro solidità e hanno resi vani i tentativi di rimonta delle ceche. E la partita è così finita con la festa azzurra e col pubblico del “Francesco Sanna” di Nuoro in tripudio.

 

Prima vittoria azzurra al World Grand Prix 2015, le ragazze di Bonitta superano il Belgio in tre set

I tanti errori e i tanti alti e bassi, che sono costati cari contro gli Stati Uniti, sono serviti da lezione alle azzurre del volley Bosettiche, nel pomeriggio odierno, hanno ottenuto la prima vittoria nel World Grand Prix 2015, sconfiggendo il Belgio con l’eloquente punteggio di 3 a 0.

Dopo un avvio stentato, con le avversarie che si sono portate avanti per 2 a 5, le ragazze di Bonitta hanno alzato il livello del loro gioco sia nei fondamentali difensivi sia in quelli di attacco. Tracinate da Lucia Bosetti, hanno così preso il controllo della gara e hanno vinto il primo e il secondo set per 25 a 15 e 25 a 17.

Nel terzo parziale, più precise e determinate, le giocatrici del Belgio,favorite da un calo di concentrazione delle azzuure hanno provato a rialzare la testa e sono rimaste in partita fino al 18 a 18, poi Gennari e Bosetti hanno dato il via all’allungo decisivo dell’Italia, che ha chiuso i conti sul 25 a 20 con un muro vincente della palleggiatrice Malinov.

Dinamo campione d’Italia: il racconto di una notte da sogno

Sembra ieri, sembra che il tempo si sia fermato a quella notte del 26 giugno: ero al PalaBigi, insieme a tanti fratelli, tanti amici di tante avventure e battaglie sportive, vissute in giro per l’Italia. Saremmo dovuti essere in novanta, così hanno riportato i giornali, in realtà eravamo almeno il doppio, uniti e stretti in quel piccolo settore, che non riusciva a contenere la nostra energia e il nostro entusiasmo. Non potevamo, non volevamo perdere l’appuntamento con la Tifosi Piazzele Segnistoria. Ora mi viene in mente la sana pazzia di un amico che, conclusa una riunione di lavoro alle ore 18 a Sassari, si è imbarcato alle 19:45 da Alghero ed è entrato al PalaBigi solo all’inizio del terzo periodo. Ci volevamo essere, perché ci avevamo sempre creduto, anche nei momenti più difficili della serie, dopo le sconfitte nelle prime due partite e dopo la beffa di gara 5, quando la squadra aveva letteralmente buttata al vento un’occasione d’oro. Ma proprio dopo quella partita è cresciuta in me, ma il discorso credo valga per molti di noi,  la consapevolezza, la certezza che il sogno sarebbe potuto diventare realtà.

Le immagini della spettacolare maratona di gara 6 erano ben impresse nella mia mente mentre, carico d’orgoglio e di senso d’appartenenza,  mi recavo su una macchina a noleggio, in mezzo al traffico caotico del venerdì pomeriggio, da Milano a Reggio. Sì, sarà stata una coincindenza o uno strano scherzo del destino, ma quel giorno mi trovavo nel capoluogo meneghino, che rievocava in me e nei miei compagni d’avventura ricordi piacevoli e indimenticabili. Durante il viaggio, davanti ai miei occhi  sono passate le immagini delle bombe di festa_sassari_1Logan e Dyson, dei rimbalzi di Lawal e della giocata di Sanders allo scadere dei tempi regolamentari di gara 7 contro l’Olimpia. Certo che quei ricordi potessero essere di buon auspicio, mi sono trovato come catapultato nel piccolo impianto reggiano. Potrebbe sembrare strano ma l’ambiente, non so se sia stato per la sooddisfazione  di poter vivere quel momento storico, era alquanto rilassato. Non si sentiva la tensione di gara 6!

Il primo quarto è stato traumatico, ma l’andamento delle altre partite ha evitato che si creasse un clima da festa anticipata per i reggiani e da disfatta per tutti noi, che abbiamo continuato a incitare i nostri beniamini con la stessa convinzione e con la stessa determinazione. Di pari passo col nostro incitamento, cresceva il rendimento della squadra che, pian piano, ha colmato il gap. Intanto dopo l’intervallo lungo, visto l’ingresso  dei tifosi che erano rimasti fuori, eravamo sempre di più, sempre più stretti. Il caldo stava diventando sempre più asfissiante e insopportabile,  ma la situazione difficile ha ancor di più compattato il nostro tifo. Sudati ma carichi, eravamo pronti a condividere ogni momento tutti insieme: ultras, gente da tribuna e anche chi, a Sassari, è abituato a vivere la partita nella comodità del parterre.

Il fattaccio tra Sosa e il tifoso è stato il momento più difficile della serata: l’atteggiamento del pubblico di casa, che Tifosi PalaSerradimignisosteneva e incitava il supporter, se così possiamo definirlo, ci ha fatto pensare che, per vincere, saremmo dovuti andare oltre la forza dell’avversario. Ma noi eravamo sempre più determinati e continuavamo con ls stessa convinzione a sostenere la nostra squadra che, grazie al nostro tifo, ha superato tutti i momenti difficili, in particolare la spallata del + 8 di Drake Diener.

A quel punto abbiamo barcollato, ma non abbiamo mollato e, a tre minuti dalla fine, ci siamo trovati sopra nel punteggio. Il pubblico reggiano è ammutolito, mentre noi eravamo gasatissimi . In quel momento,  non so se sia stata la sensazione di tutti, ma ho capito che ce l’avremmo fatta! I nostri stavano mettendo in campo un’energia pari a quella dei reggiani nelle fasi inziali della gara. Dopo ogni canestro i giocatori, in particolare Dyson, tornavano in difesa e guardavano il nostro settore in visibilio, come se volessero condividere con noi la loro voglia di vincere e il loro entusiasmo. Era come se, tifosi e giocatori, stessimo andando insieme verso quel Paradiso, che abbiamo toccato qualche minuto più tardi.

Ho ancora fisse nella mente le immagini dei liberi di Dyson e dell’ultima azione di Reggio Emilia: quando Drake Diener ha ricevuto la palla a tre secondi dalla fine, memore delle sue imprese allo scadere, mi sono passati nella testa mille pensieri, ma il nostro vecchio idolo, che forse non ha avuto la serenità necessaria per prendere quel tiro contro la Dinamo, ha buttato letteralmente la palla…e per noi è iniziato il delirio.

Jack, Brian e Manuel sono stati i primi ad arrivare sotto il nostro settore per prendere il nostro abbraccio. Nel frattempo, dal mio zaino avevo tolto la bandiera dei quattro mori, che avevo portato con me solo per un motivo: darla al nostro Capitano affinché la portasse sul palco durante la premiazione. Lui è un grande ed è stato ben felice di esaudire il mio desiderio ed è andato a ritirare la Coppa con la mia bandiera, che è diventata la sua. I tifosi reggiani guardavano impietriti, senza applaudire senza fischiare, mentre dai tifosi del Commando, durante la premiazione dei secondi, partuva il coro “Reggiana Reggiana”. Poi c’è stato spazio per la nostra festa, sentita ma composta. Credo che le imprese contro Milano ci abbiano temprato e che anche la vittoria di uno scudetto non sia stata vissuta come qualcosa di veramente impossibile. Fino alle 2 siamo rimasti fuori  ad aspettare i nostri beniamini, cantare e consolare i tifosi e i giocatori di Reggio nel pieno rispetto del loro dolore, del loro dispiacere  e dell’impegno profuso in campo.  Tra cori, applausi, strette di mano e abbracci c’era veramente un bel clima. Da veri amici, tra una mangiata e una bevuta, siamo arrivati alle 4 del mattino: in quel momento abbiamo fatto la foto davanti allo scudetto, che uno di noi aveva strappato dallo striscione “Conquistiamolo” che, solo due stagioni fa, campeggiava all’esterno del PalaSerradimigni prima della sfortunata sfida contro Cantù. Ora lo possiamo dire, l’appuntamento con la gloria era solo rimandato!!!!.

Poi ho chiuso gli occhi e ho visto la mia, la nostra Sassari in festa, ho sentito il suono dei clacson, che facevano da sottofondo a una notte da sogno, mentre le piazze, in particolare Piazzale Segni, brulicavano di gioia e di entusiasmo. Come riuniti in un abbraccio collettivo, si sono trovati insieme tutti i tifosi, soprattutto quelli che avevano vissuto gli anni epici del Meridda e del CONI e la cavalcata trionfale ed eroica dalla serie B. Era la loro vittoria, la vittoria di chi si era avvicinato al basket seguendo le gesta dell’Italia di Nantes con Meo Sacchetti in campo, di chi si era innamorato della Dinamo, quando i campioni rispondevano al nome di Silvio Angius, Massimo Bini, Enzo Bigot, Floyd Allen, Dallas Comegys e potremmo continuare all’infinito, così come avremmo voluto condividere quel momento con le persone che non ci sono più, che hanno vissuto con noi questo straordinario amore, come il primo Presidente della società, Giovanni Pilo, il ragionier Diana , Giovanni Cherchi e il mitico “Mimì Anselmi”….Ora lo vedo che si diverte e salta in qualche angolo del Paradiso. Questa vittoria, questa emozione è loro, è nostra, è profondamente nostra!!!!.

 

 

Esordio sfortunato per la Nazionale di pallavolo femminile al World Grand Prix 2015

Inizia male il cammino della Nazionale di pallavolo femminile nel World Grand Prix: opposte alle campionesse del Mondo in carica degli Stati Uniti, in quel di Ankara, le azzurre sono state sconfitte per 1 a 3 al termine di una sfida giocata alla pari con le quotate avversarie, che hanno giocato con maggiore attenzione i momenti clou delle ultime tre frazioni, mentre le ragazze di Bonitta possono recriminare per non essere riuscite, dopo aver vinto il primo set, a difendere i vantaggi accumuluti in tutte e tre le frazioni successive.Sorokaite

In avvio di gara, le azzurre hanno messo in difficoltà la ricezione statunitense, portandosi sul 4 a 2, poi gli Stati hanno migliorato il loro rendimento a muro e in difesa e hanno ribalato la situazione (6 a 10).

I muri di Gennari e l’ingresso di Sorokaite, al posto di una Diouf poco incisiva, hanno rianimato le azzurre, che hanno tenuto il passo delle rivali fino al 22 a 22. Allungo degli Stati Uniti fino al 22 a 24, ma nel momento più delicato della frazione Bosetti e compagne hanno reagito con grande determinazione, annullando dapprima due set point e chiudendo poi ai vantaggi per 27 a 25.

Nelle fasi iniziali del secondo set, Sorokaite ha trascinato la sua squadra che, al secondo time out, si è trovata in vantaggio sul 16 a 11, ma a causa di alcuni errori gratuiti le italiane non sono riuscite a chiudere i conti e hanno subito la rimonta delle statunitenti, che hanno pareggiato il conto dei set, chiudendo sul 21 a 25. Pressoché identico l’andamento del terzo parziale, vinto per 22 a 25 dagli Stati Uniti, che hanno chiuso i conti, aggiudicandosi con il punteggio di 23 a 25 il quarto e ultimo set, nel corso del quale le azzurre non sono riuscite a capitalizzare il vantaggio accumulato.

Domani le azzurre cerceheranno il riscatto contro il Belgio. La gara avrà inizio alle ore 15 (diretta Gazzetta TV).

 

Una domenica dedicata ai giovanissimi arcieri: in programma il Trofeo Pitzinnos e la fase regionale del Trofeo CONI

Una domenica tutta dedicata ai giovanissimi arcieri della Sardegna quella organizzata dal comitatotiro arco regionale della Federazione Italiana Tiro con l’arco. Di mattina, con inizio alle ore 10,00, si disputerà a Villaspeciosa, nel parco di San Cromazio, la terza ed ultima tappa del Trofeo regionale Pitzinnos. In gara ci saranno almeno una quarantina di atleti nati fra il 2001 ed il 2007, che si affronteranno in gare di tiro alla targa, tiro di campagna e 3D, con bersagli situati a distanze fra i 20 ed i 5 metri. Al termine delle sessioni di tiro verrà dapprima effettuaua la premiazione di tappa, alla quale seguirà  quella relativa alla classifica generale della manifestazione, stilata sulla base dei punteggi ottenuti da ciascun partecipante nelle due prove migliori disputate.

Nel pomeriggio, nella stessa location, andrà in scena la fase regionale del Trofeo Coni 2015, kermesse riservata a squadre maschili e femminile under 14 composte da due elementi, purché appartenenti alla stessa società. Le partecipanti verranno raggruppate in gironi all’italiana ed al termine dei quali le migliori classificate si affronteranno in semifinali e finali. Le due coppie vincitrici, una maschile e l’altra femminile, parteciperanno alle finali nazionali del Trofeo Coni, previste il 26 e 27 settembre a Lignano Sabbiadoro. Numerose le squadre già iscritte, ma solo Arcieri Uras, Ichnos Assemini e Arcieri Galluresi saranno in lizza in entrambi i settori.

Il nostro comitato punta moltissimo sulla promozione dell’attività giovanile – commenta il presidente Pino Spanu – l’anno prossimo faremo ancora più tappe, specialmente nel periodo non scolastico”.